Notevole successo di pubblico per la nona edizione del FESTIVAL DEL FRANCIACORTA; superati alla grande i già notevoli risultati di pubblico della scorsa edizione; novità salienti inoltre per quanto riguarda le denominazioni del territorio, con la revisione dei disciplinari avvenuta quest’anno.
Innanzitutto si è definitivamente optato per l’eliminazione di qualsiasi riferimento al termine Franciacorta per i vini senza bollicine: quindi d’ora in poi diviene obbligatorio chiamare i vini fermi “Curtefranca bianco” e “Curtefranca Rosso” anziché “Terre di Franciacorta”, eliminando qualsiasi possibilità di confusione.
Cambiamenti salienti anche nella Docg Franciacorta: il termine “Saten” può d’ora in poi essere utilizzato anche dai produttori non facenti parte del Consorzio (proprietario del marchio), nello stesso tempo il periodo minimo di affinamento sui lieviti passa per questo prodotto – ed anche per il “Rosè” – dai diciotto ai ventiquattro mesi; in quest’ultima tipologia inoltre, la percentuale di Pinot Nero obbligatorio, sale ad un minimo del venticinque percento; viene inoltre istituita la nuova tipologia “Franciacorta Riserva", con riposo minimo sui lieviti di sessanta mesi.
Ultima novità è l’introduzione della “Riserva Vendemmiale”, con lo scopo di sfruttare le annate favorevoli per incamerare una produzione maggiore, senza mai superiore i 120 quintali a ettaro, da utilizzarsi unicamente in annate sfavorevoli, il prodotto ottenuto dovrà essere infatti conservato come vino di riserva da destinare alla spumantizzazione solo in caso in cui a seguito di eventi eccezionali, (ad esempio attacchi parassitari o grandine), le aziende non raggiungano il tetto dei 100 quintali.
La progressione di questa Docg, la prima in Italia per quanto riguarda i vini con le bollicine, non accenna a rallentare, basti pensare che nel corso degli ultimi dieci anni, la superficie vitata è triplicata, passando dai circa settecentoventi ettari del 1997 agli oltre duemilacento del 2007; l’anno scorso sono inoltre stati superati gli ottomilioni di bottiglie commercializzate.
Noi di Vinealia ci siamo recati ad Erbusco lunedì 22 settembre, giornata dedicata agli operatori, e quindi senza la calca dei giorni precedenti, ci si è potuti dedicare, con la dovuta calma ai consueti assaggi; quest’anno abbiamo optato per la degustazione delle seguenti tipologie: Pas Dosè, Extra Brut e Rosè, di quest’ultima tipologia ci siamo limitati ad assaggiare solamente i prodotti più secchi, Brut compresi; in tutto abbiamo degustato trentasette vini.
Forniamo di seguito alcune sintetiche impressioni sui prodotti che abbiamo maggiormente apprezzato, in ordine di preferenza ma senza fornire valutazioni numeriche, in quanto si tratta di assaggi in modo palese, in piedi e di fronte ai produttori; sarebbe certamente più interessante poter assaggiare questi vini alla cieca e comodamente seduti in apposite salette, ci auguriamo che in prossimo futuro, questo appello, non solamente nostro, ma di buona parte della stampa specializzata, venga esaudito, magari dalla prossima edizione, anche se questo può certamente comportare un maggior dispendio di risorse.
Tipologia Pas Dosè: undici i prodotti assaggiati, impressioni generali non completamente positive, solamente due i vini ritenuti ottimo/eccellente.
Cà del Bosco, Dosage Zerò 2003: colore paglierino dorato; lieviti netti al naso, buon frutto, elegante; effervescenza un poco aggressiva, buona complessità e piacevole accenni ossidativi.
San Cristoforo, Pas Dosè 2004: colore paglierino; buona l’intensità olfattiva, pulito, fruttato, un poco semplice; buono il frutto giallo alla bocca, lieviti ben riconoscibili, buona la nota acida.
Tipologia Extra Brut: quattordici i vini assaggiati ed ottime impressioni generali, è la tipologia che abbiamo maggiormente apprezzato, con parecchi prodotti valutati più che positivamente.
Lo Sparviere, Millesimo 2001: il colore è verdolino/paglierino intenso e luminoso; non molto intenso al naso, delicato, pulito ed elegante; buono il frutto alla bocca, buona la struttura, non molto complesso ma molto piacevole.
Ferghettina, Millesimo 2001: dal colore verdolino; bel naso, complesso e piacevole, con leggere note ossidative; complesso in bocca, con piacevoli ed eleganti note ossidative, buona la persistenza.
Bersi Serlini, Millesimo 2000: giallo dorato il colore; complesso al naso, con sentori di miele; buona la struttura, complesso alla bocca, di buona persistenza. Un prodotto notevole.
Gatta, Millesimo 2000: dal colore paglierino; bel naso, complesso, buono il frutto, leggermente ossidativo; intenso in bocca, con effervescenza leggermente aggressiva, buoni sia il frutto che la persistenza. Veramente molto buono.
Lantieri di Paratico: paglierino il colore; piacevole al naso, intenso e pulito, sentori di miele e buona complessità; intenso anche alla bocca, leggermente aggressivo, buoni sia il corpo che la persistenza.
Cola Battista: dal colore paglierino/verdolino; di media intensità olfattiva, pulito e fruttato, buona l’effervescenza come pure il frutto alla bocca, discreta struttura e media complessità. Piacevole.
Uberti, Francesco I: verdolino il colore; bel naso, pulito ed elegante; in bocca denota una buona complessità, con note affumicate, minerali r leggermente vegetali.
Ricci Curbastro, Millesimo 2004: dal colore paglierino/verdolino; di media pulizia olfattiva; effervescenza un poco aggressiva, buona la struttura e notevole la nota acida, persistente. Abbiamo preferito questo vino più alla bocca che al naso.
Cascina San Pietro, Millesimo 2004: giallo dorato il colore; bel naso, pulito, dalla notevole nota fruttata, un poco semplice; effervescenza un poco aggressiva, notevole il frutto in bocca, con leggera tostatura.
Tipologia Rosè: dodici i campioni assaggiati ed impressioni generali nel complesso buone, tutti i campioni sotto menzionati sono della tipologia Brut.
Antica Fratta: il colore è salmone scarico; di media intensità olfattiva, pulito, fresco e fruttato; buona l’intensità alla bocca, come pure l’effervescenza, morbido, pulito, fruttato e fresco. Un prodotto non molto complesso ma molto buono e di facile beva.
Le Marchesine, Millesimo 2004: color salmone; pulito e non molto intenso al naso; buoni sia il frutto alla bocca che la struttura, di non grande complessità ma buona beva.
Majolini: il colore è rosa salmone abbastanza intenso; buono il frutto al naso, effervescenza un poco aggressiva, buona la persistenza.
Montedelma: fior di pesco abbastanza scarico il colore; non molto intenso al naso, pulito, sentori di piccoli frutti rossi; buono il frutto alla bocca, acidità pronunciata e buona persistenza.
Mirabella: colore tra il salmone ed il fior di pesco, scarico; non molto intenso ma pulito al naso; effervescenza leggermente aggressiva, buono il frutto (piccoli frutti rossi) come pure la nota acida.
Bredasole: salmone scarico il colore, un poco aranciato; di media intensità olfattiva; piacevole alla bocca, con un buon frutto, abbastanza morbido, un poco semplice. Ci è parso di percepire un discreto residuo zuccherino.
Lorenzo Colombo
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