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| E il turismo enogastronomico? |
| Al Forum Biteg la posizione delle Città del vino |
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Il privato non investe nel settore: il 61% dei fondi per le Strade del vino
arriva dai Comuni, il 22% dalle Regioni. Un portale per l’enoturismo Da
una parte un grande potenziale inespresso, dall’altra una situazione di
stallo. Dal turismo del vino può ripartire il turismo italiano, ma c’è
bisogno di risorse, di strategie condivise tra pubblico e privato, di innovazione
e formazione. Queste le misure più urgenti per trasformare il POTENZIALE
ENOTURISTICO in una realtà economica matura. La prima e più
urgente è quella di tornare a investire risorse: Città
del vino ha chiesto di rifinanziare la legge 268/99 sulle Strade del
vino, ideando anche un logo-marchio per la comunicazione; chiede inoltre una
maggiore collaborazione con le Regioni in vista dei Piani di sviluppo rurale,
che prevedono cospicue risorse e investimenti fino al 2013, per introdurre misure
di qualificazione degli itinerari, servizi di accoglienza migliori e diffusi,
qualificazione dell’accoglienza.
“Città del Vino – ha ricordato il presidente Valentino
Valentini– sta presentando progetti innovativi per il turismo
lento, per il wine and bike e per il turismo del golf nell’ambito del
piano di sviluppo previsto dalla finanziaria per l’innovazione nel turismo”.
A parte il capitolo risorse secondo Città del vino sono necessarie misure
di qualificazione dell’offerta turistica e formazione professionale, sviluppo
della certificazione ambientale Iso 14011 nei Comuni e Emas, la certificazione
europea, ma anche il recupero del patrimonio edilizio dei piccoli centri con
nuovi progetti di albergo diffuso. Si inserisce in questo quadro la firma un
accordo tra l’Associazione e l’Anfia – Associazione nazionale
tra industrie automobilistiche – per creare nuove infrastrutture e aree
di sosta camper nei Comuni.
Un altro settore d’intervento, secondo Città del vino, è
quello delle reti e dell’innovazione tecnologica. Un esempio di utilizzo
della rete è nel primo portale sull’enoturismo che l’associazione
svilupperà nei prossimi mesi per mettere in rete tutta l’offerta
italiana, con informazioni, itinerari, pacchetti enoturistici. Un progetto ambizioso
che viene lanciato dal Forum Biteg di Riva del Garda. Infine sul portale Italia
www.italia.it andrà riservato –
chiede Città del Vino – uno spazio per l’offerta enoturistica
italiana.
Valentino Valentini, presidente delle Città del Vino, ha ricordato infine
l’importanza del Forum Biteg di Riva del Garda come contenitore di idee,
esperienze e progetti sul turismo enogastronomico in Italia. Due giorni di lavori
per mettere a confronto gli operatori pubblici e privati attorno a strategie
di sviluppo efficaci per il settore. “La nota dolente –
ha ricordato Valentini – è che oggi le oltre 130 Strade del
Vino italiane, che rappresentano la spina dorsale del turismo enogastronomico,
sopravvivono con una media di appena 60mila euro l’anno. Se analizziamo
la provenienza di queste risorse – ha puntualizzato Valentini –
ci rendiamo conto che oggi a credere principalmente nell’enoturismo sono
i Comuni, le Città del Vino in primo luogo: ben il 61 per cento dei fondi
impiegati dalle Strade provengono infatti dai bilanci comunali, il 22 per cento
dalle Regioni. Mi sembra evidente che per rilanciare il settore abbiamo bisogno
di risorse e strategie efficaci che vedono un maggior coinvolgimento dei privati”.
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| 13/5/2007 |
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