Dobbiamo ammetterlo: eravamo abbastanza
prevenuti. Quando ci siamo ritrovati e abbiamo assaggiato i campioni
coperti che avevamo sul tavolo, immediatamente le perplessità
sono diventate palpabili. Sì, perché il gruppo di
consumatori che abbiamo riunito per assaggiare una serie di vini
che abbiamo ricevuto dai rispettivi produttori non parevano essere
troppo entusiasti di trovarsi di fronte a dei Lambrusco.
E ci pare un dato significativo, al di là dei valori realmente
in campo.
Ma procediamo con ordine. Qualche tempo fa abbiamo ricevuto dei
campioni di due Lambrusco prodotti dalla CAVICCHIOLI
di San Prospero di Modena il "Vigna del Cristo"
2001 e il "Col Sassoso" 2000 e come nostra tradizione
abbiamo aspettato una riunione del nostro "panel di consumatori"
per metterli sotto i riflettori. Preparate le bottiglie, eccoci
pronti al momento fatidico e dobbiamo dire che appena i vini sono
scesi nei bicchieri più di qualcuno ha subito intuito la
tipologia, un fatto di per sè positivo e che indica la
"fama" di questo vino.
Da qui, però, i primi commenti francamente poco lusinghieri
e che hanno fatto notare come i consumatori impegnati in una sorta
di "degustazione ufficiale" tendano probabilmente ad
aspettarsi "vini importanti" con cui misurare le proprie
papille.
Perplessità che, dobbiamo dirlo immediatamente, sono state
superate nell'assaggio: tanto le attese parevano essere poco promettenti
quanto in bocca i vini hanno subito portato molti a cambiare la
propria opinione. Per il "Col Sassoso" non sono mancati
giudizi addirittura lusinghieri e una votazione media complessiva
(sempre tenendo presente che parliamo di una "scala di piacevolezza"
con voti che il consumatore può scegliere tra 5 e 10, con
scarti di mezzo punto) che ha raggiunto quota 76,4. Del "Col Sassoso" 2000 (nella
foto in alto, a destra) sono stati immediatamente premiati
il colore, la spuma densa, una certa e inattesa "morbidezza"
e pienezza che i più non si attendevano. Una sorpresa,
dunque, e per di più piacevole.
Giudizi meno lusinghieri per il "Vigna
del Cristo" 2001 (nella foto in alto, a sinistra)
, che si è aggiudicato un 63,5/100 in buona parte dovuto
a un colore ritenuto troppo "scarico" e che non è
piaciuto alla maggioranza dei consumatori. Ritenuto piacevole
("fresco e brioso") al naso, non è piaciuta l'acidità
che lo contraddistingue, giudicata "disarmonica".
Tutti si sono dichiarati "spiazzati" davanti a due Lambrusco
così diversi e questo è sicuramente un preciso segnale
della mancanza di una conoscenza maggiore delle "variabili"
di questo vino tra chi poi lo dovrà (o dovrebbe) comprare
scegliendolo tra gli scaffali, una dinamica di cui ci sentiamo
di investire le aziende produttrici che, come tutte le aziende
italiane e non solo, non investono certo in una maggiore "preparazione"
del consumatore.
La differenza riscontrata tra i due campioni può aver giocato
a svantaggio del "Vigna del Cristo" più del dovuto,
anche se tutti i consumatori hanno comunque definito "a
monte" i vini come prodotti corretti e sicuramente
da apprezzare con precise soluzioni gastronomiche.
Ma veniamo a informazioni più tecniche:
Il "Vigna del Cristo" è prodotto da uve Lambrusco
di Sorbara al 100 per cento raccolte nel vigneto in località
"Cristo", nei pressi degli argini del fiume Secchia,
a nord di Modena.
Vinificato tradizionalmente, la presa di spuma viene innescata
da lieviti selezionati e il risultato è un vino dalla "...
spuma rosea ed evanescente con un colore rosso rubino chiaro con
riflessi violacei. Il perlage è fitto e persistente".
Da bere tra i 9 e gli 11 gradi è sicuramente un vino adatto
ad acompagnare salumi, bolliti, cotechini e altri insaccati cotti.
Nella "scheda ufficiale" del vino viene anche sottolineato
ed è un "esperimento" che prima o poi faremo
che il sapore secco e il buon grado di acidità ne
fanno un accompagnamento ideale anche per fritture di pesce o
di verdure.
Il "Col sassoso" quello
che ha convinto di più i consumatori nasce da un
uvaggio tra Lambrusco Grasparossa (85 per cento) e Lambrusco Fortana
e Malbo Gentile per il restante 15 per cento coltivati nella zona
pedecollinare a sud di Modena.
Sicuramente "marcato" dal Grasparossa di Castelvetro,
il vino risulta essere di buona stoffa e piuttosto strutturato,
quasi un "effetto a sorpresa" dopo una spuma vivace
ed evanescente che si è aperta su di un colore rosso rubino
deciso con accesi riflessi violacei. Contraddistinto da un perlage
piuttosto intenso e da un profumo vinoso, fruttato e fragrante,
è un vino da gustare fresco tra i 9 e gli 11 gradi
e può sicuramente accompagnare non solo salumi, ma
anche una buona serie di primi e secondi, senza trascurare grigliate
e arrosti (non di selvaggina).
Dalla "scheda ufficiale" un altro paio di consigli che
ci hanno incusioristo: "Questo lambrusco ha inoltre una
spiccata attitudine ad accompagnare il pesce preparato al forno
o grigliato (cernia, pesce spada o palombo). Per chi non ha timore
di sperimentare abbinamenti arditi è asolutamente da consigliare
l'inedito, felicissimo accostamento tra il "Col Sassoso"
e ostriche".
Per ulteriori informazioni:
Cantine Cavicchioli
Piazza Gramsci, 9 - 41030 San Prospero (Modena)
telefono 059 812411 - fax 059 812424
www.cavicchioli.it
- cantine@cavicchioli.it
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