Eccoci alla nostra ultima degustazione per quest'anno, per
questo 2002 oramai prossimo alla fine.
Per l'occasione abbiamo deciso di evitare i classici "vini
da festa di fine anno" e siamo andati a confrontarci con
quel vino davvero speciale che è lo SFORZATO
(o Sfursat, come vuole la tradizione locale) della Valtellina.
Crediamo sia giusto definirlo "speciale", perché
nasce in un contesto geologico e climatico particolare, prodotto
in condizioni apparentemente ostili per un grande vino da contadini
e vignaioli che ostinatamente hanno impiantato, decennio dopo
decennio, i vigneti in un territorio
letteralmente strappato alla montagna; un vino ancora
oggi prodotto secondo modalità e criteri consolidati da
secoli e che proprio per questo mantiene caratteristiche e peculiarità
uniche, valorizzate anche nei tempi recenti, che ne hanno fatto
uno dei vini nobili dell'enologia del nostro paese e dove la pratica
della forzatura delle uve
(da cui il nome del vino) cioè il loro appassimento in
locali appositi (i fruttai), è uno dei momenti più
significativi in cui l'antica tradizione viene reiterata.
Parlare dello Sforzato significa parlare quindi di una viticoltura eroica fatta di terrazzi
e di muretti a secco, basata sul lavoro duro e sugli sforzi sovrumani
delle genti di queste terre, che hanno davvero modificato nei
secoli la morfologia di un territorio oggi caratterizzato da un
paesaggio unico di reticoli e di geometrie di vigneti disegnati
sul versante retico della Valtellina che è ogni la più
grande area viticola terrazzata d'Italia, terza in Europa dopo
l'Alto Jura ed il Vallese, con le sue 15mila
terrazze conformate da ben 2500 chilometri di muretti
a secco. Un panorama splendido per il viaggiatore che attraversi
la Valle, oggi come nel passato.
Una premessa...
Con la Valtellina fin dalla
nostra nascita abbiamo intessuto un rapporto "preferenziale",
un rapporto di cui abbiamo scelto di costruire una nuova tappa
dedicando una delle nostre degustazioni "consumatori-esperti"
proprio allo Sforzato.
Dunque abbiamo chiesto ai produttori valtellinesi di inviarci
tre bottiglie dell'ultima annata messa in commercio dei loro Sforzati,
e di consegnarle entro il 30 agosto 2002 presso la sede
del Consorzio tutela vini Valtellina che grazie soprattutto
al direttore, Carlo Alberto Panont
ci ha offerto la sua preziosissima collaborazione.
La doppia commissione panel e consumatori si è
riunita venerdì 11 ottobre 2002.
Un pizzico di storia...
La coltivazione della vite in Valtellina caratterizza da sempre
l'agricoltura di questi territori. Secondo alcuni studiosi furono
probabilmente gli Etruschi
ad insegnare le prime tecniche vitivinicole alle locali popolazioni
di ceppo celto-ligure ed evidentemente questo tipo di coltivazione
attecchì e si sviluppò abbastanza rapidamente dal
momento che già in epoca romana
la valle era un importante centro di commercio e di traffico di
vino; Virgilio apprezzava
e celebrava il "vino retico" prodotto in questi luoghi,
mentre Plinio e Strabone
raccontano nelle loro storie di enormi botti di legno
usate in queste terre per conservare il vino. Sembra però
che, in epoca post-romana, furono i monaci
a iniziare la coltivazione della vite secondo tecniche
e modalità più vicine a quello che noi oggi conosciamo.
Essi diedero il via a una profonda opera di bonifica e introdussero
la tecnica dei terrazzamenti per facilitare ed estendere l'impianto
delle vigne. Secondo alcuni studiosi furono proprio loro inoltre
a introdurre la coltivazione del Nebbiolo in Valtellina ( chiamato
Chiavennasca, in loco) che sarebbe diventato la materia prima
più preziosa per produrre il vino in queste terre.
Nel corso del Medioevo la
fama dei vini di questi territori si diffuse ben al di là
delle Alpi, anche perché il notevole tasso alcolico e i
tannini nobili, oltre al clima piuttosto freddo, ne facilitavano
la conservazione e, conseguentemente, la possibilità di
trasporto anche per lunghe tratte senza che la qualità
del vino stesso ne risultasse alterata. Ovviamente, i vini di
queste terre erano rinomati anche al di qua delle Alpi, tant'è
che i Visconti prima e gli
Sforza poi cercarono di mantenere
saldo il controllo di queste terre (e della preziosa bevanda)
attraverso l'elargizione di privilegi e l'esenzione dalle gabelle.
In quell'epoca, il grande Leonardo da
Vinci annotava nei suoi codici che la "Voltolina
valle circundata d'alti e terribili monti, fa vini potenti assai
".
Il vino era ormai definitivamente uno degli elementi attorno a
cui ruotava l'economia della Valle e non è improbabile
che l'occupazione della Valtellina nel 1512 da parte degli svizzeri dei Grigioni sia avvenuta
proprio per la volontà degli invasori di impossessarsi
completamente del monopolio del vino, preziosa fonte di ricchezza,
in un territorio che, sul lato "italiano", comprendeva
la Valtellina e la Valchiavenna. Consci del fatto che la qualità
del vino era un fattore indispensabile per continuare ad alimentarne
la fama (e il commercio), furono proprio gli svizzeri, secondo
alcuni documenti emersi, a introdurre una sorta di prototipo
di disciplinare di produzione, nel quale si imponeva
ai contadini di coltivare solo quelle varietà tradizionalmente
impiegate per la produzione dei vini della valle, ovvero Chiavennasca,
Pignola, Brugnola e Rossola, che sono poi ancor oggi quelle che
vengono indicate nei disciplinari per gli uvaggi del vino di Valtellina.
Venendo specificamente allo Sforzato, risale al periodo di dominazione
dei Grigioni uno dei primi documenti in cui appare una descrizione
di questo vino; Ortensio Lando
un viaggiatore che nel 1550 si trovò ospite di Azzo Besta
in quel di Teglio, così scriveva: "bevei di un
vino detto il vino delle sgonfiate, credo fermamente ch'egli sia
il miglior che al mondo si beva". Secondo il Lando, questo
vino era talmente eccezionale che "l'infermo abbandonato
da medici, et per morto da cari parenti pianto, et solo con il
vino delle sgonfiate essersi risanato". Appare chiaro
che le "sgonfiate" altro non erano che le uve appassite
nei fruttai secondo le tecniche che ancora oggi vengono seguite
per la produzione dello Sforzato.
Più tardi, nel 1616, Giovanni
Guler Von Weineck, ex governatore della regione, nel
suo libro intitolato "Raetia", annotava: "Si
appresta anche un buon vino dolce che viene chiamato passito dalla
maniera con cui i grappoli, dopo essere colti, vengono esposti
sulla paglia per certo tempo, prima di essere pigiati". Divenne
sempre più rinomato un vino liquoroso talvolta chiamato
Aromatico che, secondo le dissertazioni dell'abate
Quadrio (1755) aveva grandissima reputazione un po'
in tutta Europa, fino all'Inghilterra dove aveva ricevuto persino
gli apprezzamenti del re Giorgio I.
Giunti all'Ottocento, vale la pena di ricordare
Cesare Cantù che, parlando della Valtellina
nella sua illustrazione del regno lombardo-veneto, scriveva: "Era
lodato anche il vino sforzato di Tirano, Villa, Bianzone e l'aromatico
che massime a Chiavenna faceasi d'uva appassita e teneasi in botti
che non si svuotavano mai, ma ogni anno si ricappellavano".
Insomma, come si vede una storia fatta di continui riconoscimenti
per un vino nobile che non ha mai smesso di essere apprezzato
dagli uomini di queste terre e non. Vale la pena di segnalare
ancora alcuni eventi importanti nel quadro più generale
della valorizzazione del settore vitivinicolo valtellinese: la
nascita nel 1971 della Fondazione Fojanini,
istituto di studi superiori di enologia, divenuto ben presto punto
di riferimento d'avanguardia per tutti i viticoltori della provincia,
e il riconoscimento della Docg anche
per lo Sforzato, che avviene dunque nel nuovo millennio;
la provincia di Sondrio diviene quindi una delle poche zone vitivinicole
di pregio con due Docg e per di più in un'area di produzione
che supera di poco gli 850 ettari!
Attorno al vino...
Veniamo ora a parlare del vino, lo Sforzato, che abbiamo avuto
il piacere di assaggiare, grazie anche ai dodici
produttori che hanno inviato i loro campioni per la
nostra serata di degustazione e che quindi ringraziamo di cuore:
ci hanno davvero dato la possibilità di assaggiare dei
prodotti molto buoni, così che, mai come questa volta,
è veramente il caso di dire che, almeno per i consumatori,
la graduatoria finale ha rappresentato solo un aspetto secondario
della degustazione, dal momento che la qualità di tutti
i vini bevuti è parsa ai presenti davvero notevole (anche
se, come vedremo, il parere degli esperti è un po' diverso
...).
Vale inoltre la pena di ricordare che ha accettato di partecipare
praticamente la quasi totalità dei produttori di Sforzato,
che per le nostre degustazioni è davvero una ottima percentuale:
ancora grazie, dunque. Tra l'altro, è interessante sottolineare
questo piccolo paradosso valtellinese, che a fronte di poche decine
di produttori/imbottigliatori, peraltro di grandissime tradizioni
(una brochure distribuita dal Consorzio Vini Valtellina, elenca
21 produttori associati), esistono più di 2mila
viticoltori a testimonianza di quanto la cultura (oltre
che la coltura) della vite sia profondamente radicata tra la gente
della Valle.
Prima di parlare più in dettaglio dello Sforzato, diciamo
qualcosa pure sulle varietà, già citate in precedenza,
che entrano nell'uvaggio di questo prezioso vino, rimandando per
un'informazione più completa alla nostra pagina dedicata
appunto ai vitigni. Accanto a varietà come la Brugnola (detta anche Fortana), la
Rossola e la Pignola
destinate a entrare nell'uvaggio in percentuale comunque non superiore
al 5 per cento l'uva fondamentale per lo Sforzato e più
in generale per i vini di Valtellina è il Nebbiolo, o meglio, la Chiavennasca,
come viene chiamata nella valle.
Non è chiaro il periodo storico in cui il Nebbiolo venne
introdotto nella Valle; le notizie certe in merito alla sua diffusione
risalgono comunque "solo" al XVI secolo. Sicuramente
il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio,
in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua
peculiarità "locale", tant'è che la Chiavennasca
è ormai praticamente considerata una sottovarietà
di Nebbiolo, e questo è certo uno dei fattori che contribuisce
a caratterizzare un grande vino come lo Sforzato. Sull'origine
del nome "Chiavennasca",
esistono almeno due versioni diverse: secondo alcuni, deriverebbe
da "ciù venasca", cioè [vitigno]
con più vena, ossia più vigoroso; secondo altri,
significherebbe invece "ciù vinasca",
ovvero che dà più vino.
Lo Sforzato
Ma eccoci allora a parlare finalmente del vino che
abbiamo assaggiato. È dunque il momento di dare qualche
dettaglio sulla produzione dello Sforzato e più in generale
dei vini di Valtellina. La notizia più importante, cui
abbiamo già fatto cenno, è che lo Sforzato è
ormai a tutti gli effetti una Docg:
sulla Gazzetta Ufficiale n. 238 del 10 ottobre 2002, è
stato pubblicato il parere favorevole espresso dal Comitato nazionale
per la tutela e la valorizzazione delle Denominazioni d'origine,
relativo alla domanda di riconoscimento della Docg del vino "Sforzato
di Valtellina" o "Sfursat di Valtellina".
Lo Sforzato, diventa così il prodotto
di punta di una complessa piramide vinicola di qualità
che, in Valtellina, vede alla sommità proprio lo Sforzato
Docg e poi la Docg del Valtellina Superiore, assegnata nel 1998,
con le sue celeberrime sottozone Sassella, Grumello, Inferno e
Valgella, cui si aggiunge la nuova sottozona di Maroggia (25 ettari
nel Terziere di Mezzo, vicino Berbenno) anch'essa da poco riconosciuta.
Alla base della piramide, il Rosso di Valtellina, Doc ottenuta
nell'ormai lontano 1968, ed infine l'Igt Terrazze Retiche. Anche
in questo caso per maggiori dettagli sui disciplinari rimandiamo
alla nostra pagina sulle Docg, realizzata in collaborazione con
l'Enoteca Italiana di Siena.
Allegata come sempre pubblichiamo però anche la scheda
tratta dal sito del ministero della Politiche agricole, relativa
allo Sforzato, che fa ancora riferimento alla Doc istituita nel
1968, ma che comunque concerne i campioni in assaggio nella nostra
degustazione, tutti ovviamente ancora etichettati come Doc, viste
le annate di produzione (tra il 1996 e il 1999).
Valtellina Sforzato o Sfursat Doc
Valtellina
Istituito con decreto del 11/08/1968
Riportato su Gazzetta Ufficiale 25/09/1968, n. 244
Resa uva/ettaro: 100 quintali
Resa massima uva/vino: 60.0 per cento
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 14.0%
Colore: rosso rubino con eventuali riflessi granato
Odore: intenso con sentori di frutti maturi, ampio
Sapore: grande morbidezza, strutturato e di carattere,
con eventuale percezione di legno
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 14.0%
Estratto secco netto minimo: 25.0 per mille
Per completezza alleghiamo anche la scheda tecnica riguardante
il Valtellina Superiore Docg.
Valtellina Superiore Docg Valtellina
Superiore
Istituito con decreto del 24/06/1998
Riportato su Gazzetta Ufficiale 16/07/1998, n. 159
Resa uva/ettaro: 80 quintali
Resa massima uva/vino: 70.0%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 11.0%
Colore: rosso rubino tendente al granato.
Odore: profumo caratteristico, persistente che diviene
piu' sottile e gradevole con l'invecchiamento.
Sapore: asciutto, leggermente tannico, austero, vellutato,
armonico e caratteristico.
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 12.0%
Estratto secco netto minimo: 22.0 per mille
Prima di parlare dei risultati della nostra degustazione, spendiamo
ancora qualche parola sullo Sforzato. Innanzitutto, la resa per ettaro (80 quintali), bassa,
che si trasforma in una resa massima in vino di 40
ettolitri; in pratica una riduzione del 50 per cento,
legata anche ai 110 giorni di appassimento trascorsi dalle uve
nei fruttai, prima della vinificazione, come la tradizione secolare
comanda. Ed è questa ormai una prassi per i produttori
di Sforzato: parlare di rese in vino per ettaro invece che in
uva per ettaro, identifica in realtà un livello di controllo
più stringente che non il solito parametro quintali-uva
per ettaro. In pratica, viene determinata in assoluto la quantità
di vino che è possibile produrre e questo rappresenta automaticamente
un fattore importantissimo che garantisce il controllo
della qualità finale del prodotto, qualità
assicurata anche dal fatto che per lo Sforzato devono essere usate
solo uve di prima scelta.
Lo Sforzato è un vino che più di altri è
legato ad un territorio e alle sue tradizioni e ci sono alcuni
elementi fondamentali che
determinano la peculiarità di questo vino. In primo luogo,
come detto, il vitigno che
si è adattato, quasi ricaratterizzandosi, al territorio.
In secondo luogo, i fruttai,
i locali per l'appassimento delle uve, che devono essere asciutti
e ben areati, che anche per questo non sono a fondo valle ma in
alto, giustificando ancora di più la definizione di "vino
di montagna" spesso attribuita a questo vino.
E poi i lieviti, che sono
indigeni, da secoli sviluppati da ceppi locali senza alcuna contaminazione
o innesto dall'esterno.
La fermentazione, infine,
che comincia in inverno inoltrato ed è quindi lenta, anche
per il lento discioglimento degli zuccheri, e ciò determina
una crescita più equilibrata del vino, che, ricordiamo,
necessita comunque di almeno 24 mesi di maturazione e di affinamento,
prima in legno per almeno un anno e poi in bottiglia, prima di
essere messo in commercio.
Ma rompiamo gli indugi ed eccovi, dunque, la classifica espressa
dal gruppo dei consumatori, affiancata, come sempre, da quella
espressa dal panel di esperti. Di fianco al punteggio espresso
dai consumatori (in rosso, nell'ultima riga del testo dedicato
a ogni campione) potrete trovare (in nero) il punteggio dato dal
panel e, tra parentesi, la
posizione in classifica secondo il panel stesso.
1°
- Valtellina Doc Sforzato 1997
bottiglie prodotte 35mila; prezzo medio
al pubblico euro 16,00
Casa Vinicola Nera
Via IV Novembre, 43 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482631 - fax 0342 483796
info@neravini.com - www.neravini.com
consumatori 90,5; panel 83.1
(1°)
2°
- Valtellina Doc Sforzato "Messere"
1999
bottiglie prodotte 10mila; prezzo medio
al pubblico euro 28,00
Azienda agricola Caven
Via IV Novembre, 43 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482631 - fax 0342 483796
info@neravini.com - www.neravini.com
consumatori 88,5; panel 79.8
(2°)
3°
- Valtellina Doc Sfursat "Fruttaio
Ca' Rizzieri" 1999
bottglie prodotte 23.600; prezzo medio al
pubblico euro 30,00
Casa Vinicola Aldo Rainoldi
Via Stelvio, 128 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482225 - fax 0342 483775
rainoldi@rainoldi.com
- www.rainoldi.com
consumatori 86,5; panel 77.8
(5°)
3°
- Valtellina Doc Sfursat 1999
bottiglie prodotte 82mila; prezzo medio
al pubblico euro 18,00
Casa Vinicola Nino Negri
Via Ghibellini, 3 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482521 - fax 0342 482235
negri@giv.it - www.giv.it
consumatori 86,5; panel 71.6
(12°)
3°
- Valtellina Doc Sfursat 1997
bottiglie prodotte 73 mila; prezzo medio
al pubblico euro 20,00
Casa Vinicola Nino Negri
Via Ghibellini, 3 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482521 - fax 0342 482235
negri@giv.it - www.giv.it
consumatori 86,5; panel 78.2
(4°)
4° - Valtellina Doc Sforzato "Canua" 1999
bottiglie prodotte 36mila; prezzo medio
al pubblico euro 27,00
Conti Sertoli Salis
Piazza Salis, 3 - 23037 Tirano (Sondrio)
telefono 0342 710404 - fax 0342 710428
info@sertolisalis.com
- www.sertolisalis.com
consumatori 86; panel 73.5
(11°)
5°
- Valtellina Doc Sfursat "Vin da ca'" 1997
bottiglie prodotte 40mila; prezzo medio
al pubblico euro 17,00
Plozza Vini
Via San Giacomo, 22 - 23037 Tirano (Sondrio)
telefono 0342 701297 - fax 0342 701297
info@plozza.ch - www.plozza.ch
consumatori 84,5; panel 79.6
(3°)
5°
- Valtellina Doc Sfursat 1999
bottiglie prodotte 6mila; prezzo medio al
pubblico euro 23,00
Casa Vinicola Aldo Rainoldi
Via Stelvio, 128 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482225 - fax 0342 483775
rainoldi@rainoldi.com
- www.rainoldi.com
consumatori 84,5; panel 75.8
(9°)
6°
- Valtellina Doc Sforzato "Tre
Leghe" 1997
bottiglie prodotte 500; prezzo medio al
pubblico euro 16,00
Enologica Valtellinese - Gruppo Italiano
Vini
Via Ghibellini, 3 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482235 - fax 0342 482235
consumatori 84; panel 74.2
(10°)
7°
- Valtellina Doc Sforzato 1999
bottiglie prodotte 75mila; prezzo medio
al pubblico euro 21,00
Casa Vinicola Triacca
Via Nazionale, 121 - 23030 Villa di Tirano (Sondrio)
telefono 0342 701352 - fax 0342 704673
info@triacca.com - www.triacca.com
consumatori 82; panel 76.1
(8°)
8°
- Valtellina Doc Sforzato 1998
bottiglie prodotte 2.500; prezzo medio al
pubblico euro 16,00
Pelizzatti - Gruppo Italiano Vini
Via Ghibellini, 3 - 23030 Chiuro (Sondrio)
telefono 0342 482235 - fax 034 482235
consumatori 79; panel 77.3
(6°)
9°
- Valtellina Doc Sforzato "Tinaia"
1996
bottiglie prodotte 6.400; prezzo medio al
pubblico euro 17,00
Terra di vigne - Cantina di Villa
Via Campagna, 17 - 23030 Villa di Tirano (Sondrio)
telefono 0342 795107 - fax 0342 795107
ccvb@novanet.it
consumatori 78; panel 73.5
(11°)
10°
- Valtellina Doc Sfursat 1997
bottiglie prodotte 2mila; prezzo medio al
pubblico euro 22,00
Fondazione "Fojanini" - Azienda
agricola "La Castellina"
Via Valeriana, 32 - 23100 Sondrio (Sondrio)
telefono 0342 512954 - 0342 513391 - fax 0342 513210
fojanini.segreteria@provincia.so.it
- www.fondazionefojanini.it
consumatori 77,5; panel 77
(7°)
11°
- Valtellina Doc Sforzato "Vigneti
di Spina" 1999
bottiglie prodotte 7mila; prezzo medio al
pubblico euro 23,00
Casa Vinicola F.lli Bettini
Via Nazionale, 68 - 23030 San Giacomo di Teglio (Sondrio)
telefono 0342 786068 - fax 0342 786535
bettvini@tin.it
consumatori 75,5; panel 70.8
(13°)
Il commento alla
degustazione
Siamo così giunti al commento dei risultati
della degustazione. Si evidenzia subito come, una volta tanto,
i consumatori abbiano valutato
i campioni presenti in maniera decisamente più positiva
che non il panel degli esperti. È successo dunque che davanti
a un ottimo riscontro pervenuto dai consumatori si contrappone
una risposta più critica da parte degli esperti. Nel complesso,
quindi, classifiche e giudizi piuttosto diversi, espressi dai
due gruppi e ad onor del vero non è certo una novità.
Vediamo allora cosa è emerso dai due panel di assaggio,
partendo, secondo costume, da quello dai consumatori.
Come sempre, il dopo-degustazione è stato un momento di
confronto tra i partecipanti alla degustazione, durante il quale
i consumatori si sono scambiati commenti e opinioni sui vini appena
assaggiati e valutati. Andiamo a riassumere i punti salienti che
sono emersi nel corso della discussione.
In generale, il livello qualitativo medio dei vini presenti alla
degustazione è stato giudicato decisamente
alto, con punte di assoluta eccellenza; nessun campione
ha preso meno di 75 punti, che per le degustazioni dei nostri
gruppi di consumatori è soglia di assoluto rispetto. Chi
tra i presenti ha partecipato a più di una delle nostre
degustazioni si è persino sbilanciato ad affermare che
è stata probabilmente una delle serate di assaggio più
ricche e positive dal punto di vista della qualità dei
prodotti assaggiati.
Vini nel complesso molto buoni e addirittura ottimi, dove sono
state valutate positivamente caratteristiche tipiche del vino
come la struttura e la potenza, ma anche la morbidezza e l'equilibrio.
Interessante sottolineare come l'alcool, seppur evidente in parecchi
dei campioni assaggiati, sia stato percepito come elemento positivo,
organico e strutturale a un tipo di vino come lo Sforzato, mentre
in altre degustazioni, come per esempio quella della Vernaccia
di San Gimignano, lo stesso elemento, quando recepito come troppo
evidente, era stato considerato quasi come fattore di disturbo.
In questo senso è forse utile aggiungere che a differenza
di altre occasioni, in cui il vino in degustazione risultava poco
conosciuto ai consumatori e, quindi, in alcuni casi le aspettative
potevano discostarsi abbastanza dalle caratteristiche tipologiche
del vino che gli stessi consumatori si accingevano ad assaggiare
in questo caso praticamente tutti i presenti hanno dichiarato
di conoscere lo Sforzato e di aspettarsi quindi, contestualmente,
un vino potente ed alcolico: C'è da pensare che l'alcool
sia stato riconosciuto proprio come uno degli elementi più
identificativi dello Sforzato.
Veniamo ora ad analizzare quanto emerso dai commenti dei consumatori
relativi ai primi classificati tra
i vini in degustazione. Al primo posto della classifica consumatori
si piazza il Valtellina Doc Sforzato 1997 della Casa
vinicola Nera che i consumatori hanno reputato in generale
molto piacevole, morbido, con profumi assai intensi e fruttati;
in bocca è sembrato pieno e potente, anche se non spiccatamente
persistente, con un residuo zuccherino percepito da alcuni tra
i presenti.
In seconda posizione si colloca il Valtellina Doc Sforzato "Messere"
1999 dell'Azienda agricola Caven
(da notare che si tratta di un "marchio" di proprietà
della Nera, che, dunque, fa man bassa delle prime posizioni).
Il colore è stato giudicato molto bello e intenso; i profumi
prevalenti segnalati sono stati quelli della frutta, in particolare
sotto spirito, e al gusto è parso pieno e persistente con
un evidente residuo zuccherino. Un vino equilibrato e morbido,
ma dalla personalità particolare, dal momento che qualcuno
l'ha percepito come abbastanza diverso da tutti gli altri.
Al terzo posto si piazzano ben tre vini: il Valtellina Doc Sfursat
"Fruttaio Ca' Rizzieri" 1999 della Casa
vinicola Rainoldi ed i Valtellina Doc Sfursat 1999
e 1997 entrambi della Casa vinicola Negri.
Il "" è sembrato molto elegante e piacevole,
pieno e morbido in bocca e dai profumi molto accentuati e interessanti.
È parso pure un vino costruito (bene) secondo canoni internazionali,
ma mentre qualcuno l'ha etichettato come "poco tipico",
per altri il legno è sembrato fin troppo evidente e un
tantino eccessivo.
Lo Sfursat 1999 di Negri ha colpito molto per il colore scuro,
intenso, dai riflessi brillanti, forse privilegiando in ciò
più il canone attualmente in voga che non la tipicità
del vino; i profumi sono stati giudicati pieni e persistenti con
note fruttate e di cuoio e sentori leggeri di idrocarburi. Al
palato è parso armonico, morbido, pieno e intenso.
Dal canto suo, lo Sfursat 1997 della stessa azienda, è
piaciuto soprattutto alla bocca dove, secondo i consumatori, ha
rivelato equilibrio e buona presenza alcolica, tanto da fare passare
in secondo piano i sentori di riduzione segnalati da una parte
degli assaggiatori.
La parola agli esperti...
Di diverso tenore quello che emerge dalla degustazione degli esperti,
anche se c'è da sottolineare quantomeno una
sintonia con il gruppo consumatori per quel che riguarda l'ordine
di classifica. Ecco quindi, come sempre, il resoconto redatto
dalla coordinatrice del panel degli esperti, Mirka
Frigo:
"La tipologia Sforzato era nota a tutti i componenti del
panel, che si sono approcciati alla sua degustazione con un'adeguata
"preparazione" e conoscenza.
Come si vede dalla classifica solo un campione ha superato gli
80 punti. Otto campioni si trovano nella fascia da 75 a 80 e cinque
da 70 a 75. Valori non alti, considerando che il valore minimo
nei concorsi per accedere a selezioni ulteriori deve superare
la soglia di 80, ma soprattutto tenendo conto che i ricordi degustativi,
che i componenti del panel avevamo dello Sforzato, erano quelli
di un vino di buono, se non ottimo, livello qualitativo.
Lo scarto + 5 / - 5 è stato necessario per sette dei campioni
degustati, quindi nella metà delle situazioni il panel
si è trovato "allineato" (fatto verificatosi
anche nel caso delle posizioni seconda e terza).
Nelle prime tre posizioni si sono classificati nell'ordine il
Valtellina Doc Sforzato 1997 dell'azienda Nera,
con 83,1 punti; il Valtellina DOC Sforzato "Messere"
1999 del azienda Caven, con
79,8 ; il Valtellina DOC Sfursat "Vin da ca" 1997 dell'azienda
Plozza Vini, con 79,6.
Il primo vino classificato ci ha ben impressionato con il suo
colore rosso rubino tendente al granato. Al naso abbiamo rilevato
profumi di notevole finezza, con una buona intensità e
sviluppo di sentori diversi, tra cui abbiamo riconosciuto piccoli
frutti rossi di bosco, leggere note speziate e leggero ricordo
di vaniglia. Gusto "morbido" anche se avvertita una
gradevole presenza di tannini e la nota alcolica. Il corpo era
ben sentito, così come l'intensità gustativa e la
durata (persistenza) delle sensazioni gustative stesse.
Il secondo campione in graduatoria ha colpito per il colore vino
rosso granato intenso. Intenso ma elegante al naso con piacevoli
note di frutta cotta. Ben avvertiti in bocca i tannini che lo
rendono abbastanza equilibrato anche se con buone chances di evoluzione.
Ritroviamo a livello gustativo la frutta cotta, avvertita all'esame
olfattivo ed una positiva persistenza.
Il terzo arrivato, infine. Vino dal colore rosso granato con riflessi
mattonati. Al naso si presenta abbastanza intenso e con discreto
sviluppo di sentori diversi, tra cui riconosciamo la frutta cotta.
Al gusto abbiamo trovato una discreta esplosione di sapori. Buona
l'acidità e gradevole la sua leggera sapidità. Tannini
ben avvertiti che pregiudicano leggermente l'equilibrio, fatto
tuttavia che ci lascia pensare ad una positiva evoluzione in bottiglia
di questo vino. Buona la "durata" gustativa del vino.
I campioni giunti nelle ultime tre posizioni presentavano una
connotazione olfattiva non positiva (legno non pulito, feccia,
botte vecchia), mentre al gusto hanno tutti e tre denotato una
non gradita nota amarognola con corrispondente lacuna per quanto
riguardava l'armonia."
Prima di passare all'ultimo argomento di questo resoconto vogliamo
segnalare come sui primi due vini classificati
ci sia stata una unanime valutazione da parte dei due gruppi di
assaggio, un fatto che dobbiamo ammettere che non capita di sovente.
Qualità e prezzo
Anche per questa degustazione siamo infine giunti alle usuali
note sul rapporto qualità prezzo
(q/p), che da questo secondo ciclo di degustazioni
sono state introdotte allo scopo di fornire a chi ci segue un
quadro il più possibile esaustivo relativamente al vino
di cui stiamo parlando. È bene ricordare ancora una volta
che nel nostro tipo di valutazione per ogni campione il parametro
"qualità" è rappresentato dal punteggio
assegnato dai consumatori nell'ambito della degustazione, mentre
il parametro "prezzo" è costituito dal prezzo
medio al pubblico della bottiglia che ci viene comunicato dal
produttore e che è riportato nell'elenco-classifica.
Analizzando punteggi e prezzi
riportati, balza subito all'focchio che il valore medio del rapporto
qualità/prezzo per lo Sforzato è abbastanza basso
(4.14) se confrontato con quello di altri vini (per esempio, la
Vernaccia di S.Gimignano aveva fatto segnare un 12.07); considerando
che i parametri qualitativi formulati dai consumatori (i punteggi,
in pratica) sono alti, questo significa che, ahimè, lo
sono anche i prezzi. Certo in considerazione di quello che sappiamo
sullo Sforzato, del contesto, della difficoltà e del rigore
qualitativo in cui esso viene prodotto (il costo di produzione
è necessariamente più elevato che altrove), una
volta tanto probabilmente dobbiamo accettare il fatto che i prezzi
possano apparire alti, in alcuni casi diremmo quasi proibitivi
per un consumatore medio non proprio appassionato di vino. D'altra
parte, la cosa più interessante da notare è che
il vino che presenta il miglior rapporto q/p (5.65) è proprio
lo Sforzato Doc 1997 di Nera,
ovvero il primo in classifica secondo i consumatori e gli esperti.
Dunque, nel contesto di questa degustazione, ottima qualità
e prezzo accessibile per questo vino che oltretutto mostra un
buon volume di produzione (35mila bottiglie), il che dal nostro
punto di vista, ci piace sottolinearlo, rappresenta un ulteriore
fattore di merito nei confronti del consumatore (maggiore reperibilità
sul mercato). Una sorta di vero e proprio "oscar", dunque...
Al secondo posto, nel rapporto qualità/prezzo, troviamo
il Valtellina Sforzato "Tre Leghe"
1997 della Enologica Valtellinese (5.25), per il quale
il prezzo è, nel contesto dello Sforzato, abbordabile,
ma che, visto il numero di bottiglie prodotte (500), rischia davvero
di risultare introvabile. Al terzo posto, nella graduatoria q/p,
risulta infine il Valtellina Sfursat
"Vin da Ca'" 1997 di Plozza Vini. Anche in
questo caso, qualità decisamente alta, buon prezzo e notevole
volume di produzione (40mila bottiglie).
a cura di Giovanni Ciocca
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