L'ultima delle degustazioni del 2001 organizzata da vin&alia ha avuto come protagonista il NERO D'AVOLA, un vino che eravamo davvero curiosi di sottoporre all'attenzione dei consumatori e degli esperti riuniti dall'associazione, memori di alcuni interessanti esperienze fatte in terra di Sicilia alcuni mesi orsono quando, dopo aver assaggiato alcune bottiglie di questo vino, avevamo avuto la sensazione di trovarci di fronte a una tipologia decisamente interessante e dalle notevoli potenzialità notevoli. Grazie all'aiuto prezioso di Giuseppe Raiti da pochissimi giorni vicepresidente dell'Associazione nazionale Citta' del Vino e, soprattutto, siciliano doc, oltre che amico fin dalla prima ora della nostra associazione abbiamo contattato un totale di 39 aziende produttrici del Nero d'Avola a cui abbiamo chiesto tre campioni del vino ritenuto più rappresentativo della propria produzione dell'ultima annata messa in commercio. Diciotto aziende siciliane hanno deciso di partecipare alla nostra "tenzone" e, complessivamente, ci sono arrivati ventiquattro vini da degustare. Ma non basta: i produttori sono andati oltre le nostre richieste e presso la nostra sede sono stati consegnati campioni delle annate comprese tra il 1995 ed il 2000. Questo ci ha permesso, tra l'altro, di prendere in considerazione un aspetto assai importante in un vino, quello della sua evoluzione, non sempre facilmente analizzabile nella sua globalità.
Come prima cosa, dunque, ancora una volta un grazie sentito e sincero ai produttori che si sonmo resi disponibili a un confronto "sul campo" con il consumatore, magari rischiando il giudizio formulato da persone per forza di cose non necessariamente "titolate". Una dinamica quella di permettere a un gruppo di consumatori di cimentarsi nella veste di "assagiatori" che, come nostra tradizione, viene in qualcje modo mediata dalla presenza di un panel di esperti:Non ci stancheremo mai di ripetere che le nostre degustazioni hanno questa èarticolarità, ovvero di vedere impegnate due compagini: da una parte consumatori, dall'altra un gruppo di assaggiatori "collaudati".
Anzi, abbiamo il piacere di annunciare che proprio a partire da questa degustazione il panel è affidato alla Onav (Organizzazione nazionale degli assaggiatori di vino) della Provincia di Milano, una scelta che garantisce ancora più ufficialmente la competenza, l'autorevolezza e la neutralità di giudizio dei nostri esperti.
Ma torniamo all'oggetto della degustazione e a un primo contatto con in campioni, di cui quattro a denominazione di origine controllata (un "Contessa Entellina" e tre "Eloro") e 20 Sicilia Igt. Meno netta la divisione dei campioni a proposito delle annate in quanto, come abbiamo accennato, qualche produttore ci ha inviato esemplari di millesimi diversi. Ci siamo dunque trovati di fronte a una bottiglia del 1995, due del 1996, quattro del 1997, dieci del 1998, sei del 1999 e una sola del 2000. Ma prima di passare all'elenco dei campioni, alla posizione che si sono conquistati in classifica e alla cronaca della degustazione che ha avuto luogo nelle serate del 19 e 23 ottobre 2001 spendiamo come sempre qualche parola sul vino e sui disciplinari di produzione.
Il Nero d'Avola è un vitigno a bacca rossa largamente diffuso (se non il più diffuso) in Sicilia, dove secondo tradizione è coltivato utilizzando la tipica forma di allevamento ad alberello con potatura corta, anche se le nuove forme di coltivazione e potatura stanno ormai prendendo piede anche sull'isola. È vitigno di grande vigore vegetativo, caratterizzato da uva che matura in terza epoca, con grappoli di forma conica alata e acini di forma ellissoidale che presentano una buccia pruinosa di medio spessore e di colore bluastro, che racchiude una polpa succosa.
Non si hanno molte notizie sull'origine di quest'uva, anche conosciuta col nome di Calabrese, forse a indicare proprio l'antica origine del vitigno, anche se, per alcuni, questo sinonimo deriverebbe piuttosto dalla degenerazione del dialettale "cala aulisi" (uva di Avola). Notizie dal passato non se ne trovano in realtà molte. Il celebre Sante Lancerio, bottigliere del Papa Paolo III, nella sua cinquecentesca guida ai vini, cita un "Vino Calabrese" (peraltro in termini non troppo lusinghieri) ma nulla prova che tale vino fosse prodotto a partire dall'omonimo vitigno, per come è conosciuto e denominato ai giorni nostri; e così pure mancano riferimenti a quest'uva nel capitolo che Lancerio dedica al "Vino Siciliano". In effetti si potrebbe affermare che il Nero d'Avola e l'omonimo rosso che con esso si produce hanno acquisito notorietà e reputazione solo in tempi relativamente recenti, dal momento che questo vitigno è stato sempre storicamente utilizzato essenzialmente per la produzione di vini da taglio caratterizzati da grande potenza ed elevata alcoolicità; in tale ruolo il Nero d'Avola fu largamente esportato verso la Francia, nel corso di tutto l'Ottocento.
Negli ultimi anni, grazie anche all'adozione delle nuove tecniche di coltivazione e vinificazione, i produttori hanno cominciato a produrre puntando sulla qualità del prodotto, consci del grande potenziale insito nella materia prima e della ottima propensione del vino all'affinamento e all'invecchiamento. È un processo di evoluzione probabilmente ancora in corso e che ormai sta coinvolgendo la maggior parte dei produttori siciliani che dal canto loro stanno compiendo (o hanno ormai compiuto) il grande salto che li conduce verso il rinnovamento dell'intero processo produttivo del Nero d'Avola, in tutte le sue fasi, dalla vite all'affinamento in bottiglia. E pertanto proprio questa situazione ancora un po' "in movimento" porta in alcuni casi solo a intuire e non a percepire completamente il fatto che il Nero d'Avola possa avere davvero delle enormi potenzialità, come dimostrano vini ormai celebri e celebrati come il Duca Enrico di Corvo - Duca di Salaparuta, Nero d'Avola in purezza, solo per citare unesempio tra i più noti.
Il fatto stesso che i vari disciplinari Igt e Doc siano stati definiti da meno di dieci anni, identifica nello specifico il Nero d'Avola come vino di tradizione piuttosto recente. Peraltro, essendo un vitigno diffuso su tutto il territorio siciliano, non esiste una "Doc del Nero d'Avola" ma, accanto alla Igt, in alcune delle Doc siciliane il Nero d'Avola risulta essere uno dei possibili componenti fondamentali (Contessa Entellina Rosso, Eloro, Menfi, Santa Margherita di Belice, Riesi, Monreale, Sciacca eccetera) anche per le versioni monovarietali. Veniamo quindi a una rapida (per quanto possibile) descrizione dei disciplinari.
Il disciplinare del Sicilia IGT riguarda nel complesso vini bianchi, rosati e rossi nelle varie tipologie, ottenuti da uve provenienti da uno o più vitigni autorizzati e raccomandati nelle rispettive province (in pratica tutte quelle della regione Sicilia). Istituito nel novembre 1995, e in seguito modificato nel marzo 1997, questo disciplinare prevede che per quei vini in cui compaia la specificazione di uno dei vitigni raccomandati e autorizzati, tale vitigno debba concorrere per almeno l'85 per cento sul totale delle uve impiegate. Questi ultimi devono inoltre garantire un titolo alcolometrico minimo per volume, superiore di mezzo punto percentuale rispetto agli Igt senza specifica di vitigno (per i rossi 11 per cento contro il 10,5 per cento). A seguire un riassunto del disciplinare Sicilia Igt, relativo al Nero d'Avola.
Sicilia Igt
Istituito con decreto del 10/10/1995
Riportato su Gazzetta Ufficiale 17/11/1995, n° 269
Modificato dal D.m. 24 marzo 1997
Vitigno Nero d'Avola-Rosso
Resa: (85-100)%
Resa massima uva/vino 75.0%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva 10.5%
Titolo alcolometrico totale minimo del vino 11.0%
Certamente un po' più complicato il disciplinare delle Doc, tra le quali ci limitaremo a descrivere per sommi capi le due relative ai campioni presenti in degustazione.
La Doc "Contessa Entellina", istituita con decreto del 02/08/1993 e riportata su Gazzetta Ufficiale 27/08/1993 n° 201, è riservata a 12 definizioni di vino tra bianchi, rossi e rosati (per esempio, "Contessa Entellina" Ansonica, "Contessa Entellina" Pinot Nero eccetera) prodotti da diverse composizioni ampelografiche, ovviamente a seconda della tipologia del vino in oggetto (tra gli altri sono impiegati Ansonica, Grecanico, Chardonnay, Sauvignon tra bianchi; Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon tra i rossi). I vitigni sono raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Palermo e devono essere coltivati all'interno del territorio comunale di Contessa Entellina (Palermo).
Nel caso specifico, il "Contessa Entellina" rosso o rosato prevede l'utilizzo di Nero d'Avola (Calabrese) e/o Syrah in percentuali comunque non inferiori al 50 per cento del totale mentre il restante deve essere costituito da vitigni a bacca nera non aromatici, sempre raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Palermo. Come si è già scritto, riportando alcuni esempi di denominazione, è ammessa la Doc "Contessa Entellina" con la menzione del vitigno (che deve essere presente in percentuale non inferiore all'85 per cento) ma non per il Nero d'Avola.
Il vino può essere qualificato con la menzione "riserva" nel caso abbia subito un processo di maturazione e affinamento di 24 mesi (di cui almeno 6 in legno) a partire dal 1 novembre dell'anno di vendemmia. Gli altri parametri definiti da disciplinare per il "Contessa Entellina" rosso sono i seguenti:
resa uva/ha: 120 quintali;
resa massima uva/vino: 70.0%;
colore: rosso rubino, talvolta con riflessi granato specie se invecchiato;
odore: vinoso, caratteristico, intenso;
sapore: asciutto, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5% (12% per il riserva);
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille (20 per mille per il riserva).
Le operazioni di vinificazione (compresi invecchiamento e affinamento) sono ammesse, su richiesta, anche nel territorio del comune di Marsala, mentre l'imbottigliamento è permesso anche nei territori delle province di Palermo, Agrigento e Trapani.
Il disciplinare Doc "Eloro", approvato con decreto ministeriale del 3 ottobre 1994 (Gazzetta Ufficiale n. 238 dell'11 ottobre 1994) definisce come tali i vini rossi o rosati prodotti con uve dei vitigni Nero d'Avola, Frappato e Pignatello, coltivati dall'azienda, utilizzati, congiuntamente o insieme, in percentuale non inferiore al 90 per cento. La Doc "Eloro" può essere seguita dalla specificazione di uno dei tre vitigni precedentemente citati (per esempio, Doc "Eloro" Nero d'Avola) se il vino in oggetto è ottenuto da uve per almeno il 90 per cento provenienti dal vitigno corrispondente. Le uve devono essere coltivate nell'area comprendente, in tutto o in parte, i territori comunali di Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini in provincia di Siracusa e Ispica in provincia di Ragusa. In entrambi i casi, il restante 10 per cento può essere coperto da uve raccomandate o autorizzate, coltivate nelle province di Ragusa e Siracusa. Le operazioni di vinificazione possono essere autorizzate anche al di fuori della suddetta zona di produzione, ma comunque all'interno delle province di Siracusa e Ragusa. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico minimo dell'11,5 per cento per i vini rossi, dell'11% per i vini rosati e del 12% per il vino "Eloro" con la menzione della sottozona "Pachino". Quest'ultima sottodenominazione non può essere immessa al consumo prima del 1 aprile dell'anno successivo a quello di produzione delle uve ed ha diritto alla qualifica "riserva" se invecchiato almeno due anni (di cui almeno sei mesi trascorsi in legno) a partire dal 15 ottobre dell'anno della vendemmia. Gli altri parametri definiti da disciplinare prevedono quanto segue:
"Eloro" rosso
Resa uva/ha: 110 quintali;
resa massima uva/vino: 70.0% ;
colore: rosso rubino, più o meno intenso talvolta con riflessi violetti o granati;
odore: franco, robusto, leggermente etereo; sapore: sapido, giustamente tannico con retrogusto gradevolmente asciutto, amarognolo, leggermente fresco;
titolo alcolometri volumico totale minimo:12%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 22 per mille.
"Eloro" Nero d'Avola
Resa uva/ha: 110 quintali;
resa massima uva/vino: 70.0%;
colore: rosso più o meno intenso;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, tipico;
titolo alcolometrico totale minimo: 12%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo. 22 per mille.
"Eloro" Pachino
Resa uva/ha: 110 quintali;
Resa massima uva/vino: 70.0%;
colore: rosso rubino granato intenso con riflessi rosso mattone dopo l'invecchiamento;
odore: intenso profumo muschiato generoso;
sapore: di corpo, tannico con retrogusto vellutato e robusto;
titolo alcolometrico totale minimo: 12,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo. 24 per mille.
E FINALMENTE LA DEGUSTAZIONE...
Ora che abbiamo più o meno chiare le caratteristiche salienti di questo, vino passiamo alla cronaca della degustazione.
Come sempre vi proponiamo per prima cosa l'elenco dei vini che abbiamo degustato, ordinati secondo la classifica finale basata sui punteggi attribuiti dai consumatori a ciascun vino. Il punteggio in centesimi è riportato per ciascun campione e sono inoltre riportati i punteggi e la relativa posizione in classifica attribuiti dal panel degli esperti. Al solito, inevitabili le differenze, anche se sono molti anche i punti di convergenza. Vediamo.
1° - Rosso di Sicilia Igt "Santa Cecilia" 1999
Planeta di A. Planeta & C. sas
Via M. Amari, 22 - 90139 Palermo
telefono 091 327965 - fax 091 327965
planeta@planeta.it - www.planeta.it
consumatori 80/100 - panel 73/100 (6°)
2° - Sicilia Igt Nero d'Avola 1998 "Il Monovitigno"
Azienda Vinicola Benanti
Via Garibaldi, 475 - 95029 Viagrande (Catania)
telefono 095 7893533 - fax 095 7893436
benanti@sifi.it - www.vinicolabenanti.it
consumatori 79/100 - panel 76/100 (3°)
3° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Scyri" 1998
Azienda Agricola Cos
Piazza del Popolo, 34 - 97019 Vittoria (Ragusa)
telefono 0932 864042 - fax 0932 869700
cosvittoria@tiscalinet.it
consumatori 77/100 - panel n.c. (sentore di tappo)
3° - Contessa Entellina Doc "Mille e una notte" 1997
Tenuta di Donnafugata
Via S. Lipari, 18 - 91025 Marsala (Trapani)
telefono 0923 724200 - fax 0923 721130
info@donnafugata.it - www.donnafugata.it
consumatori 77/100 - panel 66/100 (12°)
4° - Nero d'Avola Sicilia Igt "Tenuta d'Apaforte" 1996
Azienda agricola Quignones - Promed srl
Via Toscanini, 6/8 - 91026 Mazara del Vallo (Trapani)
telefono 0923 670214 - fax 0923 909829
promed@promed.it - www.promed.it
consumatori 75/100 - panel 71/100 (8°)
5° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Nero Ibleo" 1999
Azienda agricola Gulfi
Contrada Patria - 97012 Chiaramonte Gulfi (Ragusa)
telefono 0932 921654 - fax 0932 921728
info@gulfi.it - www.gulfi.it
consumatori 74/100 - panel 70/100 (9°)
5° - Sicilia Igt "Signorio" 1996
Tenuta Barone La Lumia
Contrada Pozzillo - 92027 Licata (Agrigento)
telefono 0922 891709 - fax 0922 891709
info@vogliedisicilia.it - www.vogliedisicilia.it
consumatori 74/100 - panel 69/100 (10°)
6° - Sicilia Igt "Limpiados" 1998
Tenuta Barone La Lumia
Contrada Pozzillo - 92027 Licata (Agrigento)
telefono 0922 891709 - fax 0922 891709
info@vogliedisicilia.it - www.vogliedisicilia.it
consumatori 73/100 - panel 79/100 (1°)
6° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Forti Terre di Sicilia" 1998
Cantina Sociale di Trapani
Contrada Ospedaletto
Fontanelle - 91100 Trapani
telefono 0923 539349 - fax 0923 531007
cantinatp@libero.it
consumatori 73/100 - panel 74/100 (5°)
7° - Sicilia Igt Nero d'Avola 1998
Antica Azienda Agraria Curto
Via G. Galilei, 4 - 97014 Ispica (Ragusa)
telefono 0932 950161 - fax 0932 950161
consumatori 72/100 - panel 72/100 (7°)
11° - Eloro Pachino Doc "Villa Dorata" 1998
Cantina Sociale Elorina
Contrada Belliscala
Strada Prov. Rosolino-Pachino, km 7 96017 Noto (Siracusa)
telefono 0931 857068 - fax 0931 857333
consumatori 67/100 - panel 77/100 (2°)
11° - Sicilia Igt Nero d'Avola 1999
Cantine Rallo
Via Vincenzo Florio, 2 - 91025 Marsala (Trapani)
telefono 0923 721633 - fax 0923 721635
vinirallo@vinirallo.it - www.vinirallo.it
consumatori 67/100 - panel 74/100 (5°)
11° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Terre di Ginestra" 1999
Casa Vinicola Calatrasi srl - Terre di Ginestra
Contrada Piano Piraino - 90040 San Cipirello (Palermo)
telefono 091 8576767 - fax 091 8576041
consumatori 67/100 - panel 74/100 (5°)
12° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Principe di Corleone" 1999
Aziende Agricole Pollara
Contrada Malvello
S.P. bis km.2 Corleone-Roccamena - 90046 Monreale (Palermo)
telefono 091 8462922 - 8463512 - fax 091 8463197
pollara@principedicorleone.it - www.principedicorleone.it
consumatori 65/100 - panel 75/100 (4°)
12° - Sicilia Igt Nero d'Avola "Don Totò" 1997
Tenuta Barone La Lumia
Contrada Pozzillo - 92027 Licata (Agrigento)
telefono 0922 891709 - fax 0922 891709
info@vogliedisicilia.it - www.vogliedisicilia.it
consumatori 65/100 - panel 70/100 (9°)
12° - Sicilia Igt 1999 "Il Moro"
Cantina Sociale Valle dell'Acate
Contrada Bidini - 97011 Acate (Ragusa)
telefono 0932 874166 - fax 0932 875114
valledellacate@tin.it
consumatori 65/100 - panel 64/100 (14°)
12° - Eloro doc Nero d'Avola 1997
Azienda Agricola Rio Favara
Contrada Favara - Sp. 49 Ispica-Pachino - 97014 Ispica (Ragusa)
telefono 0932 959839 - fax 0932 959839
consumatori 65/100 - panel 63/100 (15°)
13° - Sicilia Igt Nero d'Avola 1998
Buccellato Romolo
Via Veneto, 19 - 97019 Vittoria (Ragusa)
telefono 0932 981023 - fax 0932 981023
consumatori 64/100 - panel 72/100 (7°)
14° - Sicilia Igt "Cadetto" 1995
Tenuta Barone La Lumia
Contrada Pozzillo - 92027 Licata (Agrigento)
telefono 0922 891709 - fax 0922 891709
info@vogliedisicilia.it - www.vogliedisicilia.it
consumatori 63/100 - panel 65/100 (13°)
15° - Eloro Rosso "Villa Dorata" 1998
Cantina Sociale Elorina
Contrada Belliscala
Strada Prov. Rosolino-Pachino, km 7 96017 Noto (Siracusa)
telefono 0931 857068 - fax 0931 857333
consumatori 62/100 - panel 75/100 (4^)
La prima considerazione generale, guardando le classifiche, è che entrambi i gruppi d'assaggio hanno distribuito i punteggi in un'arco compreso tra 62 e 80 punti, il che potrebbe significare che il vino è stato nel suo complesso inquadrato in un ben specifico segmento di valori, anche se poi alcuni commenti (e punteggi assegnati) nello specifico sono risultati abbastanza diversi tra i due gruppi. Da segnalare anche che sono molti i vini che giungono parimerito: i 24 campioni vengono "schiacciati" sia dai consumatori che dal panel in quindici posizioni di classifica.
Nella rilassata atmosfera del dopo degustazione sono emersi alcuni aspetti interessanti relativamente ai giudizi espressi e, come spesso accade, i consumatori hanno manifestato opinioni talvolta divergenti. Cercando di riassumere la discussione seguita alla degustazione possiamo dire che la maggior parte dei presenti ha definito il Nero d'Avola come un vino potente, talvolta con una alcoolicità fin troppo evidente, ma non sono mancati soloro che si attendevano delle spalle ancora più grosse, dei vini ancora più robusti.
Una parte significativa del gruppo ha dichiarato di essere arrivato alla degustazione con una idea di questo vino piuttosto diversa da quella maturata durante l'assaggio e una discreta percentuale ha percepito ed evidenziato nei propri giudizi una certa sensazione di "disequilibrio" e di contributi aromatici non particolarmente spiccati (con prevalenza di frutta rossa sotto spirito e confetture) in una consistente parte dei campioni presentati. Un'altra sensazione segnalata da alcuni consumatori in una percentuale non trascurabile dei campioni è stata quella quella di profumi di chiuso, in alcuni casi molto pochi, fortunatamente molto vicini all'avvertire vere e proprie puzze di muffa.
Veniamo ai legni: la maggioranza dei consumatori ne ha percepito l'uso in modo positivo, equilibrato e adeguato, ma non sono ovviamente mancati coloro che non amano le sensazioni di vaniglia. Insomma, anche in questo caso si è dipanato il gonmitolo di coloro che amano avvertire la presenza del legno e coloro che la vedono come fumo negli occhi, ma su questo argomento potremmo rimanere per ore senza arrivare ad alcuna conclusione.
Attenzione: nel complesso i voti attribuiti singolarmente ai vini sono assai spesso stati decisamente buoni, in molti casi addirittura ottimi (guardando ai parametri in uso per i punteggi assegnati dai consumatori), ma ci pare di poter dire che alla fine della degustazione è emersa una sensazione magari esplicitata in termini e forme diverse nel corso della degustazione che comunque in una buona parte dei vini mancasse quel valore aggiunto, quel "quid", per farsi apprezzare pienamente e completamente.
Passiamo ora ai commenti espressi dal panel degli esperti che ovviamente usano criteri e parametri decisamente diversi da quelli di noi consumatori. Certamente è interessante notare che per almeno il 30 per cento dei vini è stata rilevata una mancanza di franchezza e, dunque, par di capire che gli esperti in questi casi abbiano voluto segnalare la presenza di contributi, aromatici e gustativi, piuttosto estranei al Nero d'Avola. Accanto a ciò è stato evidenziato in gran parte dei campioni, un qualcosa di "vecchio", di "passato" (correlabile forse ai profumi di chiuso segnalati dai consumatori?) che è stato messo in relazione a una possibile situazione di conservazione non ottimale. Meglio dei consumatori, i contributi e le sfumature aromatiche sono state dettagliate: oltre a frutta (surmatura, sotto spirito) evidenziati anche aromi terziari positivi quali caffè, cioccolato, tabacco. Alla bocca invece, coerentemente con quanto evidenziato anche dai consumatori, in alcuni campioni è stata rilevata una certa debolezza di corpo, mentre in altri casi la buona stuttura e i tannini sono stati percepiti spesso dai consumatori con sensazioni di equilibrio e morbidezza.
Veniamo allora ad analizzare meglio i primi tre classificati nelle rispettive classifiche.
Per i consumatori, al primo posto si è piazzato il "Santa Cecilia" 1999 di Planeta, un monovitigno Nero d'Avola dal colore intenso, costruito con attenzione e che matura dodici mesi in barrique. Le sensazioni di morbidezza e di rotondità, oltre ai sentori di legno, che hanno colpito positivamente la maggior parte degli assaggiatori, sono probabilmente frutto di questa tipologia di prodotto, in cui la barrique bene utilizzata lascia comunque dei marcatori riconoscibili e apprezzati dal consumatore; qualcuno ha peraltro percepito tannini eccessivi, aspetto questo rilevato dagli esperti, il che ha un po' penalizzato questo vino nel loro giudizio. Evidenziati con note positive anche sentori di confettura e frutta.
Al secondo posto, "Il Monovitigno" 1999 di Benanti, azienda etnea che ha presentato questo vino dal colore intenso e brillante in cui sono stati percepiti sentori di amarena e di ciliegia (anche sottospirito, nonchè di spezie, quali chiodi di garofano e pepe). Intenso e giustamente alcoolico ma con un leggero eccesso di tannini, secondo alcuni. Questo vino si è classificato terzo nella classifica degli esperti, i quali l'hanno valutato nel complesso gradevole, anche se di non grandissima struttura, e con tannini un poco aggressivi.
Al terzo posto, e' giunto il "Scyri" 1998 di Cos, dove ancora legno, essenze di legno e spezie hanno primeggiato nel gusto e nel giudizio dei consumatori; alla bocca è stato valutato nel complesso morbido, intenso e gradevole. Questo vino è risultato non classificabile per il panel degli esperti, per evidente sentore di tappo rilevato nella bottiglia in degustazione.
Un commento generico sul podio dei consumatori: sembrano avere primeggiato tre vini ben fatti. Soprattutto il primo e il terzo classificati presentano caratteristiche abbastanza simili, forse più modellati su un target internazionale che caratterizzati dalla tipologia del vitigno. Tenuto conto del fatto che comunque il più delle volte il consumatore coglie soprattutto le note più evidenti in un vino, si potrebbe dire che se da una parte questa situazione può essere interpretata positivamente in termini di rinnovamento del prodotto e di adeguamento a un certo tipo di mercato da parte dei produttori, dall'altra forse penalizza un poco le caratteristiche e le peculiarità di un vitigno che ha moltissimo da offrire e che come tale potrebbe giocare di per sè un ruolo di primo piano nel panorama vitivinicolo.
Per quanto riguarda gli esperti, il "Limpiados" 1998 della Tenuta Barone La Lumia si è classificato primo. Il vino, un Nero d'Avola in purezza in cui una parte delle uve viene lasciata surmaturare sulla pianta, vinificato secondo la metodologia degli Antichi Greci (da quanto si apprende sul sito), è stato reputato il migliore dal panel, dove le note olfattive di cioccolato e di frutta surmatura si sposano perfettamente alla morbidezza dei tannini. Il vino è stato peraltro apprezzato anche da buona parte dei consumatori per i quali ha prevalso soprattutto la frutta rossa sotto spirito.
A seguire si colloca la Doc Eloro "Villa Dorata" '98 della Cantina Sociale Elorina, per la quale vengono rilevati profumi vegetali, di verdura e di lauro ceraso, mentre alla bocca si avvertono le caratteristiche di frutta sotto spirito, caratteristiche messe in evidenza positivamente anche da una parte significativa del gruppo di assaggio dei consumatori. Della terza piazza, si è già detto.
Più difficile, invece, fare commenti organici sull'evoluzione del vino e sulle annate. Tutti e tre i vini sul podio degli esperti sono dell'annata 1998; due 1999 e un 1998 su quello dei consumatori. Fermo restando le significative impressioni riportate dal panel ed esposte in precedenza, si possono fare alcune considerazioni. L'unico 1995 ("Cadetto") in lizza è sembrato decisamente "stanco"; i due 1996 ("Signorio" della Tenuta Barone La Lumia e "Tenuta d'Apaforte" di Quignones) figurano bene nella classifica consumatori mentre gli esperti riscontrano una certa debolezza di corpo. Dall'altra parte, l'unico 2000 in campo ("Mandrarossa" di Settesoli) viene ben valutato dal panel degli esperti esperti, con positive sensazioni di caramella mou e buona acidità, fattore quest'ultimo che viene invece reputato un po' in eccesso per i consumatori, anche se da questi ultimi viene riconosciuta la possibilità/necessità di far evolvere compiutamente il vino. Il 1997, in genere considerata come grande annata, non risulta in grandissima evidenza, anche se il Doc Contessa Entellina "Mille e Una Notte" di Donnafugata si guadagna un rimarchevole punteggio e un buon giudizio complessivo tra i consumatori; da notare che quest'ultimo vino che si affina per ben 24 mesi in barrique ed è un uvaggio di Nero d'Avola completato con piccole percentuali di altri vitigni ammessi dalla Doc, tra i quali il Cabernet Sauvignon.
a cura di Giovanni Ciocca
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