Ideato da Elisabetta Bottala e da Camillo Favara, di Artevino, si è tenuto nei giorni 21 e 22 novembre, in Langa, l’evento “LE LORO MAESTA'”, un confronto tra due realtà con molte similitudini ed altrettante diversità, come sono la Borgogna e le Langhe.
Suddiviso in due momenti ben distinti, sia dal punto di vista tematico che da quello logistico, prevedeva nel primo pomeriggio di sabato un convegno-dibattito dal titolo “Cru: sintesi di valori”, tenutosi nell’Ampelion di Alba, adiacente la Scuola Enologica.
Moderato e condotto da Gianni Fabrizio (Curatore della Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso) e da Giampaolo Gravina (Guida Vini d’Italia de L’Espresso) il convegno prendeva spunto dalla recente modifica del disciplinare di produzione del Barolo, con il riconoscimento delle “Menzioni Geografiche Aggiuntive”.
Claudio Rosso, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, ripercorre la storia del Barolo e del Barbaresco, sino a giungere al conferimento delle Menzioni Geografiche Aggiuntive, mentre il geometra Carlo Cane presenta il lavoro di inserimento nel sito del consorzio della mappatura delle M.G.A. (Menzioni Geografiche Aggiuntive) con tutte le possibilità di consultazione permesse.
Philippe Senard traccia il percorso che ha portato alla nascita delle classificazioni dei Grandi Cru della Borgogna, con il relativo concetto di “Terroir”.
Fabrizio elenca quindi le similitudini e le differenze esistenti tra Borgogna e Langhe: piccoli appezzamenti storicamente delimitati, vitigni perfettamente adattatisi al territorio, profondo legame vitigno-territorio, riconoscimento ufficiale dei Cru, per i primi; mentre per quanto riguarda le differenze abbiamo: storia (molto più antica per la Borgogna), gerarchia (che in Langa non esiste), classificazione solamente parziale del territorio in Borgogna, mentre è totale in Langa.
Nicola Argamante, presidente della strada del Barolo parla del lavoro di ricerca svolto sulle sottozone, con vinificazione in un’unica cantina delle uve provenienti da diverse zone, seguita da un’analisi organolettica dei vini così prodotti, curata da un panel appositamente addestrato, giungendo alle conclusioni che questi vini sono difficilmente riconoscibili e ripetibili negli anni; più o meno lo stesso concetto espresso dal presidente Rosso, quando dice: ”c’è molta più uniformità nel territorio di quanto si pensi”.
A seguire il dibattito, con però troppo poco tempo a disposizione per poter essere sviluppato come la complessità dell’argomento avrebbe richiesto.
La seconda parte delle manifestazione si svolgeva invece a La Morra, dove, nella sala polifunzionale, erano stati preparati i banchi d’assaggio di una ventina di aziende provenienti dalla Borgogna, e di altrettante delle Langhe: una degustazione riservata solamente alla stampa, per il tardo pomeriggio di sabato, mentre su prenotazione, aperta al pubblico la domenica successiva.
In merito al banco d’assaggio (sabato pomeriggio abbiamo assaggiato tutti i Borgogna presenti), dobbiamo dire che non è stato possibile degustare nelle migliori condizioni, il tutto infatti si svolgeva in piedi, davanti al produttore, in una sala decisamente affollata, con poca possibilità di concentrarsi e con difficoltà nel prendere appunti, vero è che si è trattato della prima edizione, e ci auguriamo vivamente che l’evento venga ripetuto. Abbiamo lasciato la degustazione dei vini di Langa al mattino della domenica, anche se ad un certo punto la sala era così affollata che abbiamo deciso di rinunciare, dopo aver assaggiato solamente una quindicina di prodotti.
Di seguito alcuni brevi commenti sui miglior assaggi dei vini della Borgogna, seguiti dalla nostra valutazione in centesimi; quasi tutti i vini meritavano di essere menzionati, per questioni di spazio ci limitiamo a quelli che secondo noi hanno abbondantemente superato la soglia degli 84/100.
VIGNERONS DI BORGOGNA: diciannove i produttori partecipanti, che presentavano trentasette etichette.
Domaine Bonneau du Martray-Pernand Vergelesses
Corton Grand Cru 1999: color granato di buona intensità. Non molto intenso al naso, di buona eleganza, con sentori fruttati e note terziarie di tabacco e cuoio. Buona la struttura alla bocca, tannino leggermente vegetale, frutto speziato ed acidità pronunciata. (85-86/100)
Domaine Simon Bize et fils- Savigny Les Beaune
Aux Grands Liards 2007: color rubino molto scarico. Di media intensità olfattiva, fruttato e con note di tabacco. Di media struttura, sapido, con un buon frutto e note vegetali, buona la persistenza. (86-86/100)
Les Marconnettes 2006: rubino-granato scarico. Di media intensità olfattiva e buona eleganza, balsamico. Di media struttura e buona eleganza, tannino leggermente vegetale e buona persistenza. (85 meno)
Domaine du Château de Chorey-Chorey Les Beaune
Beaune 1er Cru Les Cras 2001: granato-mattonato scarico. Elegantre e complesso al naso, con leggere note animali e frutto speziato. Intenso alla bocca, con tannino ben presente, frutto speziato ed accenni animali, buona la persistenza. Complesso. (87+)
Corton Bressandes Grand Cru 2007: color rubino scarico. Al naso frutto pulito e leggera tostatura. Di media struttura e notevole nota sapida, elegante e di buona complessità, buona la persistenza. (85-86/100)
Domaine Château de La Tour-Vougeot
Château de La Tour 1976: mattonato-aranciato, con parecchio residuo nel bicchiere. Elegante e di media intensità olfattiva, complesso, con sentori di cuoio, fiori secchi e note animali. Un grande naso. Media la struttura alla bocca, complesso, ancora vivo, tannino ben presente, buona acidità, sentori di cuoio e lunga persistenza. Grande, rapportato all’età. (90/100)
Clos Vougeot Grand Cru Vielles Vignes 2007: color rubino-granato scarico. Intenso al naso, di notevole eleganza, balsamico e mentolato. Elegante, morbido alla bocca, di media struttura, balsamico, leggermente aromatico e di buona persistenza. (88/100)
Domaine Christian Clerget-Vougeot
Échezeaux Grand Cru 2007: rubino luminoso di buona intensità. Di media intensità olfattiva, elegante, piacevole, invitante, fruttato. Di buona struttura, fresco e balsamico alla bocca, elegante, fine, mentovato, molto sapid, con tannino deciso ma mai fastidioso, buona la persistenza. (88/100)
Chambolle-Musigny 1er Cru Les Charmes 2007: color rubino di buona intensità. Bel naso, pulito, elegante, piacevole, decisamente fruttato. Sapido alla bocca, non molto complesso, piacevole, con un buon frutto e lunga persistenza. (84-85/100)
Domaine Jean-Jacques Confuron-Premeaux Prissey
Romanée Saint Vivant Grand Cru 2006: color rubino-granato scarico. Elegante al naso, delicato, fine, di media intensità, con sentori floreali-fruttati. Di buona struttura e notevole eleganza alla bocca, la sua dote migliore è il grande equilibrio, buona la persistenza. Un vino molto fine. (88 meno meno)
Nuits-Saint-George 1er Cru Aux Boudots 2007: rubino-granato molto scarico. Di buona intensità olfattiva, fruttato (ciliegia matura). Strutturato, con un buon frutto maturo alla bocca, buona sia la sapidità che la vena acida, lunga la persistenza. Un vino non estremamente complesso ma di grande piacevolezza. (85++)
Domaine De Villaine-Bouzeron
Bourgogne Côte Chalonnaise, La Digoine 1999: color melanzana. Intenso al naso, complesso, con sentori animali pronunciati e note di cuoio. Intenso alla bocca, di buona struttura, frutto netto (prugna e ciliegia), buona nota speziata, lunga persistenza. (88/100)
Domaine Drouhin-Laroze-Gevrey Chambertin
Chapelle Chambertin Grand Cru 2006: dal color rubino scarico. Di media intensità olfattiva, balsamico, fine, elegante, con un buon frutto e note minerali. Di buona struttura, sapido, fruttato, minerale e di lunga persistenza. (86 meno meno)
Domaine Henry Gouges-Nuits Saint Georges
Nuits-Saint-Georges 1er Cru Les Vaucrains 2003: il colore è granato-rubino molto intenso. Di buona intensità olfattiva, con frutto maturo speziato. Di buona struttura, con tannino deciso ma fine, sapido e con un bel frutto, lunga la persistenza. (86-87/100)
Domaine Gros Frère & Soeur- Vosne Romanée
Richebourg Grand Cru 1999: granato di buona intensità. Eleganti niote terziarie al naso, di cuoio e tabacco. Tannino deciso alla bocca, legno percepibile, sapido, sentori di rabarbaro, china, pellame, molto lunga la persistenza. (88/100)
Richebourg Grand Cru 2006: color rubino granato di buona intensità. Delicato ed elegante al naso, con sentori di castagne. Buono il frutto alla bocca, tannino un poco vegetale, buona la persistenza. (85+)
Richebourg Grand Cru 2007: color granato scarico. Di media intensità olfattiva e buona eleganza, sentori di castagne. Alla bocca il vino è sapido, con una vena acida pronunciata ed una lunga persistenza, si ritrovano i sentori di castagne. (87 meno)
Domaine du Comte Liger-Belair- Vosne Romanée
Échezeaux Grand Cru 2006: rubino luminoso di buona intensità. Intenso al naso, con un buon frutto, decisamente balsamico. Di buona struttura, un poco aggressivo alla bocca, balsamico-mentolato e con una buona persistenza. (87/100)
Vosne Romanée 1er Cru Aux Reignots 2006: rubino intenso. Leggermente pungente al naso, con sentori fruttati e ricordi di fumo. Intenso e deciso alla bocca, di lunga persistenza. Un prodotto non facile. (87-88/100)
Domaine Jacques-Frederic Mugnier-Chambolle Musigny
Musigny Grand Cru 2006: rubino di discreta intensità. Elegante al naso, mediamente intenso, balsamico e con note animali. Di buona struttura alla bocca, sapido, minerale, elegante, con un buon frutto e tannino presente ma ben fuso, buona la persistenza. (87 meno)
Domaine Ponsot-Morey Saint Denis
Clos de la Roche Grand Cru Cuvèe Vieilles Vignes 2004: granato molto scarico. Buona l’intensità olfattiva, come pure l’eleganza, note animali e di cuoio. Di buona struttura, leggermente aggressivo, sapido, note animali ed accenni vegetali, notevole la persistenza. (85-86/100)
Clos de la Roche Grand Cru Cuvèe Vieilles Vignes 1998: color granato-mattonato. Delicato e molto elegante al naso, con note di rabarbaro ed accenni di cuoio. Medial la struttura, tannino deciso, un poco aggressivo, sentori di cuoio, buona la persistenza. (87/100)
Domaine Louis Remy- Morey Saint Denis
Clos de la Roche Grand Cru 1999: rubino-granato scarico. Di media intensità olfattiva, elegant e complesso, con buon frutto, sentori di cuoio ed accenni animali. Media la struttura alla bocca e grande la complessità, sapido, elegante, con note di cuoio e lunga persistenza. (88-89/100)
Chambertin Grand Cru 2006: color rubino molto scarico. Mediamente intenso al naso, pulito, fruttato (piccoli frutti rossi) e con note di caramella alla frutta. Di media struttura, con tannino deciso e frutto speziato alla bocca. (84-85/100)
Domaine Rion- Vosne Romanée
Clos Vougeot Grand Cru 2006: color rubino di buona intensità. Elegante al naso, mediamente intnso, con un buon frutto, leggera speziatura ed accenni aromatici. Buono il frutto anche alla bocca, leggera speziatura, tannino deciso e sentori di legno. (85/100)
Nuits-Saint-Georges 1er Cru Les Murges 2006: rubino di buona intensità. Frutto maturo al naso (prugna), balsamico, leggermente aromatico, di buona eleganza. Intenso alla bocca, di buona struttura, leggermente aggressivo, con tannino deciso, buon frutto speziato e leggere note vegetali. (84-85/100)
Domaine Comte Senard-Beaune
Corton Bressandes Grand Cru 2006: color granato scarico. Elegante al naso, di media intensità olfattiva, fruttato, con leggera speziatura. Buona l’intensità alla bocca, tannino leggermente vegetale, frutto non molto maturo e buona persistenza. (84+)
Corton Clos des Meix Grand Cru 2003: color rubino-granato di media intensità. Molto elegante al naso, con frutto speziato e leggeri accenni animali. Elegante, fine e complesso alla bocca, con note chinate, bel tannino e persistenza molto lunga. (88-89/100)
Passiamo quindi ai VINI DELLE LANGHE, diciannove produttori presenti con trentadue campioni, quati tutti Barolo (c’erano un paio di Barbaresco ed un paio di Roero); ne abbiamo assaggiato circa la metà, tutti Barolo. Eccoli, in ordine alfabetico, con le nostre brevi impressioni ma senza valutazioni numeriche, anche se tutti i vini elencati sono stati valutati con almeno 84/100.
Boglietti-La Morra
Barolo Fossati 2005: granato intenso con ricordi rubino. Elegante al naso, di buona intensità, con un buon frutto maturo, dolce, ed una leggera speziatura; un grande naso. Di buona struttura, con tannino deciso, sentori di ciliegia matura, e fin di bocca leggermente amarognolo, grande la piacevolezza di beva.
Barolo Case Nere 2000: color granato di buona intensità. Bel naso, elegante e delicato, con note di fiori appassiti. Buona la struttura alla bocca, tannino imponente, note terziarie di cuoio, fin di bocca piacevolmente amarognolo.
Brezza-Barolo
Barolo Sarmassa 2005: color granato scarico. Di media intensità olfattiva e buona eleganza, frutto leggermente speziato. Asciutto alla bocca, con tannino deciso, legno percepibile e buona persistenza.
Barolo Bricco Sarmassa 2004: granato di media intensità. Mediamente intenso, con un bel naso, elegante e leggermente speziato. Note tostate alla bocca, legno percepibile, asciutto e dalla buona persistenza.
Castello di Verduno-Verduno
Barolo Monvigliero 1998: color granato di media intensità. Elegante e delicato al naso, con accenni chinati. Di media struttura, morbido, evoluto ma perfettamente integro, con tannino ancora vivo, note chinate e buona persistenza.
Elvio Cogno-Novello
Barolo Vigna Elena 2004: color granato di media intensità. Delicato ed elegante al naso, non molto intenso, con note di fiori appassiti. Buona la struttura alla bocca, tannino deciso ma mai fastidioso, legno percepibile, note chinate e buona persistenza.
Barolo Bricco Pernice 2005: granato di media intensità. Caldo al naso, ampio, floreale-fruttato, con leggera speziatura. Buona la struttura alla bocca, tannino deciso, asciutto, legno percepibile, leggermente amarognolo e dalla buona persistenza.
Poderi Luigi Einaudi-Dogliani
Barolo nei Cannubi 1999: granato di media intensità. Intenso al naso, con note terziarie di cuoio ed accenni chinati. Elegante ed equilibrato alla bocca, con tannino presente ma ben fuso, media la persistenza; notevole.
Ettore Germano-Serralunga d’Alba
Barolo Cerretta 2005: granato di media intensità. Intenso al naso, alcolico, leggermente pungente, con sentori di frutto speziato. Deciso alla bocca, con tannino imponente, asciutto, leggermente vegetale, con legno percepibile e buona persistenza.
Barolo Serralunga 2001: granato-mattonato non molto intenso. Elegante al naso, equilibrato, di media intensità e buona complessità, fiori appassiti ed accenni speziati. Buona la struttura alla bocca, legno percepibile, tannino deciso, asciutto, con note chinate. L’abbiamo preferito al naso.
Massolino-Serralunga d’Alba
Barolo Margherita 2005: granato luminoso di media intensità. Naso delicato ed elegante, fine, equilibrato, con leggera speziatura. Elegante anche alla bocca, con tannino ben presente ma mai fastidioso, legno percepibile e lunga persistenza.
Rocche dei Manzoni- Monforte d’Alba
Barolo Vigna Cappella di S. Stefano 2005: granato di media intensità. Elegante al naso intenso, floreale (fiori appassiti). Di buona struttura e con tannino imponente, legno percepibile, buona sia l’eleganza che la persistenza. Giovanissimo.
Barolo Riserva Madonna Assunta la Villa 1999: granato di media intensità. Naco evoluto, cuoio ed accenni animali. Cinato alla bocca, con sentori di rabarbaro, tannino impressionante, buona persistenza. Un vino non facile.
Gigi Rosso-Castiglione Falletto:
Barolo Arione 2005: granato di media intensità. Un poco chiuso al naso, non molto intenso, delicato, con accenni floreali. Di media struttura, delicato anche alla bocca, con tannino non invadente e buona persistenza.
Vajra-Barolo
Barolo Bricco delle Viole 2005: color granato abbastanza scarico. Bel naso, di buona intensità, elegante, balsamico e mentolato. Elegante anche alla bocca, con tannino presente ma non fastidioso, legno percepibile, note chinate, buona persistenza. Un bel vino.
In conclusione dobbiamo dire che si è trattato di un evento decisamente ben fatto, seppur con le pecche della “prima volta”, che ha riscosso un grande successo di pubblico, basti pensare che, nonostante il costo del biglietto d’ingresso non certo alla portata di tutti (sessantacinque euro), le prenotazioni sono state chiuse un mese prima per eccesso di richieste. D’altra parte non capita poi così di frequente di poter assaggiare simili vini, e di incontrarne i produttori, in una sola volta.
Lorenzo Colombo
|