Edizione 2007. Siamo nuovamente a Lucca, per la settima edizione di ANTEPRIMA,
la manifestazione, organizzata dall’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana,
le date sono quelle dell’anno precedente, 27 e 28 maggio. A nostra disposizionei
79 vini, tutti ovviamente degustati, lasciando alla fine gli assaggi en primeur
(altri 78 vini) dei quali, per motivi di tempo, abbiamo assaggiato solamente pochi
campioni (23) e soprattutto in modo palese.
Per quanto riguarda l’associazione Grandi Cru della Costa Toscana,
i motivi della sua nascita, i suoi scopi e finalità vi rimandiamo all’articolo
scritto l’anno scorso, qui evidenziamo solamente il fatto che a fronte
di nove aziende uscite, ne sono entrate 16 nuove, portando il totale degli associati
a quasi 80, con una produzione che supera ormai i 6,5 milioni di bottiglie.
Come vedrete poi dalla cronaca delle degustazioni, alcune di queste aziende
appena entrate si sono subito fatte notare per la qualità dei vini presentati.
Per quanto riguarda alcune considerazioni generali sui vini degustati dobbiamo
dire che la provincia che più ci ha entusiasmato è quella di Livorno,
che ha presentato 16 campioni: 10 Doc Bolgheri, di cui 7 Superiori, 3 Igt Toscana
e 3 Doc Val di Cornia, non era disponibile il Bolgheri Sassicaia, pur presente
nella lista; ben 13 di questi vini sono stati valutati con un punteggio superiore
agli 85 punti, e uno ha superato i 90, fornendoci quindi una prestazione di
grande uniformità e di qualità globalmente più che positiva.
Molto interessante anche la batteria dei vini della provincia di Grosseto,
23 campioni la maggior parte dei quali presentati come Igt Maremma Toscana (14),
5 erano Doc Morellino di Scansano, di cui uno Riserva e 4 appartenevano alla
Doc Montecucco; valutazioni abbastanza omogenee con qualche vertice che ha lambito
i 90 punti.
Risultati abbastanza omogenei anche per i 16 campioni della provincia di Lucca,
10 Igt Toscana e 6 Doc Colline Lucchesi, qui non si raggiungono punteggi altissimi,
se non in un caso, mentre in un altro la valutazione non raggiunge gli 80 punti.
Solamente due i vini della provincia di Massa, di cui uno veramente
interessante e curioso, si tratta del Massaretta 2004 dell’azienda Cima,
prodotto appunto con uve Massaretta, un’antica varietà locale famosa
nella prima metà del ‘900 per la sua capacità di macchiare,
data la sua intensità colorante, i banconi di marmo delle osterie della
zona; questo vitigno, riscoperto e riproposto utilizzando le moderne tecniche
enologiche ha fornito, nell’interpretazione di Cima, un vino dal color
rubino luminoso; pulito al naso, di media intensità olfattiva e con note
di frutta speziata; di buona struttura in bocca e buona persistenza gustativa,
con un piacevole finale amarognolo (85-86 punti).
La provincia di Pisa è quella che globalmente ci ha
più deluso, a parte pochi casi di vini interessanti, la maggior parte
erano prodotti con poca personalità, in questa batteria abbiamo notato
in più campioni dei sentori pungenti, di smalto e di acetone non proprio
eleganti. 21 i vini in assaggio, 17 Igt Toscana, due Doc Montescudaio, un Doc
Colli Etruria Centrale e un Docg Chianti; ben 6 vini non sono stati ritenuti
degni degli 80 punti e su almeno un paio non ce la siamo sentita di esprimere
un giudizio.
Un’analisi approfondita dei vitigni utilizzati è molto ardua da
stilare, essendoci un’eterogeneità e una variabilità estrema
da provincia a provincia e da produttore a produttore; se nel grossetano se
la giocano più o meno alla pari, in termine di numeri, il Sangiovese
ed il Cabernet Sauvignon, in provincia di Livorno, dove la maggior parte dei
prodotti arrivano dal bolgherese, il Sangiovese è praticamente assente;
ritorna invece prepotente nei vini lucchesi, dove si trova anche una notevole
presenza di Syrah; grande variabilità invece nel pisano, con buona presenza
di Sangiovese e sporadiche apparizioni dei classici vitigni toscani, Ciliegiolo
e Colorino.
Ma vediamo ora alcuni commenti sui vini che abbiamo assaggiato, ovviamente forniremo
solamente un sunto di quelli ritenuti più interessanti, divisi per provincia
e per tipologia; alcuni di questi prodotti erano già stati da noi degustati
in recenti occasioni, circa un mese fa eravamo infatti a Bolgheri per la presentazione
delle nuove annate, potete leggere le recensioni nell’articolo “Bolgherese:
le nuove annate”; mentre il 26 maggio eravamo a Cecina per un’altra
manifestazione “ Costa Toscana Wine & Food” di cui potete legegre
in un altro articolo; interessante è dunque
poter fare il confronto con i giudizi espressi in varie occasioni, dove si possono
riscontrare le variabili dovute alla soggettività del degustatore, al
suo stato d’animo, alla sua condizione fisica e psicologica, alla sua
freschezza o stanchezza, oltre ovviamente alla diversa bottiglia assaggiata.
Per rendere il più obiettivo possibile il giudizio espresso, ricordandovi
ancora una volta, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo, che si tratta di valutazioni
estremamente personali, abbiamo diviso gli assaggi in due tornate, domenica
mattina e lunedì mattina, in modo da non stancare eccessivamente il palato;
i primi vini assaggiati nella tornata di domenica mattina erano leggermente
freschi come temperatura, e quindi a volte abbiamo evidenziato un impatto tannico
un poco aggressivo.
Provincia di Grosseto, Igt Maremma
Toscana: su tutti spicca l’Avvoltore 2004, di Moris Farm,
75% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon e 5% Syrah, dal colore rubino violaceo;
pulito ed elegante al naso, con leggere note vegetali dove riconosciamo il peperone;
elegante anche in bocca, dove ritroviamo piacevolmente il peperone; questo vino
lambisce i 90 punti (89+).
Nectar Dei 2005, di Fattoria Nittardi, Cabernet Sauv., Merlot
e Syrah la composizione, intenso il colore, ancora violaceo, nel bicchiere si
muove lentamente, dando l’idea di grande estratto; alcolico al naso, con
sentori di frutta matura e leggera speziatura; notevoli in bocca sia il corpo
che il tannino, vino muscoloso (85+).
Poggio Bestiale 2005, di Fattoria di Magliano, 50% Merlot ed
il rimanente suddiviso tra Cabernet Sauvignon e Franc; dal colore violaceo intenso;
leggere note surmature al naso, speziato, sentori di cuoio e tabacco; in bocca
notevoli la struttura, l’alcolicità ed il tannino (85 punti).
Ampeleia 2004, dell’omonima azienda, appena entrata nell’associazione,
vino composto per il 70% da Cabernet Franc e Sangiovese, più un 30% di
uve non specificate, violaceo profondo il colore; naso pulito e di buona eleganza,
sentori di frutta matura e prugna secca; di media struttura e dal tannino asciutto
(85 punti).
Doc Montecucco Sangiovese: Poggio d’Oro 2004, di Le Calle,
azienda che non conoscevamo, Sangiovese in purezza dall’intenso colore
rubino granato; pulito il naso, di media intensità, con note di confettura;
pulito anche in bocca, dove entra con leggera aggressività, asciutto
il tannino e buona la persistenza (87+).
Collemassari 2004, tipologia Riserva, di Collemassari, Sangiovese
80%. Ciliegiolo 10% e Cabernet Sauv. 10%, granato intenso il colore; frutta
matura speziata e tabacco al naso; pulito ed asciutto in bocca, piacevolmente
amarognolo, buona la Pai (86 punti).
Doc Morellino di Scansano: Laire 2004, di Bruni Paolo, altra
azienda che non conoscevamo, Sangiovese 85%, Syrah 15%, violaceo il colore;
pulito ed intenso il naso, con sentori di frutta matura speziata; grande struttura
in bocca, tannino potente ma elegante, speziatura netta (pepe), legno abbastanza
percepibile, lunga la persistenza (85-86 punti).
Provincia di Livorno, Doc Bolgheri:
qui troviamo il vino che più ci ha stupito, Borgeri 2006, prodotto da
Giorgio Meletti Cavallari, giovane figlio di Piermario, padre
del Grattamacco; azienda nata nel 2002 e che ci colpisce per la qualità
raggiunta in così poco tempo; il vino è composto da 40% Cabernet
Sauvignon, 40% Merlot e 20% Syrah, rubino brillante il colore; pulito il naso,
con intense note di cioccolato fondente, frutta matura, naso che abbiamo trovato
molto bello; pulito anche in bocca, con frutta leggermente speziata, certamente
un vino di non estrema complessità, d’altra parte è molto
giovane, ma di grandissima piacevolezza (90+).
Grattamacco 2004, tipologia Superiore, di Podere Grattamacco,
65% Cabernet Sauv., 20% Merlot e 15% Sangiovese, dal colore granato non molto
carico; elegante il naso, balsamico, mentolato; un poco magro in bocca, con
tannino presente ma piacevole (89++).
Varvara 2005, tipologia Superiore, di Castello di Bolgheri,
Cabernet Sauvignon e Franc più Merlot la composizione, dal colore granato
non molto carico; naso poco intenso ma pulito; non molto strutturato ma di buona
eleganza in bocca, con piacevoli note vegetali di peperone (89+).
Sapaio 2004, tipologia Superiore, di Podere Sapaio, Cabernet
Sauvignon e Franc, Merlot e Petit Verdot il blend, profondo il colore, ancora
violaceo; di media intensità olfattiva, ampio ed elegante, frutta speziata,
tabacco, cuoio, cioccolato; di buona struttura ed eleganza in bocca, asciutto
e di buona persistenza (89 punti).
Tam 2004, tipologia Superiore, di Batzella, azienda della quale
abbiamo recentemente scritto in merito alla degustazione dei vini di Bolgheri,
piacevolissima riconferma, il vino è un blend di Cabernet Sauvignon e
Franc, granato luminoso il colore; elegante al naso, con note vegetali di peperone;
elegante e piacevole in bocca, con evidenti note di peperone verde (88+).
Argentiera 2004, tipologia Superiore, di Tenuta Argentiera,
Cabernet Sauvignon, Franc e Merlot; dal colore granato luminoso; intenso al
naso, con sentori di frutta matura speziata; buona la struttura in bocca dove
ritroviamo la frutta matura speziata, piacevolmente amarognolo il finale (88+).
Arnione 2004, tipologia Superiore, di Campo alla Sughera, altra
riconferma, Cabernet Sauv. e Franc, Merlot e Petit Verdot, profondo il colore,
con ricordi rubino; di buona intensità olfattiva, alcolico; buono il
frutto in bocca, leggermente speziato, lunga la persistenza (87-88 punti).
Potremmo ovviamente continuare con i vini del bolgherese, veramente di ottima
qualità, ma l’esposizione diverrebbe troppo lunga, passiamo quindi
all’ Igt Toscana, dove abbiamo scoperto, non lo conoscevamo, l’Orma
2005, di Podere Orma, un blend di Cabernet Sauvignon 40%, Merlot
30% e Cabernet Franc 30%, dal colore granato molto intenso; molto pulito al
naso, di buona intensità e con note di frutta rossa; buona la struttura,
tannino molto piacevole e buona persistenza (89-90 punti).
Della Doc Val di Cornia Suvereto ci piace citare il I’Rennero, di Gualdo
del Re, Merlot in purezza, dal colore violaceo cupo; di buona intensità
olfattiva con sentori di tabacco; notevoli in bocca sia la struttura che il
frutto, leggermente speziato, muscoloso (87--).
Provincia di Lucca, Igt Toscana:
sopra tutti mettiamo il Nero della Spinosa 2004, di Colleverde,
Syrah in purezza, dal colore rubino violaceo; alcolico al naso, con frutta leggermente
macerata e leggera speziatura; intenso e molto pulito in bocca, dal buon frutto,
non estremamente complesso ma piacevolissimo (86-87 punti).
I Pampini 2004, di Fattoria di Fubbiano, ricordiamo questo
vino come il più interessante nella manifestazione dello scorso anno,
Sangiovese 95% e Teroldego 5%, dal colore granato; elegante al naso, con note
di cuoio e tabacco; elegante anche in bocca, note balsamiche, non molto strutturato
e di media persistenza (85+).
Cercatoja Rosso 2003, di Fattoria del Buonamico, 40% Sangiovese,
305 Cabernet Sauvignon, 20% Merlot e 10% Syrah, granato il colore; intenso al
naso, fruttato e vegetale; frutta speziata in bocca, pepe, abbastanza lungo
(84++).
Con 84 punti citiamo il Cabernet 2004 di Fattoria Montechiari
e l’Esse 2004 di Fattoria La Torre.
Doc Colline Lucchesi: Fabbrica di San Martino 2005, dell’omonimo
produttore, vino dalla complessa composizione, Sangiovese, Syrah, Merlot, Canaiolo
e Malvasia Nera, dal colore rubino granato; di buona intensità olfattiva,
con note di frutta macerata; piacevole speziatura in bocca ed altrettanto piacevole
nota amarognola, buono il tannino (84-85 punti).
Tenuta di Valgiano 2004, dell’omonimo produttore, Sangiovese
60%, Syrah 20% e Merlot 20%, rubino granato il colore; alcolico al naso, frutta
matura, amarena; notevole struttura in bocca, alcolico, buono il tannino, discreta
l’eleganza e buona la Pai (84 punti).
Infine la provincia di Pisa, dove
abbiamo trovato interessanti entrambi i vini della Doc Montescudaio: Rosso delle
Miniere 2004, di Fattoria Sorbaiano, Sangiovese 60%, Cabernet
Sauvignon 30% e Malvasia Nera 10%, rubino violaceo cupo il colore; pulito al
naso, con note di frutta matura e leggera ciliegia sotto spirito; intenso e
strutturato in bocca, con buon frutto (85 punti).
La Regola 2004, di Podere La Regola, Cabernet Sauvignon 85%
e Merlot 15%, da colore granato carico; di media intensità olfattiva,
con sentori di frutta speziata; pulito in bocca, di media struttura e dal piacevole
tannino ( 84-85 punti).
Igt Toscana: iniziamo dal Caiarossa 2004, dell’omonima
azienda, complesso blend di Merlot 33%, Cabernet Sauv. e Franc 33%, Sangiovese
22%, Petit Verdot 6% e Alicante, rubino violaceo profondo il colore; intenso
ed alcolico al naso, con sentori di prugna secca; intenso in bocca, con alcol
notevole, buon frutto e tannino asciutto (84++)
Beccacciaia 2004, di Pakravan Papi, Merlot in purezza, granato
intenso e luminoso il colore; di media intensità olfattiva, con note
di caffè, tabacco e cuoio; legna abbastanza percepibile in bocca (84
punti).
Olmata 2004, di Pagani De Marchi, Sangiovese 40%, Cabernet
Sauv. 30% e Merlot 30%, da colore violaceo; un poco pungente al naso, con sentori
di smalto e frutta matura; pulito in bocca e con un buon frutto (84 punti).
Chiudiamo infine con il Dulcamara 2004, di I Giusti e Zanza,
un classico taglio bordolese, 70% Cabernet Sauvignon e 30% Merlot, dal colore
violaceo profondo; al naso presenta frutta matura speziata, prugna secca, cannella,
amarene sotto spirito; in bocca è alcolico e di buona struttura, il frutto
è un po’ troppo maturo (84--).
Passiamo ora alle prove di botte, ossia agli assaggi dei vini
ovviamente non pronti, dell’annata 2006; come dicevamo all’inizio,
solamente poche degustazioni, per questioni di tempo, e soprattutto non alla
cieca, il che rende più discutibile la valutazione fornita, essendoci
la possibilità di lasciarsi influenzare dal nome, anche se come sempre
cerchiamo di rimanere il più obiettivi possibile; menzioniamo solamente
i prodotti ritenuti più interessanti senza fare considerazioni sui vitigni
utilizzati e sui colori dei vini, ricordiamoci che sono ancora in fase di evoluzione.
Non avendo assaggiato molti prodotti non ce la sentiamo di trarre conclusioni
globali sull’annata, riportiamo quindi quello che ci è stato fornito
dall’associazione in merito all’andamento climatico e alle loro
ipotesi su quello che sarà in grado di fornire nel tempo l’annata
2006, ricordando che, trattandosi di una zona molto vasta, previsioni globali
sono sempre azzardate.
“Inverno generoso in fatto di pioggia, primavera fresca che ha rallentato
il germogliamento. Giugno e luglio con temperature elevate che hanno fatto temere
un’annata simile a quella del 2003. Agosto tendenzialmente fresco, con
soleggiamento ottimale e buoni sbalzi termici giorno- notte, con conseguente
ottimale fissaggio degli aromi. Settembre caldo con buone escursioni termiche
e qualche pioggia. Maturazione ottimale con uve sane e bucce ricche di colore.
Sostanzialmente l’annata 2006 potrebbe fornire vini qualitativamente superiori
sia al 2004 che al 2005”. Caratteristiche climatiche leggermente
diverse per la provincia di Lucca, dove viene comunque prevista “una grande
annata”.
Le degustazioni:
Provincia di Grossetto: Igt Maremma
Toscana Cupinero, di Col di Bacche, naso poco intenso ma di
grande pulizia; bel frutto speziato in bocca (87-88 punti).
Morellino di Scansano Capatosta, di Poggio Argentiera, notevole
il frutto al naso, marasca e prugna matura; intenso e di notevole struttura
in bocca, leggermente marmellatoso ma con buon tannino (85++).
Igt Maremma Toscana Avvoltore, di Moris Farm; elegante e discreto il naso, con
sentori di frutta speziata; pulito in bocca, dove ritroviamo la frutta speziata
e note di pepe (85+).
Provincia di Livorno: Doc Bolgheri
Superiore Grattamacco, di Podere Grattamacco, prugna secca
al naso, con note speziate di chiodi di garofano, naso veramente notevole; buono
il corpo, notevole il frutto in bocca, tannino presente ma non fastidioso (88+).
Doc Bolgheri Superiore Arnione, di Campo alla Sughera, frutta
matura e marmellata al naso, con leggere note speziate, anche in questo caso
il naso ci è molto piaciuto; già morbido in bocca, seppur con
tannino presente (88 punti).
Doc Bolgheri Superiore Sapaio, di Podere Sapaio, dal naso non
molto intenso ma pulito e di buona eleganza, note di frutta rossa matura; buon
frutto con accenni di liquirizia in bocca (88 punti).
Doc Bolgheri Superiore Tam, di Batzella, ancora vinoso al naso,
non molto intenso ma di buona eleganza; intenso in bocca, dal notevole frutto
e con tannino elegante (87-88 punti).
Provincia di Lucca: Igt Toscana
Cercatoja Rosso, di Fattoria del Buonamico, dal bel naso, pulito,
con sentori di frutta fresca, un poco alcolico; frutta rossa in bocca, di non
grande struttura ma di notevole pulizia (85-86 punti).
Provincia di Pisa: Doc Montescudaio
La Regola, di Podere La Regola, di media intensità olfattiva,
con bel frutto maturo; buono il frutto anche in bocca (85++).
Igt Toscana Nambrot, di Tenuta di Ghizzano, molto pulito il naso,
con note di frutta matura speziata; notevole il frutto in bocca con tannini morbidi
ed asciutti, non molto strutturato (85++).
Igt Toscana Dulcamara, di I Giusti e Zanza, di buona intensità
olfattiva, frutta matura, amarena e prugna; notevole l’impatto in bocca,
con finale leggermente amarognolo (84+).
Doc Colli dell’Etruria Centrale Vignaalta, di Badia di Morrona,
naso non molto intenso ma piacevole; del frutto in bocca, con tannino leggermente
aggressivo (84 punti).
Lorenzo Colombo
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