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Introiti in crescita, export al passo
Ismea.it, 27 ottobre-2 novembre 2003
 
Si conferma anche per la CAMPAGNA 2002/2003 il trend positivo delle esportazioni in valore attestate a 2.730 milioni di euro, il 2% in più rispetto al 2001/2002.
Insieme all'export, nonostante una crescita della spesa per importazioni del 18%, cresce anche il saldo attivo della bilancia commerciale che nella campagna 2002/2003 ha superato per la prima volta i 2.500 milioni di euro (+1%).
Le notizie positive sulla campagna appena conclusa sembrano, però, esaurirsi qui.
Sul fronte dei volumi infatti, secondo elaborazioni Ismea su dati Istat, si registra una battuta d'arresto dell'11% su base annua che in termini assoluti si traduce in una riduzione delle consegne di 1,8 milioni di ettolitri di vino.
Tale flessione, se da un lato  potrebbe essere giustificata con la scarsità delle disponibilità durante la campagna, visto che la vendemmia 2002 era stata la più magra degli ultimi anni, dall'altro si deve addebitare in particolare al segmento dello sfuso che incassa colpi ormai da diverse campagne, indipendentemente dai livelli produttivi.
Sembra quasi superfluo, infatti, sottolineare che la riduzione della domanda estera anche nella campagna 2002/2003 ha colpito in modo piuttosto significativo i vini sfusi.
I 3,97 milioni di ettolitri consegnati oltre frontiera hanno fatto segnare una riduzione del 35% e i vini da tavola, in particolare, che rappresentano il 92% dell'intero segmento, sono passati da 5,78 milioni di ettolitri a 3,66 (-58%).
A determinare la minor domanda di vini sfusi nel complesso sono stati Germania e Francia soprattutto. La prima, infatti, ha acquistato in Italia 1,85 milioni di ettolitri di sfuso contro i 2,44 della campagna precedente (-24%), mentre la Francia, con poco più di 900 mila ettolitri, ha praticamente dimezzato le richieste. Questa della Francia, non è certo un a novità. E' infatti la terza campagna consecutiva dove si registrano flessioni degli approvvigionamenti di sfuso in Italia.
Continuando a scorrere l'elenco dei principali cliente in questo particolare segmento si osserva comunque un susseguirsi quasi ininterrotto di segni negativi: dal ­10% della Svizzera al ­33 e ­30 per cento rispettivamente di Repubblica Ceca e Grecia. Tra i primi dieci Paesi, solo la Slovacchia ha incrementato la domanda: +10%.

Del tutto opposta la situazione, invece, nel segmento dei confezionati. Dopo la leggera flessione registrata nella campagna 2001/2002 infatti, questi ultimi hanno ripreso a crescere, sebbene il contenuto tasso d'incremento (+3%) non permetta di recuperare le perdite subìte dagli sfusi.
Nella campagna 2002/2003 sono stati spediti all'estero 7,6 milioni di ettolitri di vini confezionati per un incasso complessivo di 2.098 milioni di euro (+4%).
Determinante per la buona performance di questo segmento l'aumento della domanda di Stati Uniti (+6%), Regno Unito (+16%), Canada (+9%) e Svezia (+14%). Pochi invece i segni meno. Da segnalare comunque la riduzione delle consegne in Germania (-3%) e Giappone (-9).
A turbare il sonno degli operatori degli operatori italiani è anche la riduzione, per la seconda campagna consecutiva, dell'export in volume dei vini Doc-Docg. Nel 2002/2003, infatti, i 4,27 milioni di ettolitri esportati hanno segnato una flessione del 6% rispetto ai 4,26 del 2001/2002, accompagnata da una riduzione degli introiti del 3%.
Stati Uniti e Germania, hanno diminuito la propria domanda rispettivamente del 10 e 6 per cento in volume, con contrazioni della spesa del 5%. Questi sono i primi due Paesi clienti per i i vini do italiani, alternandosi alla testa della graduatoria a seconda si considerino i volumi o il valore. La prima è infatti guidata dalla Germania con 1,53 milioni di ettolitri, mentre la seconda vede come leader gli Stati Uniti con 384 milioni di euro.
Questa situazione si ripete analizzando anche la graduatoria delle destinazioni complessive del vino italiano. La Germania, nonostante una flessione del 12% rispetto alla campagna precedente, con 4,96 milioni di ettolitri resta il primo Paese cliente per volumi consegnati contro i 2,09 milioni degli Stati Uniti (+7%) che hanno speso 734 milioni di euro (+8%), mentre gli introiti dalle esportazioni tedesche ammontano a 712 milioni di euro.
La campagna 2002/2003 ha segnato anche un significativo incremento delle importazioni, salite a 1,37 milioni di ettolitri (-50%), con esborsi attestati a 229 milioni di ettolitri (+18%).
A guadagnare dell'accresciuta domanda italiana è stata la Spagna, che si conferma con 650 mila ettolitri il primo fornitore (+86%), seguita dalla Francia (+24%) e dal Portogallo, che con 110 mila ettolitri ha quasi triplicato le proprie consegne in Italia.

9/11/2003