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| Botta e risposta con Elena Fay |
| Dalla Valtellina idee chiare e grande coerenza |
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Una iniziativa organizzata dal Movimento turismo del Vino della Lombardia ci ha offero la posibilità di trascorrere un week-end in Valtellina per conoscere e assaggiare piatti e vini di questo splendido angolo delle Alpi. Una occasione assolutamente da non perdere, dunque, e che ci ha permesso anche di incontrare alcuni produttori e di assaggiare i loro vini. Vini che fino a non molto tempo fa erano assolutamente poco noti e valorizzati, ma che negli ultimi anni hanno ottenuto e continuano a ottenere meritati plausi.
Autori di questi vini sono uomini e donne, vignaioli, persone, personaggi-artisti che offrono ogni giorno la loro passione, il loro talento, il loro lavoro tanto e difficile in questa zona di montagna per arrivare a un prodotto finale di vini di eccellenza.
Uno degli incontri di questo week end ci ha permesso di fare la conoscenza di ELENA FAY, giovane donna del vino e figlia di uno dei più noti produttori valtellinesi (Sandro, Fay, appunto).
"Fin da piccola ci racconta Elena con mio fratello Marco immaginavamo il futuro della nostra azienda; per questo non ho mai avuto dubbi su cosa fare da grande. Tenendo fede all'accordo con Marco, che ci vedeva una impegnata in ufficio e l'altro in cantina, nel 1999 mi sono laureata in economia e commercio.
Onestamente in azienda non ho un ruolo specifico, come spesso accade nelle aziende a conduzione famigliare. un giorno sei in ufficio, un altro in cantina e il giorno dopo nella vigna.
Ci sono, poi, periodi in cui mi sposto fuori provincia per attività commerciali o di promozione.
In ogni caso mi trovo bene in tutte le situazioni, anche perché il mondo del vino è fatto da molteplici aspetti, ognuno dei quali ti può dare stimoli che un po' ti spronano verso nuovi obiettivi e a volte ti danno la sensazione che quello che fai non è mai abbastanza!".
Elena, per lei il vino è unaeredità o una sfida personale?
"Entrambe, sono cresciuta in questo mondo. E' una sfida perché la Valtellina è una zona che può svilupparsi e può offrire stimoli ai giovani".
Sei soddisfatta della Valtellina?
"Si, amo il Nebbiolo e la Valtellina sopra ogni cosa".
I vini da zone eroiche stanno riscuotendo grandi plausi. E' sufficiente come soddisfazione?
"La soddisfazione più grande viene dal consumatore, anche al di la di analisi dettagliate con calcoli e simili".
Se dovessi scegliere altre zone, dove produrre vino, dove ti dirigeresti?
"Da nessun'altra parte, ma forse, pensandoci, in Borgogna".
Dividendo la tua giornata tra vigneto, cantina e marketing, quali di queste attività ti è i più congeniale?
"Tutte e tre. Come vi dicevo prima sono una sorta di jolly...".
Come vivi una vendemmia eccezionale e una vendemmia non proprio ottima?
"La vendemmia significa fatica e se ti da soddisfazione ti carica di energia. Se la vendemmia va meno bene ti passa un po' l'entusiasmo: tutto l'anno si è lavorato per avere un certo risultatio e se non arriva....".
Quale appeal deve avere un vino?
"Direi l'eleganza in generale, anche se può sembrare un concetto generico. La mia ambizione è realizzare un buon Valtellina Superiore".
Tra i tuoi vini quale ti ha appassionato di più?
"Lo Sforzato di Valtellina Docg "Ronco del Picchio" 2001 e, in prospettiva, il Valtellina Superiore Valgella Docg "Carteria" 2002".
Come hai vissuto, se ce ne sono state, grande aspettative per un tuo vino, non confermate?
"Nel 1996, quando siamo partiti, io e mio fratello eravamo pieni di entusiasmo. Gli sbagli servono per crescere":
A quale brano musicale associ i vini, da te prodotti e che preferisci?
"In questo momento non saprei come rispondere.
Cosa ti fa capire che un tuo vino piace?
"Il fatto che continui a venire richiesto. Non sono sempre le guide che possono dire in modo univoco se piace o meno.
Quali sono i risultati che ti aspetti dai tuoi vini?
"Ogni anno desidero di più".
Come vivi, da produttore, questo grande impulso del vino, che noi dall'esterno osserviamo?
"Vedo un maggior interesse verso le zone di produzione, le vigne ed un maggior rispetto per le condizioni storiche locali. Il tutto mi riempie di soddisfazione".
Quanto è importante, secondo te, che chi consuma il tuo vino conosca l'uomo, ops la donna, che lo ha prodotto?
"E' importante, molto importante, conoscere la realtà vera del vino".
Quali e quanti dei tuoi vini sono, secondo te, adatti ad un consumo quotidiano, senza soffermarsi più di tanto sul raggiungimento di un ottimale abbinamento cibo-vino?
"Credo che il Nebbiolo presenti la piacevolezza ed una grande bevibilità".
Quanto sei disposta a spendere al massimo per il vino da bersi a tavola?
"20 euro a bottiglia".
E il consumatore quanto è disposto, secondo te, a spendere?
"Almeno 10 euro a bottiglia".
E quanto spenderesti per un vino da centellinare, su cui meditare?
"Attorno ai 50,00 euro a bottiglia".
Si parla tanto di autoctono. Può essere, secondo te, un passo da compiere per contrastare l'omologazione del gusto? E se i quantitativi sono limitati ritieni utile perseguire l'obiettivo autoctono?
"Certo, la Valtellina deve valorizzare l'autoctono, tenendo conto, ma non facendosi frenare, dai modesti quantitativi".
Cosa pensi della vitalità della Valtellina, come zona vitivinicola, confermata dalle definizione di nuove sottozone?
"Non riesco a ragionare per sottozona ma per vigneto. Lo Sforzato può portare la Valtellina a farsi conoscere nel mondo in modo veloce. Credo però che il Valtellina Superiore possa dare grandi soddisfazioni".
Per quali vini, un rosso, un bianco, uno spumante, un passito, saresti disposta a spendere tanto e quanto?
"Per un rosso, anche 100,00 euro a bottiglia".
Chi consideri tuo maestro di vino?
"Mio fratello Marco".
Tra i produttori, chi apprezzi?
"Elio Altare (grande produttore piemontese di La Morra, Cuneo, ndr.), Angiolino Maule (produttore veneto titolare dell'azienda La Biancara, ndr.) e il produttore friulano Josko Gravner per certe sue idee controcorrente".
E chi invidi, in senso buono?
"Non conosco l'invidia".
Se dovessi navigare per sei mesi, senza fare tappe, quali 5 vini, porteresti con te?
"Un Valtellina Superiore "Ca' Morei" (un Valtellina Superiore Valgella Docg prodotto dai Fay, ndr.), un Barolo, un Borgogna, uno Chablis e come passito il La Rocca di Pieropan" (produttore di Soave, nel Veneto, ndr.).
Di quale tuo vino sei più dispiaciuta non avere più bottiglie?
"Una parte la tengo sempre per me, mi mancherebbe però il Ronco del Picchio 2001".
Quale la tua "missione" nel mondo del vino?
"Trasmettere il nostro lavoro, affinché venga "capito".
Ai tuoi figli consigli di intraprendere il tuo cammino o suggerisci qualcosa di differente?
"Lascio la scelta a loro".
Qual è l'ultima bottiglia di vino, che hai bevuto a tavola?
"Un Sassella di Prevostini".
Quale sarà la prossima?
"Sicuramente un rosso, credo un Barbera di Mauro Veglio" (produttore di La Morra, Cuneo, ndr.).
Per finire...
... ma sarebbe più appropriato dire "per continuare", eccovi una breve nota descrittiva dell'azienda Fay.
L'Azienda vitivinicola Fay è una piccola ma significativa esperienza, che ha sede a pochi chilometri dal comune di Teglio.
La cantina è cresciuta con la famiglia ed è ora nel pieno della maturità. Titolare è Sandro Fay, che continua una tradizione vitivinicola legata sia alla famiglia Fay, con vigneti a ridosso dell'abitato di San Giacomo, che alla famiglia Morelli, con vigneti nel cuore del Valgella, in zona denominata "Casa Morelli".
Produce con serietà e competenza i migliori vini della tradizione valtellinese dal Valtellina al Valtellina Superiore, nelle sottospecificazioni Valgella, Sassella, Inferno, Grumello e, non ultimi, lo Sforzato e il Chiavennasca, vino bianco della provincia di Sondrio. Particolare attenzione viene posta al Valtellina Superiore Valgella Ca' Morei, che, a partire dal 1983, è stato uno dei primi vini valtellinesi in barrique e, da allora, ogni anno qualità dell'annata permettendo, c'è sempre una nuova riedizione del prodotto.
Assieme all'amico Luigi Anghillan è stato, inoltre, uno dei primi a produrre uno spumante da uve Nebbiolo e Pinot Noir secondo il metodo classico. Il fulcro dell'attività di Fay rimane comunque la produzione di vini rossi in accordo con la tradizione enologica valtellinese.
Uno speciale riguardo viene rivolto alle visite aziendali (su prenotazione), che prevedono la possibilità di recarsi nei vigneti terrazzati, situati in quelle zone che offrono la migliore immagine del paesaggio viticolo valtellinese.
a cura di Mirka Frigo
I vini firmati dall'Azienda vitivinicola Fay :
Valtellina Superiore Docg Valgella "Ca' Morei"
Valtellina Superiore Docg Inferno
Valtellina Sforzato Docg
Valtellina Superiore Docg
Valtellina Superiore Docg Sassella "Il Glicine"
Valtellina Superiore Docg Grumello
Spumante metodo classico brut "Drei Es".
Per ulteriori informazioni:
Azienda vitivinicola Fay
San Giacomo di Teglio
telefono 0342 786071
Elena Fay elefay@tin.it
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| 8/2/2004 |
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