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Vinissage, gli irregolari del vino
Vini da agricoltura biologica e biodinamica
 
Scriviamo con qualche giorno di ritardo di una bellissima manifestazione-degustazione di vini prodotti da agricoltura biologica e biodinamica, che potevano anche essere acquistati direttamente dai produttori.. Senza tanto rullar di tamburi e squillar di trombe, l'evento si è tenuto ad Asti, nel bellissimo chiostro di Palazzo del Michelerio, VINISSAGE,
Noi di vinealia ci siamo presentati all’appuntamento domenica mattina di buon’ora, all’apertura della manifestazione ed in effetti siamo stati i primi ad accedere al chiostro, potendo quindi degustare e soprattutto scambiare opinioni con i vari produttori in tutta tranquillità, non pressati dal numerosissimo pubblico di appassionati che avevamo trovato in simili e recenti eventi; ci riferiamo in particolare a Vini Veri (Vini secondo natura), tenutasi nei giorni del Vinitaly presso Villa Boschi nelle campagne di Isola della Scala, da dove, causa ressa ai banchi dei produttori, ce ne siamo andati dopo poche ore senza aver potuto assaggiare più di tanto.
Ci riferiamo anche a VinNatur, tenutasi presso Villa La Favorita, l’1 e 2 aprile a Monticello di Fara, in provincia di Vicenza dove – causa il dilungarsi del seppur interessante convegno, tenutosi prima dell’apertura dei banchi d’assaggio, e avendo quindi poco tempo a disposizione – abbiamo anche in questo caso assaggiato veramente poco; ebbene, domenica mattina ad Asti non c’era tantissimo pubblico, elemento estremamente vantaggioso per chi voleva degustare in tutta tranquillità e che ha notevolmente favorito lo scambio di opinioni e di giudizi con coloro che si trovavano dietro il banco.
Non vogliamo in questa sede dilungarci sui concetti di biologico e di biodinamico, soprattutto il primo di questi termini è stato in questi ultimi tempi cavalcato ed abusato dai responsabili pubblicitari e di marketing di diverse aziende, ed anche il consumatore generico spesso associa al concetto di biologico un qualcosa di “qualitativo”, che non necessariamente sempre esiste.
Innanzitutto diciamo che il vino biologico in realtà non esiste, caso mai si può parlare di vino prodotto con uve coltivate con metodi biologici, ovvero con ricorso a prodotti di concimazione ed antiparassitari naturali e quindi non di sintesi..
Estremamente più complesso è affrontare il tema della biodinamica, vero “modus vivendi” più che semplice metodo produttivo, che fa riferimento alle teorie di Rudolf Steiner, filosofo e ricercatore austriaco, che nel 1934 elabora questa tecnica agraria, volta al mantenimento dell’equilibrio della natura, e che, nella sua applicazione più fondamentalista comporta pratiche a volte difficili da comprendere per una mente “Cartesiana” com’è la nostra; ma lasciamo da parte queste analisi, che vedremo di affrontare in altro momento, ed arriviamo alla manifestazione ed alla degustazione dei vini.
Circa una cinquantina i produttori partecipanti, provenienti da diverse regioni italiane, anche se per ovvii motivi di localizzazione, si trattava in maggior parte di piemontesi, erano comunque rappresentate la Campania, l’Emilia Romagna, il Friuli, la Liguria, le Marche, la Sardegna, il Veneto e la Toscana, con la rappresentanza più numerosa dopo il Piemonte; c’era inoltre un piccolo gruppo di produttori francesi.
Anche per questa degustazione non utilizzeremo una scala di punteggi, ma menzioneremo, con alcuni brevi note, solamente i vini più curiosi, interessanti, e certamente piacevoli.
Cominciamo dall’azienda agricola I Clivi di Corno di Rosazzo (Udine), 30mila le bottiglie prodotte su 12 ettari collocati sia nel Collio che nei Colli Orientali del Friuli, i vigneti sono molto vecchi, oltre 50 anni, e la resa per ettaro è di conseguenza estremamente bassa, 30 quintali. Abbiamo assaggiato il Galea Bianco, Tocai in prevalenza più una piccola percentuale di Verduzzo, in una minivericale di tre annate: -2003 (caratterizzato da una buona eleganza olfattiva, leggermente vegetale, erbaceo, e con sentori di erbe officinali; in bocca le sensazioni sono simili e la persistenza è molto lunga); 1999 (dal colore paglierino molto scarico con riflessi verdolini, estremamente luminoso; naso poco intenso e delicato, molto pulito; in bocca è caratterizzato dalla notevole struttura, dotato di buona acidità e dalla grandissima freschezza, il vino sembra ancora giovane e con davanti a sé un lungo futuro) e 1997 (giallo paglierino luminoso, olfattivamente presenta sentori di fieno; in bocca è impressionante, freschissimo, dotato di lunga Pai; sembra impossibile che questo vino abbia 10 anni).
Ci è stato quindi proposto il Brazan Bianco, uvaggio di Tocai e Malvasia. Il 2003 è giallo paglierino-verdolino il colore, molto luminoso; naso abbastanza intenso con leggeri sentori di idrocarburi; dotato di buona struttura. Lo stesso vino, dell’annata 1997 denota invece la sua età, già dal colore giallo paglierino carico, quasi dorato; al naso sono presenti leggere note ossidative che puntualmente si ripresentano in bocca.
Molto interessanti i vini proposti da Vio Giobatta, di Albenga, si tratta di due vini dell’ultima annata il primo è un Pigato di Albenga 2006, dal colore paglierino di media intensità; intenso al naso, con note aromatiche ed un bel frutto; fruttato e con note di erbe officinali in bocca, dove si fa notare per la sua notevole sapidità, buona lòa persistenza.
Riviera Ligure di Ponente Vermentino 2006, dal colore paglierino tendente al verdolino; di buona intensità olfattiva, con sentori di erbe aromatiche, camomilla, fieno, cedro; abbastanza intenso alla bocca, dove ritroviamo le erbe aromatiche, salvia in primis, buona sia l’acidità che la persistenza.
Rimanendo in Liguria ci spostiamo sulla Riviera di Levante, a Sarzana in provincia di La Spezia, per assaggiare i prodotti di Santa Caterina; cinque diversi poderi, per otto ettarei di vigneto e quattro di uliveto situati sui Colli di Luni; tre i vini che abbiamo trovato interessanti: il Colli di Luni Vermentino 2006, dal colore paglierino scarico; erbaceo al naso, con ricordi di erbe officinali, nuovamente camomilla; fresco in bocca, dove ritroviamo ricordi di erbe officinali e di limoncello, di buona persistenza; il Vermentino Poggi Alti 2005, paglierino scarico tendente al verdolino; dal naso delicato, pulito, non molto intenso anche in questo caso con sentori di erbe officinali, di buona eleganza; fresco e sapido in bocca, molto lungo e il Ghiarétolo 2004, un Igt Golfo dei Poeti, con uve Merlot: il vino ha un colore rubino-violaceo acceso; al naso note vegetali e di frutta rossa; leggermente vegetale anche in bocca e dotato di grande struttura e buona persistenza.
Ci spostiamo nelle Marche con Pievalta, azienda di proprietà della Barone Pizzini, con vigneti nella terra del Verdicchio, e i vini che assaggiamo sono infatti tutti Verdicchio dei Castelli di Jesi Cassico Superiore. Troviamo molto interessanti il San Paolo, sia dell’annata 2004 che 2003, entrambi i vini si presentano con un colore giallo dorato scarico, il più giovane è dotato di buona intensità olfattiva con un curioso sentore di caffè; in bocca è dotato di grande struttura. L’annata più vecchia presenta un’intensità olfattiva minore ed una buona eleganza, mentre in bocca lo troviamo leggermente più corto.
Interessante anche il Dominè 2005, da colore giallo dorato scarico e dal naso molto elegante; mentre in bocca lo troviamo grasso e fresco.
Sempre nelle Marche l’azienda La Distesa di Cupramontana presenta Gli Eremi, un Verdicchio dei Castelli di Jesi 2004 con un colore giallo dorato di media intensità; al naso si percepiscono leggere note ossidative mentre in bocca prevalgono le note vegetali con erbe officinali, il vino è abbastanza intenso e con buona Pai.
Arriviamo alla Sardegna, dove la Pane e Vino di Perdacoddura, in provincia di Cagliari, ci stupisce con il suo Peracoddura 2005, un Cannonau dal luminoso ed intenso colore rubino-violaceo; di media intensità olfattiva e con leggera ossidazione si presenta in bocca intenso e con un grande tannino non aggressivo, i sentori sono di frutta rossa e molto piacevole è il finale amaricante. Si tratta di una miniazienda di 3 ettari suddivisi in 5 parcelle ad altitudini comprese tra i 450 ed i 700 metri sul livello del mare, per un totale di 10-12mila bottiglie.
Due buoni prodotti sono quelli proposti dalla Belvedere Colonna di Montepulciano, 15 ettari vitati in provincia di Siena, il primo è un Igt Toscana 2004 a base Sangiovese, dal colore rubino-granato luminoso; al naso sentori floreali e di frutta rossa; buono il frutto in bocca, morbido ed allo stesso tempo di buona tannicità, non molto strutturato e di buona persistenza. Vino Nobile di Montepulciano 2003, granato di media intensità; di buona intensità olfattiva, leggermente vanigliato con sentori di frutta rossa; intenso in bocca con note di frutta matura, con tannino presente ma di buona morbidezza.
Tra i vini francesi abbiamo trovato interessanti quelli proposti dalla Domaine de Gressac, azienda di Verfeuil che si dichiara in produzione biologica dal 1970: La Madonne Rouge 2004, un Vin de Pais du Gard, 75% Syrah e 25% Grenache Noir: dal colore rubino non molto carico; intenso al naso, con sentori di ciliegie sotto spirito e cioccolato; speziato in bocca, di medio corpo e con finale leggermente amarognolo, buona la Pai.
Gressac Classic Rouge 2004, un Vin de Table dal colore rubino; al naso presenta sentori di amarena matura, quasi sotto spirito; in bocca è intenso, con note speziate pronunciate (pepe), buona la Pai.
Gressac Classic Rosé 2006, a base di uve Grenache Noir, dal brillante colore rosa scarico; bello il naso, fruttato (ciliegie); di nuovo ciliegie in bocca dove è abbastanza intenso. Vino simpatico.
Di Marcel Lapierre, azienda del Beaujolais, con 7 ettari vitati, ci è piaciuto l’ M.M.V. 2005, dal colore rubino violaceo; naso elegante con un bel frutto (ciliegia matura), leggermente speziato; di media struttura in bocca do ve è ancora presente la frutta speziata, buona la persistenza.
Andiamo infine in Alsazia per segnalarvi un grande Gewurztraminer Bildstocklè 2005, un Grand Cru di Gerard Schueller et Fils, dal colore giallo dorato luminoso, dotato di buona intensità olfattiva con leggeri sentori ossidativi; carnoso in bocca, morbido, strutturato ed elegante.
Lorenzo Colombo

2/6/2007