Sempre interessanti – e un poco controcorrente – le SERATE DI DEGUSTAZIONE organizzate dell’enoteca Enopassione di Desio. Questa volta è di scena il Lazio, una regione dal grande potenziale vinicolo spesso inespresso, tra le cause di questa non fulgida fama dei vini laziali, concorrono anche le masse di vino anonimo, proposte spesso in dame (quei bottiglioni da cinque litri) che si trovano in tutti gli ipermercati.
Undici le aziende presenti, tra le più famose della regione, con una quarantina di vini in assaggio; a causa del poco tempo a disposizione abbiamo potuto degustare solamente pochi campioni, soprattutto vini bianchi, ecco quindi alcune sintetiche impressioni su quanto assaggiato:
Azienda vitivinicola Paola di Mauro,“Colle Picchioni”, Frattocchie (Roma): tra i prodotti assaggiati vale la pena citare: Doc Marino “Donna Paola” 2008: Malvasia in maggior parte, più Trebbiano e Semillon. Dal naso mediamente intenso, con sentori tra il fruttato e l’erbaceo; in bocca presenta una media struttura, una buona vena sapida ed una media persistenza.
Igt Lazio Bianco “Le Vignole”, non ci siamo segnati l’annata: prodotto principalmente con uve Malvasia, unite a Trebbiano e Sauvignon, matura per 30 mesi in botti di rovere. Dal bel naso, intenso e dalla buona complessità, con sentori erbacei e di erbe officinali; in bocca è un poco marcato dal legno.
Azienda agricola Castel de Paolis, Grottaferrata (Roma): uno tra i pochi vini rossi assaggiati è l’Igt Lazio Rosso “I Quattro Mori” 2005: Syrah in maggior parte, più Merlot, Cabernet Sauvignon ed una piccola parte di Petit Verdot, 18 mesi in barriques usate. Dal bel naso, interessante, complesso, caldo, con sentori di tabacco e cuoio; alla bocca invece il vino appare un poco magro, asciutto, con acidità pronunciata. L’abbiamo decisamente preferito al naso, anche se le bevibilità è buona. Il prezzo è piuttosto elevato.
Doc Frascati Superiore 2008: utilizza le classiche uve locali: Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, Bovino e Cacchione. Dal naso pulito, di buona intensità, con note aromatiche; anche alla bocca si nota una piacevole aromaticità, la persistenza è lunga, anche se il fin di bocca è un poco amarognolo.
Paolo e Noemia d’Amico, Castiglione in Teverina (Viterbo): Igt Lazio Chardonnay “Falesia” 2007: fermenta e matura in barriques nuove per 12 mesi. Dal bel naso, dove il legno, percepibile ma non fastidioso, conferisce al vino sentori di nocciole tostate; di buona struttura alla bocca, grasso, qui il legno è più deciso e lascia il fin di bocca leggermente amarognolo.
Trappolini, Castiglione in Teverina (Viterbo): Igt Lazio Rosso “Paterno” 2006: Sangiovese in purezza, matura 24 mesi in barriques. Dal bel naso, anche se leggermente pungente; buono il frutto alla bocca, con una leggera nota speziata ed un accenno aromatico, lunga infine la persistenza.
Igt Lazio Rosso “Cenereto” 2008: blend di Sangiovese e Montepulciano in parti uguali, lavorazione completamente in acciaio. Dal naso interessante, fruttato-speziato; di media struttura alla bocca, piacevole, simpatico, con una speziatura decisa che rimanda ai chiodi di garofano.
Marco Carpineti, Cori (Latina): Doc Cori Rosso “Capolemole” 2007: ottenuto da uve Montepulciano, Nero Buono di Cori ed in piccola parte Cesanese, matura 12 mesi in botti di diversa capacità. Di media intensità olfattiva, con sentori di tabacco dolce; di buona struttura, asciutto, speziato alla bocca, con buona persistenza.
Doc Cori Bianco “Capolemole” 2008: Malvasia, Bellone e Trebbiano le uve utilizzate. Dal naso interessante, con sentori erbacei, di fieno; di media struttura alla bocca, con una decisa vena sapida, di piacevole beva.
Igt Lazio Rosso “Tufaliccio” 2008: Montepulciano e Sangiovese le uve utilizzate, lavorazione in acciaio. Bel naso, caldo, fruttato, con ricordi di prugna; di media struttura e buon frutto alla bocca, non lunghissimo.
Tenuta Le Quinte, Montecompatri (Roma): Igt Lazio Malvasia “Orchidea” 2008: leggere note floreali al naso; buon frutto alla bocca (uva spina), discrete la struttura e la persistenza.
Doc Montecompatri “Virtù Romane” 2008: Malvasia, Bellone, Bovino e Trebbiano le uve utilizzate. Dal naso pulito e non molto intenso; buono il frutto alla bocca, dove si ritrovano note di erbe aromatiche e sentori di fieno; un vino molto pulito.
Lorenzo Colombo
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