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Rovere "pèdonculè" contro "sessile"?
Se ne è parlato all'ultimo Vinexpo
Diciamolo: perfino noi che siamo dei "poveri consumatori"
sappiamo che per elevare il vino in barrique non c'è altro
legno all'altezza del "chêne
sessile", un rovere a grana fine che cresce in
alcune aree del Massiccio centrale, in Francia. Questo legno è
il massimo, quello che tutti vogliono, quello che solo offre risultati
e garanzie all'altezza delle aspettative dei migliori produttori
di vino di tutto il mondo, al punto che le botti da 225 litri
che arrivano da tonnelleries che usano questa specifica specie
sono sempre messe in bella mostra in ogni cantina.
Ma ora qualche dubbio viene anche noi, perché non solo
pare ci siano buoni (o accettabili) risultati anche con rovere
di altre provenienze (ci risulta si possa parlare di Russia, di
ex Jugoslavia, di Austria, di Germania e di Nord America, ma sicuramente
ce ne sono altri che non conosciamo o abbiamo dimenticato) ma
anche nella stessa Francia si è deciso di chiarire le cose,
di evidenziare che la grana fine di Tronçay può
avere un valido concorrente nel "chêne
pédonculé" che cresce nel sud-ovest
del Paese, in Aquitania.
È in questo senso che si colloca l'operato di una associazione
CHÊNES DU SUD-OUEST-ORIGINE
ET VINS che si propone di mettere in più
stretta comunicazione produttori di vino e di botti (e di legno)
di Aquitania per sostenere una sorta di "fratellanza del
territorio", un concetto di "terroir" che non valga
solo per il vino, ma coinvolga anche le barrique.
E quale occasione poteva essere meglio dell'ultimo Vinexpo a Bordeaux
(centro e cuore pulsante dell'Aquitania del vino, nonchè
sede della più importante rasegna di settore mondiale)
per dire che la grana media del "pédonculé"
offre buoni risultati e che il "sapore di legno" del
rovere che nasce da queste parti non è così "coprente"
come accade con barrique fatte con altri rovere (ammesso che sia
un problema di legno e non di uso non perfettamente adeguato)?
E se a tutto questo si aggiunge un incontro con relazioni scientifiche
circostanziate sulla validità della proposta e sulla perfetta
"tracciabilità" di questo rovere (dalla foresta
alla singola barrique in cui viene impiegato), oltre ai risultati
di una degustazione comparativa di sei "appellations"
dell'Aquitania (Pessac-Léognan, Bordeaux Superieur, Lalande
de Pomerol, Pécharmant, Vin de Pays de Landes e Buzet)
che ha messo efficacemente in luce le potenzialità del
nuovo "concorrente" è evidente che ne sentiremo
parlare ancora, anche perché pare che siano già
stati fatti esperimenti piuttosto importanti, al punto che nelle
tonnelleries della zona sono in produzione qualcosa come 6mila
barrique...
Per ulteriori informazioni:
Chêne du Sud-Ouest - Origine et vins
6, Parvis de Chartrons - 33075 Bordeaux
telefono 05 56015470 - fax 05 56512808
chenes_o_vins@hotmail.com
28/6/2001 |