Certamente qualche appassionato di vino avrà sognato almeno una volta nella vita di trovarsi in una specie di Eden del vino, nel quale centinaia di bottiglie di Champagne vengono stappate ed il nostro sognatore si trova imbarazzato nel dover scegliere tra i numerosi calici che gli vengono offerti, non potendo purtroppo assaggiature tutto, mentre invece lo vorrebbe.
Ebbene martedì 4 ottobre questo sogno è divenuto realtà; a Milano infatti, presso l’Hotel Principe di Savoia, si è tenuta la GIORNATA CHAMPAGNE, e gli appassionati hanno potuto godere di oltre centocinquanta di questi vini, prodotti da cinquantaquattro diverse aziende, che proponevano il meglio delle bollicine francesi: Brut, Rosé, Blanc de Blancs, Millésimé, Rèserve, Prémier Cru e quant’altro un cultore del vino possa desiderare.
Ovviamente noi di Vin&alia eravamo presenti, e quasi una trentina di questi nettari li abbiamo assaggiati; prima però di vedere cosa c’è maggiormente piaciuto riteniamo utile fornire alcuni dati ed informazioni recepiti durante il convegno dal titolo “La Champagne fa il punto: sviluppo sostenibile e mercati in crescita”, che si è tenuto nel pomeriggio in una sala dell’hotel.
La filiera dello Champagne:
Gli ettari vitati sono circa 34.000, suddivisi in ben 280.000 parcelle, i viticoltori sono 15.000, 150 sono le cooperative e 300 le maison; nel 2010 sono state commercializzate quasi 320milioni di bottiglie, di queste quasi 135milioni sono state esportate.
Per lo Champagne l’Italia rappresenta il sesto mercato al mondo a volumi, nel 2010 sono infatti state importate ben 7,2 milioni di bottiglie. Gli italiani si distinguono per la domanda di bottiglie di pregio: i millesimati rappresentano da soli il 7% delle importazioni, le cuvée speciali, che costituiscono il top di gamma di ogni produttore, detengono il 5% del mercato italiano, gli Champagne rosé continuano la loro crescita attestandosi nel 2010 al 6% del mercato.
I marchi presenti sul mercato italiano sono 466, le maison detengono l’85% del mercato, mentre i vignerons e le cooperative detengono rispettivamente il 9% e il 6%.
Il piano di sostenibilità della Champagne
La Champagne ha iniziato a ridurre la sua impronta ambientale; tra il 2003 e il 2010 le emissioni di CO2 sono diminuite del 5% grazie al piano adottato dai 15.000 viticoltori e dalle 300 maison della filiera.
“L’obiettivo del Comité Champagne è oggi di arrivare a una riduzione del 25% entro il 2020” ha annunciato Thibaut Le Mailloux, direttore della comunicazione del Comité.
Il piano per lo sviluppo sostenibile della Champagne ha portato in 15 anni alla riduzione del 50% nell’impiego di prodotti fitosanitari, oggi circa la metà dei prodotti utilizzati nei vigneti della Champagne sono autorizzati in agricoltura biologica. Con il 25% delle superfici vitate (9.000 ettari) gprotette con la tecnica della confusione sessuale, la Champagne è una delle regioni leader in Europa per l’uso di questa metodologia. Sul fronte della protezione delle risorse idriche, con un investimento di 40 milioni di euro in 10 anni, la Champagne attualmente tratta e valorizza il 95% delle acque reflue impiegate in viticoltura e punta a raggiungere l’obiettivo del 100% entro il 2012. I consumi di acqua della Champagne sono oggi di 8 volte inferiori alla media dell’agricoltura francese.
Il 90% dei rifiuti industriali sono già trattati e valorizzati e il piano Anaxagore, che sarà lanciato entro il mese di ottobre, punterà alla valorizzazione delle risorse agricole. L’obiettivo del programma è di sostituire input chimici e combustibili fossili con i sottoprodotti dei vigneti e delle lavorazione delle uve.
Passiamo ora alla degustazione: non andiamo ad esprimere valutazioni numeriche trattandosi di una degustazione palese ed in piedi di fronte al banco dei produttori, anche per questo motivo pratico le descrizioni dei vini sono più che sintetiche.
I vini sono comunque elencati in ordine di preferenza (la nostra ovviamente), anche se il limitato numero di campioni assaggiati fornisce un'idea estremamente parziale della qualità dei prodotti presenti.
Bollinger – Grande Année 2002: Leggere note tostate e di confetto, buona l’intensità olfattiva. Tostato ma al contempo morbido alla bocca, sapido, elegante e lunghissimo; buona la struttura.
Charles Heisieck – Brut Vintage 2000: Intenso al naso, con decise note tostate (caffè in grani) e sentori affumicati. La tostatura ed i sentori di caffè emergono anche alla bocca, l’effervescenza è decisa, la persistenza assai lunga. Un prodotto assai particolare.
Bruno Paillard – Blanc de Blancs Millésimé 1999: Elegante e complesso al naso, con leggeri sentori di distillato (Cognac). Maturo alla bocca, mediamente strutturato, complesso ed elegante, con leggere note tostate; discreta la persistenza.
Bouché Père & Fils – Millésimé 2000: Complesso al naso, con leggere e piacevoli note ossidative che rimandano alla mela matura. Pastoso, strutturato, riempie il palato, sapido e morbido, con leggere note tostate e lunga persistenza.
Paul Bara – Grand Cru 100% 2002: Bellissima l’effervescenza. Di media intensità olfattiva, pulito ed elegante. Fresco alla bocca, minerale, sapido, morbido, pulito, con una buona vena acida ed una lunga persistenza.
Bouché Père & Fils – Rèserve: Pulito al naso, fresco, con sentori di lieviti, canditi e pasticceria. Buona l’effervescenza e notevole la struttura, il vino è sapido ed al contempo morbido, lunga la persistenza.
Boizel - Millésimé 2000: Di buona intensità olfattiva, tostato, con note di caffè. Decisa l’effervescenza alla bocca, sapido, tostato, ricorda le nocciole tostate, lunga la persistenza.
Bonnaire – Cuvée Prestige Grand Cru 2005: Note di lieviti e confetto al naso, accenni di pasticceria, buona l’intensità. Tostato alla bocca, con buona vena acida e lunga persistenza.
Veuve Clicquot Ponsardin – Vintage 2002: Di media intensità olfattiva e buona eleganza, sentori di confetto. Morbido alla bocca, delicato, elegante, con leggere note tostate, lunga la persistenza.
Pannier – Vintage 2004: Elegante al naso, tostato, di discreta intensità. Buona l’effervescenza alla bocca, il vino è sapido e leggermente tostato, buona la persistenza.
De Saint Gall – Orpale Blanc de Blancs Grand Cru 1996: Bellissima l’effervescenza. Note tostate al naso. Buona effervescenza alla bocca, morbido e sapido, rimanda alle nocciole tostate, buona la persistenza.
Mailly Grand Cru – L’intemporelle 2005: Di media intensità olfattiva, con sentori di mela matura e leggere note tostate. Decisa l’effervescenza alla bocca, sapido, ritornano i sentori di mela matura, di succo di mela per la precisione, lunga la persistenza.
Louis Roederer – Brut Premier: Intenso, pulito ed elegante al naso. Morbido e decisamente sapido, presenta un buon frutto giallo con note agrumate, elegante e dalla lunga persistenza.
Delamotte – Blanc de Blancs 2002: Delicato al naso, presenta un buon frutto giallo. Decisamente sapido, quasi salino, fresco, pulito e dalla buona persistenza.
Marie Stuart – Millésimé Tradition 2004: Di media intensità olfattiva, pulito, con un buon frutto giallo e leggeri sentori di nocciole tostate. Di media struttura, sapido, con buona vena acida e lunga persistenza.
Mandois – Blanc de Blancs Millésimé 2004: Di media intensità olfattiva, pulito ed elegante, con sentori di confetto e leggere e piacevoli note tostate. Buona l’effervescenza alla bocca, discreta la struttura, il vino è morbido, con sentori di crosta di pane e buona persistenza.
Deutz – Brut 2006: Intenso al naso, con leggeri sentori di canditi. Buona l’effervescenza alla bocca, morbido e sapido, lunga la persistenza. Un vino molto piacevole, anche se non molto complesso.
Pierre Gimonnet & Fils – Fleuron 2005: Delicato e pulito al naso, di buona eleganza, fresco ed agrumato. Di buona struttura, con sentori di mela matura e leggere note tostate, buona la persistenza.
Nicolas Feuillatte – Cuvée 225 2003: Molto bella l’effervescenza. Pulito al naso, di media intensità, con un bel frutto (mela). Alla bocca l’effervescenza è decisa, un poco aggressiva, il vino è sapido e con una buona vena acida, pre4senta note vegetali ed ha una lunga persistenza.
Champion Roland – Blanc de Blancs Grand Cru Spécial Club 2004: Intenso al naso, con sentori di lieviti. Dotato di buona effervescenza, agrumato e sapido, con note tostate e buona persistenza.
Bollinger – Rosè: Spuma cremosa, color salmone scarico. Di buona intensità olfattiva, leggermente tostato e con note di tabacco. Decisa l’effervescenza alla bocca, quasi aggressiva, molto sapido, si colgono sentori di nocciole tostate e di piccoli frutti rossi. Buona la persistenza.
Mandois – Origine: Bellissima l’effervescenza. Di media intensità olfattiva, pulito, non molto complesso. Buona l’effervescenza alla bocca, come pure la vena acida, il vino è pulito, con leggere note tostate. Di buona facilità di beva.
De Venoge – Blanc de Blancs Millésimé 2002: Di media intensità olfattiva, tostato, con sentori di caffè che ritornano anche alla bocca, il vino è sapido ed ha una buona persistenza.
Mailly Grand Cru – Grand Cru Réserve: Di media intensità olfattiva, pulito, con sentori di mela verde; un poco semplice. Fresco e decisamente sapido alla bocca, note tostate e buona persistenza.
Brugnon – Prémier Cru 2006: Di media intensità olfattiva, con sentori fruttati (mela) e leggeri accenni vegetali. Buona la struttura, emerge prepotente il sentore di mela, succo di mela per la precisione, sapido e di buona persistenza. Curioso.
Lorenzo Colombo
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