Una degustazione insolita al Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio “DAL BICCHIERE ALLA VIGNA” si ripropone infatti di “verificare se nel bicchiere ritroviamo il territorio” come dice Giacomo Mojoli nel suo intervento, ovvero “Il vino come strumento di valorizzazione di un territorio”.
Oltre a Mojoli (Università degli Studi di scienze gastronomiche), sono presenti, al tavolo dei relatori, per questa degustazione riservata alla stampa: Osvaldo Failla (Università degli Studi di Milano), l’agronomo Sonia Mancini e Claudio Introini (Presidente della Fondazione Fojanini), coordinati dal nuovo presidente del Consorzio Vini di Valtellina, Mamete Prevostini.
Failla ripercorre la storia del Nebbiolo in Valtellina, soffermandosi sulle motivazione che hanno spinto alla scelta di questo vitigno (maturazione in un periodo generalmente poco piovoso, uno dei motivi), mentre Introini ricorda che sia il territorio che l’uomo influiscono nettamente sulle caratteristiche organolettiche di un vino, anche se naturalmente non possiamo trascurare l’influenza del vitigno. Inoltre Introini si sofferma sui lavori svolti sulla selezione massale, iniziata nel 1993, per l’individuazione di cloni tipici della Chiavennasca, e cita la ricerca attualmente in corso presso la Fondazione Fojanini per la selezione clonale di cloni storici per arrivare ad una maggiore identità.
Segue quindi la degustazione alla cieca di una prima batteria di cinque Valtellina Superiore delle annate 2004 e 2005. Ecco i nostri commenti, con le relative valutazioni, sui vini assaggiati, seguendo l’ordine di presentazione.
Azienda agricola La Castellina, Fondazione Fojanini: Sassella Le Barbarine 2004
Color granato non molto intenso. Di media intensità olfattiva, un poco chiuso all’inizio, si apre quindi su fiori secchi, note fruttate di ciliegia, liquirizia dolce ed accenni mentolati. Di media struttura alla bocca, con tannino asciutto e buona vena acida, fruttato speziato e di media complessità. (83-84/100)
Mamete Prevostini: Sassella San Lorenzo 2005
Granato di buona intensità, con riflessi rubino. Buona l’intensità olfattiva, di buona eleganza, con sentori di legno e di vaniglia in primo piano, note tostate e di frutto maturo. Strutturato alla bocca, con note tostate date dal legno in evidenza, tannini asciutti e leggermente amarognoli, buona la persistenza. (82-83/100)
Ar.Pe.Pe.: Grumello Rocca de Piro 2004
Granato di media intensità con unghia aranciata. Pulito al naso, elegante, fresco, fruttato e con accenni balsamici. Di buona struttura, con tannino elegant e ben fuso, sapido e con buona vena acida, lunga la persistenza. (86-87/100)
Caven Camuna: Inferno Al Carmine 2005
Granato di buona intensità con ricordi rubino. Buona l’intensità olfattiva, con note terziarie (cuoio, animali) e frutto speziato in sottofondo. Di buona struttura, con sentori animali (cuoio) e tannino leggermente vegetale, buona la complessità e lunga la persistenza. (85++)
Rainoldi: Inferno Riserva 2005
Color granato di buona intensità. Intenso ed alcolico al naso, con sentori di frutto maturo, confettura di ciliegia, note speziate ed accenni balsamici e mentolati. Ci è parso un poco atipico. Strutturato, con sentori di legno e tannino leggermente aggressivo ed un poco amarognolo, lunga la persistenza. L’abbiamo preferito al naso. (83+)
Il successivo intervento di Sonia Mancini è relativo alla “componente umana”, si parla quindi di scelte agronomiche e di cantina, dell’importanza della luce nel vigneto, e di conseguenza della gestione delle chiome, delle potature, delle sfogliature, arrivando ai vigneti più moderni della valle, con potatura a Guyot e sistemazione a giropoggio.
Segue quindi una seconda batteria di quattro Valtellina Superiore, sempre serviti a bottiglie coperte; ecco le nostre impressioni, l’ordine è sempre quello di presentazione.
Dirupi: Dirupi 2006
Rubino-granato luminoso, di media intensità. Un poco chiuso al naso, di media intensità, leggermente pungente, con accenni chinati, si apre su fiori appassiti e note fruttate. Buona la struttura come pure l’eleganza, leggera speziatura, tannino morbido e buona persistenza. (86 meno)
Nino Negri: Vigneto Fracia 2005
Granato di media intensità. Bel naso, elegante, di buona intensità, con frutto maturo speziato, note di ciliegia sotto spirito ed accenni coccolatosi, legno in sottofondo. Buona la struttura, tannino deciso, legno percepibile, sentori di rabarbaro, buona la vena acida come pure la persistenza. (84-85/100)
Bettini: Vagella Vigna la Cornella 2005
Granato di media intensità, con unghia aranciata. Naso di buona eleganza, frutto netto (ciliegia matura), di media complessità. Fresco alla bocca, di media struttura, con frutto non molto maturo (ciliegia) e buona persistenza. (84/100)
Fay: Vagella Carteria 2005
Granato di media intensità, con ricordi rubino. Elegante al naso, balsamico, mentovato, con sentori di castagne. Di media struttura, e buona vena acida, fruttato, con tannino leggermente verde. (84+)
Dopo questa degustazione riservata, l’evento assume un carattere più giocoso e curioso, con un originale banco d’assaggio di vini valtellinesi, sviluppato all’interno della SPA del Grand Hotel Bagni Nuovi, con accompagnamento di prodotti locali e prelibati manicaretti preparati da alcuni tra i migliori ristoranti della valle.
Decisamente curioso, come dicevamo questo banco d’assaggio, con persone in accappatoio e ciabattine che si aggiravano tra i banchi dei produttori, tra effluvi d’essenze balsamiche che certamente non giovavano però alla degustazione stessa. Dulcis in fundo, una cena stellata, alla quale purtroppo, a causa di precedenti impegni, non abbiamo potuto partecipare.
Lorenzo Colombo
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