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Un "Bianco&Rosso" verso la qualità
Si è chiusa il 4 novembre l'edizione 2002
 
Si è conclusa lunedì 4 novembre la kermesse BIANCO&ROSSO, che svoltasi, come d'abitudine, nel coinvolgente scenario di Villa Castelbarco Albani di Vaprio d'Adda, ingolosisce ormai da cinque anni i palati degli enonauti e dei gastronauti.
La manifestazione ha avuto un riscontro di pubblico più che soddisfacente: il comunicato stampa parla di 40mila presenze.
Va tenuto conto che la data canonica di "Bianco&Rosso", quella del ponte di novembre, invoglia molti a lasciare la città e che ottobre, novembre sono mesi ricchi, se non ricchissimi di manifestazioni di presentazione dei vini e di cibi. Quindi a conti fatti un riscontro di pubblico interessante. Pubblico, che per accedere, ha pagato 15 euro di ticket, comprendente buoni di degustazione di vini presso l'enoteca, allestita al termine del percorso espositivo.
"Bianco&Rosso" quest'anno è stata molto lombarda: lo testimoniava l'ingresso in verde Regione Lombardia, le Officine dei Sapori, in cui sono stati proposti in degustazioni guidate i prodotti della nostra regione da conoscere e da scoprire, perché essendo di nicchia spesso non riescono ad uscire dai loro confini di produzione.
Un vanto delle Officine è stato quello di essere gratuite, situazione, che non ha pregiudicato né la qualità delle specialità proposte, né la competenza dei relatori, a partire, da Elio Ghisalberti, Gino Verdi e al loro professionale team d'assistenti.
Agevole e veloce, grazie alla presentazione via internet, è stata la prenotazione alle Officine, che hanno visto accedere un pubblico attento e desideroso di imparare a conoscere ed assaporare le bontà della Lombardia.
Un dato confortante delle officine è quello relativo alla presenza sempre cospicua di pubblico, fattore che gli anni scorsi, nonostante i temi proposti fossero interessanti, aveva un po' scantonato all'idea di sedersi per ascoltare e degustare.
Educare, facendo divertire con serietà, è stato l'obiettivo delle Officine, che sembra essere stato raggiunto.
Ancora Lombardia in primis all'Enoteca. Molta, forse eccessiva la proposta di vini lombardi, che, a detto degli stessi intervenuti, sarebbe dovuto essere supportata dalla presenza di un maggior numero di vini della nostra penisola.
Tra gli espositori, il cui numero è rimasto pressoché invariato rispetto alla passata edizione, anche se la disposizione degli spazi di quest'anno avrebbe potuto far pensare ad una loro diminuzione, vi è stata, come di consuetudine in eventi analoghi, una partecipazione leggermente superiore (il 10% in più) di chi ha proposto specialità gastronomiche (salumi, formaggi ed altri tesori di gola) rispetto a chi presentava i vini.
Costruttivo il terzetto prodotto-pubblico-espositore con quest'ultimo in veste di cicerone di vini e d'altre specialità, che volentieri erano offerti al pubblico in piccoli assaggi gratuiti. Espositore testimonial, fatto che sicuramente ha giovato al business immediato durante la fiera e che ci si auspica porti a ritorni anche in futuro a chi quest'anno per la prima volta ha partecipato a "Bianco&Rosso" ma anche ai veterani dell'evento.
Molti dei prodotti enogastronomici offerti erano di nicchia, unici, pur non essendo questo loro valore aggiunto, evidenziato da definizioni od etichette altisonanti. Lungo il percorso espositivo, obbligato come di prassi, per consentire a tutti di vedere e di degustare tutto, erano collocati degli spazi, dove poter consumare comodamente seduti un piatto caldo, mentre al ristorante sardo venivano proposte le specialità isolane in un ambiente di comfort ed elegante.
Mancavano a Bianco&Rosso gli spazi sosta, senza obbligo d'acquisto, per "prendere fiato" dopo le varie tappe culinarie ed enoiche.
C'è sembrato non cospicuo il riscontro di pubblico nello spazio "Per&formaggi", dove erano proposte specialità casearie accompagnate a vini appositamente studiati per un abbinamento ad hoc in compagnia di stuzzicanti marmellatine.
Poco presenti quest'anno i media (giornali, riviste) enogastronomici, forse complice internet, su cui sono presenti numerosi siti d'enogastronomia di facile e veloce consultazione.
Anche chi fa cultura del vino e del cibo, organizzando appositi corsi e seminari ha glissato la kermesse, tranne una nuova organizzazione, che propone un approccio "dinamico", in movimento, con il mondo del vino.
Lunedì 4 novembre era dedicato agli operatori, che potevano vedere assaggiare i prodotti dei vari espositori e parlare con questi ultimi in una giornata più tranquilla delle tre trascorse.
Sempre il 4 novembre vedeva in calendario nel nuovo ristorante di "Bianco&Rosso", collocato all'esterno dell'area espositiva, il "Top Wine Day", dove è stato possibile degustare, tra gli altri, alcuni dei vini recentemente premiati da una delle più autorevoli guide del settore. Sempre lunedì ha visto lo svolgersi di un dibattito delle Donne del Vino. Questo pullulare d'eventi nella giornata finale della manifestazione ha tuttavia deviato l'attenzione degli addetti ai lavori, che si sono recati meno di quanto ci si attendesse, a visitare l'esposizione vera e propria.
Gli organizzatori di Bianco&Rosso si dicono più che soddisfatti del risultato raggiunto, da quella che chiamano "manifestazione di nicchia". Molto contenti si sono dichiarati delle Officine dei Sapori, e della qualità del pubblico, che dimostra di aver sempre maggior desiderio di "capire" e di conoscere il mondo alimentare, quasi a voler nutrire, oltre al corpo, la mente.
Tra le finalità dell'evento, ci dicono sempre gli organizzatori, vi era quella di proporre qualità, finalità che è stata centrata.
Mirka Frigo e Giorgio Luppi

10/11/2002