Alcune sere fa, presso la sede di Vin&alia, alcuni
soci ed amici dell'associazione si sono ritrovati per assaggiare
un paio di bottiglie inviateci dall'azienda umbra "I
GIRASOLI DI SANT'ANDREA" che ha sede a Molino
Vitello, presso Umbertide (Perugia). L'azienda, che tra l'altro
ha recentemente dato vita ad una società con la siciliana
"Elorina", fa capo alla famiglia
Gritti, originaria di Venezia e appassionata di vino;
un produttore giovane che sta cercando di creare vini nuovi, partendo
da una grande materia prima come sono le uve di Umbria e nobilitandola
ulteriormente con l'immagine preziosa e autorevole dell'antica
tradizione veneziana di famiglia. Entrambi i vini, infatti, hanno
denominazione tipicamente veneziana, il che potrebbe apparire
strano per dei vini umbri se non si conoscessero le premesse.
Il primo vino assaggiato, dunque, è stato il "Ca'
Andrea" 2000 (a destra nella foto), un
Igt il cui uvaggio è composto da Sangiovese (60 per cento),
Canaiolo (35-37 per cento) e Montepulciano (3-5 per cento). Dopo
un periodo di pre-macerazione di 48 ore a 15 gradi di temperatura,
viene lasciato in macerazione per 10 giorni a 28 gradi. L'affinamento
è di 8 mesi in vasche in acciaio inox seguito da almeno
tre mesi in bottiglia (nel 2000 ne sono state prodotte 10.500).
Di colore rosso intenso non particolarmente carico (con tutta
probabilità il Canaiolo lascia "sentire" la propria
"lievità", almeno in termini di colore), ha avuto
bisogno di alcuni minuti per perdere l'iniziale sensazione di
chiuso, anche se nel complesso i profumi sono comunque risultati,
per la maggioranza dei presenti, non particolarmente freschi.
Decisamente migliori le opinioni una volta messo il vino in bocca,
dove alcuni hanno rilevato una corretta acidità che forse
si sarebbe giovata di un pizzico di struttura in più. Si
potrebbe dire che alla maggior parte dei consumatori che hanno
preso parte a questo assaggio il "Ca'
Andrea" 2000 è parso un vino che ha bisogno
di crescere ulteriormente, di essere in qualche modo "ritarato",
rivisitato in modo da farne un prodotto che rispodna a determinati
criteri o a "generi di consumo". La nostra sensazione,
in altre parole, è che si tratti di un vino non ancora
perfettamente definito e che dovrà scegliere tra una maggiore
facilità di beva per orientarsi verso un pubblico alla
ricerca di vini poco impegnativi o accenturae quei segnali di
complessità (che però non abbiamo letto come perfettamente
compiuti ed equilibrati) se intende affrontare altri tipi di consumatori.
Il secondo vino in degustazione, il "Muda"
2000 (a sinistra nella foto) è anch'esso
un Igt, ma con un uvaggio diverso dal precedente; infatti, accanto
a Sangiovese (70 per cento) e Montepulciano (20 per cento) compare
un 10 per cento di Merlot. È evidente l'impostazione, le
finalità che questo vino si propone. Ma procediamo con
ordine: la vinificazione prevede 48 ore di pre-macerazione a 15
gradi per Sangiovese e Montepulciano, mentre i tempi di macerazione,
a 30 gradi, sono di 20 giorni per queste uve e di 22 giorni per
quelle Merlot. Interessante l'affinamento, che vede Sangiovese
e Montepulciano in inox (cemento per il futuro) mentre il Merlot
trascorre 5 mesi in tonneau. Nel 2000 ne sono state prodotte 15.800
bottiglie.
Dalla scheda tecnica che accompagnava la bottiglia abbiamo appreso
che le "mude" erano antiche imbarcazioni veneziane usate
per il trasporto di merci preziose tra Venezia e Costantinopoli:
questo identifica, in un certo senso, il vino come un benme prezioso,
una "prezosità" sotolineata dal fatto che vengono
indicati 10 anni come invecchiamento minimo. Il colore si presenta
di un bel rosso scuro, quasi cupo; al naso si apre con profumi
di frutta rossa, confettura, anche caramellata e il legno appare
ben dosato, non coprente. Fine anche alla bocca, morbido ed elegante,
potente. L'azione del Merlot affinato in legno si fa sentire e
la maggior parte dei presenti non ha mancato di "appiccicare"
al vino la ormai classica etichetta del "gusto internazionale",
con tutti i pregi (e le limtazioni) che in questa categoria ciascuno
può o vuole vedere ravvisare (e noi di vin&alia
ne abbiamo spesso parlato ...). Nel complesso un vino decisamente
buono, molto aprezzato dai consumatori presenti e che sarà
interessante anche riprovare e rimettere alla prova tra qualche
anno.
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