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L’Emilia Romagna a Milano
Degustazione pubblica lo scorso 7 maggio
Lunedì 7 maggio all’Hotel Principe di Savoia a Milano si è
tenuta una degustazione pubblica di VINI DELL'EMILIA ROMAGNA.
L’evento – organizzato dall’Enoteca Regionale Emilia Romagna,
in collaborazione con la rivista enologica Civiltà del Bere – ha
permesso agli addetti ai lavori e a un numerosissimo pubblico di appassionati,
di assaggiare oltre 100 vini di 44 diverse aziende.
Il" lasciapassare" alla presentazione era che i vini dovevano essere
stati valutati con i più alti punteggi dalle più importanti guide
del settore: Gambero Rosso-Slow Food, Veronelli, Ais, L’Espresso e Luca
Maroni.
Si è quindi potuto assaggiare il meglio della regione, dai più
conosciuti Gutturnio Piacentini e Albana Romagnoli ai numerosissimi Sangiovese
di Romagna, dal Pignoletto Bolognese ai vini da vitigni internazionali, ormai
diffusissimi nella regione, sino ai rarissimi Centesimino e Barbarossa.
Purtroppo la grande affluenza di pubblico e la conseguente ressa ai banchi dei
produttori ci ha impedito di fare ciò che avevamo programmato: la nostra
idea era infatti di assaggiare il maggior numero di vini a base Sangiovese,
vitigno che negli ultimi anni ha permesso di produrre dei grandissimi vini anche
in questa regione, sfatando la cattiva fama, acquisita negli anni 60-70, di
Sangiovese di Romagna come vino servito nelle pensioncine del Riminese; anche
perché nelle nostre recenti degustazioni in Toscana di Sangiovese ne
abbiamo assaggiati davvero pochi.
Ebbene, anche se i nostri buoni propositi si sono infranti dopo pochi tentativi,
causa sovraffollamento, in molti dei Sangiovese degustati abbiamo notato una
notevole qualità, un bel colore, dei profumi puliti e franchi, una bella
struttura, dei tannini potenti ma non aggressivi che garantiranno durata nel
tempo ed infine una grande bevibilità, che poi è quello che il
consumatore finale dovrebbe richiedere a un vino.
Nel resoconto di questa degustazione non utilizzeremo il solito metodo si assegnazione
di punteggi e di conseguente classifica, ma segnaleremo solamente quei prodotti
che più ci sono piaciuti, che ci hanno incuriosito o che abbiamo trovato
particolari; come dicevamo prima i vini in assaggio erano davvero numerosi e
noi ne abbiamo degustati solamente una piccola parte per cui non saranno menzionati
dei vini normalmente ritenuti grandi, solo per il fatto che appunto non li abbiamo
provati.
Berti Stefano di Forlì ha presentato tre vini a base
sangiovese: abbiamo trovato molto interessante il Calisto, Sangiovese di Romagna
Superiore 2004, dal naso piacevole, con sentori di frutta speziata; speziato
in bocca, dal bel tannino, con una nota tostata ancora un poco pronunciata e
molto lungo; dello stesso produttore segnaliamo il Ravaldo, Sangiovese di Romagna
Superiore 2005, dal colore rubino luminoso; piacevole e abbastanza lungo in
bocca, tannino presente; più semplice il Bartimeo, un vino da tavola
rosso 2005 a base sangiovese, dal bellissimo colore rubino carico, con note
ancora violacee; semplice al naso, con note fruttate; molto pulito in bocca,
piacevole e facile da bersi.
Di Campodelsole di Bertinoro abbiamo assaggiato due vini a
base sangiovese, il primo è il Vertice, un Sangiovese di Romagna 2003,
nella cui composizione c’è un 10% di Cabernet Sauvignon, il secondo
è il Palpedrigo, Sangiovese di Romagna Superiore 2004, con la presenza
di un 10% di uve Merlot: dai sentori di frutta matura speziata al naso, con
note tostate e dal tannino potente in bocca.
Di Cesari, azienda di Castel San Pietro Terme abbiamo assaggiato
il Moma, un Igt Rubiconde 2005 che utilizza, oltre al Sangiovese un 10% di uve
Cabernet Sauvignon ed altrettanto di Merlot: dal naso semplice e pulito, con
un buon frutto leggermente speziato e di buona struttura in bocca.
Quattro i vini in degustazione proposti da Fattoria Paradiso
di Bertinoro: Strabismo di Venere, un Igt Forlì Bianco 2005, con 60%
Albana e 40% Sauvignon, dal bel naso dove il Sauvignon emergeva comunque nei
suoi sentori varietali. Mito, Igt Forlì Rosso 2001, vino dalla grande
morbidezza, veramente un grande prodotto, senz’altro tra i migliori che
abbiamo avuto il piacere di gustare. Barbarossa, Igt Forlì Rosso 2003,
composto da uve Barbarossa, un antico vitigno riscoperto nel 1955 e coltivato
esclusivamente da questa azienda, che ha voluto chiamarlo col nome dell’imperatore
Federico Barbarossa che soggiornò a Bertinoro; vino con un finale ammandorlato
e dalla lunga persistenza. Vigna delle Lepri, Sangiovese di Romagna Superiore
Riserva 2003, altro grande vino, dalla nota tannica potente.
Di Giovanna Madonia di Bertinoro abbiamo assaggiato l’Ombroso,
altro Sangiovese di Romagna Superiore 2004, vino dal tannino potente.
Interessante il Borgo dei Guidi di Podere dal Nespoli, un Igt
Forlì Rosso 2004 che oltre al Sangiovese (70%) utilizza Cabernet Sauvignon
e una piccola parte di Raboso del Piave; il vino ha medio corpo e nuovamente
tannino potente; dello stesso produttore ci ha incuriosito, e ci è anche
molto piaciuto, il Teluccio, Vino da uve stramature del 2005, un Sangiovese
in purezza, con note di rosa appassita al naso e ciliegia sotto spirito in bocca.
Altri due bei Sangiovese di Romagna Superiore 2004 sono quelli presentati da
Tenuta Villa Trentola di Forlimpopoli: Il Moro di Villa Trentola
un bel vino dal naso forse un po’ troppo marcato dal legno ed Il Placidio,
in questo caso una Riserva con un 15% di uve Merlot.
Di Calonga abbiamo assaggiato il Michelangiolo, nuovamente
un Sangiovese di Romagna Superiore Riserva 2003, dall’ottimo frutto (ciliegia),
con una piacevole nota speziata.
Fattoria La Zerbina: oltre al classico Scaccomatto, un Albana
di Romagna Passito 2004, che non ha certo bisogno di presentazioni, e che ci
emoziona per la sua eleganza ogni qualvolta abbiamo il piacere di riassaggiarlo,
ci soni piaciuti sia il Torre di Separano, di nuovo Sangiovese di Romagna Superiore
2004, dal naso di buona eleganza e dal tannino importante, forse solamente un
poco magro; ed il Marziero, Igt Ravenna Rosso 2003, dove oltre al Sangiovese,
troviamo Merlot, Cabernet Sauvignon ed una piccola percentuale di Syrah, anche
in questo caso bel naso e bel frutto in bocca.
Podere Morini di Faenza: buono il Nonno Rico, Sangiovese di
Romagna Superiore Riserva 2003, e molto curioso il Traicolli, Igt Ravenna Rosso
2004, prodotto con uve Centesimino, dalle intriganti note speziate, che ci hanno
un poco ricordato il Pelaverga o la Lacrima di Morro d’Alba.
Buoni i vini proposti da San Patrignano, soprattutto il Montepirolo,
un Doc Colli di Rimini Cabernet 2003, dal tannino esplosivo ed ancora molto
marcato dall’utilizzo del legno; interessante anche il Noi, sempre un
Colli di Rimini a base Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, anche in questo
caso abbiamo riscontrato un eccessivo uso del legno.
Di Stefano Ferrucci abbiamo molto apprezzato il Domus Aurea,
un Albana di Romagna Passito 2004 davvero grande, con una elegantissima nota
dolce non dolce; un vino che non conoscevamo.
Di Tre Monti, azienda di Imola, il prodotto che più
ci è piaciuto è il Sangiovese di Romagna Superiore 2004 Thea,
vino dal ben naso, tannico, alcolico e non molto strutturato.
In conclusione si è trattato di un evento molto interessante, al quale
non pensavamo ci fosse un così grande interesse e partecipazione di pubblico;
oltre a quelli elencati abbiamo degustato parecchi altri, ed altrettanto interessanti
da assaggiare sarebbero stati ovviamente molti altri, ad esempio non abbiamo
degustato nessun prodotto del Piacentino, zona in cui si stanno ultimamente
producendo dei grandi Gutturnio, ma purtroppo non si può avere tutto,
ci ripromettiamo comunque di sopperire a questa mancanza in una prossima occasione.
Lorenzo Colombo
13/5/2007 |