|
|
Pinot nero dell'Alto Adige
Una nuova, importante affermazione
Si rinnova il successo dei vini altoatesini in occasione della quinta edizione
del CONCORSO NAZIONALE DI EGNA. Le prime cinque posizioni della
classifica finale sono ad esclusivo appannaggio di etichette altoatesine, a
conferma che l'Alto Adige è il terroir d'elezione di questo vitigno.
Bisogna scendere al 6° posto per trovare un'altra regione italiana.
Si sono concluse venerdì 19 maggio le "Giornate Altoatesine
del Pinot Nero" che hanno dato la possibilità a specialisti
e appassionati del vino di degustare un'ampia gamma di Pinot Nero prodotti non
solo in diverse regioni italiane ma anche nel resto del mondo in Paesi quali:
Borgogna, Austria, Germania, Svizzera, Ungheria, Stati Uniti, Argentina, Cile,
Belgio, Australia e Nuova Zelanda.
Per due giorni Egna e Montagna sono stati luoghi eletti ad assaggi e verifiche
per un vino che è una sfida per enologi e produttori ma che se viene
vinificato con la massima fedeltà alle sue caratteristiche varietali
può dare grandi soddisfazioni.
In occasione delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero presso Castel Enn di
Montagna si è tenuta la premiazione della quinta edizione del Concorso
Nazionale del Pinot Nero. Durante la rassegna di quest'anno si sono "sfidati"
61 vini provenienti da tutta l'Italia, degustati e valutati da una giuria internazionale
di sommelier professionisti giunti da Germania, Svizzera, Stati Uniti e Italia.
Il premio di "Miglior Pinot Nero" è stato assegnato al Montigl
Riserva della Cantina di Terlano, il presidente della Cantina
Georg Höller, ha così commentato la vittoria: "Il Montigl
Riserva viene prodotto tra i 500 ed i 700 m di altitudine, su una superficie
di 5 ettari con una produzione di 15.000 bottiglie l'anno. Il Pinot nero necessita
di particolari condizioni climatiche e 40 anni fa, a Terlano, venne commesso
l'errore di coltivarlo troppo in basso. Ora abbiamo imparato la lezione, tanto
da riuscire a vincere questo prestigioso concorso".
Questo concorso costituisce una preziosa opportunità per tutta la viticoltura
altoatesina e la credibilità acquisita negli anni è frutto anche
dell'efficacia del sistema di valutazione, curato dall'ingegner Armin Kobler
del centro sperimentale Laimburg, che si basa sulla tipicità e qualità.
24/5/2006 |