Sabato 19 gennaio abbiamo avuto la possibilità di seguire un evento insolito, simpatico, istruttivo; a San Miniato, nell’ambito della manifestazione “I VINI DELLE TERRE DA TARTUFO”, con un folto gruppo di giornalisti abbiamo partecipato a due degustazioni guidate – nel magnifico Palazzo Grifoni a San Miniato – nelle quali si confrontavano vini prodotti nella zona di San Miniato con altri provenienti sempre da zone ad alta vocazione tartufigena.
La prima di queste degustazioni – entrambe condotte da Ernesto Gentili, responsabile della Guida Vini dell’Espresso – vedeva come ospiti i vini della Val d’Orcia, zona vitivinicola emergente in Toscana, seppur compressa tra due denominazioni di fama mondiale quali il Brunello di Montalcino ed il Vino Nobile di Montepulciano, mentre nel secondo confronto, i vini di San Miniato se la vedevano con una zona di notevole fama: i Barolo di La Morra.
La degustazione-confronto prevedeva l’assaggio, rigorosamente alla cieca, di quatto vini di entrambe le zone, che solamente alla fine venivano scoperti; qui di seguito forniamo le nostre impressioni sui campioni degustati in ordine di servizio.
Prima sessione: San Miniato vs. Val d’Orcia
Igt Toscana “Cupelli” 2005, dell’azienda agricola Ivana Cupelli di San Miniato, la composizione del vino è la seguente: quaranta per cento Sangiovese, venti per cento Colorino, trenta per cento Ciliegiolo e il rimanente dieci per cento vitigni vari. Il vino si presenta con un color rubino scarico brillante; pulito al naso, poco intenso, non molto espressivo; in bocca è semplice, con un frutto piacevole (ciliegia), un poco magro e non molto persistente.
Igt Toscana “Argento Vivo” 2005, dell’azienda agricola Agrisole di San Miniato: dal colore molto bello, purpureo profondo e luminoso; di buona piacevolezza olfattiva, non molto intenso, emerge la frutta sotto spirito, con note di cioccolato e spezie dolci; di notevole struttura ed alcolicità, con un tannino potente ma dolce, buona la persistenza; finisce un poco verde. E’ il vino che più ci è piaciuto della batteria, assieme al “Poggio ai Ciliegi” 2003 dell’Azienda Agricola Collebrunacchi.
Orcia Rosso Doc “Invidia” 2005, dell’azienda agricola Trequanda, la composizione: sessanta per cento Sangiovese, trenta per cento Cabernet Sauvignon e dieci per cento Merlot. Rubino violaceo, di buona intensità, molto bello; un poco pungente al naso, frutta sotto spirito e note di vernice; non molto strutturato in bocca, con tannino molto presente e un poco verde, buona la persistenza.
Orcia Rosso Doc “Capitoni” 2005, dell’azienda agricola Capitoni Marco, ottanta per cento Sangiovese e venti per cento Merlot. Non molto intenso il colore, granato con riflessi rubino, molto luminoso; naso pulito, non molto intenso, con leggere note fruttate e leggera speziatura; piuttosto vegetale in bocca, con tannino verde, un poco marcato dal legno e non molto persistente.
Igt Toscana “Imperatore” 2004, dell’azienda agricola Campignana di San Miniato: ottanta per cento Sangiovese, dieci per cento Syrah e dieci per cento Merlot. Molto bello il colore, violaceo profondo e luminoso; frutta matura e spezie al naso, con note di smalto; buona la struttura, tannino potente e legno in evidenza, un poco amaro il finale.
Orcia Rosso Doc “Assoluto” 2004, dell’azienda agricola La Canonica: novanta per cento Sangiovese e dieci per cento Colorino. Rubino intenso, con unghia granata il colore, di buona vivacità; naso intenso, un poco pungente e con sentori selvatici; buona la struttura, un poco verde in bocca, con tannino potente ed un poco vegetale, leggermente amaro il finale di bocca.
Orcia Rosso Doc “Terre dell’Asso” 2005, dell’azienda agricola La Canonica: Rubino luminoso il colore; buono il frutto al naso, un poco semplice e leggermente pungente; non molto strutturato in bocca, fruttato e vegetale, con tannino presente, non molto persistente.
Igt Toscana “Poggio ai Ciliegi” 2003, dell’azienda agricola Collebrunacchi di San Miniato: blend di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Il colore è granato luminoso, di media intensità; non molto intenso al naso, con alcol in evidenza e frutta macerata; di media struttura, con un buon frutto in bocca, asciutto, con tannino presente ma non fastidioso e di discreta persistenza. Come dicevamo sopra è uno dei vini che più ci sono piaciuti.
Seconda sessione: San Miniato vs. La Morra
Nella seconda sessione, i produttori di La Morra hanno convenuto di non mostrare il nome dei produttori delle bottiglie in assaggio, ma solamente la sottozona di provenienza degli stessi; la degustazione ha seguito la stessa metodologia della precedente.
Igt Toscana “L’Assedio” 2005, dell’azienda agricola Montalto, di San Miniato: Merlot al cento per cento. Il colore è rubino luminoso, di discreta intensità; al naso frutta e legno un poco secco; asciutto in bocca, alcolico, si nota la frutta molto matura, tannino asciugante, buona la persistenza.
Igt Toscana “Quinto” 2005, dell’azienda agricola Quinto, di San Miniato: Merlot in purezza. Bello il colore, rubino violaceo luminoso; alcolico al naso, bel frutto, si percepisce l’uso del legno; in bocca denota una discreta struttura, un buon frutto e leggere note vegetali, il tannino è asciugante.
Igt Toscana “Nicolò” 2004, dell’azienda agricola Cosimo Maria Masini, di San Miniato: si tratta di un blend di Cabernet Sauvignon e Franc. Dal bel colore rubino purpureo intenso; al naso si presenta chiuso, di media pulizia, con sentori animali; in bocca i sentori sono simili, il tannino è verde.
Igt Toscana “Reciso” 2004, di Pietro Beconcini Agricola, di San Miniato: cento per cento Sangiovese. Rubino intenso, molto bello il colore; alcolico al naso, frutta speziata e cioccolato; asciutto in bocca, un poco verde, discreto il frutto, non molto persistente.
Segue la batteria dei Barolo di La Morra, riconoscibilissimi dal colore granato già ad una prima analisi visiva, l’annata, comune ai quattro vini presentati, è l’ultima in commercio, la 2004.
Zona Annunziata: granato luminoso abbastanza intenso il colore; un poco alcolico al naso, dal buon frutto e di buona eleganza; morbido in bocca, con tannino presente ma non fastidioso, buona la persistenza.
Zona Santa Maria: granato luminoso il colore; intenso ed alcolico al naso, notevole il frutto maturo; di buona struttura, in evidenza nuovamente la nota alcolica, asciutto e con buona persistenza.
Zona Rivalta: granato luminoso abbastanza intenso il colore; alcolico ed intenso al naso, buono il frutto; di nuovo alcolicità in bocca, tannino possente ma non fastidioso, buono il frutto, persistenza lunghissima.
Zona Fontanazza-Cerequio: granato luminoso il colore; elegante al naso, con notevole frutto tendente alla confettura; non molto strutturato in bocca ma elegante, buono il frutto, tannino asciugante, buona la persistenza. Dei quattro Barolo presentati è il più pronto, ed anche quello che abbiamo maggiormente apprezzato.
Lorenzo Colombo
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