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Vendemmia in calo, bene l'esportazione
Se ne è parlato al "Seminario Ratti" a Verona
Una delle vendemmie più scarse degli ultimi sessant'anni,
con 42 milioni di ettolitri
prodotti contro i 52.3 del 2001 ed i 54.4 della media quinquennale.
Il giudizio è dell'Associazione
enologi ed enotecnici italiani, che mercoledì
23 ottobre a Veronafiere, nel corso del SEMINARIO
RATTI organizzato dall'ente in collaborazione
con la stessa associazione e l'Ice (Istituto nazionale per il
commercio con l'estero) ha presentato i dati definitivi
sulla quantità e qualità della vendemmia
2002.
L'incontro che ha rappresentato una sorta di "anticipazione"
del Vinitaly (che si terrà dal 10 al14 aprile 2003, www.vinitaly.com) e ha illustrato
le opportunità di interscambio con Corea del Sud e Giappone
ha evidenziato una flessione del 20% rispetto al 2001, dimostrando
come la stagione di raccolta dell'uva appena conclusa sia stata,
secondo le parole di Giuseppe Martelli,
direttore generale di Assoenlogi, "....una delle più
deficitarie dal '40 ad oggi". Bisogna infatti risalire
al 1950, quando gli ettolitri di vino prodotti furono 41, per
trovarne una peggiore.
La qualità, invece,
è risultata complessivamente buona, «ma con scarsissime
punte di ottimo e molte di medio».
Il dato disaggregato per regione segnala una serie di cali molto
consistenti in termini di quantità:
meno 25% in Piemonte, meno
20% in Lombardia, meno 15%
in Trentino Alto Adige, meno
30% in Veneto, meno 15% in
Friuli Venezia Giulia, meno
15% in Emilia Romagna, meno
10% in Toscana, meno 5% nelle
Marche, meno 20% in Lazio, meno 30% in Puglia,
meno 25% in Sicilia e meno
15% in Sardegna. Si salvano
solamente Abruzzo e Campania, i cui valori sono sui livelli dello
scorso anno.
"Non siamo di fronte ad un'annata da dimenticare",
ha sostenuto, "ma certamente non ci sarà un millesimo
da conservare. La qualità è risultata alquanto eterogenea.
Non solo in una stessa regione, ma addirittura in una stessa zona,
il sufficiente si scontra con l'ottimo ed il mediocre con l'eccellente".
I dati sull'EXPORT VINICOLO,
invece, illustrati da Stefano Raimondi,
responsabile della Linea vini, alcolici e bevande dell'Ice, continuano
a essere nel complesso positivi, tanto che nella prima parte del
2002 il settore enologico, all'interno della bilancia agroalimentare
italiana, "registra un tasso di crescita quattro volte
superiore nei confronti dell'intero comparto e si pone per la
prima volta leader nelle esportazioni con una quota del 16%, seguito
dall'ortofrutticolo al 15.8%".
"Nel corso del 2001", ha spiegato Raimondi, "i
volumi esportati si sono assestati a 15.6 milioni di ettolitri,
segnando una flessione negativa dell'11.4%. Sul versante dei valori,
invece, l'anno scorso si è concluso con un complessivo
+ 4.3%, in linea con una serie di variazioni positive fin dal
1985".
"La flessione dei volumi esportati", ha continuato,
"induce a credere che ci sia in atto una crisi del settore,
ma il dato finale è la sommatoria composita che dipende
dall'andamento delle diverse tipologie di prodotto e dall'andamento
dei singoli mercati". "In realtà",
sempre secondo Raimondi, "il vino italiano sta incontrando
il progressivo consenso della domanda internazionale grazie alla
qualità dei prodotti offerti. Il trend positivo dell'export
risulta essere in controtendenza rispetto alla dinamica del made
in Italy in generale, che registra non poche difficoltà
nella presente fase congiunturale dell'economia internazionale".
Nei primi sei mesi del 2002 la vendita
all'estero di prodotti sfuso è in calo del 7.9%,
mentre i vini imbottigliati
crescono del 2.03%. Sul versante dei valori le tendenze mostrano
una dinamica più accelerata: + 6.4% complessivo, con una
punta dell'8.14% per i vini imbottigliati.
"La composizione delle esportazioni vinicole",
ha osservato Raimondi, "vede il prevalere dei vini rossi che coprono una quota del
53% e del 57% rispettivamente volume e valore, seguono i vini
bianchi (33 e 28%), gli spumanti (5 e 8%), mentre i vini frizzanti si dividono la restante
quota".
Camillo Cametti, commissario
straordinario di Veronafiere, ha sottolineato l'impegno dell'Ente
nel promuovere il settore del vino nel mondo, soffermandosi sulle
iniziative organizzate per presentare Vinitaly negli Stati Uniti,
in Cina e Giappone.
Vittorio Di Dio, direttore commerciale di Veronafiere, si è
soffermato sulle nuove iniziative in previsione di Vinitaly.
I DATI DEFINITIVI ASSOENOLOGI
SULLA PRODUZIONE VITIVINICOLA 2002 (VINO E MOSTO)
| Regione |
Produzione media vino
e mosto 1997/2001
Dati Istat |
HL vino e mosto
produzione 2001
Dati Istat |
Variazione percentuale
prevista
sul 2001 |
Media ettoliti
vino e mosto
previsti
nel 2002* |
| Piemonte |
3.21.000 |
3.324.000 |
-25% |
2.490.000 |
| Lombardia |
1.450.000 |
1.286.000 |
-20% |
1.030.000 |
| Trentino Alto Adige |
1.168.000 |
1.230.000 |
-15% |
1.050.000 |
| Veneto |
8.364.000 |
8.668.000 |
-30% |
6.070.000 |
| Friuli Venezia Giulia |
1.132.000 |
1.111.000 |
-15% |
940.000 |
| Emiia Romagna |
6.480.000 |
7.116.000 |
-15% |
6.050.000 |
| Toscana |
2.427.000 |
2.220.000 |
-10% |
2.000.000 |
| Marche |
1.719.000 |
1.683.000 |
-5% |
1.600.000 |
| Lazio |
3.335.000 |
3.008.000 |
-20% |
2.410.000 |
| Abruzzo |
3.959.000 |
3.441.000 |
= |
3.440.000 |
| Campania |
2.023.000 |
1.717.000 |
= |
1.720.000 |
| Puglia |
7.685.000 |
6.877.000 |
-30% |
4.820.000 |
| Sicilia |
7.938.000 |
7.149.000 |
-25% |
5.360.000 |
| Sardegna |
926.000 |
845.000 |
-15% |
720.000 |
| Altre** |
2.604.000 |
2.618.000 |
-20% |
2.100.000 |
| Totale |
54.431.000 |
52.293.000 |
-20% |
41.800.000 |
Fonte Associazione Enologi Enotecnici Italiani
* In colonna sono indicate le medie produttive arrotondate e ipotizzate
per ogni regione
** Valle d'Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria
26/10/2002 |