Giunta alla sua 28° edizione e notevolmente cambiata nel corso degli anni,
la SETTIMANA ENOLOGICA, dedicata ai vini di Montefalco, Sagrantino
in primis, si è svolta quest’anno dal 20 al 23 Settembre, coinvolgendo,
oltre Montefalco – bellissimo borgo medioevale che da il nome al vino
– anche gli altri quattro comuni interessati nella produzione di questo
prodotto, che nell’arco di pochissimi anni si è posto all’attenzione
degli amanti della bevanda di Bacco di tutto il mondo: Bevagna, Castel Ritaldi,
Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo.
Quattro giorni intensi, densi di eventi, dedicati sia al grande pubblico di
amanti del vino che – con un apposito programma - agli addetti ai lavori,
tra cui molti rappresentanti della stampa, anche straniera; oltre alle classiche
degustazioni, visite alle cantine ( in alcune erano stati predisposti programmi
molto particolari di cui riferiremo in seguito). Molto interessante il Sagrantino
Film Festival, dedicato quest’anno al grande regista Mario Monicelli,
con la proiezione di alcuni suoi films; concerti di musica
jazz, classica, gospel; passeggiate tra i vigneti a cavallo e in bicicletta;
tour enologico-culturali in bus, abbinamenti sigaro toscano-sagrantino, degustazioni-confronto
con altre tipologie di vini; l’esposizione di etichette “Il
Sagrantino disegnato”, l’etichetta di quest’anno
è stata ideata da Altan, creatore della Pimpa; un programma, insomma,
che per essere elencato tutto richiederebbe più pagine.
Noi di vinealia siamo giunti a Montefalco nel pomeriggio di giovedì 20
settembre e ci siamo quindi persi il talkshow “La comunicazione
del vino e dintorni: è tempo di rivoluzioni”; non però
l’apertura ufficiale della Settimana Enologica, con interventi del sindaco
di Montefalco, Valentino Valentini e del Sottosegretario al Commercio Internazionale,
Mauro Agostini.
Valentino Valentini ha dato particolare risalto agli sforzi
compiuti in questi ultimi anni, per incrementare la qualità del prodotto
con una revisione del disciplinare che prevede tra l’altro più
basse rese per l’annata 2007; è stata inoltre richiesta la fascetta
ministeriale anche per il Montefalco Rosso Doc, e questo da la possibilità
di avere un controllo più preciso sui prodotti commercializzati e rende
possibile la loro tracciabilità; si sta cercando inoltre di rendere più
equo il pagamento delle uve ai vignaioli conferenti, suggerendo dei prezzi indicativi
delle stesse.
Venerdì mattino, presentazione dell’annata 2004 di Sagrantino di
Montefalco, ad opera di Luca Maroni e dell’enologo Stefano
Chioccioli; dopo la descrizione del favorevole andamento climatico
dell’annata, con assegnazione delle quattro stelle ad opera del consorzio
“Una primavera fresca e buone piogge, un'estate calda a luglio e un
mese di agosto piu' mite, con buone escursioni termiche tra giorno e notte,
hanno aiutato il lavoro dei produttori e delle cantine del Sagrantino, ormai
decisamente orientate al raggiungimento di risultati di pregio”.
Chioccioli così descrive i risultati ottenuti “... il 2004
si caratterizza per un'ottima concentrazione di polifenoli e per un vino di
ottimo livello per struttura, dolcezza e fruttato". Sara' quindi un
vino con tannini piu' morbidi rispetto alle ultime annate, ma che conserva un
carattere di grande longevita' proprio del Sagrantino”.
Dichara Luca Maroni: “Non esiste un’altra denominazione italiana
che abbia una media organolettica così alta tra quelle da me valutate
finora”. E aggiunge: “Non c’è altra docg in
Italia con queste performance, con una capacità di eccellere che non
è appannaggio di pochi, ma ben distribuita sul territorio. Anche le aziende
che entrano sul mercato per la prima volta con il Sagrantino lo fanno con standard
di qualità molto elevati”. Un vino di grandi profumi, con un livello
di acidità fissa di mezzo punto di grammo/litro più alto, un vino
molto espressivo, con una grande ricchezza di polifenoli e antociani, grandi
profumi, molto pulito, insomma “un fuoriclasse assoluto”. E
questo è il risultato di intenti e investimenti di persone che hanno
dato l’anima e il portafoglio, mettendo in pratica una “qualità
attualizzata, grazie a un lavoro di sistema”. Piccola punzecchiatura finale
ai produttori: “Tuttavia bisogna aprire la fase di comunicazione e
di investimenti per far conoscere meglio questo vino, soprattutto all’estero.
Non è possibile che per ogni bottiglia prodotta vengano spesi appena
– per la promozione – 0,05 euro, l’equivalente delle vecchie
100 lire”.
Dopo il convegno si è tenuta – nel Teatro San Filippo Ner i- la
degustazione tecnica. 23 i campioni in assaggio, in quanto manca buona
parte dei produttori, pur partecipanti alla manifestazioni, e questo ci è
spiaciuto, poiché sarebbe stato interessante confrontare tutti i vini
in una degustazione alla cieca, e quindi nelle medesime condizioni. Tra i prodotti
assaggiati in questa occasione segnaliamo i seguenti:
Tenuta di Castelbuono: vino dal colore profondo, rubino-granato
intenso; naso di buona eleganza, con sentori di frutta speziata e leggere note
di china, molto piacevole; molto buono il frutto speziato in bocca, di media
struttura e con tannini molto fini; un vino elegante. (88+ il punteggio)
Antano: violaceo profondo il colore, intenso e luminoso, bellissimo;
intenso al naso, con frutto notevole, ciliegia sotto spirito, frutta macerata,
cioccolato; fruttato in bocca, quasi masticabile, di buona intensità
e con tannino dosato molto bene, ottima la persistenza. (87++ il punteggio)
Plani Arche (Di Filippo): dal colore granato intenso; intenso
ed alcolico al naso, con note di frutta macerata e ciliegia sotto spirito; molto
alcolico in bocca, con notevole frutto e struttura, quasi marmellatoso, tannini
morbidi. (87 punti)
Terre De La Custodia: granato-rubino intenso il colore; alcolico
al naso, molto pulito, con note di cioccolato e frutta sotto spirito; di notevole
struttura e con tannino possente, buono il frutto speziato alla bocca. (87 punti)
Colpetrone: granato molto intenso il colore; un poco chiuso
al naso, con note di frutta matura leggermente speziata; di buona struttura
in bocca, buono il frutto e tannino notevole ma ben fuso. (86+ il punteggio).
Tenuta Alzatura: granato-rubino intenso il colore; frutta macerata
al naso, con leggere note di smalto; buono il frutto in bocca, leggermente vegetale.
(86+)
Perticaia: rubino-granato di buona intensità il colore;
naso un poco chiuso, di media intensità olfattiva, non invadente; buoni
sia il frutto che la struttura in bocca, tannino presente ma piacevole. (86
punti).
Madonna Alta: inchiostro il colore, impenetrabile; alcolico
al naso, leggermente pungente, frutta macerata; strutturato ed alcolico anche
alla bocca, leggermente vegetale, buoni sia il tannino che la persistenza. (
85 punti)
Moretti Omero: granato luminoso e di buona intensità
il colore; buono il frutto, con una nota speziata; speziato in bocca, di media
struttura e con tannino evidente. (85 punti)
Scacciadiavoli: granato di media intensità e buona luminositò;
dal naso non invadente, speziato ed elegante; di buona struttura, notevole la
nota speziata in bocca, leggermente vegetale e con tannino ben presente. (85
punti)
Tiburzi: dal colore granato-rubino intenso; buona l’intensità
olfattiva, buoni sua il frutto che la struttura, leggere note vegetali e di
vernice. (85 punti)
Cesarini Sartori: granato luminioso; frutta speziata al naso,
con richiami alla cannella ed ai chiodi di garofano; di media struttura, in
bocca si ritrova notevole la nota speziata, tannino presente.(85-)
Tabarrini: molto bello il colore, violaceo profondo; intenso
al naso, note di prugna matura e cioccolato; buoni sia il frutto che la struttura,
tannino possente. (85-)
Nota: tutti i vini sopra segnalati sono dell’annata 2004, ad eccezione
di Plani Arche e Tenuta Castelbuono, questi due prodotti, che hanno ottenuto
valutazioni al vertice, sono in un certo senso stati favoriti dal fatto di avere
un anno in più rispetto agli altri, con tutte le conseguenze dovute alla
maturazione di questo vino un poco scorbutico in gioventù.
Durante questa tre giorni abbiamo ovviamente assaggiato altri Sagrantino di
annate diverse, alcuni presso i banchi dei produttori – scegliendo magari
tra quelli meno famosi – altri in cantina; segnaliamo quindi quelli ritenuti
più interessanti, in ordine di preferenza, senza fornire in questo caso
il punteggio assegnato.
Adanti, 2002: naso di grande pulizia, delicato ed elegante;
morbido in bocca, delicato, pur se ancora con tannino in evidenza. Vino dal
naso strepitoso.
Pennacchi, 2003: pulito al naso, fruttato, balsamico; bel frutto
in bocca, abbastanza morbido e con tannino ben dosato. Molto piacevole.
Col Sant’Angelo, 2004: pulito al naso, frutta speziata;
buono il frutto in bocca, tannino ben dosato. Molto buono.
Novelli, 2004: pulito al naso, dove ritroviamo piccoli frutti
di bosco e ciliegia matura; di buona morbidezza e facile approccio.
Benincasa, 2003: notevole frutto al naso, note surmature; buono
il frutto in bocca, con tannino ben dosato.
Villa Mongalli, 2004: naso pulito, un poco chiuso; pulito,
fine, franco alla bocca, leggermente vegetale.
Fattoria Le Mure Saracene, 2003: intenso, pulito al naso, con
un bel frutto leggermente speziato; potente in bocca, con tannino imponente.
Terre De La Custodia, 2003: bellissimo il colore, rubino luminoso;
non molto intenso al naso, frutta matura, ciliegia sotto spirito e cioccolato;
di notevole struttura e con tannino possente.
Nei giorni trascorsi a Montefalco abbiamo avuto anche l’occasione di visitare
alcune cantine che avevano preparato degli appositi eventi:
L’Azienda Caprai ha organizzato un’interessante
visita ai propri campi sperimentali, dove, partendo da semi di Sagrantino si
sono ottenute piante di Sagrantino Bianco, Grigio e Rosso, utili per la ricerca
sul passato e sulle potenzialità future di questo vitigno, ancora tutto
da scoprire; dopo la visita alla cantina si è ovviamente concluso con
la degustazione dei vini nella nuovissima ed innovativa sala di degustazione.
Molto interessante anche quanto organizzato dalla Tenuta di Colpetrone,
una degustazione in movimento, condotta dall’enologo Lorenzo Landi, dove
partendo dall’assaggio delle uve in vigneto, si è proseguito con
la prova di botte in cantina, ovvero la degustazione dell’annata 2006,
ancora in barrique; quindi si è passati nel magazzino per assaggiare
l’annata 2005, che si sta affinando in bottiglia; per giungere all’annata
ora in commercio (2004) e concludendo infine nella sala degustazione, con l’annata
2001 – veramente un grande vino – accompagnata da prosciutti di
diverse provenienze.
Infine, molto curioso oltre che interessante quanto proposto dalla Cantina
Novelli, ovvero una degustazione guidata di acini, di uve sagrantino
e sangiovese, per valutare il giusto grado di maturazione e la differenza delle
stesse; si è trattato di una degustazione tecnica, condotta in modo esemplare
dall’enologo Massimo Giacchi, con tanto di parametri da valutare e relativo
grafico; questo sistema, ovviamente unito ad analisi chimico-fisiche, andrà
a costituire un database dal quale si potranno tratte valutazioni importanti
sulla maturazione delle uve nel corso degli anni.
Sabato mattino si è tenuta infine una tavola rotonda su “Investire
nel paesaggio viticolo conviene”, dove si sono evidenziati vantaggi,
anche economici, derivanti da una gestione del territorio che salvaguardi la
conservazione del paesaggio rurale.
Lorenzo Colombo
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