Lunedì sei maggio, presso l’Hotel Four Season a Milano, centocinquanta vini bianchi erano a disposizione di un folto pubblico di appassionati e di addetti ai lavori; noi di Vinealia eravamo naturalmente presenti a questo appuntamento annuale con i GRANDI VINI BIANCHI FRIULANI, organizzato da Slow Food.
Siamo riusciti ad assaggiare, con sufficiente calma, almeno nelle prime ore del pomeriggio, un discreto numero di campioni (circa una trentina), focalizzando questa volta la nostra scelta sul Pinot Bianco, un vitigno in grado di fornire vini dalla notevole eleganza, e spesso longevità, che negli anni passati era stato un poco dimenticato, dato che la maggior parte dei produttori preferiva puntare su un vitigno decisamente più conosciuto (e più di moda) dagli appassionati di tutto il mondo, ovvero lo Chardonnay; vitigno che tra l’altro, sino a non molto tempo fa veniva addirittura confuso con il Pinot Bianco (il riconoscimento dello Chardonnay come vitigno a se stante, in Italia avviene infatti solamente nel 1978, e la prima denominazione di origine che contempla il nome di quest’uva risale al 1984 con la Doc Alto Adige Chardonnay).
Abbiamo ovviamente assaggiato anche altri vini, e qui di seguito forniamo una panoramica con una brevissima descrizione di quelli che ci sono maggiormente piaciuti; trattandosi di degustazione palese, in piedi di fronte ai produttori, non forniamo una valutazione in centesimi di ciascun prodotto, ma esprimiamo solamente un giudizio sulla piacevolezza, elencando i vini in ordine di gradimento.
Un appunto relativo al carnet di degustazione fornito all’ingresso, che pur elencando tutti i produttori ei vini presentati, non ne specificava la denominazione, e ben sappiamo quali differenze ci possano essere tra un vino del Collio, uno dei COF o uno delle Grave.
Iniziamo dunque con i Pinot Bianco, tipologia della quale abbiamo assaggiato tutti i campioni a disposizione.
La valutazione media di questi prodotti, se pur sovente assai differenti tra loro, è stata piuttosto elevata, senza toccare valutazioni estreme il range del punteggio è compreso tra circa ottantaquattro e circa ottantasette centesimi. Nei vini del 2007 abbiamo notato sensazioni vegetali abbastanza percepibili, molto probabilmente a causa della gioventù di questi prodotti.
Sopra tutti ed a pari merito mettiamo i Pinot Bianco 2007 di Venica & Venica e quello di Toros (entrambi Doc Collio): elegante il naso del primo vino, con profumi freschi, floreali e fruttati (mela); fresco in bocca, fruttato, piacevolissimo anche se non estremamente complesso, dotato di una spiccata mineralità. Il secondo vino si presentava più intenso olfattivamente, con note floreali; intenso in bocca, di buona struttura, fresco, sapido, minerale e di buona persistenza.
Segue quindi il Pinot Bianco 2007 di Princic Doro: dal naso di buona intensità e con una notevole nota fruttata; degni di nota in bocca sia il frutto che le struttura, come pure il tenore alcolico, finale leggermente vegetale e buona persistenza.
Proseguiamo con il Pinot Bianco Santarosa 2004 di Castello di Spessa: il campione più vecchio in degustazione, dal naso elegante, di media intensità e con sentori vanigliati; di buona struttura e morbido in bocca, dove si percepisce chiaramente l’utilizzo del legno.
Pinot Bianco 2006 di Russiz Superiore: delicato ed elegante al naso, leggermente vegetale; in bocca è di buona struttura ed un poco aggressivo, fornendo sensazioni leggermente brucianti (meglio in naso in questo momento).
Pinot Bianco 2007 di Drius: delicato ed elegante al naso; fresco e leggermente vegetale in bocca.
Pinot Bianco 2007 di Ronco del Gelso: dal colore intenso; di media intensità olfattiva, fruttato e floreale; di grande struttura e notevole alcolicità, sapido e con finale leggermente vegetale.
Pinot Bianco 2006 di Borgo Savaian: leggermente erbaceo e non molto intenso al naso; fresco in bocca, con un buon frutto e sentori erbacei, di buona eleganza, finale un poco amarognolo.
Pinot Bianco 2007 di Casa Zuliani: dal naso intenso e spiccatamente vegetale; fresco, fruttato e vegetale in bocca, di buona struttura e buona nota alcolica.
Pinot Bianco 2007 di Bortolusso: poco intenso al naso, fruttato e vegetale; fresco e ruttato in bocca, non molto strutturato, un poco semplice.
Pinot Bianco 2007 di Tenuta Luisa: fruttato e leggermente vegetale al naso; di media struttura, fresco ed agrumato, con un buon frutto.
Pinot Bianco 2006 di Jacùss: dal naso abbastanza intenso; di buona struttura, con legno percepibile alla bocca.
Pinot Bianco 2006 di Schiopetto: non molto intenso e leggermente vegetale al naso; di media struttura con note vegetali in bocca.
Passiamo ora ai Tocai Friulano, da tanti produttori ormai chiamato solamente Friulano, anche se ancora, e nonostante tutto il tempo che hanno avuto per pensarci, non c’è una posizione comune sul nome da adottare, ora che “Tocai” non può più essere usato (perlomeno pei i vini destinati all’esportazione). Abbiamo assaggiato pochi vini prodotti con questo vitigno, solamente cinque, quelli che più ci sono piaciuti sono: Friulano 2007 di Toros: note erbacee e di erbe officinali al naso; fresco in bocca, di buona struttura e piacevolmente amarognolo, buona la persistenza.
Tocai Friulano 2006 di Jacùss: intenso al naso, con sentori di erbe officinali; un poco aggressivo ed alcolico in bocca, dove si ripropongono le note di erbe officinali.
Friulano 2007 di Ronco del Gelso: ricordi di nocciole al naso; di notevole struttura in bocca, sapido, quasi tannico, con buona persistenza.
Proseguiamo con i Sauvignon, anche se ne abbiamo assaggiati solamente sette (ce n’erano una trentina in assaggio), vitigno che esprime vini solitamente abbastanza riconoscibili, con le sue spiccate sensazioni vegetali (foglia di pomodoro e peperone sopra tutti).
Sauvignon Ronco delle Mele 2007 di Venica & Venica: vino che si stacca nettamente rispetto agli altri assaggiati; tipico, caratteristico il naso, fresco ed elegante; non molto strutturato in bocca, dove appare molto fresco e nuovamente elegante. L’eleganza è la particolarità che più ci ha colpito di questo vino, spesso infatti è piuttosto difficile da trovare quando si ha che fare con un vitigno dalla così spiccata personalità.
Sauvignon 2007 di Tenuta Luisa: tipico e molto marcato il naso, intenso; caratteristico in bocca, vegetale (peperone e salvia), fresco, lunga la persistenza.
Sauvignon 2007 di Colle Duga: vegetale al naso (peperone), tipico; fresco in bocca, di buona struttura, vegetale, tipico.
Sauvignon 2007 di Sturm: tipico al naso, leggermente vegetale, non molto intenso; intenso e vegetale in bocca.
Sauvignon 2006 di Russiz Superiore: bel naso, delicato, di buona tipicità (foglia di pomodoro); fresco e vegetale in bocca, un poco pungente.
Pinot Grigio, una tipologia di vini che non è solitamente tra le nostre preferite, solamente due i campioni degustati, entrambi molto buoni.
Pinot Grigio 2006 di Borgo Savaian: fruttato al naso, frutta tropicale; strutturato in bocca, grasso, di buona eleganza e buona persistenza.
Pinot Grigio Sot Lis Rivis 2007 di Ronco del Gelso: fruttato al naso, di buona intensità olfattiva; dotato di buona struttura e notevole nota alcolica, con grande frutto alla bocca, molto sapido.
Interessante l’unica Malvasia 2007 assaggiata, quella di Princic Doro: con sentori di erbe officinali sia al naso che alla bocca.
Chiudiamo infine con gli assemblaggi, vere chicche tra i vini bianchi friulani, ne abbiamo assaggiati solamente quattro ed onestamente ci aspettavamo di più, anche se dobbiamo dire che si tratta di vini estremamente giovani, e quindi non al meglio della loro fase evolutiva.
Il prodotto che più ci ha colpiti è il Leopold Cuvée Blanc 2006 di Fiegl (Doc Collio; blend di Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Tocai Friulano e Sauvignon): al naso il vino è di media intensità, si percepisce chiaramente l’utilizzo del Sauvignon; di buona struttura, il vino in bocca è grasso e fresco, buona la persistenza.
Terre Alte 2006 di Livio Felluga (Doc COF; blend di Tocai Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon): dal bel naso, elegante; alcolico in bocca, un poco aggressivo e non ancora perfettamente equilibrato; insomma niente a che vedere con un Terre Alte del 2000 che abbiamo recentemente bevuto in un ristorante del mantovano.
Vignis di Siris 2005 di Drius (Doc Friuli Isonzo; blend di Tocai Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon): naso complesso; grande struttura e legno in evidenza.
Molamatta 2006 di Marco Felluga (Doc Collio; blend di Pinot Bianco, Tocai Friulano e Ribolla Gialla): naso di buona eleganza, vanigliato; buona la freschezza in bocca. In questo momento il vino è meglio al naso che alla bocca.
Lorenzo Colombo
|