Dobbiamo ammetterlo: le Marche riscuotono una nostra attenzione particolare. Basta guardare all'elenco delle degustazioni effetuate in questi cinque anni di vita di vinealia.org per rendersi conto che a questa regione abbiamo guardato con un occhio particolare. E il "merito" non è certo nostro, ma delle continue sorprese che a ogni degustazione ci ha riservato e da cui ogni volta si è rinnovato il desiderio di conoscere di più e meglio i vini di questa terra.
Dobbiamo anche ammettere che parte di questa "responsabilità" è da ascrivere a Giancarlo Rossi, attivissimo e attento direttore di Assivip, l'associazione che riunisce i produttori marchigiani d'eccellenza, che con la sua disponibilità e il suo appoggio non manca di facilitarci il compito e di proseguire nel nostro "viaggio nelle Marche", regione dove non dimentichiamolo delle circa 80mila aziende agricole attive oltre 40mila sono impegnate nel settore vitivinicolo.
Ma veniamo all'oggetto della nostra degustazione, ovvero al VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI e di MATELICA RISERVA, una degustazione stimolata proprio da Rossi al quale avevamo manifestato la nostra sorpresa e il nostro assoluto "piacere" nell'assaggiare alcuni Verdicchio riserva piuttosto "datati" (stiamo parlando di riserve targate 1991, 1992, 1995, solo per fare qualche esempio) che hanno davvero fatto battere il nostro cuore di appassionati consumatori. E dal momento che con Rossi basta una parola e tutto diventa realizzabile, eccoci tornare sul Verdicchio a cui avevamo dedicato una degustazione qualche tempo fa e nel resoconto sono raccolte una serie di informazioni generali e storiche a cui vi rimandiamo per fare in modo che sia il panel degli esperti che il gruppo di consumatori potessero misurarsi con la tipologia Riserva. E diciamo subito che volutamente abbiamo mischiato le carte in tavola, affiancando ai prodotti jesini quelli di Matelica.
Ci siamo trovati di fronte, così, a undici campioni di cui otto dei Castelli di Jesi e tre di Matelica.
Ma prima di procedere chiariamo subito gli elementi più caratteristici delle due denominazioni, riportando quanto recita il volume "La carta dei vini Doc e Docg" edito dalla Enoteca Italiana di Siena.
Verdicchio dei Castelli di Jesi
In una zona che ricade nelle province di Ancona e Macerata e che ingloba anche il territorio del comune di Jesi, da cui prende il nome, con le uve del vitigno Verdicchio e con un'eventuale aggiunta (massimo 15%) di quelle di altri vitigni a bacca bianca, viene prodotto questo vino dal colore paglierino tenue; odore delicato caratteristico; sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.
Gradazione minima: 11,5°.
Uso: da pesce.
Con una gradazione minima di 12,5° e un invecchiamento di almeno ventiquattro mesi, di cui almeno sei in bottiglia, questo vino può portare in etichetta la menzione "riserva".
Viene prodotto anche nel tipo "spumante", che, a sua volta, con una permanenza di almeno nove mesi sulle fecce, può fregiarsi della qualifica aggiuntiva "riserva" , e nel tipo "passito" dal colore che varia dal paglierino intenso all'ambrato; odore caratteristico, intenso; sapore armonico, vellutato, caratteristico. Gradazione minima: 15°. Uso: da dessert.
Se prodotto nella zona originaria più antica, questo vino ha diritto, inoltre, alla specificazione "classico", alla quale possono aggiungersi le menzioni "superiore" (gradazione minima: 12°) e "riserva" (gradazione minima: 12,5°).
Verdicchio di Matelica
Nella zona collinare che ha per epicentro il comune di Matelica (in provincia di Macerata) e si estende sino a Fabriano (in provincia di Ancona), con le uve di Verdicchio, a cui possono essere aggiunte quelle di Trebbiano toscano e di Malvasia toscana, si produce questo vino brillante, dal colore paglierino tenue; odore delicato e caratteristico; sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.
Gradazione minima: 11,5°.
Uso: da pesce.
Il tipo "riserva", con le stesse caratteristiche ma con riflessi verdognoli nel colore, deve avere una gradazione minima di 12,5° e aver subito un invecchiamento di ventiquattro mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve.
Viene prodotto anche nei tipi "spumante" e "passito". Quest'ultimo all'atto di immissione al consumo si presenta di colore che varia dal paglierino all'ambrato; odore caratteristico, etereo, intenso; sapore armonico, vellutato con retrogusto amarognolo caratteristico. Gradazione minima: 15°. Uso: da fine pasto.
E subito aggiungiamo, per vostra comodità, la scheda fornitaci per la nostra sezione vitigni da VCR-Vivai Coooperativi Rauscedo (www.vivairauscedo.com) dedicata al verdicchio, l'uva che è alla base di questi splendidi vini.
Il vitigno Verdicchio
Vitigno di origine antichissima, già conosciuto in epoca romana, si coltiva principalmente nelle Marche e sporadicamente nelle regioni limitrofe.
Descrizione
La varietà è relativamente omogenea, caratteri differenziali riguardano la vigoria e posizione delle gemme fruttifere, forma del grappolo e colore dell'acino. È molto simile al Trebbiano di Soave. Germoglio ad apice espanso, cotonoso, verde-biancastro con sfumature rosate ai bordi, foglioline apicali un po' piegate, di colore verde-biancastro con sfumature rosate, cotonose sulla pagina inferiore. Foglia media, pentagonale, trilobata, lembo leggermente ondulato, verde scuro, cotonosa la pagina inferiore. Grappolo medio, compatto o semicompatto, conico, alato, acino medio, rotondo, di colore verde-giallastro, buccia consistente ed un po' pruinosa; polpa succosa, di sapore semplice, dolce.
Attitudini colturali
Vitigno vigoroso a germogliamento medio-tardivo, tralcio robusto ad internodi medi. Preferisce terreni tendenzialmente argillosi e zone di collina arieggiate e bene esposte per una sana e completa maturazione dell'uva.
Allevamento e potatura
Preferisce forme di allevamento medie e potature lunghe. È difficile che si adatti a forme per la meccanizzazione integrale per la delicatezza dell'uva. Si consigliano le forme tradizionali a controspalliera con adeguati interventi a verde onde evitare attacchi di crittogame al grappolo.
Produzione
Buona e relativamente costante.
Vendemmia
Tardiva. È possibile la vendemmia meccanica anche se lo stacco dell'acino è relativamente difficile.
Resistenza alle malattie
Scarsa la resistenza alle crittogame ed in particolare all'oidio ed alla botrite.
Giudizio organolettico sul vino
Dà un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, piacevolmente amarognolo, snello di corpo, vivo, di sapore asciutto, di profumo sottile e delicato.
Liberato il campo da una serie di informazioni doverose, ci piace aggiungere alcune considerazioni che potrebbero essere d'ausilio agli appassionati meno attenti, ovvero che stiamo parlando di uno dei più importanti vini bianchi italiani nella versione forse più pregiata la Riserva, appunto e che è stato reso famoso in tutto il mondo dalla classica bottiglia ad anfora, che ha sicuramente contribuito in modo forte al successo di questo vino. Un vino che negli ultimi anni è indubbiamente stato al centro di una decisa rivalutazione che ne ha dimostrato la grande versatilità, in quanto oltre alla versione "base", classico, superiore e riserva non manca la possibilità di farne un buon spumante o un ottimo passito. Sia chiaro che non ci schieriamo con quanti paiono voler rinnegare il passato, il fatto che fosse un vino più "facile", perché siamo convinti che se questa stagione non ci fosse stata probabilmente la crescita dei produttori e del prodotto a cui abbiamo assistito in tempi considerevolmente recenti con tutta probabilità non ci sarebbe stata.
Dunque tanto di capello ad Antonio Maiocchi, architetto milanese che disegnò la classica bottiglia ad anfora e a chi l'ha portata in tutto il mondo, così come tanto di cappello ci piace fare a quanti stanno contribuendo ora a percorrere nuove strade. Nuove strade che hanno trovato una precisa e forte conferma nella recente modifica del disciplinare che ha aggiunto, fra le altre, anche la tipologia Riserva, quella che in questa sede attira la nostra attenzione. Ebbene, questa tipologia insieme alle altre raccolte nel nuovo disciplinare e di cui abbiamo fatto cenno ha dimostrato che nello Jesino e a Matelica e dintorni nasce un vino da un vitigno estremamente versatile e che il territorio e il "saper fare" degli uomini rende estremamente versatile. Non ci pare esistano altre aree nel nostro Paese dove da un singolo vitigno emergano vini così diversi e tutti (o quasi tutti, perché qualche eccezione deve pur esserci...) di grande qualità e piacevolezza.
E il discorso vale sia per Jesi che per Matelica, due territori da cui nascono vini simili ma certamente non uguali: in entrambi ben il 90 per cento della produzione e a denominazione di origine controllata (una percentuale altissima), ma le differenze non mancano. Innanzitutto ognuna ha scelto un proprio clone, una propria varietà di Verdicchio (a Matelica viene coltivato il "Verdicchio Matelicese"), senza tralasciare il "peso" del territorio: la vallata di Matelica è l'unica a non discendere verso il mare ma parallela, così da risentire in modo minore della sua influenza climatica. A Matelica, dunque, il clima è più continentale, le rese sono minori, i terreni sono più sciolti e permeabili.
Insomma, siamo di fronte a due mondi con differenze spesso sostanziali e che si riflettono anche nei vini che vi nascono.
La classifica
Ma non indugiamo oltre e andiamo alla classifica della nostra degustazione svoltasi martedì 3 giugno 2003 che, come oramai nota consuetudine, viene presentata secondo l'ordine di preferenza espresso dai consumatori. I voti espressi dal paneld egli esperti, e la posizione determinata nella loro classifica, sono riportati nell'ultima riga del testod edicato a ogni azienda, in rosso, accanto al voto espresso in centesimi dai consumatori. Eccola:
1° - Verdicchio di Matelica Riserva Doc 2000 "Cambrugiano"
bottiglie prodotte: 24mila - prezzo medio al consumatore: 11,00 euro
Belisario - Cantina sociale di Matelica e Cerreto d'Esi
Via Merloni, 12 - 62024 Matelica (Macerata)
telefono 0737 787247 - fax 0737 787263
belisario@belisario.it - www.belisario.it
consumatori 92; panel 80 (4°)
2° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1999 "Vigna Novali"
bottiglie prodotte: 30mila - prezzo medio al consumatore: 10,50 euro
Terre Cortesi - Moncaro
Via Piandole, 7/a - 60036 Montecarotto (Ancona)
telefono 0731 89245 - fax 0731 89237
terrecortesi@moncaro.it - www.moncaro.com
consumatori 85; panel 79 (5°)
3° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Le Giuncare"
bottiglie prodotte: 13mila - prezzo medio al consumatore: 11,00 euro
Monte Schiavo - La Vite
Via Vivaio - 60030 Maiolati Spontini (Ancona)
telefono 0731 700297 - fax 0731 703359
monteschiavo@puntomedia.it - www.monteschiavo.com
consumatori 84; panel 75 (8°)
4° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1999 "San Sisto"
bottiglie prodotte: 15mila - prezzo medio al consumatore: 14,00 euro
Fazi Battaglia
Via Roma, 117 - 60032 Castelplanio (Ancona)
telefono 0731 813444 - fax 0731 814149
info@fazibattaglia.it - www.fazibattaglia.it
consumatori 83; panel 83 (1°)
5° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Romitello delle Mandriole"
bottiglie prodotte: 3mila - prezzo medio al consumatore: 12,50 euro
Colonnara Marche srl
Via Mandriole, 2 - 60034 Cupramontana (Ancona)
telefono 0731 780273 - fax 0731 789610
info@colonnara.it - www.colonnara.it
consumatori 82; panel 73 (9°)
5° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1998 "Villa Bucci"
bottiglie prodotte: 18mila - prezzo medio al consumatore: 26,50 euro
Azienda Agricola Bucci
Via Cona, 30 - 60010 Ostra Vetere (Ancona)
telefono 071 964179 - fax 071 964179
ufficio di Milano: telefono 02 6570558 - fax 02 6554470
bucciwines@villabucci.com - www.villabucci.com
consumatori 82; panel 80 (4°)
6° - Verdicchio di Matelica Riserva Doc 1998
bottiglie prodotte: 13.500 - prezzo medio al consumatore: 9,00 euro
Azienda agricola Bisci
Via Fogliano, 120 - 62024 Matelica (Macerata)
telefono 0737 787490 - fax 0737 787490
bisciwines@libero.it
consumatori 81; panel 81 (3°)
6° - Verdicchio di Matelica Riserva Doc 2000 "Mirum" bottiglie prodotte: 13mila - prezzo medio al consumatore: 15,00 euro
Azienda agricola Fattoria La Monacesca
Contrada Monacesca - 62024 Matelica (Macerata)
telefono 0733 812602 - fax 0733 810593
info@monacesca.it - www.monacesca.it
consumatori 81; panel 82 (2°)
6° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1999 "Serra Fiorese"
bottiglie prodotte: 20mila - prezzo medio al consumatore: 12,00 euro
Casa vinicola Garofoli Gioacchino
Via Arno, 9 - 60025 Loreto (Ancona)
telefono 071 7820162 - fax 071 7821437
mail@garofolivini.it - www.garofolivini.it
consumatori 81; panel 77 (7°)
7° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Plenio"
bottiglie prodotte: 22.800 - prezzo medio al consumatore: 11,50 euro
Azienda Vinicola Umani Ronchi
S.S. 16, km 310+400, 74 - 60027 Osimo (Ancona)
telefono 071 7108019 - fax 071 7108859
wine@umanironchi.it - www.umanironchi.it
consumatori 80; panel 78 (6°)
8° - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Pietrone"
bottiglie prodotte: 4mila - prezzo medio al consumatore: 13,00 euro
Azienda agricola Vallerosa Bonci
Via Torre, 13 - 60034 Cupramontana (Ancona)
telefono 0731 789129 - fax 0731 789808
vallerosabonci@tiscalinet.it - www.vallerosa-bonci.com
consumatori 75; panel 71 (10°)
Alcune valutazioni
Una prima, velocissima scorsa ai dati fa balzare all'occhio qualche primissima considerazione. Innanzitutto ci pare opportuno segnalare che i tre campioni di Matelica si sono fatti valere sia tra i consumatori (che li hanno messi uno al primo posto e gli altri due al sesto parimerito) che per il panel, che li ha collocati in bell'ordine alla seconda, terza e quarta (a parimerito con uno "jesino") posizione della classifica. Nulla da dire: una prestazione che si fa sicuramente notare per i valori espressi nel complesso e sostanzialmente percepiti da entrabi le "compagini di assaggio".
Seconda considerazione è che gli esperti hanno mantenuto la loro abituale "compostezza" e hanno collocato gli undici campioni in corsa in un range di 12 punti, da 71 a 83 centesimi, mentre i consumatori sono stati particolarmente prodighi nei loro voti e il range in cui hanno collocato gli stessi campioni è di poco più ampio (17 punti) ma senza dubbio più "premiante" per la tipologia nel suo insieme, visto che il primo classificato porta a casa uno spettacolare 92/100. Certo, i consumatori non sono avvezzi a classificare "con precisione" un vino, a dargli quel valore che possiamo definire "universalmente riconosciuto", ma ciò non toglie che non sono molti i vini nei cinque anni che organizziamo queste degustazioni che hanno portato a casa simili punteggi. Al di là del dato singolo, relativo al primo classificato, non si può comunque non notare che, sempre per i consumatori, dieci campioni su undici hanno preso da 80/100 in sù e solo uno è rimasto sotto a tale soglia, peraltro con un onorevole 75/100. Anche questo è un dato molto chiaro e che riflette la sostanziale, profonda soddisfazione e l'apprezzamento espresso dai consumatori al termine della degustazione.
La classifica dei consumatori
Entriamo ora più nello specifico della degustazione dei consumatori. Come sempre è interessante rilevare quanto emerso in generale in sede di discussione post-degustazione e dai commenti specifici fatti per i vini assaggiati che, vale la pena sottolinearlo, rappresentavano in buona sostanza l'intero campionario dei più interessanti e quotati Verdicchio Riserva prodotti sul territorio.
Nel complesso è sembrata una tipologia davvero notevole, marcata da caratteristiche aromatiche e di gusto ben definite, risultate nel complesso assai gradite dai consumatori. Si è percepito un vitigno "ricco" e che può offrire molto, in grado di produrre dei grandi bianchi anche da "invecchiamento", secondo una tradizione più consolidata all'estero che non in Italia, dove i bianchi sono spesso considerati come vini che vanno bevuti giovani e non certo serbevoli. Da questo punto di vista, il Verdicchio Riserva rappresenta davvero un vino che potrebbe contribuire ad aprire nuovi orizzonti per il consumatore italiano.
Un altro aspetto interessante è stato, in un certo senso, la "scoperta" di questo vino: il Verdicchio è generalmente visto come vino fresco, piacevole e magari caratterizzato dalla classica bottiglia ad anfora. Intendiamoci quel tipo Verdicchio, come dimostra la degustazione da noi organizzata nella scorsa stagione, è un vino di assoluto interesse nel panorama dei vini bianchi nazionali e non; diciamo però che la versione Riserva ha dato modo di ampliare la percezione di un vino e delle sue potenzialità. Certo va dato atto al Verdicchio "normale" di essere stato il miglior "testimonial" di se stesso, come abiamo già accennato, e di avere raggiunto il grande pubblico dei consumatori grazie a una buona qualità di base e a dei volumi di produzione che le versioni Riserva da noi assaggiate non possono certo vantare.
Ed è stato, quest'ultimo, un altro interessante spunto di discussione: la reperibilità di questa tipologia di vino. Una buona parte dei presenti ha dichiarato che solo in rare occasioni ha avuto modo di assaggiare un Verdicchio Riserva oppure, sempre per fare un esempio, di averlo visto in lista, nella carta dei vini dei ristoranti che frequenta.
Insomma, un dettaglio che abbiamo spesso trattato nelle nostre degustazioni e che da due anni a questa parte cerchiamo di mettere ancor più in evidenza, chiedendo alle aziende di fornirci il numero di bottiglie prodotte per i vini che gentilmente ci offrono in degustazione: la possibilità per il consumatore medio di reperire sul mercato un vino di qualità. Talvolta può essere un impresa non facile. Ne accenneremo ancora più avanti, nell'usuale analisi sul rapporto qualità-prezzo che facciamo per i campioni che vengono degustati.
I primi della classe
Veniamo allora a parlare un poco più in dettaglio della classifica e nello specifico dei primi classificati della nostra degustazione del Verdicchio Riserva.
In prima posizione nella classifica espressa dai consumatori si piazza il Verdicchio di Matelica Riserva Doc 2000 "Cambrugiano", prodotto da Belisario-Cantina Sociale di Matelica e Cerreto d'Esi. Vino di un bel colore giallo intenso, ne è stato evidenziato il profumo armonioso ed elegante nel suo complesso. Alcune note aromatiche poi hanno ricordato a qualcuno dei consumatori presenti persino uve surmature e lievi accenni di muffe nobili, sottolinenando anche inquesto modo l'entusiasmo che ha accolto questa degustazione. In bocca è parso morbido ed equilibrato, ben strutturato e di ottima persistenza. Un vino che ha favorevolmente impressionato, lo ripetiamo ancora una volta, tutti i presenti, senza eccezione alcuna.
Al secondo posto troviamo il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1999 "Vigna Novali" di Terre Cortesi-Moncaro. In questo caso, è stato messo in evidenza il piacevole contributo aromatico, in cui sono stati percepiti sentori minerali, ed è piaciuto molto al palato, dove si rivelato strutturato, potente, con una buona persistenza e un grande equilibrio, con una giusta punta di acidità.
Si aggiudica la terza piazza il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Le Giuncare" firmato da Monteschiavo-La Vite. Di impatto aromatico decisamente simile a quello dei vini precedenti, ma con profumi forse solo un poco più scarichi, è sembrato fresco e giustamente alcolico, persistente e ben strutturato.
Il parere del panel
Ma ecco il "verbale" della degustazione effettuata dagli esperti nella stessa serata in cui è ritrovato il gruppo dei consumatori.
Una degustazione adatta alla stagione calda quella del bianco Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica, nonostante la complessità conferitagli da un evoluzione più lunga rispetto alla tipologia normale e che lo connota come Riserva.
I degustatori più esperti hanno espresso le loro valutazioni numeriche avendo come riferimento la ormai nota scheda del Metod Union Internationale des Oenologues. Questa volta abbiamo reintegrato la metodologia di dividere il totale, ottenuto per ogni singolo prodotto, per il numero dei partecipanti, togliendo quindi le valutazioni che si discostavano di + 5 o - 5 punti.
Da una rapida scorsa della classifica emersa dai giudizi del panel si nota come cinque degli undici vini esaminati abbiano raggiunto la media di 80 punti, risultato che considerando la parsimonia del panel è un giudizio, a cui guardare con interesse.
Gli altri campioni si posizionano da 79 a 71 punti e su quest'ultimo punteggio esprimeremo in seguito alcune considerazioni.
Come di consuetudine qualche appunto sui tre vini saliti sul podio:
È il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 1999 "San Sisto" di Fazi Battaglia il primo classificato con 83 punti. Tipico il suo colore giallo paglierino con buona presenza di materia colorante, che gli da intensità. Eccellente la finezza al naso con persistenza lunga, che ci permette di avvertire la mela e la pesca matura, scoprendo pian piano il pompelmo e sentori balsamici. In bocca si avverte bene la nota alcolica e una leggera sapidità con, nel complesso, un buon equilibrio. A un "naso" intrigante si abbina quindi con piacere un impatto gustativo estremamente gradevole.
Con 82 punti troviamo al secondo posto il Verdicchio di Matelica Riserva Doc 2000 "Mirum" dell'Azienda agricola Fattoria La Monacesca. Il colore giallo paglierino non intenso ci sorprende per i riflessi tendenti al dorato. Molto interessante al naso, dove l'ottima finezza ci lascia percepire i profumi di pera non matura e sentori di pompelmo. In bocca l'intensità media offre un vino delicato, di buon corpo, gradita sapidità e freschezza, equilibrata dalla presenza alcolica. Il retrogusto è di positivo e gradevole amaricante. Nel complesso lo abbiamo trovato equilibrato e molto piacevole.
Il vino che guadagna con 81 punti il terzo posto è il Verdicchio di Matelica Riserva Doc 1998 dell'Azienda agricola Bisci. Il suo colore è giallo paglierino con buona intensità. Olfatto di media intensità con sentori di pera e mela renetta, di agrumi e con avvertite note di vaniglia. Intenso in bocca, con gradita sapidità e buona persistenza. Il retrogusto ci porta a pensare che il vino abbia avuto un'evoluzione in legno piccolo. Abbiamo apprezzato la corrispondenza naso-bocca.
Il campione, che in base ai punteggi, viene a posizionarsi in ultima posizione è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Doc 2000 "Pietrone" dell'Azienda Agricola Vallerosa Bonci.
Non è finalità del panel essere giudici o oracoli, ma semplicemente di esprimere una valutazione che va al di la del puro piacere, che si prova assaggiando un vino, ecco perché desideriamo spiegare il motivo di questa valutazione: il vino si presenta con un colore giallo paglierino. Avvicinandolo al naso avvertiamo una decisa evoluzione, che sembra nascondere una leggera e non gradita ossidazione, dopo di che avvertiamo note dolci di miele. Il miele ritorna alla prova "bocca", accompagnato da evidente presenza alcolica e da un retrogusto di non gradito amaricante.
Concludendo possiamo dire che ci siamo avvicinati con estremo interesse ai Verdicchio Riserva, curiosi di vedere e di provare come i bianchi invecchiano. Quasi tutti i Verdicchio degustati (ricordiamo, rigorosamente alla cieca) hanno superato la barriera di un periodo di evoluzione con ottimi risultati, forse in taluni casi, supportati dall'uso del legno piccolo, che tuttavia non ha invaso in modo non piacevole le caratteristiche del vitigno. Dal confronto, non fatto in questa sede, con il Verdicchio "base", possiamo concludere, che il vitigno ben si presta a una evoluzione, da effettuare sotto costante controllo, per evitare l'emergere di note ossidate.
Apprezziamo il Verdicchio anche perché ci porta subito alla mente un territorio, quello marchigiano, i cui vini meritano una sempre maggior promozione e valorizzazione.
Il rapporto qualità-prezzo
In conclusione qualche breve nota sul rapporto qualità-prezzo, come sempre facciamo. Ricordiamo ancora che vogliamo dare una indicazione al consumatore che tenga conto non solo della qualità del vino (rappresentata, nel nostro caso, dal punteggio assegnato dai consumatori ai campioni degustati) ma anche dell'"onere" che il consumatore deve sostenere per procurarsi quel vino, ovvero quanto deve spendere per poterlo assaggiare (in questo caso il fattore è il prezzo medio al consumatore, dato che ci viene fornito dagli stessi produttori).
Il vino che offre il miglior rapporto qualità-prezzo è risultato il Verdicchio di Matelica Doc 1998 dell'Azienda agricola Bisci; il q/p di 9 è il risultato di un ottimo punteggio ma pure di un costo, 9 euro, che è ben al di sotto del prezzo medio calcolato tra tutti i campioni in degustazione, ovvero 12,16 euro. Subito a ridosso, a confermare anche in questo ambito il successo già ottenuto nella classifica generale, il "Cambrugiano" Doc 2000 di Belisario-Cantina Sociale di Matelica e Cerreto d'Esi, con un q/p di 8,36 e il "Vigna Novali" Doc 1999 di Terre Cortesi-Moncaro con un q/p di 8,09. Quest'ultimo vino va pure segnalato per quel che riguarda la reperibilità del prodotto, dopo aver detto che in generale i volumi di produzione sono abbastanza limitati: con 30mila bottiglie prodotte il "Vigna Novali" precede proprio il "Cambrugiano" che produce invece 24mila bottiglie. Insomma per questi due vini davvero molte soddisfazioni.
E chiudiamo con una osservazione emersa quasi unanimemente dai consumatori quando, terminata la degustazione alla cieca, sono state annunciate le notizie circa tutti i vini in degustazione. Ebbene, tutti si sono dimostrati piuttosto sorpresi dai prezzi, ritenuti "bassi" rispetto alle sensazioni provate. Insomma, un ulteriore freccia al'arco di questo verdicchio che non solo ha dimostrato versatilità e capacità di affrontare con grande dignità e spazi di "elevazione" il trascorrere del tempo, ma che può essere acquistato a prezzi molto interessanti.
Luca Rossetti
con la collaborazione di Giovanni Ciocca e Mirka Frigo
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