Obiettivo centrato già alla prima edizione per Bruno Donati e Mosaico Piacentino, ideatori NOBILI AROMI, bella manifestazione dedicata ai vitigni aromatici, che si pensa già di riproporre, itinerante e a cadenza annuale, nelle diverse valli della provincia di Piacenza.
Le 188 etichette, presentate da 113 aziende provenienti da diverse regioni d’Italia, hanno dato la possibilità ad addetti ai lavori, rappresentanti della stampa e pubblico di appassionati, di scoprire le diverse sfaccettature che i vini, prodotti da vitigni aromatici, possono offrire.
Nello splendido castello di Corticelli, in Val Tidone, una sfilata di vini prodotti da uve Moscato, nelle sue diverse varietà e provenienti da diverse regioni ed anche da San Marino, Moscato Bianco o di Canelli dal Piemonte, Moscato Giallo dal Veneto, Moscato d’Alessandria o Zibibbo dalla Sicilia e da Pantelleria, Moscato Rosa dal Trentino, Moscato di Terracina dal Lazio; Malvasia soprattutto quella di Candia, la più aromatica, dall’Emilia, Malvasia delle Lipari, dall’arcipelago delle Eolie, Gewurztraminer dall’Alto Adige, dal Friuli e dal Trentino, Brachetto, nuovamente dal Piemonte, se vogliamo rimanere nel campo dei vitigni aromatici; ma c’erano anche i cosiddetti semiaromatici, come Riesling, da Alto Adige, Friuli e Lombardia, Sauvignon Blanc da Alto Adige, Friuli, Trentino e Toscana, Prosecco dal Veneto, Muller Thurgau da Alto Adige, Friuli, Trentino e Lombardia, e poi ancora Aleatico, Fiano Minutolo e nuovamente Moscato dalla Puglia, Kerner dall’Alto Adige, ed il rarissimo Goldtraminer dal Trentino.
La manifestazione si è aperta il sabato mattino con un convegno tecnico dal titolo “Vini aromatici, un momento d’oro”, moderato dal giornalista Bruno Donati, si sono susseguiti nell’ordine: il dottor Fulvio Mattivi (Istituto di San Michele all’Adige), con “Le basi chimiche della diversità dell’aroma del vino”, dove sono state fornite informazioni essenziali sull’aroma dei vini, soffermandosi in particolare nella descrizione degli aromi primari e dei loro precursori nelle uve di vite europea. Il professor Mario Fregoni (ordinario di viticoltura all’Università Cattolica di Piacenza e presidente onorario dell’Oiv) nel suo intervento ha argomentato su “Nei Colli Piacentini la Malvasia più aromatica di tutta l’Italia” fornendo interessanti dati sulle Malvasia, ben 16 sono infatti le varietà censite in Italia di questo vitigno, soffermandosi quindi in particolare sulla Malvasia di Candia Aromatica, la più aromatica tra le Malvasia, che occupa in Italia 1.775 ettari, di cui un migliaio nel solo Piacentino.
A seguire brevi interventi da parte di diversi produttori di vini aromatici, Paolo Saracco, (Moscato di Canelli), Michela Marenco, (Brachetto d’Acqui), Giulio Bava, delle aziende Bava e Cocchi (Malvasia di Castelnuovo Don Bosco), Stefano Pizzamiglio, di La Tosa (Malvasia di Candia Aromatica), Graziano Cardin di Vignalta (Moscato Fior d’Arancio), Primo Franco, della Nino Franco Spumanti (Prosecco), Lorenzo Tomazzoli, della Cantina di Toblino (con il curioso Goldtraminer, vitigno creato da Rebo Rigotti nel 1947, tramite un incrocio tra Trebbiano Toscano e Gewürztraminer, rimasto pressoché sconosciuto, e riscoperto nel 1997), Mario Pojer della Pojer e Sandri (Müller Thurgau), Roberto Zeni (Moscato Rosa), Urban von Klebelsberg, Abbazia di Novacella (Kerner), Peter Pliger, dell’azienda Kuenhof (Riesling), Willi Stürz , Cantina di Termeno (Gewürztraminer), Gianfranco Gallo, di Vie di Romans (Sauvignon Blanc), Piermario Meletti Cavallari della Tenuta delle Ripalte (Aleatico) ed infine Marco de Bartoli con il Moscato di Alessandria, meglio conosciuto come Zibibbo (Samperi e Bukkuram).
Qualche problema per le degustazioni pubbliche del pomeriggio, quando un vento di forza eccezionale ha causato seri problemi, ci si è potuti comunque rifare il giorno successivo, quando una giornata caratterizzata da un clima estremamente piacevole, ha portato in Val Tidone oltre 1.600 appassionati di vino.
LE MINIVERTICALI
Sabato pomeriggio, dopo il convegno e il piacevole buffet con vongole ed ostriche, appositamente arrivate da Goro, si è tenuta una degustazione riservata alla stampa, durante la quale si sono potuti assaggiare, in una miniverticale, alcuni vini dell’annata attualmente in commercio a confronto con gli stessi prodotti con qualche anno sulle spalle; per alcuni di questi vini l’emozione è stata grande, anche se ormai da tempo siamo conviti che alcuni vini bianchi abbiano un potenziale d’invecchiamento sorprendente.
Abbiamo quindi potuto mettere a confronto – presentati dagli stessi produttori, o comunque dagli enologi che concepiscono questi vini – una serie di prodotti.
Kerner “Praepositus” (Doc Alto Adige Valle Isarco), di Abbazia di Novacella, presentato da Urban Von Klebelsberg:
2007: il vino si presenta con un bel color dorato luminoso; intenso al naso con un mix di sentori tra l’aromatico e l’erbaceo; dotato di buona struttura alla bocca, fresco, minerale, con spina acida decisa e nota alcolica pronunciata, chiude lungo e persistente.
2001: molto bello il colore, giallo canarino luminoso, che non lascia trasparire l’età; il naso è notevole, con sentori di frutta tropicale in evidenza ed eleganti note idrocarburiche che rimandano al Riesling; di buona struttura alla bocca, intenso, alcolico, sapido, minerale, con notevole nota acida e rimandi idrocarburici decisi.
Gewürztraminer “Nussbaumer” (Doc Alto Adige), di Cantina di Termeno, presentato da Willi Stürz:
2007: giallo dorato scarico e luminoso il colore; intensa la nota aromatica al naso, che rimanda alla rosa gialla; dotato di notevole struttura, grasso, con buona persistenza e fin di bocca leggermente amarognolo.
2000: giallo dorato luminoso; bel naso, elegante e complesso, con sentori idrocarburici percepibili; elegante e strutturato alla bocca, morbido e con fin di bocca leggermente amarognolo.
"Piere" Sauvignon (Doc Friuli Isonzo, Rive Alte), di Vie de Romans, presentato da Gianfranco Gallo :
2006: giallo dorato luminoso alla vista; intenso al naso, pulito, elegante, tipico con sentori tra il vegetale ed il fruttato (frutta tropicale); dotato di buona struttura, fresco e vegetale alla bocca, con finale leggermente amarognolo.
1995: dal colore oro-verde intenso e luminoso, bellissimo, soprattutto se consideriamo l’età del vino; sentori minerali e di erbe officinali al naso, note idrocarburiche spiccate e ricordi di foglia di fico; alla bocca il vino è ancora fresco, supportato da una notevole spina acida, si percepiscono note terziarie da evoluzione, mentre la persistenza gusto-olfattiva è decisamente buona.
Sorriso di Cielo (Doc Colli Piacentini, Malvasia di Candia Aromatica), di La Tosa, presentato da Stefano Pizzamiglio:
2007: dal colore giallo dorato scarico; intenso ed elegante al naso, con una decisa nota aromatica; morbido ed al contempo fresco alla bocca, aromatico, con un buon frutto ed un sentore di confetto, buona la persistenza.
2000: questo vino da solo valeva il viaggio. Paglierino-verdolino luminoso il colore; naso elegante e complesso, con note botritizzate ed accenni idrocarburici da Riesling; morbido e ancora fresco alla bocca, con sentori idrocarburici e buona persistenza. Un prodotto decisamente interessante.
1995: il colore è paglierino-dorato luminoso; al naso, di media intensità, presenta note di vaniglia; notevole la nota sapida e decisa la spina acida, leggermente amarognolo il fin di bocca.
In definitiva tre vini completamenti diversi tra loro.
Palai (Igt Terre delle Dolomiti) il vitigno è Müller Thurgau, di Pojer e Sandri, presentato da Mario Pojer:
2008: dal luminoso color paglierino scarico; naso delicato, elegante, aromatico e fruttato; fresco alla bocca, non molto strutturato, erbaceo e con decisa spina acida. Vino decisamente giovane, che abbiamo apprezzato maggiormente al naso.
1981: In questa annata il vino non si chiamava ancora Palai, ed era semplicemente classificato come “Vino da Tavola”; l’avevamo già assaggiato un paio d’anni fa, in occasione di “Tutti i colori del Bianco”, (vedi: http://www.vinealia.org/website.asp?ID=7849) e l’avevamo trovato decisamente più in forma, è d’altra parte logico, che quando si affronta un prodotto di quasi trent’anni, non certamente concepito allora per durare nel tempo, ogni bottiglia può riservare sorprese diverse. Il colore è oro-verde scarico, luminoso; poco intenso al naso, chiuso, con leggeri accenni idrocarburici; alla bocca riscontriamo una decisa nota acida e degli accenni ossidativi, amarognolo il fin di bocca.
Moscato Rosa (Doc Trentino), di Zeni, presentato da Roberto Zeni:
2007: dal colore rubino, intenso e luminoso; al naso, elegante, delicate note speziate e di frutti di bosco, volatile percepibile; buono il frutto alla bocca, dove il vino entra deciso, si riconoscono ciliegia, frutti di bosco (lampone), cioccolato, la trama tannica è delicata mentre la persistenza è media.
2002: il colore è mattonato-granato; al naso sentori di fichi secchi con mandorle, miele, uva passa; uva passa che ritroviamo alla bocca, dove il vino è asciutto e leggermente tannico.
IL TALK SHOW
Condotto da Davide Paolini “Il Gastronauta”, e con la partecipazione di Gualtiero Marchesi e di Adua Villa, sommelier de “La prova del cuoco”, in “A tu per tu con i vini aromatici” si è parlato a ruota libera di problemi attuali del mercato, abbinamento con i vini aromatici e curiosità varie.
Adua Villa ha sottolineato l’appagamento dato da un consumo di qualità nei momenti di crisi.
Davide Paolini ha rimarcato invece come, nei momenti di crisi ci sia un abbandono del ristorante ed un rifugio nelle serate in casa, in compagnia di amici.
Ha inoltre ribadito l’importanza di portare i buyers stranieri sul territorio, per valorizzare al massimo i nostri prodotti, piuttosto che portare i prodotti sui mercati stranieri, estrapolandoli in questo modo dal loro contesto.
Infine alcuni frasi random, estrapolate dal discorso del sempre brillante e provocatorio, Gualtiero Marchesi: “L’improvvisazione presuppone la conoscenza delle materie”, “Tutti fanno tutto, senza saper far niente”
“Facciamo tutti i creativi”, “Nel ’60 feci la mia prima carta dei vini: 270 etichette”, “Il mio piatto non ha bisogno di vino”, “Il vino si abbina alla salsa del piatto”, “Vini del territorio, su cibi del territorio”.
Lorenzo Colombo
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