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Amarone 2003 in anteprima
Ma davvero il 2003 č un grande millesimo per l’Amarone di Valpolicella?
 
Se ci dovessimo basare, nel formulare un giudizio, esclusivamente sul numero di produttori che hanno presentato a Verona, nel fine settimana del 10 e 11 febbraio i loro vini all’ANTEPRIMA AMARONE 2003 sembrerebbe proprio di si; erano presenti infatti in 53, a fronte della ventina che lo scorso anno avevano proposto i vini dell’annata 2002; e naturalmente noi di vienalia.org li abbiamo assaggiati tutti.
Prima, comunque, di farvi partecipi delle nostre valutazioni sui vini degustati, è opportuno analizzare l’andamento climatico di questa annata così particolare, confrontandola con la pur particolare, sebbene per opposti motivi, annata 2002.
I dati forniti dal Consorzio tutela Vino Valpolicella mostrano valori climatici enormemente differenti tra le due annate citate; confrontando esclusivamente il parametro relativo alla piovosità notiamo che nel 2003 sono caduti meno di 600 millimetri, a fronte dei 1.200 del 2002 (erano stati poco meno di mille nel 2000 e circa 800 nel 2001); altra notevole differenza è quella relativa alla radiazione solare, con valori decisamente più elevati nel 2003 rispetto ai tre anni precedenti (oltre il doppio rispetto al 2001).
Già a partire dal mese di marzo (2003) si nota infatti un andamento siccitoso, con conseguente anticipo del germogliamento; il mese di maggio è poi contraddistinto da temperature anomale, con punte che superano i 30 gradi, anticipando di conseguenza le fasi fenologiche della vite, con fioritura già alla metà del mese e con aumento degli aborti floreali dovuti alle alte temperature; questo di per se non è problematico, relativamente alle uve destinate all’appassimento, poiché i grappoli si presentano spargoli, e quindi non facilmente attaccabili dalle muffe.
Durante il successivo mese di giugno la siccità continua, causando i primi problemi, dovuti allo stress idrico nei vigneti più soleggiati e con suolo ghiaioso e permeabile; rimangono salvaguardati quelli con natura del terreno argillosa, in grado di mantenere una certa umidità nel sottosuolo.
La siccità perdura nei successivi mesi di luglio ed agosto, ed alla metà di quest’ultimo si assiste già all’appassimento dei grappoli in pianta ed alla caduta delle foglie, con interruzioni della maturazione fenolica; per contro la sanità delle uve è ottimale, non essendosi verificati fenomeni di umidità con conseguenti attacchi di peronospora e di oidio.
Il mese di settembre, con l’abbassarsi delle temperature e con qualche piovasco, ristabilisce parzialmente le condizioni ideali per una corretta maturazione fenolica delle uve, ormai pronte da vendemmiare.
In conclusione: uve sane, anche se in alcuni casi un poco cotte, ma minor quantità.
Le conseguenze di un’annata così siccitosa si sono fatte sentire anche per quanto riguarda le pratiche enologiche da attuare, dovendosi esse adattare a una materia prima (uva) con caratteristiche particolari; in primis la vendemmia anticipata, infatti già dal 9 settembre si inizia la selezione e la raccolta dei grappoli destinati al Recioto.
Anche l’appassimento delle uve nei fruttai è stata condizionata dall’andamento climatico precedente; buona parte dei grappoli sono stati infatti vendemmiati parzialmente appassiti e la conseguenza è stato un anticipo della pigiatura delle stesse (inizio dicembre), con un contenuto zuccherino situabile attorno ai 300 grammi per litro. Valori così elevati, se da una parte possono essere favorevoli per la produzione di ottimi Recioto, possono creare qualche problema per quanto riguarda l’Amarone, che si presenta in genere con valori alcolici molto elevati e con un residuo zuccherino a volte percettibile; anche la struttura è imponente, mentre la freschezza dei vini è stata un poco penalizzata, con acidità totale piuttosto bassa e pH un poco elevato; di tutto ciò ne risente la facilità di beva.
Come in tutte le annate “difficili”, la differenza la fa sempre il terroir, in grado, entro certi limiti, di sopperire, seppur parzialmente alle difficoltà climatiche; possiamo quindi definire l’annata 2003 come un millesimo dalla doppia faccia, vini in ogni caso alcolici, a volte troppo, con note marmellatose e di confettura evidenti, a volte con un leggero residuo zuccherino, i prodotti migliori godono comunque di una buona bevibilità. All’analisi visiva il colore si presenta spesso granato, generalmente non molto intenso.
Molto elevato il numero di vini che abbiamo ben valutato, su 53 prodotti assaggiati ben 29 (55 per cento) hanno raggiunto o superato gli 84 punti, e pochissimi (3) quelli che sono stati valutati meno di 80 punti, un solo prodotto presentava caratteristiche tali, sia olfattive che gusto-olfattive, che ben difficilmente poteva essere associato al concetto di Amarone, ragione per cui ci siamo astenuti dal valutarlo.
Veniamo ora ad elencare, in ordine di preferenza (parecchi vini sono stati valutati con pari punteggio), e con una sintetica descrizione i prodotti ritenuti più interessanti, inserendo anche brevi note relative alle cantine produttrici:

Il vino che quest’anno più ci ha colpito è prodotto dall’Azienda agricola Roccolo Grassi, dal colore granato carico, con ricordi rubino, al naso si presenta alcolico, con sentori di frutta sotto e spirito e cioccolato; l’alcolicità la ritroviamo in bocca, dove il vino si percepisce morbido e strutturato e dove si ripropongono le note cioccolatose già evidenziate al naso; si tratta di un vino dall’impostazione moderna, prodotto in quantità limitata (6.400 bottiglie) si affina per 30 mesi in barrique e sarà sul mercato a partire dal mese di novembre 2007; l’azienda, di recente fondazione (1996), è situata a Mezzane di Sotto e dispone di 14 ettari vitati.
Seguono ad un soffio (mezzo punto percentuale in meno) i prodotti di:
Nicolis, granato alla vista, confettura e cioccolato al naso, morbido, strutturato e nuovamente cioccolatoso in bocca; 30mila le bottiglie prodotte, con 28 mesi di affinamento in botte e commercializzazione dalla primavera 2007. L’azienda, con una storia di oltre 50 anni alle spalle, è una delle più note ed affidabili del territorio; possiede 42 ettari vitati e si trova a San Pietro in Cariano, l’impostazione produttiva è caratterizzata dall’estrema pulizia e dalla struttura dei vini.
Cantine Santi (Gruppo Italiano Vini), dal colore granato brillante, non molto carico, caratterizzato da una notevole alcolicità ma al contempo di facile beva, vino molto piacevole e già disponibile sul mercato in 84 mila esemplari. Azienda storica, fondata nel lontano 1843, possiede 70 ettari vitati a Illasi.
Ancora mezzo punto di differenza e troviamo i vini di:
Accordino Igino, dal bellissimo colore, ancora violaceo e brillante, molto pulito al naso e dal bel frutto, in bocca è ancora un poco verde ma comunque molto bevibile; complesso l’affinamento di questo vino, che comprende 12 mesi di barrique seguiti da 18 mesi in acciaio e da ulteriori 6 mesi in tonneaux. La produzione è di 18mila bottiglie che entreranno in commercio dalla fine di marzo. Dieci sono gli ettari vitati di questa azienda, fondata nel 1821 e con sede a Pedemonte.
Monte Zovo, granato intenso il colore, intenso al naso, con sensazioni di ciliegia sotto spirito e cioccolato ( ricorda un Mon Chéri), netta la nota di cioccolato anche in bocca. La produzione di questa piccola azienda (7 ettari), situata a Caprino Veronese è di 5mila bottiglie in vendita dal 1 aprile 2007; l’anno di fondazione è il 1908.
Righetti Gianluigi, se dovessimo scegliere un vino come prototipo dell’Amarone, la scelta cadrebbe su questo; il colore è granato carico mentre le sensazioni olfattive e gusto-olfattive sono denotate da un’estrema pulizia e da note di confettura. L’azienda, con sede a Pescantina, è di recente fondazione (1996), gli ettari vitati sono 70 e le circa 15mila affinate per 24 mesi in botte, non saranno in commercio prima del mese di ottobre. A margine notiamo che la valutazione del vino dell’annata 2002, non era certamente stata così lusinghiera.
F.lli Tedeschi, una delle più antiche del territorio, fondata nel 1630 e con sede a Pedemonte; rubino con riflessi ancora violacei il colore, molto profondo; al naso presenta note di cioccolato al latte, la stessa sensazione che ritroviamo in bocca unita a un grande impatto e a una grande alcolicità, notevole anche il tannino che risulta comunque ben fuso e non aggressivo. 93mila le bottiglie prodotte, suddivise in tre diversi "tipi"; purtroppo dallelenco dei vini fornitoci non sappiamo dirvi quale delle tre versioni abbiamo assaggiato.
Ancora mezzo punto e il plotone si fa più compatto, troviamo quindi gli Amarone di:
Cantina Valpolicella Negrar, dal colore granato abbastanza intenso, notevoli i sentori di frutta rossa al naso, prugna e confettura; l’impatto alla bocca è notevole, di grande corpo e struttura anche se le caratteristiche gusto-olfattive fornite dal legno sono decisamente percepibili. Un vino diremmo “muscoloso”. La cantina sociale, situata a Negrar, dispone di 500 ettari vitati di proprietà dei soci, che le permettono di produrre 575mila bottiglie; il vino, che si affina in botte per 24 mesi in botte è già disponibile sul mercato.
Cantine Giacomo Montresor, granato brillante, alcolico al naso, con sentori netti di ciliegie sotto spirito; si presenta in bocca molto alcolico e con un notevole frutto. 152 gli ettari vitati totali, 15mila le bottiglie di questo vino affinato 36 mesi in botte, che sarà commercializzato a partire dal mese di aprile.
Pasqua Vigneti e Cantine, granato brillante, alcolico al naso, in bocca presenta note di surmaturazione ben controllata. Gli ettari vitati sono 18, per una produzione di 20.mila bottiglie, in commercio dal mese di aprile, l’affinamento prevede 18 mesi di permanenza in barrique e tonneaux; il vino sarà disponibile a partire dal mese di Aprile.
Santa Sofia, granato brillante di media intensità, intenso al naso, con note di surmaturazione; notevole l’alcol in bocca ma di facile beva. Dai 38 ettari vitati si ricavano 60mila bottiglie già disponibili sul mercato, 36 i mesi di affinamento in botte.
Venturini Massimino, granato brillante, ci ripetiamo ma la maggior parte dei vini, come evidenziato nelle note introduttive, presentavano un colore simile; cioccolato al naso, alcolicità notevole alla bocca. 10 ha vitati per circa 16mila bottiglie con 24 mesi di permanenza in botte.
Zardini, granato medio brillante, alcolico e con note di boero al naso, alcolico e cioccolatoso anche alla bocca. 8mila le bottiglie prodotte su 6 ettari vitati; disponibile dal mese di Agosto.
Sempre a scalare di un ulteriore mezzo punto troviamo altre due aziende:
Guerrieri Rizzardi, granato scarico il colore, frutta sotto spirito al naso, sentori coccolatosi in bocca, con un tannino molto morbido e piacevole. 25 ettari vitati a Negrar, per una produzione di circa 16mila bottiglie divise su due prodotti; 3.000 di Amarone Calcarole e 13mila bottiglie di Amarone Villa Rizzardi. L’elenco dei vini fornitoci non ci permette di sapere quale prodotto abbiamo degustato.
Viviani, granato carico, con alcol notevolissimo sia al naso che alla bocca, tanto da farlo sembrare un vino alcolizzato. 6mila le bottiglie prodotte, 28 i mesi di affinamento in botte; 10 gli ettari vitati a Negrar. Il vino sarà disponibile dall’autunno 2007.
Ancora un gradino sotto ed ecco altre quattro cantine:
Cà La Bionda, granato molto scarico, piacevole le note di surmaturazione al naso, anche se i sentori sono un poco cotti; di facile beva. 13.300 bottiglie prodotte su 22 ettari.
Corte Rugolin, dal bellissimo colore granato luminoso, piacevole e discrete le note olfattive, dotato di grande corpo e struttura. 10 ettari vitati per 20mila bottiglie, 30 mesi di affinamento in botte.
Casa Vinicola Sartori, granato intenso brillante, frutta sotto spirito al naso, tannico ed un poco verde alla bocca. 42.000 bottiglie su 40 ha vitati.
Zenato, granato carico brillante, dal naso non pulitissimo, cioccolatoso in bocca. 20 gli ettari vitati, non viene fornito il numero di bottiglie prodotte; il vino è già disponibile.
Andiamo ora ad elencare gli altri produttori che hanno raggiunto la soglia degli 84 punti coi loro vini, sempre secondo la nostra personalissima valutazione: Accordino Stefano; Tezza Fabio; Valentina Cubi; Monte del Frà; Tenuta Sant’Antonio; Tezza Flavio, Vanio e Federico; Trabucchi; Villa Monteleone; F.lli Zeni.

Per concludere ecco alcuni dati relativi al territorio della Valpolicella e ai vini che qui si producono:
Gli ettari vitati iscritti all’albo sono 5.719, di cui circa la metà nella zona del Valpolicella Classico, poco più del 50 per cento si trovano in collina.
Le aziende sono 2.646 con una superficie media di poco superiore ai due ettari; il 93 per centodispone di una superficie aziendale inferiore ai 5 ettari, mentre solo il 2 per centosupera i 10 ettari; la forma di allevamento più utilizzata (82 per cento) è ancora la pergola veronese, il rimanente utilizza il Guyot; oltre il 50 per centodei vigneti hanno un’età superiore ai 20 anni.
1.239 aziende producono uva per l’Amarone e si contano ben 439 fruttati per l’appassimento delle stesse.
Interessante è notare l’incremento di produzione delle uve dell’ultimo decennio confrontando i dati complessivi della Valpolicella con quelli specifici di Amarone e Recioto: nel 1996 si sono prodotti complessivamente in Valpolicella 504mila quintali di uve, contro i 628mila del 2006, con un incremento di circa il 25 per cento; nello stesso periodo le uve destinate ad Amarone e Recioto sono passate da 55mila quintali a 236mila, con un incremento di circa il 430 per cento.
Questi numeri rendono l’idea dell’incredibile successo che sta ottenendo l’Amarone, considerando che le preferenze dei consumatori si sono orientate decisamente verso questo prodotto piuttosto che verso il Recioto; traducendo il tutto in numero di bottiglie prodotte si è passati dal 1.558.000 pezzi del 1997 agli attuali 8.218.000, sempre tra Amarone e Recioto.
Incredibile è pure il valore raggiunto dai vigneti specializzati in Valpolicella, si stima infatti una valutazione compresa tra i 300-400mila euro per ettaro, valori impensabili solamente pochi anni addietro.
Lorenzo Colombo

25/2/2007