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Feudi di San Gregorio
Campania oggi: tra i produttori
 
Arrivarci, nel meriggiare di un ottobre assolato, eccessivamente assolato, è cosa dolce assai. Dall'abitato di Atripalda la strada sale verso Sorbo Serpico, paesino fatato per come la ricostruzione successiva al terremoto del 1980, nulla ha scempiato ma, anzi, ha restituito agli indomiti indigeni, dignitosissimo comune abitare.
E poi, ancora, verso la località Cerza Grossa. Ma, oramai l'andare a Sorbo Serpico e il solo atteggiare postura questuante indicazione stradale fa profferire ai gentili abitanti risposta prima di domanda: indicano la cantina prima che gliela si chieda.
Più che cantina, di stabilimento, di opificio, di fabbrica, di plesso industriale dovremmo parlare. Ciò che i fratelli Ercolino stanno erigendo è proprio la fabbrica del vino, e su questo invitiamo a una meditazione. Proprio così, la fabbrica del vino: questa è la sembianza di una costruzione senza fine con capannoni e con silos atti a ospitare tutto il vendemmiabile, tutto il vendemmiato e tutto di più.
Il tentativo di preavvertirsi tramite telefonata sortisce la prima brutta impressione di indesiderato ospite. Potrebbe essere nostra erronea impressione e, fiduciosi, entriamo nel... cantiere. Alla data, metà ottobre, ancora vistosi cartelli aridamente avvertono che la cantina resterà chiusa fino al 30 settembre: è vero che il tempo scorre lento, ma minor violenza al calendario si potrebbe fare e quei cartelli potrebbero essere oramai rimossi, al netto di freudiana dimenticanza. Qui hospites non sacri sunt !
Di poter incontrare uno dei fratelli Ercolino non se ne parla nemmeno: sono in riunione da stamane con americani e giapponesi. E giapponese è pure l'architetta che ha progettato l'implemento del plesso e l'annesso restyling.
Evidentemente questi illustri signori provenienti dal Far West e dal Far East devono essere grandi e potenti buyers e staranno comprando il vendemmiato 2002, 2003, 2004 and so on !
E allora proviamo a capire qualcosa in merito alla produzione; cioè, in altri termini: cosa esita la fabbrica?!?
Tredici prodotti.
Hanno messo il Fiano in barrique, lo hanno declassato snobbando la Doc, leziosamente fregiandosi della Igt e ne sortisce il "Campanaro", la cui annata 2000 ha meritatamente conseguito i 5 grappoli Ais.
Con una sapiente vinificazione da sole uve Aglianico producono un rosso Igt denominato "Serpico", la cui annata 1999 ha conseguito i 5 grappoli Ais.
Da un sapiente cocktail di uve forti e mansuete, Coda di Volpe, Falanghina, Fiano, Greco e Moscato, esitano altro Igt: "Idem Bianco".
E l'"Idem Rosso", mix di uve Aglianico e Piedirosso.
Il loro Taurasi Docg è il "Selve di Luoti": eccellente.
Il loro Taurasi Docg Riserva è il "Piano di Montevergine".
Solo adesso, non prima (stiamo parlando della seconda decade di ottobre), si cominciano a raccogliere, in piena surmaturazione, le uve Fiano, che poi si lasciano appassire. E poi, ... e poi, tutto come si deve, immancabile barrique compresa, e si ottiene il "Privilegio".
Nomen ac omen. Privilegio per pochi poterlo degustare: per come è introvabile e per quanto costa.
Tanti i vini blasonati quelli di FEUDI DI SAN GREGORIO. Praticamente non vi è award che non sia stato loro assegnato: di tre bicchieri è piena la cristalleria e di cinque grappoli è piena qualche loro vigna.
Eppure, al netto degli intoccabili, ovvero di quelli mai degustati in quanto non avvicinabili (diremo appresso quale altro, oltre al "Privilegio" e al "Piano di Montevergine"), a mio modestissimo parere il riconoscimento per un vino... buono, laddove questa comunissima e perciò banalizzata attribuzione, tanto invece vorrebbe dire e significare, va al "Cutizzi". Da uve Greco in vendemmia tardiva: un Greco di Tufo esemplare con la sua precisa personalità: non invade, è suadente ed ammiccante. Ha retto e supportato saporiti crostacei e un sontuoso pesto in salsa di formaggi. Non si è chiamato fuori nel cimento quasi impossibile con la mozzarella di bufala (quella vera!) e ha fatto figura degna.
La vendemmia tardiva del Fiano, in bottiglia diventa "Pietracalda".
I tre vini per la plebe sono "Falanghina Doc del Sannio", Greco di Tufo Doc" e "Fiano di Avellino Doc".
Esistono wine makers campani che producono Fiano nettamente migliore di quello, pur ottimo, di Feudi di San Gregorio. Che facciamo, gli omertosi!?! Ci mancherebbe: de vino veritas (!): Clelia Romano, onore al merito !
Due introvabili, il "Rubrato", grande Aglianico, fortunosamente degustato in charming ristorante londinese (casualmente di altri essendo la formale incombenza del conto da pagare), e il "Patrimo": alcuni dicono che esiste, e così deve essere, se l'annata 1999 ha conseguito i 5 grappoli Ais!

Aldilà di considerazioni sullo stile che permea le relazioni dei fratelli Ercolino (lo stile è come il coraggio per Don Abbondio), talvolta con fugaci latitanze dai paradigmi base della buona educazione, ciò che ci turba e ci lascia scettici circa lo scenario prossimo venturo di Feudi di San gregorio è il gigantismo produttivo, con capability probabilmente superiore ai vigneti censiti negli albi ufficiali, e il loro considerare pressoché esclusivo mercato di sbocco, gli Usa. Il tragico, subitaneo, crollo delle Twin Towers sta comportando lenti smottamenti, talvolta già palesi, sovente ancora latenti, nei comportamenti e nei consumi dei cittadini del mondo. Ve n'è adeguata contezza?!? E qui ci interrompiamo.
Vincenzo D'Antonio

 
17/10/2001

http://www.feudi.it