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| Anteprima Amarone 2008 |
| Frutto, freschezza e note balsamiche |
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La conferenza stampa, che tradizionalmente inaugura l'ANTEPRIMA AMARONE 2008, si è aperta con un omaggio a Bepi Quintarelli, uno tra i padri dell’Amarone, recentemente scomparso; appena Emilio Pedron, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha ricordato la sua figura, dalla sala gremita è scaturito un lungo e caloroso applauso.
Pedron ha quindi tracciato un quadro della situazione dei vini della Valpolicella, dove si nota ancora una volta l’inarrestabile avanzata dell’Amarone, che ha visto aumentare le vendite dai 5milioni di bottiglie del 2000 ai 12 milioni del 2011, noi, come abbiamo più volte scritto, vedi qui, qui e qui, abbiamo sempre una certa preoccupazione nel vedere imboccata una strada che sembra senza ritorno: come si può pensare infatti di ritornare a produrre un “semplice” Valpolicella, quando i terreni vitati hanno ormai raggiunto costi impensabili?
Questo incremento di numeri si nota anche tra i produttori, che sono triplicati nell’arco di dieci anni.
Anche il Ripasso della Valpolicella è giunto a numeri impressionanti: oltre 20milioni di bottiglie nel 2011, ed ovviamente si è sempre più ridotta, dimezzandosi, la produzione di Valpolicella: da 50 milioni a 25 milioni di bottiglie.
Pedron ha inoltre evidenziato la registrazione dei marchi collettivi “Amarone della Valpolicella”, Recioto della Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso”, sui mercati extra UE, per meglio tutelare l’interesse dei produttori, ed in conclusione ha rimarcato l’assenza di diverse “aziende importanti”.
Il Professor Eugenio Pomarici ha poi presentato il sunto di un’indagine promossa dal Consorzio di Tutela, a supporto della competitività del sistema vitivinicolo della Valpolicella.
Una simile indagine era stata svolta dalla stesso Professor Pomarici nel 2006 (vedi), ma la situazione mondiale in questi ultimi cinque anni è completamente cambiata, con un mercato del vino in netta sovrapproduzione, con conseguente calo dei prezzi, anche se per il momento questo non riguarda il comparto dell’ Amarone.
Come tutti gli anni la conferenza stampa si è chiusa sulla presentazione del “Profilo enologico dell’Amarone 2008”, da parte dell’enologo Daniele Accordini, responsabile tecnico del Consorzio.
Accordini ha parlato di un “ritorno alla normalità del calendario vegetativo”, nel 2008 infatti, dopo anni di maturazioni anticipate, le uve sono state raccolte in perfetta media storica. L’andamento stagionale è iniziato con abbondanti piogge tra aprile e giugno, che hanno causato attacchi di peronospera, mentre tra settembre ed ottobre, l’assenza di pioggia e le buone escursioni termiche hanno consentito di vendemmiare uve dotate di buona componente fenolica ed ottima carica aromatica, soprattutto per la Corvina, anche se con meno zuccheri rispetto all’anno precedente.
La vendemmia per le uve dell’Amarone è iniziata il 22 settembre e l’appassimento delle uve ha avuto qualche criticità tra novembre e dicembre a causa dell’umidità; qualche attacco di botritis cinerea ha dato ai vini una certa morbidezza ed una buona complessità.
In un’annata come questa si sono inoltre evidenziate le diversità tra le varie vallate, con vini caratterizzati da singole specificità, seppur sotto un comun denominatore.
Ma veniamo alla degustazione:
Cinquantaquattro dunque le aziende presenti, con sessantacinque vini in degustazione, dei quali trentacinque erano quelli già in bottiglia, anche se in buona parte non ancora commercializzati, mentre trenta erano “prelievi di botte”, prelevati appositamente per l’anteprima alla stampa.
Si è notata, l’assenza in massa delle “Famiglie dell’Amarone d’Arte”, l’associazione di produttori nata nel 2009, e così mancavano diversi produttori storicamente presenti all’Anteprima: Tommasi, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Nicolis, Speri, Zenato, Venturini, tanto per citarne qualcuna.
Al di là delle motivazioni troviamo che questa mancanza sia negativa per noi degustatori, poiché ci vengono a mancare alcuni punti di riferimento importanti per analizzare un’annata, anche se certamente di vini in assaggio ce n’erano a sufficienza.
La sede delle degustazioni è tornata ad essere quella della Gran Guardia, nel centro di Verona, e questo se da una parte ha facilitato gli spostamenti (non servivano navette) ed ha favorito l’affluenza del pubblico (i dati forniti dall’organizzazione parlano di duecento giornalisti ed oltre milleottocento accreditati), ha creato alcuni problemi di “traffico” all’interno della sala dov’erano posizionati i banchi d’assaggio, in alcuni momenti decisamente satura. Interessante la suddivisione per “vallate” dei vini disponibili ai banchi d’assaggio, suddivisione non prevista nelle sale degustazione.
Per noi operatori erano comunque disponibili due sale con servizio ai tavoli, fornito da efficienti sommelier, una sala era dedicata alla degustazione palese, mentre l’altra ai “blind tasting”, naturalmente l’opzione da noi scelta è stata quest’ultima, onde evitare qualsiasi influenza.
Quest’anno, diversamente da quanto siamo soliti fare, abbiamo degustato esclusivamente i vini in bottiglia; le motivazioni sono diverse, ad esempio un vino prelevato dalla botte non è ancora compiuto, ovvero può essere ancora soggetto a pratiche di cantina che ne possono cambiare le caratteristiche, e quindi il consumatore finale potrebbe trovare un vino completamente diverso da quanto da noi descritto.
Ma in realtà la motivazione principale è un’altra, contrariamente alle precedenti edizioni, quest’anno, dopo le degustazioni non si soggiornava a Verona, ma dovevamo tornarcene a casa, e, guidare dopo aver assaggiato oltre sessanta campioni di un vino ad elevata nota alcolica, non ci sembrava la cosa più saggia da farsi.
L’assaggio di trentacinque campioni, pur non essendo completamente esaustivo ci dà comunque un’idea complessiva dell’andamento di un’annata; abbiamo quindi trovato nel complesso vini freschi, spesso connotati da note balsamiche, in pochissimi casi prodotti marmellatosi ed iperconcentrati, d’altra parte, nella presentazione di Daniele Accordini, appariva evidente una media, relativa all’estratto secco, più bassa rispetto a quanto eravamo ultimamente abituati.
La maggior parte dei vini era inoltre connotata da una notevole pulizia (solo un paio i campioni con problematiche olfattive), un’acidità rinfrescante e dei tannini quasi mai spigolosi, piacevole inoltre la constatazione di un uso del legno assai più delicato e quasi mai prevaricante; altro fattore da non sottovalutare è la “facilità di beva” di questi vini, anche se è certamente esagerato parlare di facilità di beva per un’Amarone.
Le nostre migliori degustazioni: (ci siamo limitati a citare solamente quei campioni ai quali abbiamo assegnato un punteggio di almeno 85/100; tra parentesi indichiamo la zona di provenienza dei vini).
Rubinelli Vajol - Amarone della Valpolicella Classico (Valle di Marano – San Pietro in Cariano)
Color granato di media intensità, leggermente velato. Di media intensità olfattiva, sentori di marmellata, confettura, frutta sotto spirito, pulito e fresco, buona l’eleganza. Media struttura, fresco, alcolico, pulito, elegante, bel frutto,leggera speziatura, lunga persistenza. 90/100
F.lli Recchia - Amarone della Valpolicella Classico "Masua di Jago" (Valle di Negrar)
Granato di discreta intensità, con ricordi rubino. Frutto rosso maturo, leggermente speziato, pulito, elegante. Fresco, tannini ben fusi, frutto rosso piacevolmente speziato, elegante, lunga persistenza. 89/100
Cantina Valpolicella Negrar - Amarone della Valpolicella Classico (Valle di Negrar)
Rubino-granato di buona profondità, leggermente velato. Di media intensità, leggermente balsamico, accenni di castagne al forno, elegante, pulito. Fresco, pulito, elegante, balsamico, lunga persistenza, tannini ben fusi. 88-89/100
Cà Rugate - Amarone della Valpolicella (Valli orientali)
Granato non molto intenso, leggermente velato. Di media intensità olfattiva, accenni di castagne, pulito, fresco, elegante. Media struttura, leggere e rinfrescanti note vegetali, accenni balsamici, lunga persistenza, elegante. 88/100
Pasqua Vigneti e Cantine - Amarone della Valpolicella Classico "Villa Borghetti" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Granato di discreta intensità. Pulito, sentori di castagne, di discreta intensità olfattiva, buon alcol. Discreta struttura, alcolico ma fresco, tannino presente ma ben amalgamato, chiude lungo su note di liquirizia. 88/100
Corte Archi - Amarone della Valpolicella Classico "Gli Archi" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Granato di media intensità, leggermente velato. Media intensità olfattiva, frutto rosso macerato, leggere note balsamiche. Media struttura, balsamico, fresco, con tannini ben fusi, sapido, buona vena acida, buona persistenza su note di liquirizia dolce. 88/100
Monte del Frà - Amarone della Valpolicella Classico "Lena di Mezzo" (Valle di Fumane – Fumane)
Granato non molto intenso, leggermente velato. Di media intensità olfattiva, pulito, con accenni balsamici. Fresco, pulito, balsamico, di medio corpo, con tannini ben fusi e buona persistenza. 87-88/100
Accordini Stefano - Amarone della Valpolicella Classico "Acinatico" (Valle di Fumane – Fumane)
Rubino-granato di buona intensità. Intenso al naso, frutto rosso speziato, pulito, accenni di castagne. Sentori di castagne anche alla bocca, balsamico, fresco, pulito, di media struttura, e buona beva, media persistenza su sentori balsamici. 87-88/100
Massimago 1.8.8.3. - Amarone della Valpolicella "Massimago" (Valli orientali)
Rubino-granato di discreta intensità. Discreta intensità olfattiva, leggermente balsamico, accenni di smalto. Frutto rosso maturo, confettura di marasche, morbido, tannini ben fusi, buona persistenza su sentori di liquirizia dolce. 87/100
Gamba - Amarone della Valpolicella Classico "Vigneto Campedel" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Granato di discreta intensità, leggermente velato. Di media intensità olfattiva, accenni balsamici, ciliegia leggermente speziata, leggermente pungente. Di buona struttura, belle trama tannica, buon alcol, note di liquirizia su lunga persistenza. 86-87/100
F.lli Fabiano - Amarone della Valpolicella Classico "Nicola Fabiano" (Valle di Negrar)
Rubino profondo e luminoso, unghia leggermente granata. Di discreta intensità olfattiva, leggermente speziato, alcolico. Strutturato, alcolico, frutto rosso macerato, sentori di spezie, tannini ben fusi, lunga persistenza su sentori di liquirizia. 86-87/100
Santa Sofia - Amarone della Valpolicella Classico "Antichello" (Valle di Fumane – Fumane)
Granato di buona intensità. Leggeri accenni di smalto, alcolico, leggermente pungente. Discreta struttura, fresco, leggeri e piacevoli accenni vegetali, tannini ben fusi, lunga persistenza su note di liquirizia. 86/100
Pietro Zanoni - Amarone della Valpolicella "Zovo" (Zona occidentale)
Granato luminoso di media intensità. Leggere note di smalto, di media intensità olfattiva. Buon frutto, pulito, di discreta intensità, buona persistenza su note aromatiche. Molto più espressivo alla bocca. 86/100
Cavalchina - Amarone della Valpolicella (Valli orientali)
Rubino di buona intensità, con ricordi violacei. Intenso al naso, frutto rosso macerato. Strutturato, alcolico, ciliegia sotto spirito, buona persistenza su note di liquirizia. 86/100
Piccoli Daniela - Amarone della Valpolicella "Monte la Parte" (Zona occidentale)
Granato luminoso di media intensità, molto bello. Bel naso, pulito, fresco, di media intensità, leggermente balsamico, elegante. Media struttura, fresco, bella vena acida, tannino ben fuso, note balsamiche, chiude lungo su sentori di liquirizia dolce. 86/100
Soraighe by Bennati - Amarone della Valpolicella "Vigneti Vallata di Marano"
Rubino profondo e compatto, unghia violacea. Intenso, frutto rosso maturo, note speziate, ciliegia sotto spirito. Alcolico, tannini in evidenza, asciutto, pulito, speziato, lunga persistenza. 86/100
Giuseppe Campagnola - Amarone della Valpolicella Classico (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Granato non molto intenso, leggermente velato. Di media intensità olfattiva, note balsamiche, frutto rosso leggermente speziato. Di media struttura, leggeri accenni vegetali di fieno, asciutto, accenni balsamici, buona persistenza. 86/100
Cà la Bionda - Amarone della Valpolicella Classico "Vigneti di Ravazzol" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Rubino-granato di discreta intensità, luminoso. Frutto rosso macerato (ciliegia), note speziate, intenso. Discreta struttura, tannini asciutti, liquirizia, intenso, alcolico, buona persistenza. 86/100
Cav. G.B. Bertani srl - Amarone della Valpolicella Valpantena "Villa Arvedi" (Valpantena)
Granato scarico, leggermente velato. Di buona intensità, balsamico, note floreali, fruttato, caramella alla ciliegia, pulito. Buon frutto fresco, pulito, bella vena acida, lunga persistenza. Forse un poco semplice. 85-86/100
Roccolo Grassi - Amarone della Valpolicella (Valli orientali)
Rubino compatto, profondo e luminoso. Intenso, alcolico, frutto rosso macerato, leggeri sentori di smalto. Alcolico, strutturato, tannino deciso ma ben fuso, leggeri accenni vegetali, lunga persistenza su note di liquirizia forte. 85-86/100
Antolini - Amarone della Valpolicella Classico "Cà Coato" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Rubino-granato, di media intensità, leggermente velato. Media intensità olfattiva, frutto rosso speziato, leggere note vegetali. Discreta struttura, alcolico, leggermente pungente, freschi accenni vegetali, buona persistenza. 85/100
Bixio Poderi - Amarone della Valpolicella Classico "Tenuta Badin" (Valle di Marano – Marano di Valpolicella)
Granato profondo e luminoso. Leggeri accenni di smalto, intenso. Buona struttura, frutto rosso speziato, lunga persistenza su sentori di liquirizia dolce. 85/100
Lorenzo Colombo
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| 2/2/2012 |
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