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La "guida" di Sante Lancerio
Le recensioni del bottigliere di Papa Paolo III (1534-1559)
 
Non disdegnava il buon vino Papa Paolo III, pontefice romano che regnò dal 1534 al 1559. In 25 anni egli ebbe modo di apprezzare numerosi vini che ­ secondo le stagioni, le ore del giorno e i numerosi impegni, ufficiali e non ­ rallegravano la tavola del Pontefice.
I gusti del Papa Farnese, che visse fino all'età di 82 anni, sono giunti a noi grazie al suo sommelier, che ci ha lasciato gli appunti in cui descrive i 53 vini "giudicati da Papa Paolo III e dal suo bottigliere Sante Lancerio".
Costui seguiva il Papa in tutti i suoi viaggi, selezionando i vini da servire in tavola dopo averne accertato la qualità, inoltre si preoccupava di controllare tutte le bottiglie che nobili e potenti donavano al Pontefice.
I giudizi di SANTE LANCERIO sono netti, ponendo agli estremi della personale scala di valutazione i vini per "signori" e quelli per "famigli".
Questi appunti come un buon vino vanno gustati a piccole dosi, magari chiudendo gli occhi e immaginandosi i ricchi banchetti durante i quali erano serviti o le stanze buie del Vaticano in cui un Papa non più giovane, insieme al suo sommelier, sceglieva una bottiglia da stappare prima di coricarsi. (c.c.)

p.s. abbiamo deciso di ordinare le "schede" della "guida" di Sante Lancerio per ordine alfabetico secondo le definizioni utilizzate dall'illustre bottigliere

Centula
Viene da una villa in Calabria, è alquanto più piccolo del Chiarello, ma è del medesimo colore, ed è più crudo et lapposo. È un delicato bere l'estate alii gran caldi e non ha pari bevanda la sera a tutto pasto, dal primo di maggio a tutto agosto. S.S. ne beveva volentieri.

Corso d'Elba
Tali vini sono molto più piccoli, hanno colore verdeggiante, sono grassi, matrosi et volentieri si fanno acetosi. Questi sono delli primi vini novi che vengono a Ripa, come quei d'Ischia. Vino da famiglia e non da Signori et Prelati.

Greco della Torre
Viene da una terra non troppo distante da Napoli. Sono quivi i vini secondo l'annata, et quando non è buona, mutano di colore e si fan neri, ma quando è buona sono buoni, ma non da Signori, ne da Prelati, ma da famiglie e da fornaciari. Di tali vini S.S. non volse mai bere.

Greco di Nola
Ne viene di raro a Roma. Tale vino non è buono perché è matroso, grasso et agrestino et muta colore.

Greco d'Ischia
È il primo vino nuovo che viene a Roma. Tali vini sono molto lapposi, et quando si trovano che non siano così lapposi, è un delicato bere a tutto pasto. Ben è vero che malvolentieri si chiariscono, se non si fa concia di bruccioli di legname di nocciuole. A volere conoscere la sua bontà, bisogna che prima abbia colore incerato, sia dolce et mordente et non sia lapposo. Et certo è un delicato bere, sì per Signori quanto per famiglia.

Greco di Posilico
Viene dal regno di Napoli, da una villa chiamata Posilico e di tal vino ne viene poco. Tale vino è più piccolo del Greco di Somma ed è un delicato bere, ma rispetto alla sua dilicatezza patisce assai il mare nel navigarlo et la State, nelli grandissimi caldi, molte volte si guasta. Di tale vino S.S., quando ne poteva avere, faceva onore al vino. A volere conoscere la sua perfettione e bontà bisogna non sia agrestino ne grasso, anzi odorifero, di colore dorato et maturo.

Greco di S. Gemigniano
È una perfetta bevanda da Signori; et è un gran peccato che questo luogo non ne faccia assai. S. Gemigniano è una terra grandissima nello stato fiorentino. Di questo vino ogni anno, nell'autunno, ne facevano portare in Roma, a some con grandissime fiasche, i Reverenti Santiquattro di casa Pucci e li donavano a S.S. Il vino ha in sé perfettione; in esso colore, odore, sapore, ma, volendo conoscere il buono non vuole essere agrestino, anzi avere del cotogno, come il Trebbiano, et sia maturo, pastoso et odorifero. In questo luogo ci sono anche di buonissime vernacciuole e di questa bevanda gustava molto S.S. et faceva honore al luogo.

Greco di Somma
Viene a Roma dalla montagna di Somma, distante da Napoli XII miglia. Questi sono vini molto fumosi et possenti, et a tutto pasto si potriano bere, ma offendono troppo il celabro, massime alii principii, ma ci sono delli stomachevoli et non fumosi et odoriferi. S.S. usava di continuo beverne ad ogni pasto, per una o per due volte et anchora ne voleva nelli suoi viaggi. Sì perché tale vino non pate il travaglio, sì perché ne voleva per bagnarsi gli occhi ogni mattina, et anco per bagnarsi le parti virili, ma voleva che fosse di 6 od 8 anni, che era più perfetto.

Latino bianco
Viene dal regno di Napoli ed è picciolo e grasso. Buona bevanda per lo Verno, che alii gran caldi non si salvano per la loro delicatezza. S.S. non li voleva bere et diceva essere grassi, opilativi, catarrosi et flemmatici assai.

Malvagia
La malvagia buona viene a Roma di Candia. Di Schiavonia ne viene la dolce, tonda et garba. Se si vuole conoscere la meglio bisogna che non sia fumosa né matrosa, ma che sia di colore dorato perché, se altrimenti fosse, sarebbe grassa et il beverla di continuo farebbe alterare il fegato. De le tre sorti usava Sua Santità, la dolce alle gran tramontane a fare un poco di zuppa, la tonda per nodrimento del corpo beveva, et della garba usava gargarizzarsi per rosicare la flemma et collera.

Mangiaguerra
Viene dal regno di Napoli ed è rosso; ne vengono da Castellamare e da Anglia. È dolce assai e molto carico di colore, rispetto alla vendemmia tarda che si usa in colali luoghi, dove non si può vendemmiare per insino a S. Francesco. Tale vino è possente et è matroso et opilativo assai. Sono vini da hosti et da imbriaconi. Alcuni vini non sono di quella grandezza et colore, et Cortigiani et Prelati ne potriano bere, ma sono in generale per incitare la lussuria. S.S. non beveva mai et diceva essere opilativo et generante flemma et motivo di catarro, sicché è mala bevanda.

Moscatello
Il vino moscatello viene all'alma Roma da più provincie, et per mare et per terra, ma il meglio è quello che viene dalla riviera di Genova, da una villa nomata Taglia. A volere conoscere la loro perfetta bontà, bisogna non sia di colore acceso, ma di colore dorato, non fumoso et troppo dolce, ma amabile et habbia del cotognino et non sia agrestino.

Trebbiano
Il trebbiano viene a Roma dallo Stato fiorentino di Valdarno di sopra e da molti altri luoghi, ma li migliori sono quelli di S. Giovanni et Figghine. La maggior parte si porta in fiaschi con le ceste, et ne vengono anche alcuni caratelli. Questa tale sorta di vino è un delicato bere, ma non a tutto pasto per essere vino sottile. Non di colore acceso, ma dorato, di odore non troppo acuto, amabile, non dolce, non agrestino, anzi habbi del cotognino. Erano molto grati a S.S. ma non a tutto pasto; volentieri li bevea nello autunno, fra nuova et vecchia stagione.

Vino Aglianico
Viene dal regno di Napoli, dalla montagna di Somma, dove si fa il buon Greco. Tale vino è rosso et non è manco grande et fumoso del Greco, massime quando si fa la vendemmia asciutta. Di tali vini S.S. beveva molto volentieri, et dicevali bevanda delli Vecchi.

Vino Asprino
Viene da un luogo vicino a Napoli. Li migliori sono quelli di Aversa, città unica e buona. Bianchi e rossi, questi sono meglio. Tali vini sono molto crudi, sono vini da podagrosi. L'estate è sana bevanda. Di questi S.S. usava bere per cacciare la sete avanti che andasse a dormire e diceva farlo per rosicare la flemma. Volendolo per la State, bisogna metterlo, la primavera, nella cantina, et sia si crudo che il caldo lo maturi.

Vino Calabrese
Viene da più parti della Calabria. Di tali vini non mi stenderò molto nel dire le loro qualità perché non sono vini da Signori.

Vino Chiarello
Viene da Chiarella, nella provincia di Calabria, distante dal mare tre miglia. È molto buono ed era stimato da S.S. e da tutti i Prelati della Corte. Tutto l'anno beveva S.S. e lo cominciava a bere dal principio di Marzo per tutto l'autunno. Et non ha bevanda pari, ma volendolo salvare alla stagione d'Autunno, bisogna si pigli in barca nella primavera e mettisi in luogo fresco e che non senta travaglio, et pigliarlo crudo, odorifero et grande, che il caldo lo maturerà.

Vino Coda di Cavallo
Viene dal regno di Napoli, da quei casali vicini a Noia città. È molto dolce e buono, et quando non muta di colore non ha pari bevanda il Verno. È domandato coda di cavallo rispetto all'uva che fa il suo racemolo, ovvero Rampazzo, come una coda di cavallo. Di tale vino S.S. beveva volentieri.

Vino Corso
Viene da un'isola nominata Corsica. Tali vini sono molto grandi et fumosi, ce ne sono delli dolci assai e degli asciutti, sono vini da famiglia più che da Signori. Nella loro perfettione vogliono essere non dolci né asciutti, anzi amabili con colore dorato, con sapore cotognino et mordente di odore non fumoso. Si trovano alcuni vini asciutti che fanno bellissima e buonissima prova la State, che quando l'agresto cominciano a maturare, gli altri vini cominciano a mutare et farsi forti, ma questi no. Di questa sorte beveva alcuna volta volentieri S.S., quando era nella sua perfettione come sopra, massime in quaresima.

Vino del Giglio
Tali vini sono più rossi che bianchi, et sono molto carichi di colore. Molto tempo è che a Roma non sono stati condotti tali vini, né se ne condurranno perché li Maomettani guastarono quest'isola che è disabitata.

Vino del Ciragio
Viene da una villa della provincia di Calabria, distante dal mare molte miglia et è luogo montuoso et sassoso. E rosso et è molto perfetto et grande, ma è molto scarico di colore. Raro ne viene a Roma. Quando S.S. poteva avere di tale vino faceva honore al luogo et molto li soddisfaceva.

Vino della Magliana
È perfettimo, tanto bianco quanto rosso. In questo luogo non è se non una vigna, la quale fece piantare Papa Leone X. In questa vigna sono vitami di più sorti, et venuti da più provintie, ce ne sono perfino di Spagna. Sicché è impossibile che, essendo il sito bello, et sopra un colle ameno, la vigna non faccia buonissimo vino. S.S. faceva bene custodire la vigna e ci andava bene spesso il Verno, et beveva alcuna volta del detto vino, il quale è di Verno ottima bevanda. È peccato che tale vigna vada in perditione, il che non è bene, rispetto alii piaceri che si può pigliare un Pontefice in questo luogo, vicino Roma a sole cinque miglia. Dove sono bellissimi appartamenti di stanze da Pontefici, vi è una grandissima stalla et luogo da caccia e pesca, et luogo da far volare uccelli di rapina et falconi et altro.

Vino della Riccia
È buono, ma non come quello di Albano, ancorché tali luoghi siano vicini. Le vigne sono arborate alla Lombarda, et li contadini usano metterli dell'acqua a bollire coll'uva, nella tina o vasca. Perciò sono mordenti vini e buoni nel Verno. Ci sono anco delle vigne basse, che fanno perfetto vino et la State è buono et perfetto bere, massime nel luogo, rispetto alle grotte fresche che qui si trovano. Di tali vini S.S. rare volte beveva, perché la maggior parte sono grassi et agrestini, sicché S.S. diceva essere vini da giovani et non da vecchi.

Vino della Tolfa
È un dilicato et perfetto bere tanto il rosso quanto il bianco, ma molto meglio il rosso. Questa è una terra sopra Civitavecchia in un Monte tutto oro, onde è buono il vino. Vi è una miniera di Allume, che quivi si estrae, et è luogo tufato et forte, sicché non può essere che in tale luogo non facci buon vino. Di tali vini S.S. beveva volentieri et ogni anno ne faceva fare provvigione, massime per la Quaresima, et anco per l'Autunno. L'Anguillara, distante da Roma XVI miglia, fa di perfetti vini per il Verno, che alii caldi non resistono nella terra, perché non ci sono grotte fresche. Ci sono vini bianchi e rossi, meglio questi. Tali vini hanno tutti del molle et grasso, rispetto al paese acquoso, per il Lago che circonda la Terra.


Vino di Albano
È ottimo et perfetto tanto il bianco quanto il rosso, ma meglio il rosso, buono tutta la State, quando il Verno sia mantenuto in luogo fresco. Albano è città antichissima, distante da Roma XII miglia alla Romana. Quivi sono vigne arborate et basse assai, et il paese è fruttifero et sassoso, rispetto alle rovine antiche che qui si vede, di edifici grandissimi. Sicché v'è buon vino et polpato, stomachevole et nutritivo. A volere conoscere la sua perfettione, bisogna avvertire non sia di vigna giovane, né sia agrestino, non grasso, né molle, né che abbi del cotto. Perché molti usano cuocerlo. Vuole essere cotognino et di colore dorato. Il rosso sia maturo et scarico di colore, ma non in tutto, et sia mordente. Di tali vini S.S beveva volentieri quando era a Frascati et anco a Marino, a Grotta Ferrata, sicché è vino da Signori.

Vino di Bagnaja
È buono e ce ne sono delli bianchi et delli rossi. Bagnaja è villa distante da Viterbo 2 miglia sotto li monti. Tali vini sono buoni quando si fa vendemmia asciutta, et se non fosse che alii vini di questo luogo si fa un poco di conserva, massime alii bianchi, non sarebbero buoni, massime rispetto al sito che è molto freddo et acquoso. Sicché facendo tale conserva, li fa salvare la State. Di tali vini S.S. non beveva, salvo quando andava a Viterbo, et alla Regina Advocata Sua Maria della Cerqua.

Vino di Bracciano
È perfetto. Bracciano è il primo luogo di casa Orsina, et è luogo inespugnabile. Questo vino è piccolo, e certo non son sono vini da portare da luogo a luogo, se non nel Verno. Sono anco di buoni vinetti a un luoco nominato Pisciarelli, dove sono molte capanne fatte di legname et terra. Dove habita Lombardi, Toschani, et di diverse provintie, che custodiscono le vigne secondo la sua patria, et il vino lo fanno il simile al mondo del suo paese. Di modo che qui si trovano di buoni et perfetti vini, ma in Roma sono buoni per il Verno. La State si trova qualche vino in quelle grotte, ed è molto appetitoso, ma vuole essere pigliato in fiaschi, perché alli caldi non resiste. Di questo vino, massime rosso, S.S. beveva alcuna volta nella Primavera quando era amabile, di bel colore et mordente.

Vino di Caprarola
È ottimo. Caprarola è terra distante da Roma una grossa giornata, et è nello Stato novo di Casa Farnese. Tale è stimato assai da Signori et Prelati et Cortigiani. Ce ne sono delli bianchi et delli rossi, ma meglio sono li rossi. A tutti si fa un poco di conserva di vino cotto, per salvarli la State. È un dilicato bere et resiste tanto in barili quanto in fiaschi a portarlo in viaggio, et questo si sa per esperienza. Di questo vino beveva volentieri S.S., per essere del suo stato, et aveva amore al luogo, et parte del suo cardinalato, e ci habitava volentieri et spesso. Et certo è un bel sito et luogo da piacere e da caccia.

Vino di Casentino
Dello stato fiorentino, è la maggior parte rosso, et sono perfetti vini. Di questo vino, ogni anno, li Frati dell'Eremo di Camaldoli ne portavano in barili, per una o due botti, e lo donavano a S.S. Di tale vino S.S. beveva a pasto mai, ma la sera si quando andava a letto perché li rosicasse la flemma et restringesse il catarro, massime nel mese d'ottobre, fra li vini novi e li vecchi.

Vino di Castel Gandolfo
È poco et è picciolo, ma è molto perfetto, massime per la State. Ma non bisogna muoverlo da quell'aria, perché, quando sono in luogo piano dove non passa il vento, si mutano e sobbolliscono. Di tali vini S.S. beveva alcuna volta, quando andava là. E faceva pescare in quel laghetto, dove si trova la barca di Caronte.

Vino di Cervetri
È perfetto vino nel luogo. Ma levatolo dalla sua botte per trasportarlo, muta colore et anco sapore, et sente del terreno. Et chi non lo conoscesse pensaria che fosse la botta trista, ma certo non è altro che il terreno che fa così. Di questo vino S.S. non beveva volentieri, se non già si trovasse nel luogo et per far favore al Conte dell'Anguillara, Padrone di detta Terra e del luogo.

Vino di Cortona
È un perfetto vino tanto il bianco quanto il rosso, ma meglio il bianco che pare essere Trebbiano ma non di quella sottigliezza. Sono molto gentili, et resistono per qualche dì trasferendogli di luogo a luogo nei fiaschi et è una delicata bevanda. Di tali vini usava S.S. bere quando stava in Perugia et massime delli bianchi.

Vino di Montepulciano
È perfettissimo tanto il Verno quanto la State, et meglio è il rosso la State, io ne sono certo. Tali vini hanno odore, colore et sapore et volentieri S.S. ne beveva, non tanto a Roma, dove gli erano portati in fiaschi, ma ancora a Perugia. Montepulciano è nello stato fiorentino.

Vino di Monterano
Si porta a Roma per terra da un castello così chiamato, distante una grande e grossa giornata. Questo vino è tanto buono che a volere narrare la sua bontà et scrivere assai, sarei troppo lungo et non potrei tanto scriverne et laudarlo, quanto più merita essere laudato. In questo vino sono tutte le proprietà che possa e debba avere un vino, in esso è colore, odore et sapore, l'odore di viola mammola, quando comincia la sua stagione, il colore è di finissimo rubino, ed è saporito che lascia la bocca, come se uno avesse bevuto o mangiato la più moscata cosa che si possa. Esso ha una venetta di dolce, con un mordente tanto soave che fa lagrimare d'allegrezza, bevendolo. Esso è digestivo, esso aperitivo, esso nutritivo et cordiale, sicché, secondo me, un Signore non può bere migliore bevanda di questo vino.
Di tale vino se ne può bere assai a tutto pasto, che mai non fa male, anzi, ancorché sia rosso, purga il ventre, sicché bevutolo è digestivo. Di tale vino S.S. beveva volentieri et assai, et cominciava alli primi vini novi. Et il principio era a S. Martino che prima non havria provato vino novo, non che bevutone, et continuava a bere a tutto il Maggio delli dolci, et anco, se si salvavano, ne beveva a tutto Luglio. Et gli asciutti beveva nella stagione rimanente. Di tali vini molti Prelati voriiano bere, ma per essere il luogo picciolo, vi si fa poco vino, onde bisogna che habbino pazienza.

Vino di Monterosso
È perfetto e buono, ma qui sono poche vigne. Ci è un'ottima vigna sopra un colle, della quale avendo cura et governo che meriterebbe, certo farebbe meglio vino massime il rosso, vino stomachevole et mordente et polpato. Di questo vino S.S. beveva assai. Et l'Ill. Sig. Card. Farnese faceva usare grandissima diligenza ad un suo fattore, chiamato Mons. Valerio; quando morì di morte subita, si trovò che aveva nascosto un viluppo di ducati in un monte di grano.

Vino di Pavola
Viene da una terra della Calabria. E' molto buono, et è fumoso et grande. Et questo procede dalla Vernaccia, che in questo luogo fa, et la misticano con tali vini. Tale vino non ha bei colore, non è ne bianco ne rosso. Tali vini non hanno pari per fare il Raspato, sono grandissimi e dolci, et sempre mantengono loro dolcezza. Di qui ancora viene grandissimo vino chiamato Falsamico, et è rosso et molto perfetto e di questa sorte S.S. usava bere alcuna volta. Nientedimeno diceva tali vini essere né da Prelati né da Signori, ma da famiglia e da stomachi gagliardi.

Vino di Portercole
Viene da un porto et villa nel Monte Argentario et rare volte sono buoni, ma quando sono nella loro perfettione, non è pari bevanda, massime quelli della vigna che fece piantare Agostino Chigi senese. Il sapore di tale vino, amabile e non fumoso, vuole abbia del moscato perché in tali vigne sono assai moscatelli. Era molto grata a S.S. et a molti Prelati, massime d'inverno e più volte disse non bavere avuto nel suo pontificato migliore ne pari bevanda. Ma dubito che per molto tempo a Roma non ne venirà, rispetto alii soldati che hanno tagliato quasi tutte le vigne. Grandissimo peccato!

Vino di Riviera
Viene da più luoghi della Riviera di Genova. Tali vini sono buoni et è un delicato bere, massime la State. Sono di una terra detta Taglia, dove fa il buono moscatello, et ancora Oneglia, ma Monterosso, una delle cinque terre, fa meglio assai.

Vino di Salerno
Vini per 1a la maggior parte rossi, ce ne sono del non tutto bianchi, ma sono ciregiuoli. Vino dilicato e ricercato da Principi et Prelati. A volere conoscer la perfettione, prima vuole essere odorifero, et che non sia carico di colore, ma scarico, et che sia polputo et pastoso, non dolce ma tondo, dico il rosso. Il bianco vuole essere crudo, grande et odorifero et più scarico di colore che sia possibile; S.S. beveva volentieri quando era nella sua perfettione, sicché sono vini da Signori ed è buona bevanda.

Vino di Salutio
Salutio è in Piemonte ed ha vino molto perfetto, ma per li tanti travagli che ha da condurlo alla marina, patisce assai. Di questi vini raro si trova a Roma, ma il Signor Cardinale d'Ariminis, per un suo abbate di detto luogo, alcuno anno ne haveva qualche caratello et ne faceva gustare et bere a S.S. che assai gli piaceva.

Vino di Spagna
Arriva poche volte a Roma, quando alcuna nave capita a Civitavecchia che venga di Spagna, et poi si conduce per barca alla Ripa. Tale vino è fumoso e potente e credo che molti Spagnuoli, che bevono acqua lo faccino per non guastarsi lo stomaco con tale vino. Tali vini sono rossi e molto carichi di colore, e per non farli scarichi usano mettervi dentro gran copia di gesso, et cosi si fa alquanto scarico e di bel colore, ma è cosa di molto detrimento allo stomaco e al corpo. Li bianchi sono rari, ma sono alquanto più piccoli. Nondimeno non sono vini da Signori et vogliono acqua assai, rispetto alla loro grandezza. Dicono molti Spagnuoli salvarsene per
cento anni, in certi vasi di terra grandissimi, et sotto terra, sicché sono vini da lasciarli bere a loro. S.S. non volse mai bere per niente.

Vino di Terracina
Tali vini sono rossi ed è un buon bere, massime la State, quando il vino è nella sua perfettione. Ne beveva S.S. in agosto et ne havria bevuto di settembre, ma nel suo pontificato non si trovò mai di tale mese a Roma. Sono stimati questi vini dalli cortigiani, si ancora dagli osti, perché si accompagnano col Romanesco et pigliano concia di chiara. Et volentieri li Cortigiani, Notari et Copisti corrono la sera per la foglietta.

Vino Francese
Vengono da più luoghi, da Avignone di Provenza, da Biona e da Linguadoc. Tali vini raro sono buoni perché patiscono il mare; sono anco matrosi, et sentono di corame, o vuoi dire di stivali, et anco di terreno, massime quelli di Provenza. Ci sono alcuni vini claretti di Avignone, che sono molto buoni, ma sono sottili. Di tali vini S.S. non beveva mai, se non di certi vini buoni et stomachevoli che venivano da Carpentras. Sicché a me pare che non siano in bontà come sono stimati nel luogo. Ma sono buoni pei Francesi per rosicare la loro collera, sicché in Roma non sono vini da Signori.

Vino Invrejia
È perfetto e molto più il rosso che il bianco. Invrejia è città di Piemonte dove gli ill. Cardinali di Casa Ferrero ne facevano venire a Roma e ne donavano alcuno botticello a S.S. Detto vino è molto perfetto, ma li tanti travagli che si hanno per condurlo alla marina di Savona, et di poi a Roma, lascio giudicare se può patire. Tali vini sono molto odoriferi et dilicati. S.S. bevea volentieri nello autunno perché resistevano alla State ed il caldo li maturava, sicché è un'ottima bevanda da Principi e Signori.

Vino Mazzacane
Ne viene da Vico, et da Sorrento. Per esperienza sono migliori quelli di Sorrento, rispetto al sito più sassoso et montuoso. Bianchi e rossi. E' un delicato bere, rispetto alla sua piccolezza, massime per le donne, per pedagrosi et ammalati. S.S. ne beveva volentieri la State ai gran caldi, massime la sera per cacciare la sete, sicché è vino da Signori.

Vino nominato Lagrima
Per tutte le parti del mondo dove si fa vino, si può fare. Si domanda Lagrima perché alla vendemmia colgono l'uva rossa, et la mettono nel Palmeto, ovvero Zina, ovvero alla Romana, Vasca. Et quando è piena, cavano, innanzi che l'uva sia bene pigiata, il vino che può uscire e lo imbottano. Et questo domandano Lagrima, perché nel vendemmiare, quando l'uva è ben matura sempre geme. Ne viene Roma poco, ma il meglio è quello della montagna di Somma. A volere conoscere la sua bontà, non sia del tutto bianco, sia odorifero, mordente, polputo et del colore si faccia prova. Molti lo falsificano con vino bianco e rosso mistiati, et a Roma lo vendono per la Lagrima, ma spesso si fa giallo. S.S. ne beveva volentieri et della possessione del detto Mons. Domenico.

Vino Pasciotta
Viene da una Villa della Calabria. Tali vini non sono buoni. Sono vini di famiglia et sono carichi di colore ma bianchi et subito che si cavano dalla botte, mutano di colore et si fanno neri. Sicché non dirò altro di questo vino che: lasciamolo bere alii famigli.

Vino Razzese
Viene della Riviera di Genova et il meglio è di una terra detta Monterosso. Et è stimato assai in Roma, fra li Genovesi, come fra li Venetiani la Malvagia. Tali vini non sono da bere a tutto pasto, perché sono troppo fumosi et sottili. Di tale vino S.S. non beveva, ma alcuna volta alle gran tramontane faceva la zuppa, ovvero, alla stagione del fico buono, mangiatelo mondo et inzuccherato, gli beveva sopra di tale vino, massime del dolce et amabile et diceva essere gran nodrimento alii vecchi. In questo luogo il vino usano farlo dolce sopra la vite, quando l'uva è matura col pigliare il recemolo et lo storcono et poi lo lasciano attaccato alla vite per 8 giorni, et coitelo fanno vino buono et perfetto.

Vino Romano
Benché non sia buono molto, rispetto al terreno grasso, alcuni sono buoni. Et è dilicato bere, massime la quaresima. Tali vini amano la concia di Tacchie, et altre alla Romanesca. Usano mettervi Zolfo et Cipresso, Canella; garofani, fiori di Sambuco, cose molto in detrimento dei corpi. Per salvarli la State, alcuni usano metterci vino cotto. Di tale vino S.S. non beveva et diceva essere mala bevanda et trista per lo stomaco.

Vino Santo Severino
Viene dalla detta città del regno di Napoli. Tali vini sono del medesimo sapore et colore del Salemo, ma più crudi. Sono assai stimati dalli Prelati podagrosi, et anco dagli hosti e dai cortigiani per cacciare la sete. Di tali vini S.S. non beveva, ma diceva essere buoni per li podagrosi, per assottigliare gli humori grossi. Sicché sono vini da huomini che le feste giuocano alla Piastrella e poi corrono volentieri alla Taverna per la Foglietta.

Vino Siciliano
Ne vengono di più sorti e da più luoghi dell'isola, bianchi e rossi, ma generalmente più bianchi che rossi. Li bianchi hanno un colore bellissimo et odore grandissimo, ma come se li mostra l'acqua, subito perde il suo profumo et odore ed ogni poca acqua l'ammazza. È buono bere il rosso nell'autunno et il bianco alii caldi grandissimi. Ma hanno un difetto che alii caldi sobbollono e alii freddi imbalordiscono et mutano di colore, ma non già che si facciano forti, che alii tempi freschi ritornano nel loro pristino stato. Di tale vino S.S. non beveva se già non fosse stato del rosso scarico di colore, ancorché nel suo Pontificato, pochi ne venivano alla Ripa. Molto meglio sono quelli di Palermo, che di altri luoghi dell'isola, sicché sono vini di famiglia.

Vino Sistignano
È rosso e viene da Napoli sotto la montagna di Somma. Tale vino si domanda Sistignano rispetto la sorte o viticcio dell'Uva. Qui sono vigne arborate et Uva assai rossa e dolce, et fa il vino maturo e dolce et carico di colore. Ci sono anche degli asciutti e sono ottimi vini. A volere conoscere la loro perfettione vuole essere scarico di colore, et habbia polso, cioè sia gagliardo, ne molle ne matroso; et sopra tutto habbia odore. S.S. beveva volentieri. Il meglio vino che si faccia è della possessione di Mons. Domenico Terracina, ma raro viene a Roma, perché i Viceré lo vogliono per loro; et certo è buona bevanda.

Vino Sucarno
Sucarno è un castelletto distante da Orvieto due miglia. Tali vini sono per la maggior parte rossi e sono odoriferi, bellissimi e polputi più che il Monterano, ma non hanno tanto odore. Ci sono delli bianchi molto perfetti per il Verno, con una vena di dolce, ma vogliono essere mordenti, non grassi, ne matrosi. Volendo il rosso per la State, si vuole pigliare crudo et sia di vigna vecchia, che la vigna vecchia ha questa proprietà, che se fa il vino amabile lo mantiene e se lo fa asciutto lo mantiene; la giovane fa il contrario.

 
18/3/2001