Siamo nell'incanto dei colli caiatini, in lontananza i contrafforti non più innevati del massiccio matesino.
E' questo dei colli caiatini, insieme con l'area del Massico e di Roccamonfina, il territorio dell'Alta Campania maggiormente vocato a una produzione vinicola di qualità.
Due i vitigni imperanti, adesso ben accolti dopo un oblio che li stava conducendo all'estinzione: il pallagrello (bianco e nero) e il casavecchia.
In gradevolissima posizione vigneti e cantina della neonata azienda PODERE BELL'ANGELO, di proprietà dell'appassionato quanto competente dottor Francesco Rao, che lascia la conduzione tecnica al valente agronomo Pietro Razzino.
Due i vini che ci è stato dato degustare: "Silva Aura" e "Silva Nigra".
"Silva Aura", il bianco, è da uve pallagrello bianco (80%) e da uve fiano (20%).
Vede solo acciaio, grazie a Dio !
Qui ci piace particolarmente questa applicazione enoica della legge di Paredo, difatti abbiamo riscontrato piacevolissimo il rate tra pallagrello e fiano, con un fiano che sembra voglia adornare con tocchi di innata eleganza tutto il portentoso brio del pallagrello, esso giammai smussando, ma solo rendendolo intrigantemente setoso con sorso che chiama il successivo, volano virtuoso (e non vizioso!) innescando.
Vorremo provarlo anche nel difficile abbinamento con la mozzarella di bufala campana dop.
Abbiamo degustato la vendemmia 2009.
"Silva Nigra" è blend da aglianico (55%) e, ciascheduno contribuendo al 15%, pallagrello nero, casavecchia e cabernet sauvignon.
Affinamento in barrique.
Abbiamo degustato il 2008, che sarà pronto in bottiglia in autunno.
E davvero così è. Nel senso che il calice ci è parso la dressing room di questo vino, con valenze tanniche ancora inespresse per poter conferire la voluta spiccata identità.
Siamo facili profeti nel pronosticare ad entrambi i vini (il bianco ancor più) un lusinghiero apprezzamento da parte della critica e dell'avveduto bevitore.
Un'ulteriore buona notizia: da appassimento, ma non da surmaturazione, da uve pallagrello bianco, Razzino lavorerà in questa già imminente vendemmia 2010 alla preparazione di un originale passito, da poter cominciare ad apprezzare nell'autunno 2011.
Auguri e complimenti vivissimi al dottor Francesco Rao.
Vincenzo D'Antonio
|