Mercoledì 5 dicembre 2001 - quando il Consorzio per la tutela del Gavi ha deliberato la collaborazione con la nostra associazione per l'organizzazione della degustazione della Docg Gavi che vedrà coinvolti, come nostra ormani pluriennale tradizione - un panel di esperti e un gruppo di consumatori, inizia la storia di questa interessantissima degustazione. Parte così con due serate di assaggi tenutesi mercoledì 15 e martedì 21 maggio, il secondo "appuntamento degustativo" della stagione 2002. L'incontro, come già accennato, è con il GAVI, vino bianco piemontese ricavato dal vitigno Cortese, una delle più nobili varietà a bacca bianca coltivate in Piemonte; chiamato anche Cortese di Gavi, questo vino è prodotto nel territorio che fa capo all'omonima cittadina di Gavi, in provincia di Alessandria.
La partecipazione è stata più che discreta, anche grazie alla preziosa collaborazione del Consorzio per la tutela del Gavi (www.consorziogavi.com) che ha raccolto i vini inviati da 30 diverse aziende (tra le 52 da noi contattate) e cui va, come al solito, il nostro sempre sentito e sincero ringraziamento per avere accettato di partecipare alla nostra "sfida". Dunque, rispetto alla precedente degustazione, siamo tornati su percentuali di partecipazione confortanti. Quarantaquattro campioni di Gavi della tipologia "tranquillo" (come sempre, abbiamo richiesto tre bottiglie per campione di vino) con i quali abbiamo allestito la degustazione che ha visto impegnati - come tradizione e secondo le oramai solite modalità di partecipazione - un gruppo di consumatori e un panel di esperti degustatori. Iniziamo subito con il dire che dei 44 campioni ammessi alla degustazione la maggior parte eerano del millesimo 2001, tredici del 2000, due del 1999 ed un dell'annata 1998. Come per il Montepulciano d'Abruzzo, oggetto della nostra precedente "degustazione consumatori-esperti" abbiamo notato anche tra i produttori di Gavi una certa accuratezza nel packaging e, per molti di essi, una giusta attenzione all'immagine e alla informazioni al consumatore (molti gli opuscoli d'informazione che abbiamo ritrovato allegati alla spedizione dei campioni e che immaginiamo disponibili per tutti).
D'altro canto, a differenza della precedente degustazione, abbiamo fatto molta più fatica a raccogliere i dati relativi al prezzo medio in enoteca della bottiglia e al numero di bottiglie prodotte nell'annata inviataci, dati che - come sapete - da quest'anno utilizziamo per arricchire ulteriormente le nostre degustazioni con informazioni e parametri di valutazione specificamente "caibrate" sugli interessi del consumatore. Insomma, alcuni tra i produttori che pure hanno cortesemente risposto al nostro invito a partecipare, hanno mostrato una certa ritrosia a fornirci questi dati e, a dire il vero, ci sfugge un poco il motivo...
Parlando di Gavi...
Gavi - centro della Val di Lemme, importantissima via di comunicazione tra la Liguria e la Pianura Padana - ha una vocazione vitivinicola che risale a tempi remoti; l'impulso dato alla coltivazione dell'uva da parte dei Romani investì certo anche il Piemonte e, in questo senso, la storia della viticoltura in quest'area va di pari passo con il resto della regione. Il Cortese è sicuramente un vitigno antico da sempre coltivato in queste zone; la maggior parte degli studiosi ritiene questo vitigno autoctono e in particolare originario probabilmente dell'Alto Monferrato, ovvero dell'Astigiano. Come detto, la gente di queste zone considera il Cortese da sempre indissolubilmente legato a queste terre ma, come spesso accade nelle storie del vino, i primi riferimenti documentali al Cortese e alla sua coltivazione risalgono solamente alla fine del XVIII secolo, mentre prima la sua importante presenza è certificata solo dai racconti dei contadini e dalla leggenda che, in un certo senso, ammanta questo vitigno di un'aura di nobiltà. Narra appunto la leggenda che la principessa Gavia, figlia del re franco Clodomiro, fuggì da queste parti dopo essersi sposata contro il volere della Corte; a causa di un oste chiacchierone gli sposi vennero però scoperti dai cavalieri franchi alla ricerca dei fuggitivi. La principessa venne comunque perdonata e, anzi, ebbe addirittura in dono dalla regina dei Goti, Amalasunta, la potestà su questi territori che da lei avrebbero preso il nome (anche se storicamente il nome Gavi deriverebbe semplicemente dal latino Cavatum, antico nome attribuito al luogo probabilmente per la presenza di caverne, che sarebbe poi divenuto Gavio e infine Gavi). La principessa era bionda e cortese e queste sue qualità sarebbero state per sempre ricordate nei riflessi dorati del vino e nel nome dell'uva da cui tale vino viene prodotto.
Fin qui la tradizione. Per la storia, come accennato, la prima testimonianza scritta risale al 1798 ed è una descrizione del vitigno Cortese fatta del Conte Nuvolone, della Società Agraria di Torino, nel quadro di una raccolta ampelografica relativa ai vitigni coltivati nei territori piemontesi. Quasi un secolo più tardi veniva invece redatta quella che secondo molti è tutt'ora l'opera più importante, nonché punto di riferimento fondamentale, riguardante i vitigni coltivati nella provincia di Alessandria, tra i quali, ovviamente figura il Cortese. Realizzata dai professori Demaria e Leardi, fu il risultato di un grosso lavoro compiuto da una apposita commissione ampelografica istituita dall'allora Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio allo scopo di revisionare e riordinare lo stato della vitivinicoltura e soprattutto la situazione dei vitigni in provincia di Alessandria, appunto. Furono impiegati circa due anni a partire dall'agosto del 1869. Vennero raccolti in prima istanza i campioni delle diverse varietà e questo permise una catalogazione dei vitigni, comprensiva di sottovarietà e sinonimi, che venne terminata all'incirca un anno dopo, nel 1870; nella fase successiva, finalizzata a una grande esposizione di uve e vini da tenersi nel 1871, si cercò di formalizzare un criterio di analisi delle caratteristiche dei vitigni attraverso una valutazione qualitativa dei vini da essi prodotti, legata anche alla peculiarità del territorio.
I vini, rigorosamente monovitigno, dovevano essere accompagnati dalle necessarie informazioni relative alle uve impiegate, all'ubicazione dei vigneti, al tipo di territorio: una sorta di identificazione dei cru, concetto che nello stesso periodo andava sviluppandosi in Francia. Come detto, il Cortese fu una delle varietà catalogate in questo importante lavoro e produttori di Gavi parteciparono alla Esposizione che si tenne nel settembre 1871.
In tempi più vicini a noi (1960) ci fu una revisione del testo allora prodotto, fermo restando la validità del contenuto; da allora il grosso dell'attività di studio su questa varietà si è essenzialmente concentrata sull'analisi e il miglioramento genetico: ad oggi, secondo i dati forniti dal Consorzio tutela del Gavi, sono stati determinati e catalogati 52 cloni naturali.
Prima di passare a parlare un po' più in dettaglio del Cortese, è importante fare una piccola premessa peraltro ancora di carattere storico; questo vitigno, come gran parte delle varietà europee, venne gravemente attaccato durante l'epidemia di fillossera che si verificò verso la fine del XIX secolo. Gran parte dei vigneti venne dunque ricostituita introducendo la vite americana come portainnesto; il lavoro fu gravoso ma fondamentale, poiché da quel momento vennero introdotte nuove e più avanzate tecniche di allevamento (Guyot) tuttora in uso e ciò favorì la diffusione del vitigno in tutta l'area.
Il Cortese
Il Cortese è dunque una varietà a bacca bianca diffusa nella parte centro-meridionale del Piemonte e anche in alcune zone della Lombardia. Dalle sue uve vengono prodotte due Doc monovitgno (Piemonte Cortese Spumante e Cortese dei Colli Tortonesi) e la Docg Cortese di Gavi, protagonista della nostra degustazione. In percentuali inferiori ma comunque maggioritarie (85 per cento) è comunque la varietà base di altre Doc, quali Cortese dell'Alto Monferrato, Cortese di Monferrato Casalese, Cortese dell'Oltrepo Pavese e Piemonte Cortese nella versione normale, ma può entrare anche negli uvaggi di altre Doc e Igt (ad esempio il Bianco di Custoza o il Bianco Collina del Milanese).
Il vitigno Cortese presenta un germoglio di colore verde molto chiaro, lanuginoso. La foglia è medio-grande, pentagonale a cinque lobi con seno peziolare chiuso; glabra nella pagina superiore di colore verde scuro, coperta di rada peluria in quella inferiore di colore verde più chiaro. Il grappolo è di dimensioni medio grandi, di forma conico-piramidale, alato, piuttosto spargolo. Gli acini sono leggermente ellisoidali, di media grandezza, con buccia di colore giallo dorato di consistenza media con polpa succosa leggermente aromatica. Vitigno di notevole vigore, è resistente alle malattie e, anche se non soffre troppo il freddo, predilge comunque esposizioni soleggiate. L'uva matura in seconda epoca, verso la metà di settembre. È coltivato su terreni collinari e, in particolare il Cortese della zona di Gavi, cresce su terreni in cui sono presenti, anche se in percentuali che possono variare, ghiaie, calcare, argille e sabbie ferrose, le ultime due abbastanza preponderanti nella zona di Rovereto, i cui terreni sono anche definiti dai coltivatori locali "terre forti".
Come sempre alleghiamo i sunti dei disciplinari tratti dal sito del Ministero delle Politiche agricole e forestali; il Gavi ha ottenuto la Doc nel 1974 rimpiazzata poi dalla Docg ottenuta nel 1998, nella quale, tra le altre cose, viene imposta una resa uva per ettaro più stringente.
Inoltre, con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'aprile 2001, il Ministero ha modificato il disciplinare Docg, con l'aggiunta di un comma nel quale viene ammessa la presenza di sentori di legno per il Gavi di tipo "tranquillo", in conseguenza di una eventuale conservazione in contenitori di legno per il suddetto vino. In pratica, un via libera alla barrique a partire dalla vendemmia 2001, se abbiamo bene interpretato; peraltro, come potrete vedere, proprio il legno sarà uno dei parametri in discussione in alcuni dei campioni in degustazione.
Un aspetto interessante da sottolineare, vista anche l'attualità dell'argomento, è che il Consorzio di tutela del Gavi ha deciso di proporre l'esclusione di impianti di viti modificate geneticamente dall'uomo nei vigneti di Cortese coltivati per produrre il Gavi Docg ed è in previsione l'inserimento esplicito di tale divieto nel disciplinare di produzione, in occasione della prossima revisione del medesimo. L'obiettivo è di proporre il Gavi come il primo vino al mondo prodotto da uve non transgeniche garantite.
Scheda tecnica del vino Gavi o Cortese di Gavi
Docg Gavi o Cortese di Gavi
Istituito con decreto del 09/07/1998
Riportato su Gazzetta Ufficiale 10/08/1998, n. 185
Resa uva/ettaro: 95 quintali
Resa massima uva/vino: 70.0 per cento
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 9.5%
Colore: paglierino più o meno intenso, limpido
Odore: caratteristico, delicato
Sapore: asciutto, gradevole di gusto fresco e armonico
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 10.5%
Estratto secco netto minimo: 15.0 grammi/litro
Province ammesse: Alessandria
Scheda tecnica del vino Gavi o Cortese di Gavi Frizzante
Docg Gavi o Cortese di Gavi
Istituito con decreto del 09/07/1998
Riportato su Gazzetta Ufficiale 10/08/1998, n. 185
Resa uva/ettaro 95 quintali
Resa massima uva/vino: 70.0%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 9.5%
Colore: paglierino più o meno tenue, limpido
Odore: fine, delicato, caratteristico.
Sapore: asciutto, gradevole di gusto fresco e armonico.
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 10.5%
Estratto secco netto minimo: 15.0 grammi/litro
Scheda tecnica del vino Gavi o Cortese di Gavi Spumante
Docg Gavi o Cortese di Gavi
Istituito con decreto del 09/07/1998
Riportato su Gazzetta Ufficiale 10/08/1998, n. 185
Resa uva/ettaro 95 quintali
Resa massima uva/vino: 70.0%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 9.0%
Colore: paglierino più o meno tenue, limpido
Spuma: fine e persistente
Odore: fine, delicato, caratteristico
Sapore: armonico, pieno, asciutto, gradevole
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 10.5%
Estratto secco netto minimo: 15.0 grammi/litro
Disciplinari Doc dal sito del Ministero, sostituiti dalla Docg:
Scheda tecnica del vino
Cortese di Gavi sostituito dalla Docg nel 1998
Doc Cortese di Gavi sostituito dalla DOCG nel 1998
Istituito con decreto del 26/06/1974
Riportato su Gazzetta Ufficiale 12/11/1974, n. 294
Resa uva/ettaro: 100 quintali
Resa massima uva/vino: 70.0%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 9.5%
Colore: paglierino più o meno tenue
Odore: delicato, caratteristico
Sapore: asciutto, gradevole, di gusto fresco e armonico
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 10.5%
Estratto secco netto minimo: 15.0 grammi/litro
La degustazione
Ma veniamo ora alla degustazione, dando priorità, secondo il nostro costume, alle opinioni e ai pareri emersi dall'assaggio dei campioni di Gavi (rigorosamente resi anonimi, ovviamente) da parte del gruppo di consumatori. Un primo aspetto che ha colpito il gruppo è relativo al colore del vino; lo poniamo in evidenza perché in genere questo parametro, peraltro spesso interpretato come il meno critico della triade colore-profumo-sapore, é stato fino ad oggi messo un po' in secondo piano (appunto) nelle analisi dei consumatori.
Nel caso del Gavi, la maggior parte dei presenti ha prestato una particolare e inusitata attenzione alla "chiarezza" del colore di parecchi tra i Gavi assaggiati, al punto che molti campioni sono stati collocati in corrispondenza di un colore paglierino chiarissimo. A quanto pare, dunque, per un normale consumatore il colore di un vino ha un proprio "peso specifico" e un colore più carico risulta essere particolarmente gradito. In altre parole, anche se ha inciso probabilmente poco sui giudizi finali, è la conferma di una tendenza già evidenziata in alcune degustazioni di vini rossi, che porta a prediligere nei vini i colori intensi a quelli più "scarichi" (talvolta anche a dispetto delle caratteristiche tipiche delle uve da cui un vino nasce).
I commenti alla degustazione espressi dai consumatori hanno in generale rilevato come positive alcune caratteristiche comuni alla maggior parte dei campioni assaggiati come i profumi delicati talvolta con sentori di frutta bianca, le note fresche e la sapidità alla bocca. Il Gavi è stato, per così dire, interpretato anche in chiave "estiva" dagli assaggiatori presenti, e giudicato un ottimo abbinamento per molti piatti di stagione, fresco e giusto accompagnamento sulle nostre tavole nei mesi più caldi. Questa, ovviamente, è stata una considerazione complessiva e che ha visto alcune necessarie eccezioni per vini decisamente da considerare più "importanti".
L'uso del legno
Alla fine della degustazione sono emerse anche alcune interessanti considerazioni in merito all'uso del legno per questo vino, che in parecchi campioni è parso evidente e in non pochi casi persino un tantino "sfacciato". Tra i presenti, molti hanno ipotizzato che forse il Gavi ha una struttura e delle caratteristiche aromatiche che non sembrano reggere troppo bene un intervento pesante del legno, che finisce col sovrastare quelle caratteristiche che invece dovrebbe esaltare. Insomma ancora una volta la barrique è tornata al centro della discussione. Diciamo questo, riassumendo un po' i concetti espressi dai presenti nel dopo-degustazione, anche perché alcuni produttori, quali Castellari Bergaglio, si sono battuti tenacemente per ottenere l'autorizzazione all'affinamento in legno, reputando questa pratica, certo a ragione, come un valore aggiunto per il vino, al di là di regolamentazioni magari obsolete o di schematizzazioni rigide relative alla tipicità di un vino, per cui un Cortese non può essere che giovane e di gusto fresco.
E sicuramente un vino come il "Pilin" di Castellari Bergaglio - pensato in quest'ottica e che, come vedrete dalla classifica, è stato premiato con un punteggio decisamente buono dai consumatori - parla anche a favore di questo tipo di scelta. Restano comunque alcuni dati di fatto emersi da questa degustazione: i legni in molti casi non sono proprio piaciuti, mentre la freschezza, piu' evidente nei Gavi che potremmo definire "tipici", è stata in generale apprezzata. Senza dimenticare che spesso nei casi in cui i vini barricati sono piaciuti, i sentori e le note evidenziate dai consumatori sono state ... quelle del legno; fine ed elegante, certo, ma solo legno. E allora, cosa rispondere a quel consumatore che, seppure con intento paradossale, sulla scheda di valutazione di uno dei campioni in degustazione, ha scritto: "È gradevole, ma che vino é???".
Dal nostro punto di vista di appassionati, ci sentiamo di sottoscivere ancora una volta il concetto, da molti esperti spesso ribadito, che la barrique deve essere usata con sapienza e probabilmente per il gavi questo matrimonio con il legno richiede ancora di uncerto periodo di "fidanzamento"
La classifica
Ma eccoci finalmente pronti a darvi la classifica della degustazione che, come i piu' ormai sanno, è ordinata secondo i punteggi espressi dal gruppo dei consumatori ma che, come sempre, riporta anche i voti e la posizione in classifica attribuiti dal panel degli esperti, i cui giudizi riporteremo più avanti. Da notare (e ricordare) anche il numero di ordine (d'assaggio) espresso tra parentesi quadre a fianco di ogni campione: è il numero che verrà preso a riferimento nelle elaborazioni grafiche successive.
1° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Villa Rosa" 2001 [8]
9,30 euro, 57mila bottiglie prodotte
Gerardo Cesari
Via Luigi Ciocca, 35 - 25027 Quinzano d'Oglio (Brescia)
telefono 030 9923500 - fax 030 9923455
cesari-spa@cesari-spa.it - www.cesari-spa.it
consumatori 85; panel 80 (4)
2° - Gavi Docg "Vigna del Parroco" 2001 [9]
5,00 euro, 6mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Bergaglio Pier Carlo
Cascina Barcanello, 15 - 15060 Capriata d'Orba (Alessandria)
telefono 0143 46292 - fax 0143 46292
consumatori 83; panel 79,8 (5)
3° - Rovereto Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [14]
9,50 euro, 25mila bottiglie prodotte
Azienda vitivinicola Michele Chiarlo
Strada Nizza Canelli, 99 - 14042 Calamandrana (Asti)
telefono 0141 769030 - fax 0141 769033
chiarlo@tin.it - www.chiarlo.it
consumatori 82; panel 78,3 (13)
4° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [12]
5,80 euro, 65mila bottiglie prodotte
Azienda agricola La Chiara
Località Vallegge, 24/2 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 642293 - fax 0143 642293
consumatori 81; panel 79,5 (7)
5° - Gavi Docg "Primuva" 2001 [38]
6,20 euro, 100mila bottiglie prodotte
Produttori del Gavi
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 45 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 642786 - fax 0143 643771
cantina.prodgavi@libero.it
consumatori 80; panel 79 (9)
5° - Gavi Docg "Ricella Alta" 2001 [30]
8,50 euro, 10mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Vigne del Pareto di Pietro Occhetti
Strada per Gavi, 105 - 15067 Novi Ligure (Alessandria)
telefono 010 8398776 - fax 010 8398782
ilpareto@iol.it - www.immagine.com/gavipareto
consumatori 80; panel 76,7 (20)
6° - Gavi Docg 2001 [5]
3,60 euro, 15mila bottiglie prodotte
Tenuta San Lorenzo - Azienda agricola Fratelli Cazzulo
Strada Monterotondo, 30 - 15067 Novi Ligure (Alessandria)
telefono 0143 329902 - fax 0143 489964
consumatori 79; panel 78,3 (13)
6° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2000 [23]
8,30 euro, 120mila bottiglie prodotte
La Scolca
Via Rovereto, 170/r - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 682176 - fax 0143 682197
info@scolca.it - www.scolca.it
consumatori 79; panel 74,5 (25)
6° - "Pilin" 1998 [7]
13,50 euro, 3mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
Frazione Rovereto, 136 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 644000 - fax 0143 6449000
gavi@castellaribergaglio.it - www.castellaribergaglio.it
consumatori 79; panel 79,5 (7)
6° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Vigna del bosco" 2001 [11]
5,47 euro, 13mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Il Rocchin
Località Vallemme, 39 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 642228 - fax 0143 645700
consumatori 79; panel 77,8 (15)
7° - Gavi Docg del Comune di Tassarolo "Terrarossa" 2001 [32]
7,50 euro, 20mila bottiglie prodotte
Azienda vitivinicola La Zerba di Ida Cozzio Lorenzi
Strada per Francavilla, 1 - 15060 Tassarolo (Alessandria)
telefono 0143 342259 - fax 0143 744413
consumatori 78; panel 79 (9)
7° - Gavi Docg 2001 [21]
3,10 euro, 50mila bottiglie prodotte
Tenuta La Raja
Strada Monterotondo di Gavi - 15067 Novi Ligure (Alessandria)
telefono 0143 743685 - fax 0143 213211
consumatori 78; panel 76,3 (21)
7° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Poggio Basco" 2001 [1]
9,00 euro, 20mila bottiglie prodotte
Malgrà
Via Nizza, 8 - 14046 Mombaruzzo (Asti)
telefono 0141 726377 - fax 0141 702726
wine@malgra.it - www.malgra.it
consumatori 78; panel 77,3 (17)
8° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [35]
9,50 euro, 20mila bottiglie prodotte
Castello La Toledana - Azienda agricola Villa Lanata
Regione San Bovo - 12054 Cossano Belbo
telefono 0141 88551 - fax 0141 837204
info@villalanata.it - www.villalanata.it
consumatori 76; panel 78 (14)
8° - Gavi Docg 2001 [22]
3,10 euro, 150mila bottiglie prodotte
Tenuta La Battistina
Via Gavi, 128 - 15067 Novi Ligure (Alessandria)
telefono 0143 71390 - fax 0143 71390
consumatori 76; panel 77 (18)
8° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [2]
10,00 euro, 4mila bottiglie prodotte
La Smilla di Guido Matteo
Via Garibaldi, 7 - 15060 Bosio (Alessandria)
telefono 0143 684245 - fax 0143 684245
info@lasmilla.it - www.lasmilla.it
consumatori 76; panel 78 (14)
8° - Gavi Docg "Fornaci" 2000 [19]
7,5 euro, 50mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
Frazione Rovereto, 136 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 644000 - fax 0143 6449000
gavi@castellaribergaglio.it - www.castellaribergaglio.it
consumatori 76; panel 73,8 (26)
9° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Le Colombare" 2001 [34]
6,00 euro, 38mila bottiglie prodotte
Tenuta Santa Seraffa
Via Ricci, 4 - 16122 Genova
telefono 0143 643600 - fax 0143 642996
consumatori 75; panel 78,3 (13)
9° - Gavi Docg "I Bergi" 2000 [3]
15,00 euro, 3mila bottiglie prodotte
La Smilla di Guido Matteo
Via Garibaldi, 7 - 15060 Bosio (Alessandria)
telefono 0143 684245 - fax 0143 684245
info@lasmilla.it - www.lasmilla.it
consumatori 75; panel 85,8 (1)
9° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Villa Scolca" 2001 [24]
9,80 euro, 10mila bottiglie prodotte
La Scolca
Via Rovereto, 170/r - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 682176 - fax 0143 682197
info@scolca.it - www.scolca.it
consumatori 75; panel n.v. (-)
10° - Gavi Docg "Vigneto Camporosso" 2000 [4]
6,50 euro, 10mila bottiglie prodotte
La Buffalora di Gemme Agostino
Via Tassarolo, km. 1 - 15060 Francavilla Bisio (Alessandria)
telefono 0143 50274 - 019 881146 - fax 019 883288
info@vigne.it - gemme@mclink.it - www.vigne.it
consumatori 74; panel 78,8 (10)
10° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [6]
6,50 euro, 80mila bottiglie prodotte
Fontanafredda
Via Alba, 15 - 12050 Serralunga d'Alba (Cuneo)
telefono 0173 613161 - fax 0173 613451
info@fontanafredda.it - www.fontanafredda.it
consumatori 74; panel 79,3 (8)
10° - Rovereto Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [36]
7,50 euro, 36mila bottiglie prodotte
Picollo Ernesto
Via Chiesa, 60 - Frazione Rovereto - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 682175 - fax 0143 682175
picolloernesto@libero.it
consumatori 74; panel n.c. (-)
10° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Bruno Broglia" 2000 [25]
18,00 euro, 8mila bottiglie prodotte
Tenuta La Meirana di Piero Broglia
Località Lomelina, 14 - 15066 Gavi (Alessandria)
telefono 0143 642998 - fax 0143 645699
broglia.azienda@tin.it -
Ancora la parola ai consumatori...
Ancora qualche commento generale. I punteggi ottenuti dai vini sono nella media più che buoni e addirittura molto buoni per le prime posizioni, segno che, fermo restando i "distinguo" spesso legati alle aspettative personali di ciascun consumatore, il vino è piaciuto. Da notare che il podio è composto da tre vini giovani (2001) e per i quali i contenuti del giudizio, come vedrete, sono abbastanza simili e abbastanza coerenti con la tipologia "prevista" per questo vino (un inciso: il campione n. 16, ovvero il "Cascina Aureliana" 2000, è stato purtroppo giudicato non classificabile per evidenti difetti riscontrati nelle bottiglie aperte, cosa peraltro riscontrata anche dal panel degli esperti).
Veniamo quindi a qualche commento specifico che, come sempre, dedichiamo ai primi classificati. Al primo posto nella classifica dei consumatori si è piazzato il Gavi "Villa Rosa" 2001 di Gerardo Cesari, una azienda (e questo è un aspetto abbastanza curioso) che opera prevalentemente nel veronese e che ha sede a Quinzano, in provincia di Brescia! Del suo Gavi, di un colore paglierino scarico, sono stati positivamente valutati i piacevoli aromi delicati, con note di frutta bianca (segnalate pesca, mela); fresco e giustamente acido, pulito equilibrato e di buon corpo sono gli aggettivi usati che completano il giudizio finale.
In seconda posizione si è classificato il "Vigna del Parroco" 2001 di Pier Carlo Bergaglio, produttore di Capriata d'Orba in provincia di Alessandria. Di color paglierino con riflessi verdognoli, i consumatori, accanto a profumi floreali e di frutta bianca (mela, pesca) ne hanno evidenziato la piacevolezza, la freschezza, l'armonia e la discreta struttura. Nel complesso semplice e lineare, ma decisamente gradevole.
La terza piazza è per un altro produttore "esterno", dal momento che l'azienda Michele Chiarlo, nota ai più, ha sede nell'astigiano, ovvero a Calamandrana. Il suo Gavi di Rovereto 2001 di color paglierino molto scarico ha denotato aromi di frutta bianca e floreali e pure note citrine; secco, fresco, di giusta acidità e persistenza per ciò che riguarda la bocca. Un vino ben fatto, per i consumatori.
Da segnalare, immediatamente a ruota, il Gavi 2001 dell'azienda La Chiara (note di frutta, buona struttura), il "Ricella Alta" 2001 di Vigne del Pareto (persistente, equlibrato, note di legno) e il "Primuva" 2001 dei Produttori del Gavi (fresco, piacevole, pulito) ed è ancora da sottolineare che comunque, come già detto, le primissime posizioni della classifica consumatori sono tutte occupate da Gavi del 2001.
I giudizi del panel
Veniamo ora ai giudizi dati dal panel degli esperti. A differenza dei consumatori, i punteggi attribuiti dagli esperti sono compresi in un intervallo piu ristretto ma, a meno delle solite discrepanze che ormai caratterizzano le nostre degustazioni, una buona parte dei valori attribuiti dai consumatori trova questa volta una buona corrispondenza nei punteggi assegnati dal panel (anche se non nella posizione in classifica). Prima di proporvi i giudizi, vale la pena - a nostro avviso - di fare ancora un paio di considerazioni che, riallacciandoci a quanto riportato in precedenza relativamente alle opinioni dei consumatori, potrebbero essere oggetto di discussione. Il Gavi "I Bergi" 2000 di La Smilla, vincitore per il panel, ha avuto un suo punto di forza, stando al giudizio formulato dagli esperti, nel passaggio in legno; lo stesso vino è stato tra quelli che per i consumatori ha fornito lo spunto per molte considerazioni relative alla eccessiva presenza del legno in questa tipologia di vino. Dunque, posizioni abbastanza diverse sull'uso legno, ma che vanno a riavvicinarsi nel momento in cui anche gli esperti (si vedrà nei giudizi descritti in seguito), come i consumatori, sollevano qualche dubbio sui vantaggi della permanenza in legno per un vitigno come il Cortese, pur apprezzando la volontà da parte dei produttori di differenziare e di far crescere il "prodotto Gavi".
I campioni non classificati dal panel degli esperti sono risultati due, mentre il campione n. 24, ovvero il Gavi "Villa Scolca" 2001 per un disguido involontario non è stato consegnato al panel e, dunque, non è stato inserito nella degustazione degli esperti. Un episodio incerscioso e del tutto accidentale del quale un poco ci vergogniamo e di cui chiediamo umilmente scusa al produttore La Scolca.
Di seguito vi proponiamo i giudizi raccolti e redatti da Mirka Frigo, portavoce del panel degli esperti, relativi ai primi cinque classificati (due a pari merito).
I vini degustati hanno presentato, in linea di massima, il raggiungimento di buoni parametri qualitativi, come testimoniato dalle valutazioni numeriche espresse. Abbiamo notato una certa omogeneità gustativa, tranne nei casi dei vini con permanenza in legno.
La permanenza in legno, tentativo apprezzabile da parte dei produttori per dare al prodotto una differenziazione, non è - a nostro avviso - del tutto indicata per il vitigno Cortese, in quanto tende a imporsi sulle sue caratteristiche, che non ne vengono arricchite.
Di seguito una breve descrizione di quanto abbiamo percepito all'esame visivo, a quello olfattivo e, infine all'esame gustativo, dove riportiamo le caratteristiche salienti riscontrate nei campioni primi classificati.
1° - Gavi Docg "I Bergi" 2000
La Smilla di Guido Matteo
punti 85,8
Di colore giallo paglierino intenso, al naso si rivela franco, con note speziate, di vaniglia, di frutta matura. Si percepisce la permanenza in legno. In bocca è strutturato, caldo, armonico, con retrogusto piacevolmente ammandorlato. Questo vino ha avuto un passaggio in legno, gestito educatamente.
2° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Bruno Broglia" 2000
Tenuta La Meirana di Piero Broglia
punti 81
Il colore è giallo paglierino e presenta profumi intensi, fini, eleganti. Note di fiori bianchi e di agrumi. Caldo, fresco, con buon corpo e retrogusto amarognolo.
3° - Gavi Docg "Cascine dell'Aureliana" 2001
Produttori del Gavi
punti 80,3
Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Si percepiscono note di biancospino e pesca bianca. È un vino armonico, di buona acidità e sapidità.
4° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Villa Rosa" 2001
Gerardo Cesari
punti 80
Appare di colore giallo paglierino poco intenso, brillante. Il profumo è abbastanza intenso, fine, abbastanza persistente, balsamico. In bocca si rivela poco persistente, abbastanza strutturato.
4° - Gavi Docg "Podere Saulino" 2001
Il Saulino
punti 80
Il colore appare giallo verdolino; dal punto di vista aromatico, si colgono note di frutta non molto matura e di limone. Profumoabbastanza intenso, fine. Il gusto è fresco, abbastanza intenso, abbastanza persistente, abbastanza strutturato.
Da segnalare che il "Villa Rosa" 2001 di Cesari, primo per i consumatori, si piazza bene anche per gli esperti, ma curiosamente i parametri di giudizio evidenziati dai due gruppi sono anche piuttosto disallineati. Così, mentre la maggior parte dei consumatori ne evidenzia aromi delicati, il panel di esperti annota un profumo abbastanza intenso e persistente; e se per i primi si parla di buon corpo, i secondi evidenziano, accanto a una discreta struttura, una persistenza un poco debole.
Qualità e prezzo
Veniamo ora alle considerazioni relative ai costi e al rapporto qualità/prezzo, un tipo di valutazione che abbiamo già "azzardato" con il Montepulciano d'Abruzzo e che vorremmo continuare a proporre anche per le prossime degustazioni dal momento che, come gia' avevamo scritto, vorremmo cercare sempre di fornire il maggior numero di parametri e di chiavi di lettura utili soprattutto per i consumatori.
Vi proponiamo quindi la classifica sulla base dei prezzi che, come abbiamo già avuto modo di puntualizzare, non ha molto significato se presa a se stante; ci serve comunque per inquadrare il costo dei vini assaggiati (in euro) per rapportarli poi al giudizio di qualità espresso su di loro dai consumatori. A ciascuno dei nostri lettori il trarre le proprie considerazioni...
1° - Gavi Docg 2000 [15]
3,00 euro, 2mila bottiglie prodotte
Produttori Insieme
2° - Gavi Docg 2001 [21]
3,10 euro, 50mila bottiglie prodotte
Tenuta La Raja
2° - Gavi Docg 2001 [22]
3,10 euro, 150mila bottiglie prodotte
Tenuta La Battistina
3° - Gavi Docg 2001 [5]
3,60 euro, 15mila bottiglie prodotte
Tenuta San Lorenzo - Azienda agricola Fratelli Cazzulo
4° - Gavi Docg 2001 [39]
5,00 euro, 20mila bottiglie prodotte
Ghio Domenico e figli
4° - Gavi Docg "Vigna del Parroco" 2001 [9]
5,00 euro, 6mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Bergaglio Pier Carlo
5° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Vigna del bosco" 2001 [11]
5,47 euro, 13mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Il Rocchin
6° - Gavi Docg "Cascina Aureliana" 2000 [16]
5,50 euro, 3mila bottiglie prodotte
Renzo Semino
7° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [12]
5,80 euro, 65mila bottiglie prodotte
Azienda agricola La Chiara
8° - Gavi Docg del Comune di Tassarolo "La Zerba" 2001 [31]
6,00 euro, 40mila bottiglie prodotte
Azienda vitivinicola La Zerba di Ida Cozzio Lorenzi
8° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Le Colombare" 2001 [34]
6,00 euro, 38mila bottiglie prodotte
Tenuta Santa Seraffa
9° - Gavi Docg "Primuva" 2001 [38]
6,20 euro, 100mila bottiglie prodotte
Produttori del Gavi
9° - Gavi Docg "Cascine dell'Aureliana" 2001 [37]
6,20 euro, 100mila bottiglie prodotte
Produttori del Gavi
10° - Gavi Docg "Vigneto Camporosso" 2000 [4]
6,50 euro, 10mila bottiglie prodotte
La Buffalora di Gemme Agostino
10° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [6]
6,50 euro, 80mila bottiglie prodotte
Fontanafredda
10° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2000 [43]
6,50 euro, 10mila bottiglie prodotte
Azienda agricola I Moncalvi di Moncalvo Mauro
11° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Granée" 2001 [44]
6,70 euro, 100mila bottiglie prodotte
Beni di Batasiolo
12° - Gavi Docg 2001 [29]
7,00 euro, 36mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Vigne del Pareto di Pietro Occhetti
13° - Gavi Docg "Fornaci" 2000 [19]
7,50 euro, 50mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
13° - Rovereto Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [36]
7,50 euro, 36mila bottiglie prodotte
Picollo Ernesto
13° - Gavi Docg del Comune di Tassarolo "Terrarossa" 2001 [32]
7,50 euro, 20mila bottiglie prodotte
Azienda vitivinicola La Zerba di Ida Cozzio Lorenzi
14° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Granée" 2001 [18]
7,80 euro, 30mila bottiglie prodotte
Tenuta Nuova Ca' da Meo
15° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Vigne di Rovereto" 2000 [42]
7,90 euro, 3.500 bottiglie prodotte
Azienda agricola I Moncalvi di Moncalvo Mauro
16° - Gavi Docg "Podere Saulino" 2001 [10]
8,00 euro, 30mila bottiglie prodotte
Il Saulino
17° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2000 [23]
8,30 euro, 120mila bottiglie prodotte
La Scolca
18° - Gavi Docg "Ricella Alta" 2001 [30]
8,50 euro, 10mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Vigne del Pareto di Pietro Occhetti
18° - Gavi Docg del Comune di Gavi "I Ronchetti" 2001 [26]
8,50 euro, 15mila bottiglie prodotte
Marco Bonfante
18° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Rolona" 2000 [20]
8,50 euro, 15mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
19° - Gavi Docg "Vigne Alte" 2001 [17]
8,60 euro, 45mila bottiglie prodotte
Azienda agricola Il Vignale
20° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Poggio Basco" 2001 [1]
9,00 euro, 20mila bottiglie prodotte
Malgrà
21° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Villa Rosa" 2001 [8]
9,30 euro, 57mila bottiglie prodotte
Gerardo Cesari
22° - Rovereto Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [14]
9,50 euro, 25mila bottiglie prodotte
Azienda vitivinicola Michele Chiarlo
22° - Rovereto Gavi Docg del Comune di Gavi "Vigna Vecchia" 2000 [13]
9,50 euro, 8mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
22° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Ca' di Maggio" 1999 [33]
9,50 euro, 3mila bottiglie prodotte
Tenuta Santa Seraffa
22° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [35]
9,50 euro, 20mila bottiglie prodotte
Castello La Toledana - Azienda agricola Villa Lanata
23° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Villa Scolca" 2001 [24]
9,80 euro, 10mila bottiglie prodotte
La Scolca
24° - Gavi Docg del Comune di Gavi 2001 [2]
10,00 euro, 4mila bottiglie prodotte
La Smilla di Guido Matteo
24° - Gavi Docg "La Cascina" 2000 [40]
10,00 euro, 2mila bottiglie prodotte
Ghio Domenico e figli
25° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Bricco Ross" 1999 [27]
11,00 euro, 6.400 bottiglie prodotte
Marco Bonfante
26° - "Pilin" 1998 [7]
13,50 euro, 3mila bottiglie prodotte
Castellari Bergaglio
27° - Gavi Docg "I Bergi" 2000 [3]
15,00 euro, 3mila bottiglie prodotte
La Smilla di Guido Matteo
28° - Gavi Docg "Dràc" 2000 [41]
16,00 euro, 1.500 bottiglie prodotte
Ghio Domenico e figli
29° - Gavi Docg del Comune di Gavi "Bruno Broglia" 2000 [25]
18,00 euro, 8mila bottiglie prodotte
Tenuta La Meirana di Piero Broglia
n.b.: i prezzi sono da ritenersi indicativi, una media di quanto si dovrebbe pagare una bottiglia in enoteca o in un punto vendita. Si tenga presente che rappresenta una sorta di "segnalazione" che deve confrontarsi sia con il fatto che i produttori non sempre vendono a tutti allo stesso prezzo sia con i ricarichi dei rivenditori che possono variare anche di molto. Si tratta comunque di cifre che ci vengono dichiarate - in alcuni casi a malincuore, dobbiamo dirlo - dagli stessi produttori:
Sulla base dei punteggi assegnati dai consumatori e dei prezzi elencati possiamo proporre, sotto forma di elaborazione grafica, il rapporto qualità/prezzo associabile a ciascun vino degustato, secondo la nostra classifica. Le considerazioni generali già introdotte a suo tempo in occasione della precedente degustazione del Montepulciano d'Abruzzo, relative a questo tipo di valutazione, rimangono valide. Nel grafico che segue, quindi, si possono distinguere quei vini che presentano un rapporto vantaggioso e sono quelli caratterizzate dalla barre dell'istogramma piu estese orizzontalmente, da sinistra a destra: sull'asse orizzontale, dunque, sono espressi i valori numerici del rapporto qualità/prezzo, mentre a sinistra sono elencati i campioni (ciascuno riferito al proprio numero d'ordine) secondo il piazzamento e la successione riportata nella classifica finale dei consumatori.

Tra i primi, si vede così che il secondo classificato, ovvero il "Vigna del Parroco" 2001 di Pier Carlo Bergaglio, presenta anche un buon rapporto qualità/prezzo. Addirittura ottimo questo parametro per il Gavi 2001 della Tenuta La Raja (campione n. 21, settimo classificato), il Gavi 2000 di Produttori Insieme (campione n. 15, decimo classificato), il Gavi 2001 della Tenuta La Battistina (campione n. 22, ottavo classificato) ed il "Ricella Alta" 2001 di Vigne del Pareto (campione n. 5, sesto classificato).
Ci teniamo ancora una volta a sottolineare che siamo noi i primi ad essere consci che un giudizio di questo tipo presenta delle limitazioni: paradossalmente, come abbiamo già avuto modo di dire, un vino mediocre ma dal prezzo bassissimo potrebbe risultare avvantaggiato rispetto a un vino qualitativamente migliore ma dal prezzo elevato. D'altra parte, e lo ribadiamo, in questo tipo di valutazione il prezzo diventa fattore determinante e perciò è altrettanto vera la considerazione opposta che un vino buono ma dal costo proibitivo venga a ragione penalizzato rispetto ad un vino confrontabile per qualita' ma dal prezzo decisamente inferiore.
Ci raccontava un amico che, secondo l'opinione di un famoso esperto, il punto chiave del rapporto qualità/prezzo in un vino (ma forse in generale) è in sintesi che tale rapporto in realtà viene ritenuto significativo dal consumatore fintanto che lo stesso consumatore non giunga a considerare eccessivo o comunque svantaggioso l'esborso richiesto appunto per una bottiglia di quel vino. È un divertente paradosso che ci sembra soprattutto un modo molto simpatico per dire che questo tipo di parametro andrebbe in realtà tarato ... sulle tasche delle singole persone. D'altra parte crediamo anche che statisticamente gli appassionati di vino, dal punto di vista del censo, siano distribuiti in modo abbastanza organico e coerente nel tessuto sociale e dunque, in un contesto di consumo di vino non saltuario, ci verrebbe proprio da dire che la maggior parte dei consumatori medi, per esempio, tra un vino valutato 80 punti e che costa 15 euro ed uno valutato 79 punti e che di euro ne costa 4, il più delle volte (azzardiamo un "due volte su tre"?) comprerà il secondo.
L'ultimo grafico presenta infine il fatidico parametro qualità/prezzo, rapportato al numero di bottiglie prodotte; come già detto, un tentativo da parte nostra di mettere in evidenza chi accompagna l'obiettivo della qualità(accessibile) a quello della quantità. Nel grafico dunque, l'area chiara in alto a destra rappresenta da questo punto di vista la situazione migliore (molte bottiglie con un buon q/p), mentre la zona scura in basso a sinistra riporta la situazione teoricamente opposta (poche bottiglie prodotte, con prezzi alti rispetto al giudizio qualitativo espresso dal panel dei consumatori). In rosso sono evidenziati i primi tre vini classificati nella graduatoria dei consumatori per i consumatori. Per il numero di bottiglie prodotte (peraltro riportato in classifica) si è utilizzata una scala logaritmica per poter riprodurre un grafico con una risoluzione ragionevole.
a cura di Giovanni Ciocca

|