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Parlando di Custoza passito...
... in un recente convegno a Sona
Ottime prospettive di mercato per i PASSITI DI CUSTOZA, in
un momento storico in cui il consumatore predilige produzioni tipiche che fanno
preciso riferimento alle peculiarità di un territorio. Questo, in sintesi,
il messaggio emerso dal convegno “Tematiche di appassimento delle
uve e dei vini dolci” promosso sabato 15 dicembre a Sona dal
Consorzio tutela vino bianco Custoza, dall’associazione Strada del vino
bianco di Custoza, dalla Pro Loco e dal Comune di Sona nell’ambito del
7° concorso dei vini passiti di Custoza.
Il Passito, inoltre, ha un background storico d’eccezione che testimonia
di come il gradimento per la garganega surmaturara risalga a secoli fa.. Il
giornalista veronese Morello Pecchioli ha citato alcuni aneddoti
che attestano la reputazione dei passiti nella storia: in primis in occasione
del congresso dei grandi del 1822 a Villa Ottolini, dove lo zar di Russia rimase
conquistato dai passiti di Custoza. Pecchioli ha quindi ricordato come i Capuleti,
la famiglia di Giulietta, l’eroina dell’amore di Shakespeare, fossero
proprietari di vigne a Custoza, in località Cappello.
Pecchioli ha quindi presentato l’ampia abbinabilità dei passiti
di Custoza: ideali non solo con i dessert o i formaggi, ma anche con alcuni
secondi.
Che i passiti fossero molto apprezzati nell’antichità lo ha confermato
il giornalista Cesare Pillon, che ha sottolineato alcune tappe
nella storia dei vini dolci: apprezzati nell’antichità, dopo una
pesante crisi nei consumi iniziata negli Anni Sessanta, i passiti sono stati
rilanciati alla fine degli Anni Ottanta. Da allora si è infatti diffusa
la moda di vini dolci con nerbo acidulo, fermentati in barrique, con bouquet
ricco, ma privi di quei sentori ossidati retaggio del passato. “Alle
aste piacciono i passiti né troppo aromatici, né troppo dolci,
né di colore troppo scuro, figli del territorio e del microclima”,
ha concluso Cesare Pillon.
Da Nicola Frasson, curatore della Guida dei vini Slow Food
per il Veneto, l’invito a produrre vini non in mero ossequio del mercato
ma nel rispetto della loro vocazione territoriale e della loro cultura: “Il
Custoza, che aveva una tradizione di passiti storica, ma casalinga, parte da
una condizione di verginità e di vantaggio rispetto ad altre denominazioni:
il patrimonio moderatamente aromatico dei vitigni nel 30% dell’uvaggio
regala una carica ulteriore ai passiti. L’importante è rendere
il proprio stile riconoscibile e puntare su appassimenti lunghi che favoriscano
lo sviluppo ottimale di Botrytis cinerea”, ha detto.
A presentare le caratteristiche tecniche delle vinificazione del passito è
stato invitato Roberto Ferrarini, docente di viticoltura all’Università
di Verona. Secondo una ricerca presentata all’Oiv (Organisation de la
Vigne et du Vin) a Budapest la scorsa estate e incentrata sulle condizioni che
favoriscono nella Garganega lo sviluppo di Botrytis cinerea – la muffa
nobile che rende prelibati vini come il Sauternes – Roberto Ferrarini
ha sottolineato come lo sviluppo di Botrytis cinerea sia più significativo
nelle ultime fasi dell’appassimento piuttosto che in quelle iniziali.
Proprio negli stadi avanzati, infatti, lo studio ha rilevato una maggiore produzione
di glicerolo e di acido gluconico, mentre l’acidità totale sarebbe
soggetta a progressiva diminuzione. “Il Custoza, in particolare, dispone
di un’arma importante: oltre alle condizioni di umidità che creano
ottime premesse per l’appassimento la doc prevede la possibilità
di utilizzare fino al 30% vitigni aromatici come il Cortese, il Pinot Bianco,
il Riesling Italiano, la Malvasia e il Manzoni bianco. Caratteristiche, queste,
che vedo ideali per sviluppare non solo ottimi passiti ma anche superbianchi
di grande carattere” ha concluso Roberto Ferrarini. Dulcis in fundo,
è stato presentato in anteprima l’abbinamento di passito di Custoza
con pasticcini al cioccolato aromatizzati al Custoza.
Per ulteriori informazioni:
Consorzio tutela vino bianco di Custoza Doc
P.zza Matteotti, 8 - 37011 Bardolino (Verona)
telfono 045 6212567 – fax 045 7210820
www.vinocustoza.it - info@vinocustoza.it
23/12/2007 |