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Dolcetto & Dolcetto 2007
Una degustazione molto interessante...
 
158 (centocinquantotto) – uno in più rispetto all’edizione 2006 – di 81 diversi produttori, i vini in degustazione nella terza edizione di DOLCETTO & DOLCETTO, la manifestazione, ottimamente organizzata e gestita, che si è tenuta nella prima settimana di settembre ad Alba e dintorni e riservata, oltre alla stampa, anche ad operatori del trade, soprattutto stranieri.
Dal 3 al 5 settembre, noi di vin&alia, siamo stati quindi impegnati in degustazioni mattutine, presso la bellissima sede dell’Ampelion di Alba, e in incontri pomeridiani coi produttori, ai quali seguivano puntualmente cene con ampia scelta di abbinamenti.
Claudio Rosso, nuovo presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, ci ha introdotto con una breve presentazione a questo educational, fornendoci dati e informazioni su questo vitigno che – con Barbera e Nebbiolo – costituisce il trittico dei vitigni rossi piemontesi, del quale un tempo faceva parte anche il Freisa, ora decisamente in calo nelle preferenze dei consumatori.
Il Dolcetto è ampiamente coltivato in Piemonte – soprattutto nelle province di Cuneo, Asti ed Alessandria –, ed è diffuso anche in Liguria, dove in provincia di Imperia dà origine all’Ormeasco; lo ritroviamo inoltre, sebbene in misura minore, in provincia di Savona, in Sardegna e nelle Calabria tirrenica.
Non si tratta di un vitigno semplice da coltivare, come a volte può sembrare: ha infatti esigenze, sia climatiche che ambientali, ben precise, che se non rispettate portano, con l’arrivo dei primi freddi, alla suberificazione del cercine, con conseguente caduta dell’acino; fioritura, invaiatura e maturazione sono generalmente precoci.
Ci sono diverse supposizioni sia sull’origine del vitigno che sul suo nome, certo è che era già molto importante per l’economia del Piemonte meridionale tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600.
Dei circa 30 milioni di bottiglie di Dolcetto prodotte in Piemonte, quasi venti provengono dalle Langhe, suddivisi in diverse denominazioni; differenze sostanziali rispetto all’annata 2005 – sia per quanto riguarda gli ettari vitati che le bottiglie prodotte – non ve ne sono (per il dati vi rimandiamo all’articolo dello scorso anno “Un oceano di ottimo Dolcetto"). Qui proponiamo solamente le differenze di un certo rilievo, cominciando ovviamente dalla Docg Dogliani – l’anno scorso all’esordio sul mercato con l’annata 2005 – che cresce sia in superficie vitata (60 ettari a fronte dei precedenti 44), che in numero di bottiglie prodotte (quasi 300mila contro le 234mila dell’annata 2005; leggero di conseguenza il calo nella Doc Dolcetto di Dogliani (4,2 milioni rispetto ai precedenti 4,3 milioni di bottiglie), la differenza è certamente confluita nella Docg.
Il decremento più significativo lo troviamo nella Doc Langhe Dolcetto (2,3 milioni contro i 2,7 milioni di bottiglie precedenti), questo è spiegabile con il fatto che si tratta di una Doc di ricaduta, nella quale a volte vanno a confluire – per diverse ragioni – denominazioni più prestigiose; si nota infine anche un leggero calo delle bottiglie prodotte nella Doc Dolcetto di Diano d’Alba (1.230.000 contro 1.315.000).
La maggior parte del Dolcetto prodotto è destinata al mercato Italiano – il maggior consumo avviene oltre che in Piemonte, nelle regioni del nord, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta in primis – che assorbe oltre il 90 percento delle vendite dei Dolcetto di Dogliani e di quello delle Langhe Monregalesi, mentre le denominazioni Dolcetto d’Alba e Dolcetto di Diano d’Alba hanno più penetrazione sui mercati esteri, soprattutto Stati Uniti (5,3 percento Alba e 7,9 percento Diano), Germania (rispettivamente 4,1 percento e 7,5 percento) e Svizzera (3,7 percento e 1,4 percento).
Tra le possibili cause delle scarsa diffusione sui mercati esteri si possono ipotizzare sia il nome Dolcetto, che può generare confusione sulle caratteristiche organolettiche del vino, sia la vastità delle denominazioni d’origine; nel solo Piemonte troviamo infatti ben 11 Doc ed una Docg.
Nelle tre mattinate riservate alle degustazioni (quest’anno palesi, mentre in precedenza erano a bottiglia coperta) abbiamo dunque assaggiato: 2 Dolcetto d’Asti 2006; 13 Dolcetto d’Ovada (5 del 2006, 4 del 2005 – di cui 2 Superiore –, e 4 del 2004 – di cui uno Superiore); 15 Dolcetto d’Acqui (9 del 2006, 5 del 2005 ed un 2004 Superiore); un Langhe Dolcetto 2004; 58 Dolcetto d’Alba (34 del 2006, 18 del 2005 – uno Superiore, e 6 del 2004 – di cui uno Superiore); 29 Dolcetto di Diano d’Alba ( 22 del 2006 – uno Superiore –, e 7 del 2005 – uno Superiore); 4 Dolcetto delle Langhe Monregalesi ( 3 del 2006 ed un Superiore del 2005); 21 Dolcetto di Dogliani ( 19 del 2006, uno del 2005 ed un Superiore del 2004); ed infine 15 Dogliani Docg ( 2 del 2006 e 13 del 2005).
Durante le operazioni di servizio abbiamo sempre chiesto – ed ottenuto – che non ci fosse mostrata l’etichetta, per evitare qualsiasi condizionamento. convinti come siamo, come ribadito in più occasioni, che l’unica degustazione possibile, che comporti una qualche obbiettività, sia quella cieca.
33 i vini che hanno superato la soglia degli 82 punti, e dei quali vi daremo una succinta descrizione, mentre 74 raggiungono quota 80 punti, soglia che qualifica un vino come buono/ottimo; ci collochiamo su valutazioni e percentuali leggermente inferiori a quelli dello scorso anno: Siamo diventati più esigenti oppure sono i vini che hanno qualcosa in meno da dire?
Analizziamo a questo punto le percentuali dei valori attribuiti alle diverse denominazioni:
Ovada: 15% superiore a 80 punti; 8% superiore a 82 punti.
Acqui: 13% superiore a 80; 7% suoperiore a 82.
Alba: 36% superiore a 80; 24% superiore a 82.
Diano d’Alba: 69% superiore a 80; 24% superiore a 82.
Langhe Monregalesi: 100% superiore a 80 punti ( teniamo in considerazione che si tratta solamente di 4 campioni); nessuno ha raggiunto la soglia degli 82 punti.
Dogliani (Doc): 67% superiore a 80; 24% superiore a 82.
Docg Dogliani: 53% superiore a 80; 27% superiore a 82.
I due vini della denominazione Asti non hanno raggiunto la soglia degli 80 punti, mentre l’unico vino presentato come Langhe ha ottenuto uno tra i massimi punteggi (85).
Lasciando ogni raffronto più approfondito con la precedente edizione della manifestazione alla lettura dell’articolo già menzionato, ci preme fare solo qualche considerazione personale, premettendo – come già in più occasioni ribadito – che si tratta di valutazioni personali. In tutta onestà, dai vini della recente Docg Dogliani ci aspettavamo di più; qualche delusione dai vini dell’Acquense e dell’Ovadese (ovviamente ci sono le eccezioni, come leggerete in seguito); notevole incremento della qualità globale dei vini di Alba. Ma arriviamo ora alle singole valutazioni ed alle sintetiche descrizioni dei vini:

OVADA
82+ il punteggio assegnato al Dolcetto di Ovada Superiore 2005 Albareto di Ghera: dal colore violaceo scarico, per la verità non bellissimo; il naso è poco intenso ma molto pulito; il vino è piacevole in bocca, semplice ma di facile bevibilità.

ACQUI
82 punti per il Dolcetto d’Acqui 2006 Il Ruyà dell’Antica Vineria Cà dei Mandorli: piuttosto scarico il colore; il naso è discreto con un buon frutto; in bocca lo troviamo un poco magro ma di facile beva.

LANGHE
l’unico vino presente, il Langhe Dolcetto 2004 Le Terrazze di Cascina Besciolo ottiene una delle valutazioni più elevate (85 punti): dal colore profondissimo e molto bello, quasi nero con unghia violacea, tale da farlo sembrare molto più giovane; al naso propone note di frutta rossa matura, prugna, quasi di confettura; strutturato in bocca, quasi masticabile, alcolico, con un buon frutto ed un tannino piacevole.

ALBA
Qui i vini da menzionare sono diversi, iniziamo quindi dall’annata 2006.
Dolcetto d’Alba di P.A.VITI.M.: molto bello alla vista, con un intenso e luminoso color porpora; di buona pulizia al naso, con sentori di frutta rossa speziata; strutturato in bocca, muscoloso, alcolico, con tannino ben presente (85+ il punteggio).
Dolcetto d’Alba Vilot di Cà Viola: 84 punti per questo vino dal profondo colore rubino/violaceo; bello il naso fruttato, anche se un poco alcolico, frutta matura e prugna secca; di notevole struttura e con tannino presente ma ben dosato ripropone in bocca un buon frutto.
Dolcetto d’Alba Barturot, anche questo di Cà Viola: molto bello il colore, violaceo/nerastro cupo; prugna matura e marasca al naso, con leggere note vegetali; buono il frutto in bocca e notevoli sia la struttura che la nota alcolica. (84-).
Dolcetto d’Alba di Aurelio Settimo Eredi: identica valutazione (84-) per questo vino dal colore quasi nero, molto bello; frutta rossa matura al naso, con note vegetali; notevole il frutto in bocca, dove ci pare di percepire qualche nota da surmaturazione, leggermente vegetale.
Dolcetto d’Alba Bricco Galante di Penna Luigi e Figli: dal colore purpureo; bello il naso, elegante, fruttato, di buona complessità; evidenti le note vegetali in bocca (84 meno meno il punteggio).
Dolcetto d’Alba Rocca Giovino della Cantina Gigi Rosso: molto bello il colore violaceo profondo; naso un poco aggressivo, buono il frutto con note surmature; sentori tostati in bocca e tannino notevole (83/84 punti).
Dolcetto d’Alba Bricco Caramelli di Mossio F.lli: profondo il colore, violaceo/nerastro; frutta rossa matura al naso, prugna, confettura; alcolico in bocca, un poco aggrssivo, tannino presente (83- il punteggio).
Pari punteggio del precedente per il Dolcetto d’Alba 2006 di Rizzi: dal bel color porpora; frutta matura al naso, prugna secca; notevole il frutto in bocca, asciutto e di buona eleganza.
Dolcetto d’Alba della Cantina Tomaso Gianolio: dal colore rubino non molto intenso ma molto bello; piacevole il naso, con leggere note di smalto; buono il frutto alla bocca; vino abbastanza semplice ma di ottima bevibilità (82+).
Medesimo punteggio per il Dolcetto d’Alba Monte Aribaldo della Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy: dal colore rubino non bellissimo; buon frutto e leggere note di vernice al naso; buono il frutto alla bocca, che troviamo migliore del naso.
Infine collochiamo a quota 82 punti il Dolcetto d’Alba Bussia di Cascina Ballarin e il Dolcetto d’Alba di Damilano.
Pe quanto riguarda i Dolcetto d’Alba dell’annata 2005, raggiunge quota 82 punti solamente quello di Negretti, dal colore granato; di discreta eleganza olfattiva con sentori di frutta rossa macerata; non molto strutturato in bocca e di discreta morbidezza.
Di nuovo un vino di Negretti, il Dolcetto d’Alba che abbiamo valutato 83-, per quanto riguarda l’annata 2004: il colore è granato; al naso frutta matura speziata; abbastanza morbido e leggermente vegetale in bocca dove troviamo un tannino ben presente ma non aggressivo.

DIANO D'ALBA
Tutti i vini descritti appartengono all’annata 2006 in quanto nessuno tra quelli del 2005 ha raggiunto la soglia degli 82 punti.
Più che un vino qui menzioniamo un produttore: Savigliano F.lli che ha piazzato due vini ai primi due posti della nostra classifica, iniziamo quindi dal Dolcetto di Diano d’Alba Vigneto Autin Gross, che con 86 punti ottiene la più alta valutazione tra i vini degustati: il colore è di un bel violaceo; notevole il frutto al naso che risulta di grande piacevolezza; in bocca da il meglio di sé, con un frutto dolce e piacevole; si tratta di un vino di non grande complessità ma veramente buono.
Il secondo vino di questa cantina, che valutiamo con un punteggio di 85+ è il Dolcetto di Diano d’Alba Sorì Autin Grand: colore rubino di media intensità; bel naso dal grande frutto, pulito e piacevole; notevole il frutto in bocca; anche in questo caso si tratta di un vino non molto complesso ma di buona eleganza e grande piacevolezza.
Anche il terzo posto tra i vini di questa denominazione è occupato da un prodotto di questa cantina, si tratta del Dolcetto di Diano d’Alba Sorì del Sot: dal colore rubino/violaceo; naso di buona eleganza con sentori di frutta speziata; percepibile e piacevole anche alla bocca la nota speziata, tannino ben dosato (83 + il punteggio assegnato).
Dolcetto di Diano d’Alba Sorì dei Bertinetti di Veglio Michelino & Figlio: dal colore rubino di media intensità; piacevole al naso, con un bel frutto e con note speziate; leggermente vegetale in bocca (83-).
Dolcetto di Diano d’Alba Costafiore di Ferdinando Giordano: 83 meno meno per questo vino dal colore granato; molto alcolico e dal notevole frutto al naso; molto piacevole alla bocca, con un bel frutto e note vegetali.
Infine due vini del medesimo produttore (Prandi Giovanni) ottengono gli 82 punti, si tratta dei Dolcetto di Diano d’Alba Sorì Cristina e Sorì Colombè.

DOGLIANI DOC
Anche per questa denominazione tutti i vini citati sono dell’annata 2006.
Iniziamo dal Dolcetto di Dogliani Surì di Marenco Aldo F.lli: il vino si presenta con un colore rubino/granato; piacevole la frutta matura al naso; di buona eleganza in bocca, asciutto ma equilibrato, con un tannino presente ma non fastidioso, semplice di beva (83 punti).
Dolcetto di Dogliani Gombe di La Fusina: dal colore rubino abbastanza intenso; buono il frutto al naso, frutta rossa; non molto complesso in bocca ma di facile beva (82+).
Infine tre prodotti con 82 punti, si tratta del Dolcetto di Dogliani Bricco di Cascina Minella: dal colore violaceo cupo; naso di buona eleganza con leggeri sentori di vernice; buono il frutto in bocca, con tannino presente ma non fastidioso.
Dolcetto di Dogliani Briccolero di Chionetti Quinto e Figlio: molto bello il colore, violaceo/purpureo; buono il frutto al naso con leggeri sentori di vernice; di buona eleganza e notevole frutto in bocca, asciutto, con tannino ben presente.
Dolcetto di Dogliani San Luigi di Pecchenino: rubino il colore; piccoli frutti rossi al naso; fruttato alla bocca, semplice e di facile beva.

Concludiamo infine con la DOCG DOGLIANI: iniziando dai due vini dell’annata 2006, entrambi dello stesso produttore Boschis Francesco e valutati con lo stesso punteggio (85), di tratta dei Dogliani Docg Vigna del Prey e Sorì San Martino: il primo si presenta con un bellissimo colore violaceo molto intenso; il naso è molto pulito con un notevole frutto; morbido in bocca, fruttato (frutta dolce); un ottimo prodotto. Il secondo ha un luminoso color porpora; anche in questo caso notevole frutta dolce al naso; carnoso in bocca, morbido, piacevole, giustamente tannico.
Per quanto riguarda l’annata 2005 assegnamo 83 punti al Dogliani Docg San Bernardo di Abbona Anna Maria: dal bel color porpora; buono il frutto con leggeri sentori di vernice; piacevole in bocca anche se non ancora perfettamente equilibrato.
Infine un 83- per il Dogliani Docg della Cantina Clavesana: dal colore rubino con riflessi granato; pulito e di media intensità olfattiva; morbido in bocca, semplice e di grande bevibilità.
Lorenzo Colombo

15/9/2007