Il CANNONAU è probabilmente il vitigno che, più di altri, identifica il prodotto vitivinicolo sardo. Diffuso un pò su tutta l'isola - tanto da occupare circa il 20 per cento della superficie vitata totale - è in particolare coltivato nella provincia di Nuoro e lungo la costa orientale, territori dove questa varietà trova le condizioni di crescita ideali. Attualmente, i dati commerciali parlano di circa 1600 ettari iscritti, ma nel complesso gli ettari coltivati a Cannonau in Sardegna sono circa 8mila (nel 1990 erano circa 11mila).
Sulla base degli STUDI AMPELOGRAFICI, ormai tutti gli esperti sono concordi nell'affermare l'identità del Cannonau con il Grenache francese (cioè una delle varietà più coltivate nel mondo), ovvero con la Garnacha Tinta spagnola, che rappresenterebbe peraltro il vitigno capostipite. Anche se è opinione abbastanza diffusa in Sardegna che il Cannonau sia una varietà autoctona, nella realtà è quasi certo che il vitigno, di origine spagnola appunto, venne introdotto sull'isola sin dall'inizio della dominazione aragonese, prolungatasi per circa cinque secoli, dal 1294 al 1713, trovando l'habitat ideale per una rapida diffusione e sviluppando col tempo caratteristiche leggermente differenti dalla varietà capostipite, come le foglie autunnali più screziate e il succo più colorato. In Italia, il vitigno è presente anche al di fuori della Sardegna, anche se non con la stessa diffusione: il Tocai Rosso (coltivato nella zona dei Colli Berici, in Veneto) quello che viene denominato Gamay in alcune aree in prossimità del Lago Trasimeno, in Umbria, e la Guarnaccia di Ischia sono in realtà Grenache, ovvero Cannonau.
In Sardegna il vitigno è sempre stato tradizionalmente coltivato ad alberello con potature molto corte, determinando con ciò rese piuttosto basse (30-40 quintali per ettaro) e quindi produzioni abbastanza limitate, nonostante la larga diffusione sul territorio, con vini di corpo e di buon contenuto alcoolico. Attualmente si stanno sempre più diffondendo impianti a spalliera (Guyot) che hanno portato a un aumento delle rese, attestate attorno ai 90 quintali ettaro, laddove il disciplinare della Doc prevede una resa massima di 132 quinatli per ettaro.
Cresce bene su terreni poveri, ma vanno evitati quelli eccessivamente calcarei, quelli soggetti a fenomeni di alcalinizzazione o salinizzazione e quelli interessati dalla falda freatica. Ha una ciclo vegetativo abbastanza lungo con maturazione tardiva (metà ottobre) che permette di ottenere uve con alti livelli zuccherini, anche per la scarsità d'acqua che tipicamente caratterizza i terreni su cui cresce. La selezione clonale ha permesso di ridurre il fenomeno della "colatura", cui questa varietà va abbastanza soggetta: il rapporto acini/fiori è attorno al 50 per cento. È anche piuttosto sensibile agli attacchi di peronospora.
Veniamo ora ad inquadrare il VINO oggetto della nostra degustazione, ristretta peraltro al solo Cannonau di Sardegna Rosso secco, dal momento che dal disciplinare sono ammessi anche il tipo "rosato", ottenuto mediante vinificazione parzialmente in bianco, e il tipo "liquoroso", vinificato da uve passite e in cui è consentita l'aggiunta di alcool di origine viticola. Il disciplinare prevede che il vino sia prodotto con uve Cannonau nella misura minima del 90 per cento, con aggiunte autorizzate in percentuali variabili di Bovale Grande, Bovale Sardo, Carignano, Pascale, Monica e Vernaccia.
La Doc, istituita nel 1972, prevede una gradazione alcoolica minima di 13,5 per cento (ma la scheda tecnica del vino fornita dal Ministero delle Politiche Agricole parla di 12,5 per cento) con un contenuto massimo di zuccheri di 20 grammi per litro,che scendono fino a 10 grammi per litro nella versione "naturalmente Secco".L'invecchiamento minimo obbligatorio è di un anno in botti di rovere o di castagno. Sono contemplate le qualifiche "Superiore", con invecchiamento di due anni e grado alcoolico minimo del 15 per cento, e "Riserva", con invecchiamento di almeno tre anni. Con contenuti zuccherini superiori alla soglia prevista, sono inoltre possibili le versioni "Amabile" e "Dolce", in combinazione con la qualifica Superiore, e "Dolce" in combinazione con la tipologia "liquoroso".
Accanto alla denominazione Cannonau di Sardegna, sono ammesse le sottodenominazioni "Capo Ferrato", se prodotto con uve cresciute in territorio dei comuni di Muravera, San Vito, Villasimius e Villaputzu; "Jerzu", per i vini prodotti nei comuni di Jerzu e Cardedu; infine "Nepente di Oliena", se le uve provengono dai territori dei comuni di Oliena e di parte di quello di Orgosolo. Quest'ultimo deve il suo nome a una curiosa definizione del poeta D'Annunzio che, pur astemio ma dopo averne constatato gli effetti prodotti sull'amico Trilussa, chiamò questo vino come una antica bevanda magica, il Nepente appunto, che secondo i Greci allontanava tristezza e dolore.
La scheda tecnica del Cannonau di Sardegna riporta i seguenti dati: colore rosso rubino più o meno intenso, che tende all'aranciato con l'invecchiamento; profumo gradevole con leggero aroma di uva; sapore dal secco all'abboccato, sapido, caratteristico.
LA DEGUSTAZIONE
Eccoci dunque alla degustazione, avvenuta il 12 aprile 2001 che, secondo costume di Vin&alia, ha visto i due gruppi - quello dei consumatori e quello degli esperti - cimentarsi, in sedi separate, nell'assaggio dei campioni inviati da quei produttori che hanno accettato di partecipare.
Ma prima di elencare i vini degustati e i punteggi assegnati dai due panel, anche se la formula è un pò abusata, ci sembra giusto rivolgere un doveroso ringraziamento a tutte le aziende che ci aiutano a continuare il nostro piccolo ma speriamo utile lavoro, accettando di mettersi in gioco, senza nulla guadagnare se non il nostro sentito grazie.
Abbiamo dunque individuato una serie di aziende che producono Cannonau di Sardegna e abbiamo mandato loro un fax chiedendo di inviarci tre bottiglie del vino in oggetto che ritengono più rappresentativo della loro produzione, l'ultima annata messa in commercio.Abbiamo contattato le seguenti realtà: Azienda vinicola Contini Attilio,Cantina Argiolas, Cantina Castiadas, Cantina della Trexenta, Cantina delle Vigne di Piero Mancini, Cantina di Mogoro - Il nuraghe, Cantina Marrubiu Isola - 4 Mori, Cantina Pala, Cantina Sociale Cooperativa Oliena, Cantina Sociale del Mandrolisai, Cantina Sociale di Dolianova, Cantina Sociale di Jerzu, Cantina Sociale Ogliastra, Cantina Sociale Quartu Sant'Elena, Cantina Sociale Santa Maria La Palma, Cantina Sociale Sorso Sennori, Cantina Sociale Dorgali, Gabbas Giuseppe, Gostolai, Melonivini, Picciau & C., Tenute Sella & Mosca, Vitivinicola Orvuddai, Vitivinicola Alberto Loi.
Non tutte hanno deciso di partecipare alla nostra degustazione - che si è ovviamente svolta dopo avere opportunamente reso anonimi i campioni - e abbiamo ricevuto dodici serie di bottiglie, di cui due contraddistinte dalla sottodenominazione "Nepente", di cui abbiamo già avuto occasione di parlare.
I dodici campioni sono stati ammessi alla doppia degustazione (esperti e consumatori) e sono di fatto diventati oggetto di una vera e propria classifica che vi presentiamo di seguito.
Come consuetudine i risultati sono presentati nell'ordine di "piacevolezza" sancito dal gruppo dei consumatori (in pratica da sempre vin&alia privilegia la graduatoria espressa dai voti di chi il vino lo compra, rielaborati applicando opportuni fattori computazionali). Accanto al giudizio dei consumatori,viene segnalato il punteggio in centesimi assegnato dal panel degli esperti e la relativa posizione in quella classifica, tra parentesi.
1° - Cannonau di Sardegna 1999 Doc
Cantina delle Vigne di Piero Mancini
Zona Industriale settore n. 1 - 07026 Olbia (Sassari)
telefono 0789 50717, fax 0789 50717
piero.mancini@tiscalinet.it - www.pieromancini.it
Consumatori: 78,7 - Panel: 60/100 (8°)
2° - Cannonau di Sardegna Doc - Nepente di Oliena Riserva 1998
Gostolai
Via Nino Bixio, 87 - 08025 Oliena (Nuoro)
telefono 0784 288417 - fax 0784 288417
gostolai.arcadu@tiscalinet.it - www.gostolai.cjb.net
Consumatori: 75 - Panel: 80/100 (3°)
3° - Cannonau di Sardegna Doc "Triente" 1999
Cantina Pala
Via Verdi, 7 - 09040 Serdiana (Cagliari)
telefono 070 740284 - fax 070 740284
cantinapala@tiscalinet.it
Consumatori: 73,1 - Panel: 60/100 (8°)
4° - Cannonau di Sardegna 1999 Doc "Vigna di Isalle"
Cantina Sociale Dorgali
Via Piemonte, 11 - 08022 Dorgali (Nuoro)
telefono 0784 96143 - fax 0784 94537
info@dorgali.com - www.csdorgali.com
Consumatori: 71,2 - Panel: 75/100 (4°)
5° - Cannonau di Sardegna Doc "Costera" 1998
Cantina Argiolas & C.
Via Roma, 56/58 - 09040 Serdiana (Cagliari)
telefono 070 740606 - fax 070 743264
Consumatori: 69,3 - Panel: 85/100 (1°)
6° - Cannonau di Sardegna 1999 Doc "Le Bombarde"
Cantina Sociale Santa Maria la Palma
Località Santa Maria la Palma - 07041 Alghero (Sassari)
telefono 079 999008 - fax 079 999058
vini@santamarialapalma.it - www.santamarialapalma.it
Consumatori: 65,6 - Panel: 63/100 (7°)
7° - Cannonau di Sardegna Doc - Nepente di Oliena 1999
Gostolai
Via Nino Bixio, 87 - 08025 Oliena (Nuoro)
telefono 0784 288417 - fax 0784 288417
gostolai.arcadu@tiscalinet.it - www.gostolai.cjb.net
Consumatori: 63,7 - Panel: 83/100 (2°)
8° - Cannonau di Sardegna Doc 1999
Cantina Sociale di Dolianova
S.S. 387 km. 17,150 - Località S. Esu - 09041 Dolianova (Cagliari)
telefono 070 744101 - fax 070 740513
cantinedolianova@tiscalinet.it - www.cantinedolianova.com
Consumatori: 61,8 - Panel: 58/100 (10°)
9° - Cannonau di Sardegna Doc "Baione" 1997
Cantina Trexenta
Viale Piemonte, 28 - 09040 Senorbì (Cagliari)
telefono 070 9808863 - fax 070 9808113
trexentavini@tiscalinet.it
Consumatori: 60 - Panel: 72/100 (5°)
10° - Cannonau di Sardegna Doc 1999
Cantine Isola Marrubiu
Strada Statale 126 Km. 117,600 - 09094 Marrubiu (Oristano)
telefono 0783 859213 - fax 0783 859820
www.cantinamarrubiu.it
Consumatori: 57,2 - Panel: 80/100 (3°)
11° - Cannonau di Sardegna Doc 1997
Cantine Gigi Picciau & C.
Viale Italia, 196 - 09134 Pirri (Cagliari)
telefono 070 560224 - fax 070 560224
Consumatori: 51,6 - Panel: 65/100 (6°)
- - Cannonau di Sardegna Doc "Natura" 1998*
Meloni Vini
Via Gallus, 79 - 09047 Selargius (Cagliari)
telefono 070 852822 - fax 070 840311
*vino prodotto con uve da agricoltura biologica
non ammesso alla degustazione
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Come sempre le classifiche si prestano ad alcune considerazioni.
Dal punto di vista dei CONSUMATORI, un tratto comune segnalato nella maggior parte dei vini assaggiati è stato l'acidità,evidenziata per più del 50 per cento dei campioni e non necessariamentecome parametro negativo, se è vero che il termine è stato usato da buona parte degli assaggiatori anche per descrivere il primo vino classificato. Come al solito, nel gruppo dei consumatori pare convivere, se non prevalere, accanto allo sforzo di oggettività, un criterio di "giudizio soggettivo", che potrebbe derivare da una non ben chiara conoscenza delle caratteristiche organolettiche del vino che si va a valutare. Così se per il Cannonau '99 di Mancini (primo classificato) la componente acida è stata segnalata accanto ai "fattori-pro" individuati nel profumo e nel sapore, per il "Triente" 1999 di Pala (terzo classificato) anche il colore intenso ha costituito fattore di merito, mentre in sede di commento alcuni dei termini usati sono stati "vaniglia, fruttato, morbido". Interessante il giudizio espresso sul Nepente di Oliena Riserva '98 (secondo classificato), in un primo momento decisamente penalizzato dall'odore di tappo, tanto da essere ritenuto non giudicabile dagli assaggiatori, ma pienamente rivalutato nella degustazione effettuata su una seconda bottiglia, a dimostrazione del fatto che sul difetto evidente c'è in genere una netta omogeneità di giudizio, anche in panel "meno preparati".
Il concetto è in un certo senso suffragato dai commenti assolutamente convergenti emersi dalle valutazioni espresse per uno dei vini classificatisi meno bene, il "Natura" di Meloni, per il quale, nella discussione seguita alla degustazione, si è avvertita la difettosità dei campioni giunti, pur senza essere in grado di identificarne la natura ma, comunque, sospendendone il giudizio finale. Questo è stato confermato da quanto emerso dal giudizio del panel degli esperti che ha individuato sentori di fermentazione mannitica e, dunque, non ha ammesso il campione alla degustazione.
Si è parlato del PANEL DEGLI ESPERTI e dunque vediamo in dettaglio cosa è emerso dalla loro degustazione. In sede di commento generale è stata evidenziata una varietà di toni, soprattutto relativamente a colore e profumo, tale da mettere un pò indiscussione il concetto di tipicità fornito dal disciplinare di produzione relativamente a questi parametri. Complessivamente, comunque, i punteggi sono risultati per tutti i vini degustati al di sopra della sufficienza. Nella graduatoria finale sono emersi sugli altri alcuni campioni dei quali ribadiamo di seguito la posizione nella classifica elaborata dagli esperti e i loro giudizi.
LA "TOP FIVE" DEL PANEL
1°) punti 85/100: "Costera" di Argiolas
Colore concentrato, rubino con leggere sfumature granata. Aromi intensi (anche se un poco lento ad aprirsi) di frutto maturo (lampone) e confettura, note speziate di noce moscata e geranio. Complesso al gusto, ricco di tannini ben ammorbiditi. Di corpo, lungo,giustamente caldo, mantiene una piacevole e equilibrata acidità. Armonico.
2°) punti 83/100: Cannonau/Nepente Oliena di Gostolai
Colore intenso, rubino tendente al granata. Sentori aromatici abbastanza intensi in buon equilibrio tra floreale (acuto) e fruttato (maturo, leggera confettura). Asciutto al gusto, con tannini evidenti, è nel complesso morbido e equilibrato.
3°) punti 80/100: Cannonau di Isola Marrubiu
Colore rubino netto, pulito. Profumi leggeri, con note di frutto rosso e sentori di spezie appena accennati. Fine al gusto, pecca di sapidità con tannini morbidi e ben compresi. Finale molto piacevole.
3°) punti 80/100: Cannonau/Nepente Oliena Riserva di Gostolai
I caratteri del vino non sono molto diversi dalla selezione "normale": lo stato evolutivo lo penalizza
4°) punti 75/100: "Vigna di Isalle" di Cantina Dorgali
Si riconosce nei caratteri del vino, morbidi e leggeri già dal colore, un tentativo di "nuova vinificazione". I tratti sono certamente di alta qualità, ma forse non necessari nel Cannonau che si riconosce per il suo vigore.
5°) punti 72/100: "Baione" di Cantina Trexenta
Colore poco nitido, rubino con tendenze a scurire. Si percepiscono con qualche difficoltà i sentore di frutto, coperti da note speziate balsamiche. Gradevole al palato, dimostra la sua correttezza anche se il campione è penalizzato da uno stato evolutivo un poco spinto.
Il panel ha sottolineato la presenza di un paio di campioni nei quali appaiono evidenti tentativi di "nuova vinificazione", connotati da una morbidezza che, pur rappresentando in assoluto un attributo potenzialmente positivo, è pur sempre una caratteristica un pò "improri"a in un vino canonicamente vigoroso come il Cannonau. In un certo senso, dal punto di vista degli esperti viene certo riconosciuta e giustificata la fondatezza della volontà da parte dei produttori di ricercare nuove strade per valorizzare (o addirittura ri-valorizzare) il Cannonau, stando attenti però a evitare di seguire acriticamente soluzioni già sperimentate, magari su tipologie di vino completamente diverse, rischiando solo di snaturare la tipicità del Cannonau medesimo, senza peraltro apportare alcun valore aggiunto realmente originale.
D'altra parte è comunque vero che in un panel meno avvezzo a un approccio analitico di questo tipo, come è il gruppo dei consumatori, proprio un fattore come la morbidezza è stato messo in evidenza come parametro positivo in uno dei vini più apprezzati, ovvero il Triente di Pala. Per quanto riguarda il Cannonau di Mancini, vincente tra i consumatori, è stato oggetto di discussione tra gli esperti, una parte dei quali ha comunque individuato qualità specifiche tali da spingere l'intero panel a riprenderlo ripetutamente in considerazione per ulteriori analisi degustative, anche se il punteggio assegnatogli alla fine non lo ha comunque premiato particolarmente. Un riscontro interessante è invece arrivato dai Nepente di Gostolai nel complesso apprezzati da entrambi i gruppi di assaggio, con gli esperti che, al contrario dei consumatori, hanno premiato di più la versione base rispetto a quella Riserva, quasi a voler segnalare al produttore che il suo vino è ottimamente centrato così com'è e che ulteriori fasi di sviluppo addirittura non sono necessarie.
È interessante notare che questo produttore è risultato una sorpresa per gli esperti, anche perchè la maggioranza di loro non lo conosceva, così come la totalità dei consumatori. Un motivo in più per sottolineare che le nostre degustazioni, fatte anche grazie alla fiducia dei produttori, pagano non solo gli amici di vin&alia che hanno l'occasione di scoprire realtà nuove, ma anche gli stessi produttori, che hanno l'occasione di farsi conoscere un pò di più e di vedere premiato il proprio buon lavoro.
E di questo ne siamo ovviamente lieti.
Complessivamente, presi in considerazione giudizi e punteggi assegnati dal panel degli esperti e da quello dei consumatori, possiamo dire che, accanto alle convergenze riscontrate per alcuni campioni in particolare, le discrepanze tra i due gruppi di assaggio - come al solito - ci sono ed appaiono in alcuni casi abbastanza consistenti. Chi ci segue sa che questa non è una novità e anzi, dal nostro punto di vista, il raffronto esperto-consumatore è forse l'aspetto più "divertente" e innovativo delle nostre degustazioni, sempre fatte nell'ottica di fornire spunti di discussione sia per i produttori protagonisti, sia per coloro i quali, appassionati di vino, hanno comunque la voglia di capire un pò di più, secondo la migliore tradizione della nostra associazione.
a cura di Giovanni Ciocca
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