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Librandi torna al passato
Il recupero delle viti "ad alberello"
Il lavoro dei Librandi per il RECUPERO DELLE TRADIZIONI
VITIVINICOLE calabresi non si ferma mai. L'ultima novità della
cantina è la sostituzione di 17 ettari di vigneto giunti a fine periodo
produttivo dell'azienda agricola Critone nell'Agro di Strongoli (39 ettari in
totale), con nuovi impianti ad alberello.
La scelta tende alla rivalutazione di una forma tradizionale di allevamento
della vite di derivazione greca e tipica della cultura mediterranea, che si
adatta perfettamente ai climi caldi e siccitosi come quelli della Calabria.
Meno espansa, almeno rispetto agli utilizzi fatti di altre classiche forme di
allevamento come la spalliera o il cordone verticale, protegge la vite dall'insolazione,
favorisce la maturazione dell'uva utilizzando il calore della terra e contribuisce
a ridurre in modo naturale la resa (70 quintali per ettaro).
Pur comportando un discreto aumento dei costi di manodopera, a causa della ridotta
meccanizzabilità, l'allevamento ad alberello presenta il vantaggio di
favorire l'ingresso della luce in ogni zona della chioma, consente di mantenere
nel tempo un corretto equilibrio vegeto-produttivo e di razionalizzare la distribuzione
di terreno per ceppo, offrendo un'adeguata aerazione della chioma. Adottando
inoltre potature di allevamento corte a 3 speroni per ceppo, viene rispettata
la giusta carica di gemme che nel caso del Gaglioppo varia da 30mila a 40mila
gemme per ettaro.
Il team di agronomi di Librandi è cosciente, inoltre, del fatto che migliorando
e razionalizzando le attuali tecniche di gestione dei vigneti, l'alberello possa
in parte essere meccanizzato, soprattutto adottando sesti adeguati alla stessa
forma. Se prendiamo l'esempio del Gaglioppo, vitigno base della produzione cirotana,
utilizzando una densità d'impianto di 5300 piante per ettaro con sesti
di m. 2,10 x 0,90, ci si può permettere la meccanizzazione di diverse
operazioni.
La convinzione dell'azienda, è che viti coltivate con questa forma di
allevamento producono uve tendenzialmente più sane e di migliore qualità,
dalle quali ottenere vini di sempre maggiore importanza.
I Librandi sostengono fermamente l'opinione che la vitivinicoltura di eccellenza
cirotana non può che passare attraverso l'impegno teso alla riconsiderazione
delle forme di allevamento affermatesi storicamente in zona, abbinato alla rigorosa
applicazione delle conoscenze moderne in fatto di fisiologia della vite, di
pedo-climatologia e selezione genetico-sanitaria.
18/1/2007 |