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La 27a edizione di "Vinum" ad Alba
Una iniziativa firmata GoWine
 
La città era quella di Alba, comune con la maggior concentrazione di enoteche e "tartufoteche" mai vista. La giornata è stata quella del 25 aprile, primo giorno di apertura delle degustazioni della manifestazione VINUM, evento rivolto "esclusivamente" ai consumatori.
E ci fa particolarmente piacere poter parlare ogni tanto di manifestazioni di questo genere, organizzate per divulgare "la cultura del vino" estendendola al maggior numero di persone possibili.
La manifestazione, che si è aperta con la cerimonia inaugurale giovedì 24 aprile e che si è chiusa giovedì 1° maggio, comprendeva convegni , tavole rotonde, mostre fotografiche, incontri, tutti con soggetto principale il vino e il mondo che ruota attorno ad esso. Nel centro storico di Alba, erano stati posizionati degli ampi chioschi a tema che offrivano, in degustazione (a pagamento), vini e prodotti piemontesi, nonché una ampia selezione di "Vini del Mondo". Il turista del vino, 10mila presenze per un totale di 70mila degustazioni circa nei soli primi tre giorni della manifestazione, ha avuto cosi la possibilità di "gustare" sia il centro storico di Alba, che i prodotti della regione attigua alla città. Da rilevare anche, un cospicuo numero di presenze di turisti stranieri.
Fulcro della "sezione degustativa" dell'evento è stata la postazione nel Cortile della Maddalena, dove di giorno in giorno, i produttori hanno presentato i loro gioielli più rari. Venerdì 25, giorno della nostra visita, è stato il turno del "Re dei vini", ovvero il Barolo (perlopiù annata 1999). Nonostante il fatto che l'esborso, per il pubblico, fosse di una certa rilevanza (euro 25 per il Pass rosso), possiamo dire che "ne valeva veramente la pena". Oltre alla straordinaria qualità dei prodotti offerti, c'era infatti la possibilità (nella maggior parte dei casi), di poter parlare direttamente con i produttori e gli enologi delle varie aziende presenti. L'ingresso garantiva, è bene precisare, la possibilità di accedere a tutti i prodotti (più di cinquanta), oltre che a una degustazione nella "Grande enoteca" (settecento etichette).
Per testimoniare ulteriormente la levatura qualitativa della giornata (e il favorevole rapporto qualità prezzo) citiamo solo alcuni nomi, anche per ragioni di spazio, dei produttori di Barolo presenti, a cominciare dai Fratelli Alessandria, per proseguire con Brezza, Conterno Fantino, Contratto, Elio Grasso, Marchesi di Barolo, F.lli Oddero, Parusso, Prunotto, Roberto Voerzio e tanti altri. Dobbiamo dire che di tutti i prodotti che abbiamo assaggiato nessuno ha deluso le nostre aspettative; anzi, la maggior parte dei vini sono risultati (come anche ci confermano i produttori), frutto di una annata, quella del 1999, favorevolissima per clima, allo sviluppo di un ottima quantità e qualità di profumi, nonché di uno straordinario colore. A detta di molti il 1999 è stato una anno ideale per la produzione di un Barolo "da conservare", al contrario della tanto celebrata annata 1997, che appariva "già troppo pronta" al momento della commercializzazione. Non vogliamo cedere alla tentazione di descrivervi singolarmente i vini che abbiamo potuto assaggiare, preferiamo dare spazio alla descrizione dell'evento di modo da darvi più informazioni possibili ai fini di una vostra eventuale partecipazione alle prossime edizioni.
Nelle giornate successive i produttori di Barolo hanno ceduto la scena ai produttori di Barbaresco (sabato 26), a quelli di Barbera e Roero (domenica 27), e per il finale di giovedì 1° maggio il tutto si è concluso "dolcemente", con i produttori di Dolcetto e di Moscato.
Passando per le vie del centro si poteva trovare accoglienza presso gli altri stand, dove era previsto un ingresso a otto euro che comprendeva il bicchiere e una degustazione (Pass verde), per le successive degustazioni, sia nel caso del Pass verde che nel caso del Pass rosso, era necessario acquistare il ticket del prezzo di due euro. Interessante sia la sezione dei Vini dal mondo che quella dei Vini rari del Piemonte, quest'ultima comprendeva una buona scelta di vini come il Pelaverga di Verduno, quello delle colline Saluzzesi, l'Avanà, il Doux d'Henry, Il Rouchè di Castagnole e tanti altri. Una ottima occasione per confrontare vini quasi introvabili.
Non vogliamo discutere o giudicare i prezzi in gioco in questa manifestazione, ci teniamo però a dire che è da preferirsi un evento come questo, dove pagando il biglietto o la degustazione si ha il chiaro e inequivocabile diritto ad assaggiare il vino che vogliamo tra i prodotti a disposizione.
Al contrario ci pare un po' poco serio, l'atteggiamento di alcune fiere o eventi (anche a livello nazionale) che pur definendosi a esclusivo uso di operatori del settore consentono l'ingresso al pubblico, non garantendo di fatto la possibilità dell'assaggio (che è la ragione per cui tutti acquistano il biglietto). "Prezzi chiari, amicizia lunga", questo è quello che chiede il consumatore e manifestazioni come "Vinum" ci sembra promettano proprio questo.
Tra gli innumerevoli convegni interni alla manifestazione, senz'altro vogliamo citare quello relativo al "Bere Sociale", condotto dal professor Alessandro Meluzzi, direttore scientifico della Scuola di umanizzazione presso l'Asl 18 (Alba-Bra), che non solo ribadisce il già noto effetto benefico del bere vino (in modiche quantità) ai pasti, ma che pone anche l'accento sugli aspetti positivi, nei riguardi della socializzazione, che il "Modo Vino" sta portando avanti.
Per concludere, vogliamo congratularci con i vincitori dei due concorsi altresì compiutisi durante la manifestazione, ovvero il 2° Trofeo Piemonte sul Nebbiolo e il Concorso miglior sommelier del Piemonte 2003, vinti rispettivamente da Luca Gardini e Ezio Cravero.
Giovanni Luca Rimoldi

3/5/2003