Una trentina le aziende presenti a questa prima tappa del “BEREBIO ROAD SHOW”, che si è tenuta presso l’Hotel de La Ville a Milano (le tappe successive si sono svolte a Roma a New York.
Organizzato da Wine Dreamers srl di Roma (www.winedreamers.com) ha visto la partecipazione di aziende provenienti da diverse regioni italiane, con prevalenza di produttori toscani (quasi metà dei partecipanti) e la presenza di due consorzi, il Consorzio Vintesa, in rappresentanza di sette produttori ed il Consorzio produttori biodinamici, con altre quattro aziende.
Parecchi i vini in degustazione, oltre un centinaio, (noi di Vin&alia ne abbiamo assaggiati una quarantina) e qualità degli stessi assai variabile.
Certamente non esiste più la discutibile qualità organolettica che presentavano molti vini biologici-biodinamici, solamente pochi anni fa’, ma alcuni prodotti necessitano ancora oggi di una maggior pulizia olfattiva, essendo ormai impensabile pensare di poter vendere prodotti con chiari (anche se a volte leggeri) difetti organolettici, contando escusivamente fatto che siano biologici o biodinamici.
Senza voler fare alcuna classifica dei prodotti degustati, ci piace solamente citare quelli che abbiamo maggiormente apprezzato.
Curioso lo “Spumante di Qualità Millesimato 2009” (metodo Charmat) dell’Azienda agrobiodinamica Casale, di Certaldo (www.casalebio.com), prodotto da uve trebbiano, presenta al naso uno spiccatissimo sentore di mela, che si ritrova poi anche alla bocca, caratterizzata dalla pronunciata vena acida; un vino semplice, pulito e dall’insolita nota tannica. Particolare anche il Rosato 2009 “Giglio Rosa”, della stessa azienda, se ricordiamo bene a base sangiovese (purtroppo il catalogo di degustazione gentilmente fornito all’ingresso non è molto esplicativo in merito alle denominazioni dei vini, riportandone solamente il nome; non parliamo poi del sito internet aziendale, sul quale confidavamo di ottenere informazioni, ma che in realtà non è assolutamente aggiornato, peccato), vino quest’ultimo che olfattivamente ci ha ricordato le castagne, sensazione ritrovata poi alla bocca sotto forma di castagne crude con la pellicina, decisamente sapido e dalla lunga persistenza.
Notevole il Gavi “Gorrina 2007” di Tenuta San Pietro, di Tassarolo (www.tenutasanpietro.it), ottenuto da viti centenarie, prefilosseriche, fermenta e si affina in legno piccolo, che conferisce al vino un’elegante nota di nocciole tostate, molto morbido alla bocca ma la contempo sapido. Sul nostro carnet di degustazione abbiamo scritto. “Che buono!!!”
Dell’Azienda agrituristica biologica Cavalierino, di Montepulciano (www.cavalierino.it) abbiamo apprezzato il Vino Nobile di Montepulciano 2007 (prova di vasca), dall’elegante sentore di legno balsamico. Interessante anche il “Chiccheio Rosso”, un Igt, prodotto con uve Cabernet Sauvignon e Merlot, che fermenta in acciaio e si affina per dodici mesi in barriques, intenso al naso, e con sentori di liquirizia che ritroviamo anche alla bocca, dove entra deciso, e con tannino in evidenza.
L’Azienda agricola San Quirico, di San Gimignano (az.agr.sanquirico@libero.it), presentava un’interessante Vernaccia di San Gimignano 2006, “I Campi Santi” (nulla a che vedere con i cimiteri), un vino sapido, strutturato e con un bel frutto, morbido e dalla lunga persistenza. Piacevole l’Igt Toscana Rosato 2009, prodotto con uve Sangiovese, pulito al naso, con sentori di piccoli frutti rossi, morbido, fresco, fruttato, sapido, pulito e piacevole alla bocca. Interessante anche il Chianti Colli Senesi 2008, un Sangiovese in purezza che presentava al naso note di castagne, mentre alla bocca si caratterizzava per la nota sapida e per l’accenno animale leggermente aggressivo.
Altri tre vini interessanti sono quelli della Fattoria Castellina, di Capraia (Firenze) (www.fattoriacastellina.com), curioso l’Igt Bianco Toscana “Solare”, da uve Vermentino, affinato in barrique, dove svolge anche la fermentazione malolattica, presenta al naso sentori di fieno e paglia, mentre alla bocca è morbido, con sentori di nocciola. Il Chianti Montalbano 2007, un Sangiovese in purezza, è caratterizzato da note olfattive che ricordano l’umidità del sottobosco, mentre alla bocca notiamo sentori di castagne. Mentre l’Igt Toscana Rosso “Terra e Cielo” (ancora un Sangiovese), oltre alle note di sottobosco presenta ricordi di tabacco, sentori di legno e tannino un poco vegetale, ed interessanti e curiose note minerali.
Non molto strutturato ma fresco e minerale il Chianti Riserva 2006 “Ruschieto” de La Salceta, di Terranova Bracciolini (www.lasalceta.it), un vino con ricordi di frutto e note d’umidità e dal tannino un poco verde. Su un livello superiore collochiamo l’Igt Toscana “la Nocetta” 2007, blend di Sangiovese e Cabernet Franc, dalle note olfattive che ricordano l’umidità, il sottobosco, la castagna, mentre alla bocca un tannino deciso, un poco verde ed aggressivo, un bella mineralità ed una lunga persistenza.
Tre vini bianchi per la Montenidoli, di San Gimignano (www.montenidoli.com), l’Igt Toscana “Vinbrusco”2005, da uve Trebbiano e Malvasia del Chianti, idrocarburico e minerale. L’Igt “Templare” 2003, composito blend di Vernaccia, Trebbiano, Malvasia Bianca, Semillon, Verdicchio, e Grechetto, elegante e complesso, sia al naso che alla bocca, minerale e con sentori di nocciole. E la Vernaccia di San Gimignano 2005 “Carato”, dagli accenni idrocarburici, elegante e complesso al naso, dotato di buona struttura alla bocca, con accenni di legno e nocciole tostate e dalla lunga persistenza.
Chiudiamo infine con alcuni vini proposti dal Consorzio Vintesa, di Neive, che raggruppa aziende provenienti da diverse regioni (www.vintesa.it). Piacevole l’Igt Sicilia Catarratto “Terre Rosse di Giabbascio” 2009, della Centopassi (www.cantinacentopassi.it) dal bel naso, vegetale, con ricordi di erbe officinali, fresco e vegetale anche alla bocca. Della stessa azienda l’Igt Sicilia Nero d’Avola “Argille di Tagghia Via” con note olfattive di sottobosco, foglie bagnate, umidità, asciutto e lungo alla bocca, con sentori di castagne.
Decisamente particolare l’Alto Adige Chardonnay “Ateyon” 2008 delle Tenute Loaker, di Bolzano (www.loaker.net), elegante ed idrocarburico al naso, alcolico, sulfureo, vulcanico, aromatico, morbido, quasi aggressivo alla bocca. Intenso al naso e con sentori di castagna l’Alto Adige Lagrein “Grand Lareyn” 2007, strutturato, fruttato e con note affumicate alla bocca.
Infine il Barbaresco 2004 dell’Azienda agricola biologica Punset, di Neive (www.punset.com), dal naso notevole, elegante, pulito, con ricordi di fiori appassiti e con tannino deciso alla bocca.
Lorenzo Colombo
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