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Etichette Braille per vino e olio
Da Villa Caplet per l'Unione ciechi
 
Nasce un vino che anche i non vedenti potranno riconoscere AL TATTO. Cinque centesimi di euro per ogni bottiglia venduta andranno a favore dell'Unione italiana ciechi. Un'iniziativa della Villa Caplet, presentata durante l'ultima edizione del Vinitaly. E dopo il vino toccherà all'olio.
In accordo con l'unione italiana ciechi, la casa produttrice veronese Villa Caplet ha creato un Valpolicella ed un Soave etichettati a misura di non vedente, con tutte le informazioni stampate anche in Braille. Su ogni bottiglia venduta, inoltre, senza alcuna maggiorazione di prezzo a carico dei consumatori, cinque centesimi di euro saranno devoluti a favore dell'associazione, per la realizzazione di ambulatorio di consulenza gratuita destinato alla prevenzione della cecità.
"È la dimostrazione - ha commentato Luciano Rossignoli, neoconsigliere di Veronafiere, presentando l'iniziativa ­ che le aziende possono riuscire a fare innovazione anche attraverso l'attenzione per consumatori che hanno esigenze particolari, come i non vedenti".
"Non si tratta di un'operazione pubblicitaria
­ ha tenuto a precisare Guido Rambelli, alla guida della ditta di famiglia Villa Caplet ­ ma di un'idea nata da un'esperienza di vita. Ho conosciuto, infatti, il mondo dei non vedenti quando il figlio di un mio caro amico ha perso la vista in seguito ad un incidente. So che per i ciechi anche una cosa semplice come fare la spesa può diventare un problema e, quindi, ho pensato di far loro questo regalo. In futuro vorrei esportare il Soave ed il Valpolicella con queste etichette, visto che la scrittura Braille è universale, una sorta di esperanto, comprensibile per tutti i non vedenti del mondo".
Massima soddisfazione è stata espressa da Maurizio Mariotto, presidente provinciale dell'Unione nazionale ciechi, che ha chiuso la presentazione con un augurio: "Che questo possa essere solo il primo anello di una robusta catena. Dopo il vino anche gli altri prodotti agroalimentari dovrebbero adottare etichette consultabili dai non vendenti".
"Noi promettiamo di etichettare al più presto con il sistema Braille anche l'olio d'oliva"
, ha risposto Rambelli.
Resta ora da vedere se, di fronte ad iniziative del genere, la grande distribuzione organizzata reagirà collaborando.
Una iniziativa analoga è già stata sperimentata, con notevole successo sia in termini commerciali che di immagine da una azienda del lago di Garda (Cantine della Valtenesi e della Lugana); in tale circostanza è nata una sponsorizzazione con un gruppo di velisti non vedenti, appartenenti al progetto Homerus, riconosciuti non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.
Marco Rossi

4/5/2003