E’ da alcuni anni considerato uno dei grandi vini rossi italiani, quello che sta conoscendo la maggior crescita sia sul mercato interno che su quelli internazionali. L’annata 2004 che entra ora sul mercato viene giudicata ottima dal consorzio, grazie ad una vendemmia tra le migliori degli ultimi anni. E’ diventato uno dei maggiori appuntamenti dell’anno dedicato ad uno dei più grandi vini del nostro Paese, l’Amarone della Valpolicella, l’importante vino veronese è ormai da tempo considerato un vero e proprio fenomeno sia in termini di consumi che di notorietà.
La manifestazione ANTEPRIMA AMARONE, organizzata dal Consorzio di tutela vini Valpolicella, che ogni anno a gennaio presenta l’annata che entra sul mercato è giunta alla quinta edizione, e richiama un numero sempre maggiore di addetti ai lavori, tra giornalisti, enologi, sommelier e operatori commerciali.
Quest’anno è la volta dell’Amarone della Valpolicella 2004 presentato da cinquantaquattro aziende con settanta vini in degustazione, nel suggestivo Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, Verona, nei giorni 25 e 26 gennaio.
“Si tratta, molto probabilmente – sottolinea Emilio Pedron, presidente del Consorzio di tutela vini Valpolicella, nel convegno che precede la degustazione riservata alla stampa – del vino che in quest’ultimo decennio ha conosciuto la maggior crescita tra i vini di grande prestigio italiani, un successo che indubbiamente trova le sue ragioni nelle caratteristiche intrinseche di questo vino che meglio d’altri interpreta i gusti dei consumatori di oggi, ma, al tempo stesso, è un successo da ascrivere agli enormi sforzi fatti da tutti i produttori della Valpolicella in questi anni sia in vigna che in cantina”.
Oggi sono 1.226 le aziende che producono uva per l’Amarone e sono 390 i fruttai, i luoghi che consentono l’appassimento ideale delle uve. Si tratta di un business di importanza enorme per il territorio se si considera che è di circa 90 milioni di euro il valore totale delle uve prodotte; numeri che più della parole evidenziano il successo attuale dell’Amarone della Valpolicella.
L’annata viticola 2004 viene ricordata come un’annata senza particolarità climatiche e agronomiche, spiega l’agronomo Paolo Fiorini. “Il germogliamento e la fioritura sono stati in linea con il calendario storico, lo sviluppo vegetativo e l’accrescimento degli acini sono stati regolari, senza che la vite entrasse mai in stress idrico, l’invaiatura è stata regolare a tutto vantaggio della maturazione, anch’essa realizzatasi senza intoppi”.
Dal punto di vista del clima il 2004 è stato caratterizzato da piogge cadenzate al momento opportuno e da temperature nella norma – al massimo si sono toccati sporadicamente i 35 gradi centigradi in luglio – che, insieme alla buona escursione termica giorno notte del mese di settembre, hanno permesso alle varietà dell’uvaggio Valpolicella di esprimere al meglio la maturazione, sia fenolica che tecnologica: il 2004 è ricordato per la qualità della sostanza colorante più che per la quantità, per la tonalità delle uve e per l’equilibrio tra gradazione zuccherina e componente acidica, unitamente a un buon corredo aromatico, riscontrabile già in pigiatura. Non si sono verificate grandinate nella zona di produzione; la sommatoria termica delle temperature superiori ai 10° cent. (indice di Winkel) dal primo aprile al 31 ottobre si attesta su valori molto simili ad annate quali il 2000 e il 2001.
Dal punto di vista della produzione l’annata 2004 viene ricordata come generosa in termini quantitativi: la fertilità delle gemme è stata generalmente alta, portando a un elevato numero di grappoli in vendemmia, generalmente di piccole dimensioni e molto spargoli, ma con la necessità di intervenire a diradare in parecchie situazioni.
Le operazioni di vendemmia per le uve destinate alla produzione di Amarone sono iniziate il 25 settembre e il primo ottobre per la produzione di Valpolicella. Il periodo vendemmiale è stato caratterizzato da condizioni di tempo sereno, con qualche sporadica pioggia di lieve entità nella seconda metà di ottobre: le uve si presentavano in eccellente stato sanitario. Per la produzione di Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella sono stati messi a riposo 148.349 quintali di uva. Dal punto di vista qualitativo si può parlare di una grande annata, con punte di eccellenza, sicuramente nelle zone più vocate, e dove sia stata posta particolare cura nella tecnica agronomica e nella selezione delle uve.
“Gli Amaroni della vendemmia 2004 – spiega l’enologo Daniele Accordini, presidente di Assoenologi della sezione Veneto Occidentale – hanno come comune denominatore eleganza, finezza e freschezza gusto-olfattiva dettata da un corretto bilanciamento alcolico e da un moderato residuo zuccherino che conferisce una buona bevibilità e abbinabilità a tavola. Un’annata chesenza indugi possiamo definire ottima, da saper leggere e interpretare con attenzione in tutte le sue diverse espressioni territoriali e stilistiche”.
Nonostante le condizioni climatiche da settembre fino a gennaio non siano state ottimali per l’appassimento, grazie all’esperienza dei viticoltori e a consolidate tecniche di assistenza integrata nei fruttai le uve si sono conservate sane sino al termine senza alcun attacco di muffe.
La pigiatura delle uve è iniziata regolarmente nel mese di gennaio 2005 per la produzione di Amarone, mentre per l’ottenimento del Recioto è stata protratta la permanenza nei fruttai sino a febbraio.
Le concentrazioni zuccherine si sono dimostrate equilibrate garantendo una alcolicità più moderata e integrata del 2003. Le basse temperature estive hanno consentito di conservare nelle uve sino al termine dell’appassimento una consistente dotazione acida che unite all’assenza di muffe nelle uve hanno permesso di condurre la fermentazione alcolica con regolarità, basse acidità volatili, elevati contenuti di glicerina e soprattutto con una buona espressione aromatica dell’Amarone.
Gli Amaroni 2004 hanno evidenziato da subito un potenziale di affinamento e conservazione ottimo, presupposto per una grande longevità. Si è subito capito che il millesimo 2004 si sarebbe espresso bene alla distanza, carattere comune delle grandi annate come il ‘90, il ’95 e il 2000. Già nella prima fase di affinamento si sono evidenziate le differenti espressioni dei migliori terroir della denominazione che anche in questa vendemmia hanno raggiunto interpretazioni uniche e affascinanti.
Gli Amaroni della vendemmia 2004 possono essere paragonati a quelli del 2000, con una alcolicità equilibrata e un’acidità leggermente sostenuta, bilanciata da buoni valori estrattivi e di glicerina. Nonostante le diverse vocazionalità territoriali caratteristiche della Valpolicella, gli Amaroni 2004 hanno come comune denominatore eleganza, finezza e freschezza gusto-olfattiva dettata da un corretto bilanciamento alcolico e da un moderato residuo zuccherino che conferisce una buona bevibilità e abbinabilità a tavola.
Con l’annata 2007 sono arrivati al termine i lavori di campagna della zonazione viticola della Doc Valpolicella iniziata nel 2005 con la realizzazione della “Carta delle unità di paesaggio”, come ha spiegato l’agronomo Nicola Bottura. A promuovere il progetto è stato il Consorzio di tutela vini Valpolicella, che ha trovato la collaborazione di Regione Veneto e Veneto Agricoltura. Zonare un territorio significa indagare il rapporto tra vitigno e territorio, per determinarne la vocazionalità viticola. Nello specifico, il lavoro di zonazione si articola su indagine viticola, indagine climatica, indagine pedologica e indagine enologica. In Valpolicella sono stati individuati 60 vigneti, allevati a pergola, equamente suddivisi tra le varietà Corvina veronese e Rondinella. Di ogni vigneto sono state rilevate le fasi fenologiche; dall’invaiatura si è proceduto campionando la maturità tecnologica e fenolica delle uve, determinando quindi la data ottimale di vendemmia; sono stati vendemmiati in ogni vigneto 100 chilogrammi per varietà, determinando il peso medio grappolo, il numero di grappoli e la produzione di ogni singolo ceppo. Contemporaneamente all’indagine viticola è stata realizzata l’indagine pedologicaeseguendo numerosi carotaggi del terreno con rilievi sulle caratteristiche del suolo, del movimento dell’acqua, della distribuzione delle radici e con il prelievo di campioni per l’analisi. Fine ultimo dell’indagine pedologica è la realizzazione della carta dei suoli dettagliata. L’indagine climatica si è concretizzata nell’acquisizione dei dati meteo storici e relativi al triennio di studio al fine di correlarli con l’andamento della maturazione e con i risultati enologici delle microvinificazioni, ottenute nell’ambito dell’indagine enologica che prevede la vinificazione delle uve con un protocollo standardizzato. I vini ottenuti sono stati poi sottoposti ad analisi sensoriale. Tutti i dati raccolti sistematicamente sui quattro fronti di indagine verranno elaborati nel corso del 2008, per arrivare alla realizzazione del “Manuale d’uso del territorio”, pubblicazione contenente i risultati del lavoro, le schede tecniche e le carte tematiche a servizio del viticoltore nelle pratiche agronomiche di gestione del vigneto.
LA NOSTRA OPINIONE
Tutto quanto descritto sopra è emerso dal convegno, ma veniamo ora alle nostre opinioni in proposito; ci sembra che il comparto Valpolicella si stia spostando in modo sempre più marcato su un monoprodotto, o perlomeno che questo prodotto (l’Amarone) stia fagocitando tutto il resto, è pur vero che si tratta di un vino molto importante e trainante per il settore, ma il rischio notevole è nel sempre possibile cambio di modello nel gusto internazionale. Non dimentichiamoci che la maggior parte di questo vino è destinato all’esportazione e che in Italia se ne consuma una minima parte; le caratteristiche stesse dell’Amarone fanno si che non sia certamente un vino adatto all’uso quotidiano, non solamente per una questione di prezzo, che in alcuni casi ha raggiunto livelli veramente elevati, ma anche per la generalizzata difficoltà di beva, dovuta alla generosa struttura e all’alcolicità. L’abbinamento stesso di questo vino è abbastanza limitato e d’altra parte non possiamo certamente considerarlo un vino da aperitivo o, come si usa dire oggi, da happy hour, collocazione ben più idonea per il fratello povero dell’Amarone, ovvero il tanto bistrattato Valpolicella. Il rischio fondamentale è quello di imboccare una strada senza ritorno, anche perché risulterebbe difficile una riconversione su un prodotto che certamente non offre gli stessi margini di guadagno (leggi Valpolicella), quando ormai i vigneti hanno raggiunto quotazioni a dir poco stratosferiche; in poche parole “attenzione alla troppo generalizzata euforia del momento”.
LA DEGUSTAZIONE
Venendo invece alla degustazione dobbiamo dire che l’aspettativa nostra e di buona parte dei giornalisti presenti era elevata, dopo due annate anomale, seppur per motivi opposti, come la 2002 e 2003; siamo stati abbastanza soddisfatti dalle degustazioni, i vini erano in genere abbastanza freschi e si è notata una buona omogeneità tra i diversi prodotti, nessun vino è stato valutato con un punteggio inferiore agli ottanta centesimi, e poco meno di cinquanta campioni sono stati collocati in un range di sei punti, tenendo conto che abbiamo assegnato novanta punti al prodotto da noi ritenuto più valido
Dopo questa lunga ma doverosa premessa, passiamo all’analisi dei campioni degustati, buona parte dei quali non sono attualmente ancora in commercio; il metodo che utilizziamo è ormai conosciuto dai nostri lettori: degustazioni alla cieca e sintetiche descrizioni dei vini ritenuti più interessanti con alcune informazioni sul prodotto; l’ordine di presentazione segue l’ordine di preferenza dei vini, tenendo conto che a parecchi campioni abbiamo assegnato il medesimo punteggio.
Iniziamo quindi dalla Azienda Agricola Trabucchi, il cui Amarone classico sarà in commercio a partire dal settembre 2008: profondissimo il colore, quasi nero, molto bello; non molto intenso il naso, pulito ed elegante, con sentori di ciliegia sotto spirito e cioccolato; potente in bocca, di grande struttura, rotondo, morbido, dal grande frutto, dove ritornano la ciliegia sotto spirito ed il cioccolato, con tannini di grande piacevolezza. Si tratta di un vino muscoloso ma allo stesso tempo di grande bevibilità. Le bottiglie prodotte sono 24.000 ed il vino si eleva per ventiquattro mesi in botte.
Fratelli Recchia, Amarone classico “Enorama”: prodotto completamente diverso dal precedente come impostazione, ma per questo non meno buono; il colore è granato non molto carico; di media intensità olfattiva, si presenta pulito al naso, con un buon frutto leggermente speziato; in bocca è morbido, seppur con tannini ben presenti, le sue doti migliori sono l’eleganza e l’equilibrio gustativo, le note date dal legno piccolo non sono invasive e la persistenza è più che buona. Per poter comprare una delle 2.811 bottiglie prodotte bisognerà attendere il gennaio del l’anno prossimo; l’affinamento del vino è dato da sei mesi in barrique e trenta mesi in botte grande.
Cantina Sociale della Valpantena, Amarone Valpantena: questa cantina sociale non finisce mai di sorprenderci; il vino, prodotto in ben 100.000 bottiglie, e già in commercio, si presenta granato intenso, non limpidissimo; al naso è di buona intensità ed eleganza, fruttato e speziato; notevole l’impatto in bocca, morbido e con buon tannino, presenta note di frutta speziata e confettura; dodici i mesi di elevazione in botte.
Fratelli Tedeschi, Amarone classico “Capitel Monte Olmi”: molto bello e profondo il colore; di buona intensità olfattiva, con note di frutta matura speziata; alcolico in bocca, dal frutto notevole, dove emerge netta la ciliegia sotto spirito, tannino potentissimo ma non fastidioso, buona la persistenza. 10mila le bottiglie prodotte, trenta i mesi di affinamento in botte, sarà sul mercato dal mese di aprile.
Guerrieri Rizzardi, Amarone classico “Calcarole”: il colore è rubino tendente al granato, intenso; alcolico e intenso al naso, ben presente la frutta sotto spirito e ricordi di smalto; di grande morbidezza e notevole struttura in bocca, ricorda il cioccolato, il tannino è potente ma allo stesso tempo elegante, buona la persistenza. 3.300 le bottiglie prodotte, in commercio dal prossimo ottobre, trentasei mesi di elevazione in botte.
Musella, Amarone: il colore di questo vino è granato-rubino non molto carico; intenso al naso, persino un poco aggressivo, con frutta speziata in evidenza; in bocca è pulito, di buona struttura, asciutto,ritorna la frutta speziata, il tannino è potente ma piacevole, lunga la persistenza. Trenta i mesi d’affinamento in botte per questo prodotto che sarà in commercio dal mese di settembre, 26mila le bottiglie prodotte.
Monteci, Amarone classico: granato intenso il colore, non limpidissimo; notevole il frutto al naso, con note di vernice; in bocca è potente, di grande struttura, molto speziato e con buon tannino, buona la persistenza. Si tratta di un ottimo prodotto, che si avvale di un affinamento di ventiquattro mesi in botti e che sarà in commercio dal mese di dicembre 2008; non è dichiarato il numero di bottiglie prodotte.
Novaia, Amarone classico: dal bel colore, rubino-granato luminoso; pulito al naso, di media intensità, con note fruttato-speziate; in bocca è elegante, con un buon frutto, un buon tannino ed una media struttura, di buona persistenza, è un vino piacevole e facile da bersi. 8.000 le bottiglie prodotte che saranno sul mercato dal mese di aprile, ventiquattro i mesi di affinamento in botte.
Benedetti - Corte Antica, Amarone classico: granato il colore, di discreta intensità; bel frutto al naso, intenso ed al contempo elegante, con ricordi di confettura ed una buona nata speziata; di discreta struttura in bocca, denota un buon frutto, con piacevole speziatura, bello l’apporto tannico, buona l’eleganza e notevole la persistenza. 10mila le bottiglie prodotte, il vino affina per ventiquattro mesi in botti e sarà in commercio verso la fine di febbraio.
Venturini Massimino e Figli, Amarone classico: rubino profondo il colore; non molto intenso al naso, fruttato, con note di ciliegia sotto spirito; potente in bocca, muscoloso, un poco aggressivo (alcol) ma allo stesso tempo di buona morbidezza, buona la persistenza. Prodotto in 15mila esemplari, dopo un affinamento di ventiquattro mesi in botte, sarà in commercio dal prossimo mese di aprile.
I Scriani, Amarone classico: solamente 4mila le bottiglie prodotte di questo vino dal colore granato intenso, non limpidissimo; di buona intensità olfattiva, con note di confettura; intenso ed alcolico in bocca, con tannino potente e buona persistenza. Diciotto mesi di barrique e dieci mesi di botte, sarà sul mercato dal mese di maggio.
Santa Sofia, Amarone classico: granato di media intensità il colore; non molto intenso al naso, di discreta eleganza, con sentori di frutta speziata e confettura; buona la struttura in bocca, piacevolmente speziato, di buona beva e discreta persistenza. 72mila le bottiglie prodotte, affinate per trentasei mesi in botti e già commercializzato.
Domenico Fraccaroli “Grotta del Ninfeo”, Amarone: dal colore granato-rubino, di media intensità; di buona intensità olfattiva, notevole il frutto al naso, confettura e leggere note di canditi; di buona struttura in bocca, un poco evoluto, di nuovo confettura, morbido, facile da bersi e di buona persistenza. 7.500 le bottiglie prodotte che saranno sul mercato dal mese di dicembre, ventiquattro i mesi in botte.
Cantine Pasqua - Vigneti e Cantine, Amarone classico “Terre di Cariano - Cecilia Beretta”: il colore si presenta granato non molto intenso; al naso è di media intensità, sentori di frutta matura, leggera confettura e note di vernice; asciutto in bocca, potente, fresco, con tannini notevoli ma non invadenti, buona la persistenza. Il vino, che sarà sul mercato a partire da fine marzo, si affina, per un periodo variabile tra i diciotto ed i ventiquattro mesi, in barrique di rovere e di ciliegio.
Tenuta Sant’Antonio, Amarone “Selezione Antonio Castagnedi”: il colore è di un rubino profondo molto bello; al naso è di buona intensità, con note di frutta matura speziata; in bocca è un poco aggressivo, con note tostate ed un buono frutto in evidenza, il vino è fresco, asciutto e molto persistente. Le bottiglie prodotte sono 20mila, il periodo di elevazione in botte è di trentasei mesi, ed il vino sarà commercializzato a partire dal gennaio 2009.
Monte del Frà, Amarone classico: dal colore granato di buona intensità; un poco alcolico al naso, di media intensità olfattiva, con un buon frutto e leggera confettura; frutta speziata in bocca, buono il tannino come pure la persistenza. 20mila le bottiglie prodotte, affinamento di ventiquattro mesi in botte e commercializzazione dalla prossima estate.
Gamba Gnirega, Amarone classico: rubino intenso, non limpidissimo il colore; di media intensità olfattiva, con note di frutta speziata; in bocca è di buona struttura, fresco, con buon frutto, un tannino potente ma piacevole ed un finale piacevolmente amarognolo. Le 7mila bottiglie prodotte saranno sul mercato dal mese di aprile, ventiquattro i mesi di affinamento in botte.
Cà Rugate, Amarone: il colore è granato scarico; il naso, di discreta eleganza e media intensità presenta note di frutta matura; in bocca è di media struttura, fresco, asciutto, con un tannino piacevole e di facile beva, discreta la persistenza. Il vino, attualmente sul mercato si affina per venticinque mesi in botte, le bottiglie prodotte sono 4.600.
Giuseppe Campagnola, Amarone classico “Caterina Zardini”: granato intenso, non limpidissimo il colore; non molto intenso al naso, con note di caffé; dotato di buona struttura, con tannini potenti ed asciuganti, discreta la persistenza. 30mila le bottiglie prodotte, diciotto mesi di barrique, disponibile da luglio 2008.
Giacomo Montresor, Amarone classico “Castelliere delle Guaite”: il colore è rubino-granato profondo; intenso al naso, tostato, con note di smalto; buono il frutto in bocca, fresco, asciutto, di media struttura e molto persistente. Prodotto in solo tremila bottiglie, dopo un affinamento di trentasei mesi in botte, sarà commercializzato a partire dal prossimo mese di aprile.
Speri Viticoltori, Amarone classico: molto bello il colore, ancora violaceo, profondo; pulito il naso, di buona eleganza, con caffé in evidenza su sottofondo fruttato; in bocca è di buona struttura, molto asciutto, con tannini un poco aggressivi e legno un poco in evidenza. 100mila le bottiglie prodotte, trenta i mesi di affinamento in botte, il vino è già disponibile.
Accordini Stefano, Amarone classico: rubino intenso il colore; abbastanza intenso al naso, un poco pungente, con sentori di vernice; strutturato in bocca, muscoloso, con tannini notevoli ma non fastidiosi, ritroviamo le note di vernice, discreta la persistenza. Prodotto in 15mila esemplari, dopo un affinamento di trenta mesi in botte, in commercio dal mese di febbraio.
Gnirega, Amarone classico: granato intenso non limpidissimo il colore; confettura al naso, di buona intensità olfattiva, leggermente pungente con note di smalto; potente in bocca, asciugante, con notevole tannino e buona persistenza. Le 15mila bottiglie prodotte sono già in commercio, l’affinamento è di ventiquattro mesi in botte.
Cantine Giacomo Montresor, Amarone Classico “Capitel della Crosara”: dal colore granato; abbastanza intenso e di discreta pulizia olfattiva, presenta la naso frutta molto matura e prugna secca; abbastanza intenso ed un poco pungente in bocca, con un buon frutto dove ritroviamo la prugna, tannino piacevole. Prodotto in 15mila bottiglie, dopo un affinamento di trentasei mesi in botte, sarà commercializzato a partire dal prossimo mese di aprile.
Contrà Malini - Tezza Fabio, Amarone classico: il vino è di un colore granato-rubino profondo; il naso è leggermente aggressivo, alcolico, con sentori di ciliegia sotto spirito; un poco pungente in bocca (alcol), potente, emerge un buon frutto unito a note tostate, di caffé, discreta la persistenza. Solamente duemila le bottiglie prodotte, una parte del vino si affina in botte grande ed il rimanente in barrique per un periodo di trentasei mesi, il prodotto è attualmente sul mercato.
Abbiamo trovato molto interessanti anche i vini di: Cantina di Soave, Amarone: dal bel frutto, fresco, non molto strutturato ma di grande bevibilità. Cantine Cesari, Amarone Classico Il Bosco: dalla buona eleganza, con frutta speziata in evidenza e buona persistenza. Guerrieri Rizzardi, Amarone classico “Villa Rizzardi”: con ciliegia sotto spirito e cioccolato in evidenza, dalla buona persistenza. Vigneti Villanella, Amarone Classico: dal notevole frutto speziato e ciliegia sotto spirito, potente la nota tannica.
Molto buoni pure i vini di Roccolo Grassi, Amarone; Zenato, Amarone classico; Tenute Galtarossa, Amarone classico. Citiamo infine: Amarone classico della Cantina Sociale della Valpolicella; Amarone classico della San Rustico e Amarone classico “Campomasua” della Società Agricola Venturini Massimino e Figli.
Tutti i vini sopraccitati sono stati valutati con almeno ottantaquattro centesimi; ce ne sarebbero altri da menzionare, ma ci stiamo accorgendo che l’articolo sta assumendo proporzioni enormi; rimandiamo quindi ad altra occasione la descrizione delle cantine visitate durante questa splendida e impegnativa tre giorni tra Verona e la Valpolicella.
Lorenzo Colombo
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