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Consumi: i giovani e il vino
Dati e un progetto: il "conducente consegnato"
Secondo un'indagine Ismea-AcNielsen sui consumi extradomestici
(anno 2004) in spuntini, aperitivi e soprattutto nei dopocena
fuori casa, i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni,
dopo gli analcolici (19%) scelgono nell'ordine bibite alcoliche
di diversa natura (21%), birra (16%) e per ultimo il vino solo
in 7,3 casi su 100. E' quanto è emerso al Vinitaly dalla
tavola rotonda su "VINO, BENESSERE E SALUTE",
organizzata da Coldiretti e Città del Vino,
nel corso della quale è stato evidenziato che si tratta
di un dato che conferma l'ultimo rapporto 2004 del Centro studi
Fipe-Confcommercio realizzato per conto del Silb (Sindacato
Italiano dei Locali da Ballo) nei bar di discoteche, night club
e sale da ballo.
Secondo il rapporto il consumo di vino in valore in questi locali
è addirittura inferiore a quello dei succhi di frutta:
la quota di fatturato da alcolici rappresenta il 30,6% del totale
del quale il volume d'affari generato dal vino è pari a
circa un decimo (3,5%) addirittura più basso di quello
generato dai succhi di frutta (6,2%). D'altra parte secondo i
dati dell'Associazione italiana sommelier su un totale di poco
più di 30 mila iscritti, il 40 per cento è costituito
da giovani che sempre più si iscrivono ai corsi di formazione
professionale per diventare Sommelier. Una tendenza confermata
dal fatto che nell'ultimo anno sono stati circa 15.000 i ragazzi
di età compresa tra i 18 e i 30 anni coinvolti nel progetto
speciale di sensibilizzazione "Vino e Giovani" promosso
dal Ministero per le
Si tratta di analisi che affermano Coldiretti e Città
del Vino confermano, anche tra i giovani, le profonde differenze
nel consumo generico di alcolici e quello equilibrato di vino,
che vanno riconosciute con campagne selettive che devono accompagnare
il rigore nei confronti degli abusi con la formazione per sviluppare
la conoscenza e la capacità critica di scelta. Un consumo
consapevole, fondato sulla conoscenza, significa nuove sfide
e nuove opportunità di crescita per il vino Made in Italy
che deve far emergere ha affermato il presidente della Coldiretti
Paolo Bedoni le sue specifiche identità rappresentate
dalla cultura, dal clima, dal paesaggio e dalle testimonianze
artistiche e naturali, che solo il territorio nazionale può
offrire. "In Italia ha detto Floriano Zambon,
presidente dell'Associazione Nazionale Città del Vino
non c'è ancora un'adeguata informazione e comunicazione
educativa rivolta alle giovani generazioni. Il nostro progetto
vuole contribuire a riempire questa lacuna sviluppando nei giovani
e nelle famiglie un maggiore attaccamento alle tradizioni enogastronomiche".
Il rapporto tra alcol e giovani concludono Coldiretti e
Città del Vino è al centro di un'ulteriore
campagna di informazione che coinvolgerà, a partire da
settembre, 15 amministrazioni pubbliche italiane, tra le quali
le Province di Roma, Bologna, Crotone, Rimini, Forlì-Cesena
e le regioni Piemonte e Basilicata. Si tratta del progetto paneuropeo
del "conducente designato", che sulla scorta
di analoghe esperienze fatte soprattutto in nord Europa vuole
favorire anche in Italia forme di dissuasione alla guida in stato
di ebbrezza, in particolare all'uscita dalle discoteche. Il "conducente
designato" è la persona che all'interno di un gruppo
viene incaricata di guidare l'automobile per conto degli altri,
quella che si astiene dal bere per assicurare una guida sicura.
A seguito di questa campagna a Londra sono nate società
di servizi che accompagnano a casa i giovani prelevandoli all'uscita
dalle discoteche e dai pub. Il progetto pilota italiano è
coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
e realizzato dalla società di Ricerche e Servizi sul Territorio
(Rst) e dalla Società italiana di psicologia per la sicurezza
viaria (Sipsivi). Al progetto collabora anche l'Associazione Città
del vino.
8/4/2005 |