Eccoci ancora all'opera. Dal momento che la degustazione
comparata di alcuni Brunello del 1990, fatta lo scorso febbraio
e della quale vi abbiamo parlato, ci è sembrata una esperienza
divertente e stimolante, abbiamo deciso di riprovarci con un altro
grande vino italiano: il BAROLO.
Con lo stesso spirito con cui avevamo affrontato la degustazione
dei Brunello, ci siamo dunque ritrovati la sera di venerdì
30 marzo 2001 per assaggiare sei bottiglie
di Barolo del 1996, cercando di non prenderci troppo
sul serio, ma con molta curiosità e voglia di trascorrere
una bella serata tra amici bevendo qualcosa di speciale, in un
atmosfera del tutto informale e rilassata.
Secondo l'uso di vin&alia, la degustazione è avvenuta
a bottiglie coperte e per ciascun vino è stata richiesta
l'attribuzione di un punteggio da 2 a 10 e un sintetico giudizio
qualitativo.
I Vini
I vini in lizza sono stati scelti anche tenendo conto di quelli
che avevano favorevolmente impressionato alcuni soci di vin&alia
invitati alla degustazione dei Barolo 1996 organizzata durante
la Alba Wine Exhibition 2000.
Ecco l'elenco dei campioni prescelti sono stati i seguenti, tutti
dell'annata '96:
Barolo "Vigneto Terlo Ravera"
1996
Marziano ed Enrico Abbona
Dogliani (Cuneo)
grado alcoolico: 14
Barolo 1996
Gianfranco Alessandria
Monforte d'Alba (Cuneo)
grado alcoolico: 14
Barolo 1996
Elio Altare
Annunziata La Morra (Cuneo)
grado alcoolico: 13,5
Barolo "Vigna Arborina"
1996
Gianfranco Bovio
Annunziata La Morra (Cuneo)
grado alcoolico: 14
Barolo "Ginestra Vigna Casa Mate'"
1996
Elio Grasso
Monforte d'Alba (Cuneo)
grado alcoolico: 13,5
Barolo "Vigna La Volta"
1996
Tenuta La Volta - Cabutto
Barolo (Cuneo)
grado alcoolico: 14
Rimandando gli interessati a consultare la scheda tecnica sintetica,
relativa al Barolo, nella banca dati del Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali (a cui potete accedere rapidamente anche
dalla home page del nostro sito) passiamo a raccontarvi della
nostra degustazione...
La degustazione
Le bottiglie sono state stappate alcune ore prima delle degustazione;
i tappi non hanno mostrato anomalie particolari e in generale
sono sembrati in buone (se non ottime) condizioni.
Le bottiglie sono quindi state "coperte" e numerate
da 1 a 6. Ecco dunque in sintesi cosa è risultato in base
ai voti e ai commenti espressi, in verità un po' parsimoniosamente,
dagli undici partecipanti alla serata.
Barolo numero 1
Una valutazione negativa legata al profumo espressa dai più
è forse la nota più evidente emersa nei giudizi
su questo vino, dove i termini "ridotto, interiora, verze
cotte, idrocarburi" compaiono nei commenti dei partecipanti,
con la sensazione di riduzione perdurante a lungo
nel bicchiere.
La spiccata acidità è un'altra caratteristica rilevata
tra i presenti.
Punteggio totale: 67,0 (voto
massimo: 8; voto minimo: 5; voto medio: 6,09)
Barolo numero 2
Il colore intenso viene segnalato positivamente da alcuni, anche
se, visto quanto riportato dalla scheda tecnica, si potrebbe considerarlo
"non convenzionale". Più contrastanti i giudizi
sul profumo, valutato positivamente in alcuni casi (fruttato)
e negativamente in altri, senza motivazioni aggiuntive; i punteggi
risultano comunque abbondantemente oltre la sufficienza. Una sola
insufficienza giustificata con una limitata attitudine all'invecchiamento
ipotizzata per questo vino da un partecipante.
Punteggio totale: 80 (voto
massimo: 8,5; voto minimo: 5; voto medio: 7,27)
Barolo numero 3
È la bottiglia che raccoglie il maggior consenso. Su tutti
e tre i parametri (colore, profumo, sapore) si rileva una netta
preponderanza di segnalazioni positive. Confettura e cuoio, segnalati
tra gli aromi; morbidezza, eleganza, equilibrio, ottima struttura
con una nota amara nel finale sono pure rilevabili tra i commenti
espressi. Anche in questo caso una sola insufficienza.
Punteggio totale: 84 (voto
massimo: 9; voto minimo: 5; voto medio: 7,63)
Barolo numero 4
La sensazione iniziale di riduzione che viene percepita al primo
impatto nel bicchiere, si attenua dopo un po' di tempo e nel complesso
il profumo viene annotatato come fattore favorevole dai più.
Astringenza e una certa "debolezza" nella struttura
sono peraltro segnalate da alcuni tra i presenti.
Punteggio totale: 71,0 (voto
massimo: 8,5; voto minimo: 5; voto medio: 6,45)
Barolo numero 5
I commenti su riduzione ed astringenza sono simili a quelli espressi
per il precedente vino, anche se in generale i punteggi sono abbastanza
diversi. Curiose le note relative alla struttura, espresse da
due assaggiatori: mentre in un caso si parla di "grande persistenza",
nell'altro si legge "un po' corto"; a dimostrazione
del fatto che non siamo dei professionisti (ne pretendiamo di
esserlo) e che l'approccio soggettivo al vino e anche il confronto
di opinione gioca sempre un ruolo importante e costruttivo nei
nostri incontri, oltre a riportare le nostre valutazioni nel giusto
ambito, ovvero nella espressione non certo di una grandissima
"cultura", ma del proprio gusto e della propria passione.
Punteggio totale: 71,5 (voto
massimo: 8,5; voto minimo: 5; voto medio: 6,5)
Barolo numero 6
È il vino piaciuto meno, laddove la grande maggioranza
dei presenti ha segnalato una debolezza o addirittura una totale
mancanza del contributo aromatico. Fermo restando il diritto di
critica, è giusto concedere al produttore il beneficio
del dubbio (una bottiglia nata male può capitare) e dunque
ci riserviamo certamente di riassaggiare questo Barolo per rivedere
(o confermare) il giudizio.
Punteggio totale: 60,0 (voto
massimo: 7; voto minimo: 4; voto medio: 5,45)
Le bottiglie scoperte hanno rivelato quanto segue:
Barolo numero 1 = Barolo "Vigna La Volta" 1996, Tenuta
La Volta - Cabutto
Barolo numero 2 = Barolo "Vigneto Terlo Ravera" 1996,
Abbona
Barolo numero 3 = Barolo 1996, Altare
Barolo numero 4 = Barolo "Vigna Arborina" 1996, Bovio
Barolo numero 5 = Barolo "Ginestra Vigna Casa Mate'"
1996, Grasso
Barolo numero 6 = Barolo 1996, Alessandria
Alcune considerazioni
Il Barolo di Elio Altare è
stato quello complessivamente più apprezzato, con voti
decisamente alti e una sola insufficienza. Buona parte degli assaggiatori,
nell'apprezzarne l'eleganza e la
morbidezza, ha manifestato apprezzamento verso un Barolo forse
meno austero rispetto ai canoni tradizionali ma dove l'equilibrio
raggiunto ha rappresentato la chiave vincente per apprezzare questo
vino, spesso ritenuto difficile da approcciare (soprattutto per
noi
consumatori).
Lo stesso Barolo "Terlo Ravera" di Abbona,
classificatosi secondo con un'insufficienza soltanto, è
stato esplicitamente definito da alcuni come un Barolo atipico,
almeno per l'idea canonica di Barolo che ci siamo fatti e questa
"anomalia" potrebbe anche essere vista come un limite
di un "normale consumatore" nel giudicare vini strutturalmente
complessi, che porta come conseguenza a premiare un vino più
"pronto", più immediato.
Sulle altre bottiglie le valutazioni sono state più diversificate,
spesso antitetiche a conferma del fatto che il fattore soggettivo
è qualche volta preponderante nelle nostre degustazioni
e probabilmente il peso di questo fattore è davvero tanto
maggiore quanto più il vino che assaggiamo è "difficile".
È però anche vero che non vogliamo spacciarci per
ciò che non siamo (siamo consumatori, non esperti degustatori)
e forse per gli stessi produttori può essere utile sentire
anche la campana di chi qualche volta dice "mi piace!"
invece di sentenziare "è buono".
Altre considerazioni rapide. Il binomio acidità/astringenza
è stato spesso usato nei giudizi con una connotazione negativa;
forse riassaggiando queste bottiglie tra qualche anno la valutazione
finale sui vini sarebbe diversa.
Per finire: la media dei voti medi ottenuti dai Barolo è
6,565, quella dei Brunello
1990 ottenuta dalla precedente degustazione è stata
di 7,125. Vuoi vedere che preferiamo il Brunello al Barolo (per
la serie "I confronti impossibili")? La discussione
(e le degustazioni) continuano ...
