scrivici        vinealia         fatti         uve e vini         genti e terre         vino e         






 

Enogastronomia sull’Etna
Un menu del territorio di grande "appeal"...
 
Fino ad oggi, la gestione della "cosa turistica" dell’immenso distretto dell’Etna – che coinvolge una quarantina di comuni che si snocciolano a 360 gradi intorno alla base del vulcano, risalendone spesso le pendici fino ad oltre i 3mila metri e con una presenza antropica spesso attestata anche oltre i mille metri – non è stata, malgrado la buona volontà dimostrata in tal senso dalle amministrazioni e dagli enti interessati, pari agli sforzi profusi.
La disamina dei dati turistici a nostra disposizione dimostra senza ombra di dubbio, che il turismo etneo rimane ancora nella sua forma deteriore definita “del mordi e fuggi”: infatti i numeri degli arrivi e delle presenze praticamente si equivalgono dimostrando senza ombra di dubbio che il turista giunge sul Vulcano per una visita che solo raramente si prolunga oltre la giornata, con grave misconoscenza della realtà socio-ambientale locale e il conseguente – anche inconscio – contributo al degrado ambientale.
Infatti, la visita all’Etna e alle sue bellezze è quasi sempre concepita come prodotto di ricaduta di tours di più ampio respiro che vedono prescelte in prima battuta, località viciniori di grandissima fama: Taormina, Catania, Isole Eolie. Non esiste, in pratica, il turista che parte da Milano, da Londra, da New York e forse neppure da Palermo (che con il suo milione di abitanti rimane pur sempre il maggiore serbatoio da cui attinge il turismo siciliano), per visitare esclusivamente "la Montagna". Inoltre, la cultura storica e materiale dell’Etna (un territorio pari a quasi un quarto dell’intera Isola) è, per così dire, anomala rispetto a gran parte del resto della Sicilia che ha vissuto - e vive - esperienze economiche, sociali ed ambientali assai differenti rispetto a quelle di questo territorio. Sono necessari pertanto una presentazione e un confronto di carattere particolare. L’ambiente, nei vari versanti, è assolutamente diverso e di conseguenza anche l’approccio turistico richiede azioni di tipi diverso sia in senso qualitativo che quantitativo. Sul versante settentrionale, specialmente grazie al vino di qualità, si è cercato di sviluppare una ricerca e un rilancio dell’enogastronomia locale, ma la comunicazione e la promozione in tal senso rimangono ancora allo stato embrionale.
Proprio per questo il G.A.L. Terre dell'Etna e dell'Alcantara A.T.S. e un gruppo di aziende locali, hanno proposto dal 15 al 18 febbraio 2007 una serie di iniziative che hanno avuto lo scopo di condurre sul territorio opinion-leaders di vaglia onde far loro conoscere la realtà territoriale e enogastronomica del comprensorio etneo. A questi si è unita una troupe televisiva privata che ha realizzato un filmato andato in onda su 90 televisioni locali italiane, di cui 13 siciliane. Sul territorio era presente anche una troupe della trasmissione "Eat Parade" di Rai 2, che ha visitato il territorio ed è entrata nelle cucine di alcuni ristoranti per carpirne segreti e lavorazioni.
L'impegno di tutti era quello di identificare un MENU, realizzato con i prodotti tradizionali etnei, che fosse il più rappresentativo di questo splendido territorio. Ogni ristoratore ed il suo chef che hanno aderito all'iniziativa hanno dovuto preparare un piatto a scelta tra antipasto, primo, secondo e dessert. Due giurie itineranti hanno giudicato nei giorni dal 15 al 17 febbraio le pietanze presentate cui sono stati abbinati i vini di 9 aziende vitivinicole territoriali. Con queste azioni si è voluto dare un contributo alla promozione del territorio e delle sue risorse ambientali, culturali ed agroalimentari, e nel contempo dare anche una spinta propulsiva alla condivisione degli obiettivi economici turistici tra i diversi operatori che animano questo settore.
Così l’azienda Gambino di Linguaglossa ha fornito i vini in accompagnamento all’"Antipasto rustico con verdure, pecorino e salumi dell'Etna" e all’"Agnello al forno con ginepro" dei Ristoranti “Sole Neve” e “Boccaperta” dello stesso Comune, mentre il Comune di Castiglione di Sicilia ha presentato in due dei suoi ristoranti, “La Porta del Re” e la “Dispensa dell’Etna” e l’azienda Aitala, sempre di Linguaglossa, ha fornito i vini in accompagnamento a piatti preparati con il nobile intervento del maiale nero dei Nebrodi.
L’azienda Camìa, invece, è salita in altura, ai 1800 e 1500 metri di altitudine dei ristoranti Monte Conca e Ragabo, per dare un appoggio ai loro gustosi piatti di montagna: uno di questi, i "Maccheroni in salsa Ragabo" è risultato poi vincitore fra i primi piatti. L’azienda “Chiusa del Signore” ha servito l’accompagnamento enoico presso i ristoranti “La casa del Laghetto” di Piedimonte Etneo e “4 Archi di Milo, mentre i vini di “Regia Corte” hanno lasciato la natia Piedimonte per andare a prendere possesso delle migliori tavole di Randazzo arricchendo le famose preparazioni di funghi del “Veneziano” e del “San Giorgio e il Drago”. Ma il miglior risultato è stato quello dello “Scrivano” dove il "Brasato di Suino Nero dei Nebrodi" – ancora lui – ha ottenuto la palma fra i secondi piatti. Infine, l’"Antipasto di verdure dell'Etna" dell’Agriturismo “Pietra Antica o’ Munti” di Puntalazzo ( con i vini “Don Saro) e la “Delizia di Vallegalfina” dell’Agriturismo “Vallegalfina” di Linguaglossa (con i vini “Scilio”) hanno conquistato rispettivamente l’ambito riconoscimento nelle sezioni antipasti e desserts.
I piatti che si sono aggiudicata la finale, sono andati così a comporre il “Menu dell'Etna” nel pranzo presentato domenica 18 febbraio alle ore 13 presso i locali del Picciolo Golf Club, alla presenza di pubblici amministratori, giornalisti esperti di settore, produttori di vino, opinion leaders, troupes televisive e una folta rappresentanza Onoav: il tutto sotto l’egida della Presidenza Fisar. In accompagnamento, ancora una volta, sono stati proposti i vini delle aziende che hanno aderito alla manifestazione.
Carlo Ravanello

26/3/2007