I BALZINI WHITE LABEL – blend di Sangiovese e Cabernet Sauvignon – nasce nel 1987, sotto la supervisione di Giulio Gambelli, chiamato dal commercialista fiorentino Vincenzo D'Isanto, che nel 1980 – desideroso di produrre un grande vino – che, dopo un'attenta analisi aveva individuato i terreni ed i vitigni ideali per esprimere la grande vocazione del territorio: Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.
I primi vigneti erano stati impiantati nel 1980 a Barberino Val d’Elsa, in località Pastine, nel cuore della Toscana centrale, ai confini tra le province di Firenze e Siena, in una zona la cui vocazione vitivinicola è nota da secoli.
I Balzini è un classico esempio di azienda agricola toscana sviluppata attorno all'antica casa colonica, la tenuta si estende per oltre 13 ettari dei quali oltre 8 coltivati a vigneto. Il Cabernet Sauvignon e il Merlot sono stati messi a dimora nei terreni di fronte alla casa, che sono caratterizzati da sabbie gialle limose, intercalate da strati di argilla (tufacei) nei quali è stata rinvenuta una notevole presenza di fossili marini, mentre il Sangiovese è stato piantato in un altro appezzamento, situato a pochi chilometri di distanza, un terreno originato dalla disgregazione della roccia locale, l’alberese, ideale per la coltivazione di questo vitigno toscano.
Un bosco e un laghetto completano la proprietà; la nuova cantina è in parte interrata, per salvaguardare il paesaggio intorno alla tenuta.
Il nome I Balzini deriva da quello che nella regione viene dato alle piccole terrazze (le "piccole balze") sulle quali sono stati impiantati i vigneti.
Il microclima è caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, in modo particolare nel periodo di maturazione delle uve. I vigneti si trovano a un'altezza di 250 metri sopra il livello del mare, e sono esposti a sud-ovest. I filari sono orientati in direzione nord-sud, in modo da captare al massimo e in maniera omogenea la luce e le radiazioni solari.
Il microclima è caratterizzato da inverni freddi ed estati da moderatamente calde a calde, con precipitazioni da medie ad elevate.
Nel 1998, venne prodotta la seconda etichetta, "I Balzini Black Label", che al Sangiovese e al Cabernet unisce anche il Merlot. La passione di Vincenzo ha poi coinvolto la moglie Antonella, che nel 2005 ha abbandonato la propria attività di consulente del lavoro per dedicarsi completamente all'azienda. Insieme hanno creato una terza etichetta: "I Balzini Green Label", un vino giovane nato e prodotto a partire dal 2006 con Sangiovese e Mammolo, uno dei più antichi vitigni toscani. Attualmente Antonella e Vincenzo si avvalgono della collaborazione dell'enologo Barbara Tamburini e del maestro degustatore Giulio Gambelli, cui spetta la supervisione finale.
Ma veniamo al vino che abbiamo degustato, "I Balzini White Label" (nella foto), frutto di un blend in parti uguali, di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, con un tenore alcolico di 14% vol.
Il sistema di coltivazione prevede una lavorazione del suolo alternata ad inerbimento, con potatura della vite a cordone speronato con diradamento di grappoli durante la crescita e selezione finale alla raccolta; durante la vendemmia i grappoli vengono raccolti a mano, posti in piccole cassette e selezionati nuovamente sul nastro trasportatore.
La vinificazione prevede una macerazione a temperature di 28-30°C per circa 10-12 giorni; dopo la fermentazione malolattica il vino si affina in barriques di rovere francese per circa 12 mesi cui segue la sosta di rifinitura in bottiglia per almeno un anno.
Il vino si presenta profondo, intenso, compatto, con un colore quasi nero, limpido, con unghia violacea luminosa.
Intenso e pulito al naso, rimanda alla prugna secca ed alla ciliegia sotto spirito, con leggeri accenni speziati che ricordano la cannella ed la vaniglia.
Di buona struttura alla bocca, fruttato-speziato, leggermente pepato, con tannino deciso ma ben fuso, nota alcolica pronunciata, frutto maturo e prugna secca, sentori dati dal legno ben percepibili ma mai fastidiosi, chiude su note di liquirizia e accenni tostati leggermente amarognoli, buona la persistenza.
Lorenzo Colombo
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